Che fumetto mi consiglieresti?

Qualche giorno fa un amico mi ha fatto una domanda che suonava pressappoco così:

Tu leggi fumetti da una vita e continui a farlo. E ti piacciono. Io non ne so nulla ma è estate, ho tempo libero e vorrei provare a capire cosa ci trovi. Mi consigli un volume da leggere? Vorrei vedere e capire perché li trovi così belli, e poi magari scopro che mi piacciono e inizio anche io

Non è la prima volta che mi capita e credo che sia una domanda che almeno una volta nella vita sia stata fatta a tutti quelli che leggono tanti fumetti e lo fanno in maniera manifesta. Però questa volta c’era una richiesta in più: leggere qualcosa che rappresenti quello che io leggo ancora oggi.

Cioè, per fare un esempio facile, se mi chiedete un fumetto da consigliare a chi non legge fumetti, il primo titolo che sparo sempre o quasi è Asterix. E’ bello, noto, facile per i piccoli ma anche con vari livelli di lettura per i grandi. Ma non è quello che stava chiedendo il mio amico. Lui voleva qualcosa che legge oggi il Mattia di 45 anni. Asterix lo leggo a Paolo e mi piace ancora molto, ma non è una mia lettura attuale.

A questo punto mi sono messo a pensare e a creare una lista di titoli tra cui scegliere IL VOLUME. Ho scartato subito fumetti belli ma troppo difficili per chi non mastica il mondo delle nuvole parlanti. Perché per quanto Maus sia un capolavoro assoluto, non lo vedo come il fumetto adatto. Magari sbaglio, è possibile e anche probabile, ma l’idea che mi ero/sono fatto è che il mio amico cercasse qualcosa che lo divertisse, non che lo sconvolgesse.

Per lo stesso motivo ho quindi segato alcune delle pietre miliari di questo mondo: no Watchmen (troppo pesante, troppo complesso), no V for Vendetta, no l’Eternauta, no altri titoli simili. E a malincuore ho scartato perfino il fumetto che, quando lo lessi per la prima volta da ragazzino (ero alle medie), mi lasciò senza parole e mi fece capire che i fumetti erano un mondo fantastico che dovevo imparare a conoscere bene: Batman – Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Perché il capolavoro di Frank Miller secondo me oggi è sempre bello, ma è ovviamente invecchiato e ha perso parte della forza devastante che aveva quando è uscito. Intendiamoci: è e resta qualcosa di clamorosamente bello, ma non sono convinto sia la scelta migliore per introdurre qualcuno ai fumetti nel 2020. E lo ribadisco: il termine chiave qui è INTRODURRE. Ricordatevelo mentre leggete questo post.

Ma non vivo di solo comics, anzi: ci sono i manga! Se però si parla di one-shot giapponesi, c’è ben poco e quello che mi è venuto in mente era ancora meno di adatto dei titoli fin qui elencati, secondo me. Il problema è la richiesta di un “volume unico”, qualcosa di poco diffuso nei manga. Scartati tutti quelli di Asano (splendidi ma davvero voi dareste a un non lettore di fumetti Il campo dell’Arcobaleno o roba simile?), mi è venuto in mente il magnifico horror Hideout ma non era rappresentativo di quanto leggo normalmente. E non era abbastanza “forte” per fare breccia in un non appassionato. Scartato Tezuka, per motivi non troppo diversi dal discorso su Batman, sono finito sul nome più ovvio, il grande Jiro Taniguchi. Tra i tanti suoi volumi, io sceglierei Al tempo di papà, quello che preferisco. Primo nome della lista trovato, a cui ho affiancato subito l’omnibus di Planetes che è davvero bello e soddisfa meglio di Taniguchi l’idea di “intrattenimento estivo” che avevo nella mia testa come cardine per la decisione.

A questo punto mi sono messo a guardare cosa ho in libreria in bella vista in questo momento e ho trovato altre cose molto interessanti che avrebbero potuto andare bene. Tipo l’imperdibile omnibus di Blacksad, I maestri dell’Orzo, Il quinto Beatles, i volumi di Ortolani… la scelta era infinita.

Ma fin dal principio avevo l’idea di dover scegliere o qualcosa Marvel o manga, che sono i due “tipi” di fumetto che leggo di più. Ci ho pensato su e ho a malincuore scartato i fumetti giapponesi, perché non vedo il mio amico come un tipo che ha voglia di leggere da destra a sinistra. Restava quindi la Marvel. Ho cominciato a pensare a cosa c’era di adatto e mi sono reso conto che anche qui avrei dovuto fare delle scelte dolorose. Niente Marvels, che ti godi davvero solo se conosci qualcosa dell’universo della Casa delle Idee. Avrei voluto qualcosa di Spider-Man, mio personaggio preferito, e avevo pensato ovviamente a L’ultima caccia di Kraven, ma alla fine l’ho scartato, perché è sì splendido ma se non sai chi sia Kraven, puoi davvero comprendere a pieno qual è la ragione che lo porta a fare quanto fa? Forse sì, ma percé rischiare quando c’è tanto altro? Non sto a elencarvi tutti gli altri volumi che ho considerato perché il post diventerebbe oscenamente lungo, e già così non scherza. Vi dico solo che fin dall’inizio io avevo in mente un nome e un titolo, e alla fine mi sono convinto che potevo risparmiarmi la fatica e il tempo speso a pensare a questa cosa e andare subito con quella che era la mia scelta istintiva.

E così gli ho detto di comprarsi questo:

Ultimates omnibus. 59 euro, 56 su Amazon, per 752 pagine di assoluto godimento. Dalla prima all’ultima tavola. Un’opera che personalmente ritengo uno dei punti più alti della storia della Marvel, un fumetto perfetto per chi conosce i super eroi della Casa delle Idee e altrettanto perfetto per chi non sa che differenza ci sia tra la Vedova Nera e Wasp. Qualcosa di così bello e di perfetto per i novizi che la stessa Marvel/Disney l’ha preso come base per farci i film. E non oso immaginare la faccia che farà quando vedrà non solo alcuni dei fantastici colpi di scena della storia, ma anche quando si troverà davanti quella pagina molto speciale e fuori di testa che c’è verso la fine della seconda miniserie. Mark Millar è un genio, io lo ritengo il miglior scrittore al momento sulla piazza (e infatti vari suoi one-shot erano nella mia lista: Magic Order e Empress su tutti, ma anche Wanted, Chrononauts, Space Bandits, Prodigy…) e qui in coppia con un Bryan Hitch in grande forma ha realizzato un capolavoro di rara bellezza.

Lui l’ha preso, ora sono in attesa di scoprire poi cosa mi dirà.

Però passo anche la palla a voi: nei miei panni, voi cosa avreste consigliato a uno che vuole scoprire il mondo dei fumetti?

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Di buffe teorie e difficili scelte

Oggi mentre andavamo in auto al centro estivo, Paolo, sentendo che alla radio parlavano del Corona virus, mi ha detto: “Papà, secondo me il Corona virus si sta stancando e se ne sta andando via. Non vedo l’ora che non ci sia più, e secondo me manca poco. Ne sono certo”. Non è la prima volta che mi dice questa sua buffa teoria, temo non sarà l’ultima.

L’ingenuità con cui un bambino di sei anni affronta un problema di queste dimensioni è allo stesso tempo un toccasana e un calcio nelle palle. Perché ti ricorda quello che sai bene ma cerchi di nascondere nel retro del cervello, e cioè che lui sta vivendo un periodo confuso e poco chiaro, privo com’è degli strumenti per comprendere la situazione (non che per noi adulti non lo sia, ma almeno sappiamo cosa sta succedendo). Ma questo non lo ferma e si fa un suo racconto della realtà nella sua testolina. Il che, come detto, da un lato è bello ma dall’altro non sai se e quali conseguenze avrà. Sicuramente il lockdown lo ha segnato pesantemente e avevamo visto in lui degli inequivocabili atteggiamenti figli della regressione (la facilità con cui scoppiava a piangere era, detto con onestà, allarmante) ed è soprattutto per questo motivo che noi abbiamo deciso di “rischiare” e farlo tornare prima alla materna e poi andare ai centri estivi. Perché se da un lato c’era e c’è la paura per un possibile contagio, dall’altro c’era la certezza che la salute mentale di Paolo era legata a doppio filo con il riprendere ritmi normali e il ritorno a una socialità che a lui era seriamente mancata. E attenzione che non uso “salute mentale” con leggerezza, non con quel significato scherzoso che a volte noi adulti gli diamo: no, uso l’espressione con il suo vero significato, quello serio.

E i risultati si sono visti da subito: è tornato a essere più allegro, più rilassato, più disponibile… insomma, è tornato il solito Paolo. Certo, in qualche aspetto è cambiato ma chi può dire se la “colpa” sia della convivenza forzata in quattro mura o del fatto che sta crescendo sempre di più e mutando il suo carattere?

Per questo noi lo manderemo al centro estivo fino all’ultimo giorno possibile. Fa comodo a me non averlo a casa, lo ammetto, ma non è questo che ci ha portato a prendere questa decisione. E’ che abbiamo visto quanto gli abbia fatto e faccia bene sfogarsi correndo con amici, giocare con gli altri e cose del genere. Poi andrà come deve andare, nessuno lo sa, ma sono sinceramente convinto che la scelta fatta sia stata la migliore possibile.

PS: Francesco, invece, è il solito scemetto di sempre. Ma del resto lui di anni ne ha solo due, e questo periodo eccezionale per lui non è stato altro che un nuovo momento della sua ancora nuovissima vita 😀

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Di nuovo a scuola

Dopo quasi tre mesi a casa causa COVID-19, oggi Paolo è tornato a scuola per gli ultimi giorni della materna (sappiamo solo che sarà aperta “quantomeno fino a fine giugno“, quindi non abbiamo idea di quanti altri giorni farà).

Ma è una scuola completamente diversa: meno di metà degli alunni di prima, classi cambiate sia per composizione che per aula usata, probabile maestra diversa, struttura della giornata alterata e comportamenti da tenere che immagino siano radicalmente variati. Aggiungeteci un’orario corto (fino alle 13) e una serie di richieste degne di un film di serie B sui virus letali, e ieri ci chiedevamo se fosse stata la scelta giusta rimandarlo a scuola. Dubbi che si sommavano alla paura del rischio contagio, che ovviamente avevamo e abbiamo anche noi (e qui avere una moglie medico aiuta solo fino a un certo punto). Però la nostra scelta è nata da una serie di considerazioni varie, tra cui spicca il fatto che Paolo è realmente un animale sociale e stare a casa da solo altri mesi magari sì lo faceva stare lontano da un ipotetico rischio contagio, ma avrebbe sicuramente avuto delle ricadute sulla sua salute mentale e sul suo modo di comportarsi. E vi assicuro che già oggi vediamo quanto questo isolamento abbia pesato su di lui.

Poi, però, arriva la mattina di oggi e Paolo, che da tre mesi si sveglia quando ha voglia, viene gentilmente scosso dalla mamma verso le 7:30 che gli dice di alzarsi, ma lui non si muove e anzi si rigira per tornare a dormire. A quel punto io gli dico: “Paolo, dai alzati e vai a fare colazione che dopo devi andare a scuola”… e lui scatta in piedi, corre in cucina e comincia a fare tutto velocissimamente perché “devo andare a scuola”. E’ eccitato oltre ogni misura, salta e canta, corre a destra e sinistra, fa tutto subito, non devi ripetergli nulla (cosa che non è MAI successa. MAI, nemmeno per andare a rugby o a giocare da qualche amico) ed esce di casa tutto contento.

Non so come andrà a finire questa storia, nessuno lo sa, ma almeno stamattina ho avuto la certezza che i motivi per cui abbiamo deciso di rischiare il ritorno a scuola erano giusti. Ora speriamo e preghiamo di non avere sbagliato l’azzardo sul rischio contagio…

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Esiste un titolo più contorto di “LEGO® NINJAGO® Il Film: Video Game”?

Probabilmente sì, ma direi che in una ipotetica classifica dei titoli contorti, questo sarebbe sicuramente in gara per un posto sul podio.

Ad ogni modo, il post non è per questo ma per segnalarvi che il suddetto gioco è gratuito da oggi e fino al 21 maggio per tutte le piattaforme su cui lo trovate (quindi PC, PlayStation 4 e Xbox One).

Lo potete scaricare da Steam (link), PlayStation Store (link) e Xbox Marketplace (link)

PS: visto che sono in argomento, da giovedì e fino a giovedì prossimo, sull’Epic Games Store si può scaricare gratuitamente Grand Theft Auto V per PC! Potete riscattarlo premendo qua.

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Nuovi, avventurosi, inizi

Ieri notte, ore 22:00 circa.

I bambini e Carla stanno dormendo da un po’, io sono sveglio e seduto sul divano. Non ho minimamente sonno e so cosa voglio fare: giocare con la PlayStation. Qui però sorge un grosso problema: ho ormai finito Nier (gioco splendido, ancora di più di quanto avessi scritto nella recensione) e quello che mi resta da fare è solo la caccia ad oggetti ormai sostanzialmente inutili (armi e skill per i Pod), inseguire i millemila finali e trofei che richiedono ore di grinding solo per ottenere materiali per fare cose inutili. So anche che gioco iniziare dopo di questo, l’ho deciso da tempo:

Però ho paura di farlo, perché nella mia testa è un titolo mastodontico e perfetto per me, che avrà la capacità di rapirmi per parecchie ore. E uso “rapirmi” non a caso: amo la saga di Tomb Raider e i primi due capitoli della nuova trilogia li ho trovati fantastici. Questo è l’atto finale, per cui so che sarà più grande, più ricco, più bello. Ho pure la versione Game of the year, quella con tutti i DLC compresi (ho aspettato apposta che uscisse per prenderlo, perché io odio non giocare a tutto quello che c’è di un titolo quasi quanto odio dover tornare una volta al mese per fare i nuovi contenuti appena rilasciati). So, quindi, che mi mangerà una marea di ore e non sono sicuro di averle in questo periodo.

Per cui mi metto a cercare un film da vedere. Apro Amazon Prime Video e letteralmente il secondo consiglio che vedo è Dora l’esploratrice, che a modo suo mi ricorda Tomb Raider. Decido che è meglio passare alla fantascienza, giusto per stare sul sicuro, ma non trovo nulla di decente. Mi rassegno e provo alla cieca una titolo che sembra una vaccata ma mi piace sperare che non lo sia.

Dieci minuti dopo l’inizio, ho la certezza che è una vaccata. Ma vado avanti, perché so che se non resisterò, la tentazione della PlayStation 4 diventerà irresistibile. Però non c’è nulla da fare, The Last Scout è davvero terribile. Lo è al punto che per trovare un’immagine decente da mettere qui, ho dovuto passare cinque minuti a cercare su Google prima, che alla fine non ce l’aveva, e Bing poi. E’ talmente pessimo che mi arrendo, ma voglio comunque sapere cosa succederà nel resto del film, ma NON si trova un singolo riassunto di tutto il film in rete. Nessuno, infatti, si è prego la briga di farlo e quindi se non lo trovo, io non saprò mai che succede. Ma nel mentre della ricerca fallita, ho la sfortuna di leggere una recensione in cui viene detto che “succede qualcosa di imprevedibile e diverso dal solito cliché dei thriller spaziali”, che quindi mi incuriosisce ancora di più. Provo a resistere un altro po’ ma niente da fare, è davvero terribile e l’ennesima prova di pessima recitazione di alcuni attori, in particolare il responsabile tecnico che è davvero un cane, mollo schifato (per chi ha avuto la sfortuna di vederlo, sono a quando il suddetto attore prende “una decisione contro il capitano” e chi è con lui -> evito gli spoiler pure per le porcate, c’è qualcosa che non va in me…). E quindi cedo al lato oscuro della forza e accendo la PlayStation 4. Sono passate da poco le 23, quando lancio Tomb Raider.

Sono le 4:20 quando lo chiudo.Lo sapevo, cazzo!

PS: stamattina devo sgusciare i piselli, e decido di farlo ovviamente guardando qualcosa in TV. Apro la Play per vedere Prime Video e ovviamente c’è ancora Tomb Raider, così passo mezz’ora a fare una cripta che avevo appena scoperto ieri notte, mostrando il gioco a Paolo che ovviamente ne è entusiasta. Poi lo chiudo per dedicarmi ai piselli e che film per bambini (visto che sono accanto a me) faccio partire? Ma ovviamente Dora! Dannata Lara, anche questo è colpa tua!

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[Recensione] Nier Automata

Ho iniziato a giocare da qualche giorno a Nier: Automata su PlayStation 4.E’ un gioco davvero strano che ti colpisce fin dall’inzio grazie a dei cambi di telecamerache avvengono senza soluzione di continuità mentre giochi. Per capirci, durante la primissima scena, all’inizio la telecamera è dietro il tuo aereo, poi passa a lato e il gioco diventa uno sparattutto a scorrimento orizzontale, poi si sposta sopra ed è un classico twin-stick shooter. Il tutto è fatto benissimo ed è davvero divertente da vedere, anche se a volte ci vuole un istante per capire il cambio di prospettiva e adattarsi a muovere le mani diversamente.

Il gioco in sè è comunque un free roaming, uno davvero poverissimo per quanto riguarda le cose da fare e, soprattutto, gli ambienti in cui ti muovi, che nel 99% dei casi appena passabili. Sono stato viziato da anni di Assassin’s Creed, pare (vedendo giochi come questi capisci quanti anni luce avanti sia Ubisoft nei free roaming).

In classico stile giapponese, il gioco è anche terribilmente confusionario sotto vari punti di vista, a partire dalla mappa che dovrebbe aiutarti a orientarti, e finendo con un sistema di oggetti e livellamento di questi per nulla chiaro e che NON ti viene spiegato. Così come non ti spiegano come funziona la gestione delle skill. Non che siano cose difficili, anzi, è che sono gestite in maniera molto strana e, senza spiegazioni, non è facile capire cosa sono certi numeri o simboli. Poi quando ci arrivi, tutto diventa semplice. Ma il problema è il “quando”.

La giocabilità è altalenante: i cambi di visuale, come detto, sono un’idea splendida ma le battaglie sono incredibilmente confusionarie. Se combatti da lontano, sparando con il pod, va tutto bene. Ma questo è un gioco dove si deve lottare con la spada, quindi bisogna gettarsi nella mischia. E se questa mischia vede un numero di avversari maggiore di cinque o sei, cosa che succede spessissimo, è il delirio. Non si capisce molto bene che succede perché la telecamera stringe un po’ troppo sul tuo personaggio e, soprattutto, è bassa: quindi capita spesso di essere quasi coperto dai nemici. Cosa non ideale quando il combattimento si basa sullo schivare nel momento giusto l’attacco nemico.

Ma il vero delirio lo si raggiunge con i boss, dove lo scontro ravvicinato è necessario e il delirio garantito. Per capirci, io ho sconfitto il mostro finale letteralmente premendo a caso: dito fisso su R1 per sparare col pod, pressione continua e senza alcuna logica o strategia di R2 e quadrato. E via così, senza pensare e senza cercare di capire cosa stavo facendo, perché tanto c’erano così tanti oggetti su schermo che non aveva senso cercare di farlo. Tra l’altro c’era pure una specie di nebbia che non aiutava…

Arrivati fin qui starete pensando che ritenga quindi Nier una porcata. Invece no, mi sta piacendo parecchio. Perché se è vero che tecnicamente lascia il fianco scoperto a parecchie critiche, è innegabile che abbia un suo stile, uno anche molto affascinante. La storia è bella, mi ha preso, e poi ha un’altra caratteristica curiosa: va giocato più volte.

Ieri notte ho finito il gioco per la prima volta e iniziato la seconda run, e ho capito perché tutti ti raccomandano di non considerare il primo finale come la conclusione dell’avventura (lo scrivono persino gli sviluppatori dopo i credits finali). Il secondo playthrough lo fai nei panni del secondo personaggio, quello che nel primo giro accompagna solamente la protagonista. Dal terzo giro, pare che ci siano punti in cui la trama cambia anche radicalmente e ci sono ulteriori spiegazioni sul mondo in cui si gioca. Ci sono la bellezza di 26 finali (VENTISEI) ma, per fortuna, dal terzo giro puoi scegliere il punto da cui partire all’interno della storia, quindi con la giusta guida puoi vederli tutti senza impazziere. Ad ogni modo concentrandoci per il momento sul secondo giro, l’idea di rivivere le vicende da un altro punto di vista, con un personaggio che ha caratteristiche leggermente diverse, non è male. Non so se mi prenderà al punto da portarmi a fare più di due finali, ma intanto vado avanti.

Quindi, per concludere, che voto dare a Nier? Un bell’8 pieno se lo merita, perché alla fine mi ha saputo divertire e mi ha incuriosito abbastanza da andare avanti e vedere almeno il secondo finale (sinceramente sono convinto di fare anche il terzo giro, giusto per scoprire che differenza avrà dai primi due). Se vi paice sparare e picchiare, volete un free roaming non troppo dispersivo e una storia di fantascienza particolare, questo titolo fa per voi.

Tra l’altro in questo momento trovate a 29,90 la versione fisica su Amazon, e considerato che questo è il classico gioco che da qui a 10 anni potrà davvero valere qualcosa, è da acquistare senza pensarci due volte!

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Vittima di un vile ricatto…

Ultimamente la mia password di non so quale account è spuntata su non so quale lista di credenziali rubate, e quindi mi sono arrivate le classiche mail di gente che mi informa che hanno accesso al mio PC e mi hanno ripreso mentre faccio cose che provocano cecità durante la visione di non so quale sito porno. C’è anche chi fa il simpatico e mi scrive “you have very good taste, by the way”.

La cosa ovviamente mi scivola senza problemi, anche se mi scoccia avere un indirizzo di email “noto” agli spammer. Non è il mio principale, ma è uno che è collegato a un paio di servizi importanti. La password, invece, ha un che di familiare e potrei averla usata millemila anni fa su un qualche sito secondatio, ma è stata scartata da tempo e non c’è nel mio database di password.

Il troll che è in me aspettava questo tipo di ricatti da anni. Letteralmente da anni, da quando lessi la prima volta della cosa. Ho quindi il desiderio e l’istinto di provare a rispondere a un paio di queste mail, giusto per vedere quanto potrei trollarli. Vorrei provare a supplicarli di non farlo, chiedere però anche una conferma visiva e roba del genere. Sarei proprio curioso di vedere SE mi risponderebbero, un po’ ne dubito, e se sì, come. Magari lo farò da un’indirizzo falso, chissà.

Intanto, però, è interessante notare come la cifra che mi chiedono vari. C’è chi si “accontenta” di 700 dollari, chi ne vuole 1900 e l’avido del gruppo veleggia attorno ai 2000. Tutti, ovviamente, da pagare in bitcoin. E sono tre persone diverse, o uno solo con tre portafogli diversi, visto che i codici che mi hanno dato non sono uguali (ammetto di non sapere quanto facile sia generare un portafoglio: immagino molto e quindi è davvero uno solo che ha uno script che crea portafogli diversi automaticamente all’invio delle mail, ma non ne sono certo).

Curiosamente il tempo che mi viene concesso è inversamente proporzionale alla cifra: chi chiede di meno mi dà 72 ore per pagare, il medio due giorni e l’avido è anche impaziente, li vuole in 24 ore!

Un’altra cosa interessante è come arriva il testo. Lo si vede così:

ma in realtà non ci sono spazi: questi, infatti, sono lettere scritte in bianco! Lo si vede selezionando il testo:

E analizzando il codice della mail. Chissà perché…

Ora scusatemi, devo andare a mettere un pezzo di nastro adesivo nero sopra la mia webcam… ah, già! Io non ho una webcam, né l’ho mai avuta: non mi serve e non la voglio. 😀

 

 

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The Division 2 – quanto qualcosa di bello può diventarlo ancora di più

Ero un po’ in attesa delle recensioni di Warlords of New York per decidere se comprare o no questa espansione di The Division 2, gioco che mi è piaciuto molto ma che aveva un enorme difetto: il sistema delle abilità delle armi e corazze era fin troppo complesso, sbordando molto spesso nell’incasinato. E i mod che si potevano aggiungere erano altrettanto fonte di confusione, al punto che raggiunto il level cap e finito tutto quello che c’era da finire (raid esclusi), alla fine io giocavo senza nemmeno guardare il loot (lo raccoglievo e lo vendevo o smontavo, senza perdere tempo a controllare cosa fosse). Che in un looter-shooter non è un buon segno.

Contestualmente all’espansione è arrivato anche un pesante ripensamento degli oggetti e delle loro abilità, e questo viene dato a tutti, anche a chi non ha speso i 30 euro (che sono tanti) per comprarla. Con il personaggio pieno di oggetti derivanti dalle ultime partite, oggi mi sono messo a smanettare con il nuovo sistema delle ricalibrazioni per vedere se la situazione era migliorata. La prima sensazione è strana: capisci che sotto c’è molto, ma non ti spiegano bene cosa puoi e devi fare, dove e come. Poi dopo un inizioin cui mi ero un po’ fatto prendere dal pessimismo (“Ecco, il nuovo sistema fa schifo come il vecchio! Che palle…”) ho cominciato a capire che no, non è per nulla male e anzi è tutto molto semplice e, soprattutto, veloce da gestire. Certo si sente ancora un disperato bisogno di una app o un sito dove poter fare tutto questo lavoro velocemente e senza pad in mano, ma sappiamo che non ce l’avremo mai quindi me la metto via.

Non sto a spiegarvi cosa sia nel dettaglio: se ci giocate, lo conoscete già o lo farete a breve. Se non ci giocate, probabilmente non vi interesserà. E in entrambi i casi ci sono fior di articoli e recensioni che ne parlano (tipo questo in inglese).

Quello che volevo dire è che è sì complesso e soprattutto all’inizio vi porterà via una marea di tempo (infatti la mia ora di gioco l’ho passata interamente su di lui, zero colpi sparati oggi) ma non troppo al punto da rendere la cosa poco interessante o addirittura respingervi. Passati i primi 10 minuti lì dentro, sarà tutto molto semplice e chiaro.

Vi servirà capire solo qual è la giusta sequenza di cose da fare una volta tornati alla base con del nuovo materiale da controllare. Per me si è rivelata essere:
1. controllare tutto quello che ho di nuovo e vedere se c’è qualche pezzo in uso da sostituire (con tutti i mod del caso inseriti)
2. marchiare come spazzatura tutto il resto, salvo ovviamente pezzi che si vogliono tenere
3. andare nella zona ricalibrazione ad estrarre i talenti e le abilità che ci servono, partendo dalle cose che ci interessano di più (per esempio io parto sempre da salute, corazza e rigenerazione di queste due, poi vedo il resto)
4. Se è il caso, cambiare quelle degli oggetti in uso.
5. smontare o vendere tutto quello che è rimasto e che è spazzatura

Nel mezzo di tutto questo esplorare, finisco per notare che anche i mod per le corazze sono stati ripensati. A quel punto controllo anche i mod per le abilità, fin qui completamente inutili per i miei personaggi e che quindi non avevo mai usato, ora hanno un senso e una loro utilità. Mi mancano quelli delle armi, spero di darci un’occhiata stasera.

Insomma il lavoro per migliorare anche il gioco base c’è stato, e anche molto, ed è di qualità. Quindi si meritano i miei soldi. Appena finisco un paio di cose grosse di lavoro che ho in sospeso, me la compro (prima no, non devo cadere in tentazione :D).

Grande Massive, grande Ubisoft, che per me, lo ribadisco, resta la miglior software house sulla piazza. Lo dico da anni e cercai anche di scriverlo su Eurogamer ma mi bocciarono il pezzo. Spero che prima o poi gli diano/si prendano i diritti per qualche personaggio Marvel: tipo un Punisher gestito alla Watch Dogs non mi dispiacerebbe per nulla…

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Per le strade di Parigi

Sì, è montato e hanno selezionato le scene migliori (lo si vede bene nella parte finale del video, dove mostrano i salti sbagliati). Sì, le riprese sono fatte in modo da dare un senso maggiore di velocità, e magari in qualche punto sono pure velocizzate loro stesse. Sì, c’era chi gli svuotava le strade bloccando auto e persone. Ma resta il fatto che quanto fa in questo video Fabio Wibmer, che non sapevo e tutt’ora no so chi sia, è spettacolare e bellissimo da vedere. E i salti li fa davvero, perché puoi ingannare l’occhio per la velocità, ma la distanza che la bici percorre in aria la si vede e non è poca.

Ad ogni modo, video splendido con alcuni tocchi davvero geniali. Guardatelo, ne vale la pena.

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