4 marzo: io ve lo dico ora…

Vi ricordate quando vi ho detto che il referendum costituzionale non sarebbe mai passato? O quando vi ho anticipato che avrebbe vinto Trump le elezioni? O, ancora, quando ho predetto l’esito della Brexit (di questo non ho un post, ma a voce lo dicevo da tempo)?

Bene, è arrivato il momento di prepararvi all’inevitabile: tra quattordici giorni, le elezioni saranno vinte dal Movimento 5 Stelle. E lo farà con un numero di voti tale da poter governare da solo.

E così come per il referendum, la corsa alla presidenza americana e la Brexit, per me sarà una tragedia. Sia per me personalmente, che per l’Italia.

L’unica versa speranza di vedere il M5S sotto il 40% è nel blocco del Berlusca, ma non ce la faccio a sperare che il salvatore della patria saranno questi tre:

Il tutto mentre quell’idiota di Renzi continua a distruggere la sinistra solo perché l’ego gli ha completamente fuso il cervello. Speriamo che questa imminente mazzata sui denti sia la sua pietra tombale, o quantomeno l’inizio di un lungo percorso di riflessione lontano dalle poltrone di potere…

Anche se a dirla tutta, non è che dietro di lui ci sia poi questo fior fiore di sostituti in grado di fare molto meglio. Ma almeno una faccia nuova non odiata dalla massa…

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Il dilemma. La scelta. L’errore. La beffa.

Lo scorso week-end siamo andati in montaga ad Asiago, un paese vicino a Vicenza. C’è ancora della neve e abbiamo deciso di prenderci dentro per far divertire un po’ Paolo, che di neve in città quest’anno ne aveva vista pochissima. Per me, però, c’era un motivo in più: in quei giorni, infatti, si sarebbe tenuta la Final Four del campionato italiano di hockey su ghiaccio, sport che adoro e vedo troppo poco spesso. Da grande tifoso dell’Asiago, potevo forse non cogliere la palla al balzo?

IL DILEMMA

C’era, però, un problema. La Final Four si svolgeva su due giornate. Sabato c’erano le semifinali, con la partita dell’Asiago alle 20:30, e domenica alle 19 la finale. Io potevo vedere solo una delle due partite, perché non potevo lasciare Carla da sola con Paolo per due sere di fila. Essendo lo stadio piccolo, dovevo compare sabato mattina il biglietto e quindi ho dovuto decidere che cosa fare: avere la certezza di vedere l’Asiago in semifinale, ma poi perdermi l’eventuale finale e titolo nel caso la mia squadra avesse vinto due partite, oppure rischiare e prendere il biglietto per la finale, sperando nella vittoria della squadra di casa.

LA SCELTA

Ci ho pensato molto ma alla fine ho deciso di rischiare e prendere il biglietto per la finale di domenica. Non mi andava di perdere l’eventuale vittoria del titolo, cosa che mi successe una volta anni fa, quando salii per vedere un match di finale ma rimasi però fuori perché i biglietti erano finiti (da notare che in quel caso la finale era al meglio delle sette gare, ma quella non doveva essere decisiva. Senonché, a mia insaputa, nel pomeriggio il risultato della precedente gara, che l’Asiago aveva perso, era stato ribaltato a causa di un errore tecnico degli avversari. Quindi quella che doveva essere una delle finali era diventata la partita decisiva. Che venne poi vinta, se non ricordo male pure ai supplementari, con mio enorme felicità ma anche dolore per l’occasione persa). Insomma, finale sia.

L’ERRORE

Piccolo fatto curioso: non ho mai visto l’Asiago perdere. Nell’arco della mia vita sono andato allo stadio a vederli giocare una quarantina di volte, se non di più, e l’Asiago non ha mai perso con me sugli spalti. Mai. Non l’ha fatto nemmeno questa volta… perché io non ero sugli spalti. Ma ha perso la semifinale mentre io ero a mangiare una pizza seduto a un tavolo circondato da persone che non conoscevo (e non conosco) e fin troppi bambini. Su quest’ultima cosa tornerò in un altro post in futuro.

Così mi sono ritrovato nella triste condizione di possessore di un biglietto che non mi interessava più. Cosa fare domenica? Andare allo stadio o starsene a casa?

LA BEFFA

Cosa è successo e come non lo saprete mai, perché è una storia lunga e personale, ma alla fine non sono andato allo stadio. Non dico che mi dispiaccia, ma non ne sono nemmeno contento. In piccola parte per i soldi buttati, che per fortuna erano solo 20 euro, in parte maggiore perché sarebbe stata la prima partita che avrei visto da quando è nato Paolo. E la prima in assoluto per Paolo, che probabilmente si sarebbe annoiato al freddo, ma non ne avremo mai conferma. Però non è detto che ci riprovi: c’è un’altra competizione in corso in cui gioca l’Asiago, e magari potrei organizzarmi per venire a vedere una partita prima che questa finisca. Chissà che ce la faccia questa volta…

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[Recensione] Klaus

Prendete quella che è la vostra idea classica di Babbo Natale (vecchio con la pancia, vestito kitsch rosso con pelliccia bianca che spunta da ogni cucitura o quasi, elfi, renne, eccetera) e mettetela da parte. Salvate solo due cose: viene una notte all’anno e porta i regali ai bambini.

Ora prendete queste poche cose rimaste e mettetele in un’ambientazione misto nordica e fantasy, dove il buon vecchio Santa Klaus, anzi chiamiamolo solo Klaus, si trova a dover combattere contro uno spietato signore locale alla ricerca di un potere sempre maggiore. Talmente spietato che non c’è cosa che non è disposto a fare per ottenere quello che vuole. In questo opprimente luogo, durante una notte d’inverno che precede una festa sacra, succede qualcosa di imprevedibile. Tutto inizia quando un cacciatore arriva in città e da qui viene cacciato in malo modo. Questo, in sintesi, è l’incipit di Klaus, volume a fumetti scritto da Grant Morrison e disegnato divinamente da Dan Mora.

È una sintesi anche molto povera perché non vi dice un sacco di cose importanti che nel fumetto vengono raccontate mano a mano che si scopre il passato di Klaus (il suddetto cacciatore), del mondo dove abita e dei suoi abitanti. Tutte cose molto interessanti, ben pensate e ben sviluppate, come ci si aspetterebbe da Morrison. Tutte cose che, ovviamente, non vi dirò perché non sta a me rovinarvi il gusto di scoprire questo splendido volume che probabilmente avrei dovuto consigliarvi due mesi fa, per stare nel tema natalizio, ma io l’ho letto solo la settimana scorsa quindi ve lo beccate ora 😀

Ve lo consiglio se volete leggere una storia d’azione fantastica, sia in senso letterale che letterario, con ottimi personaggi che si incastrano a formare una interessante rivisitazione del mito originale del vecchio pancione, cioè non quello rielaborato dalla Coca Cola.

Ve lo consiglio se volete leggere una storia disegnata davvero benissimo, con tavole che vi lasceranno a bocca aperta tanto sono belle sotto ogni punto di vista.

Ve lo consiglio, tagliando corto, se volete leggere un fumetto semplicemente bello. Molto.


Voto finale: 7,5

Se volete comprarlo, lo trovate su Amazon clikkando questo link. Oppure sul sito Panini Comics.

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Tutto ok!

Dannazione, mancano post su Zero da fin troppo tempo. Questo dipende dal fatto che ero in montagna e non ho avuto modo di scrivere e caricare nulla da lassù, e prima di partire avevo troppa roba da fare per programmare qualcosa per coprire l’assenza.

Rimedierò nei prossimi giorni con un paio di post in più rispetto al solito.

Fino ad allora, accontentatevi di questa foto che mostra la nevicata che abbiamo beccato lunedì. Non ne vedevo una simile da fin troppo tempo…

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Il miglior porta iPad (o tablet) del mondo

Se avete un tablet, iPad o altro che sia, fatevi un favore: clikkate su questo link e comprate lo standino che viene fuori.

E’ in assoluto il mio miglior acquisto del 2017, ed è costato solo 6,50 euro. Perché è così fantastico? Perché io sono uno che legge spesso sul tablet, non solo le news o i social, ma anche i fumetti e tanto altro. E lo uso frequentemente anche per vedere cose in streaming sulle varie piattaforme esistenti (e ce ne sono sempre di più: Netflix, vvvvid, TIM Vision, Amazon Prime Video, eccetera). O, ancora, guardo i tutorial su YouTube mentre faccio qualcosa di complesso (tipo cucinare un piatto più difficile di un’orata al sale :D) e mi serve il tablet in posizione stabile e sicura (cioè che non cada se premo per mettere in pausa il video), cosa che la cover piegata non assicura. Così come non mi assicura un buon angolo di visione.

I suoi vantaggi sono moltissimi:

1. è perfetto per sostenere l’iPad sia se lo mettete in posizione verticale…

che orizzontale2. ha la staffa posteriore regolabile e pieghevole, il che rende possibile avere il tablet a qualsiasi inclinazione. Lo volete a 90°? Ci va vicinissimo. Lo volete a 180°? Si può fare e sorprendentemente resta bello fermo

3. il tablet sta fermo perché hanno messo strati di gomma ovunque: sulla staffa posteriore, negli incavi dove si appoggia nelle gambe, e anche sotto le gambe stesse, così non si muove nemmeno lo standino

4. potete metterci il tablet senza togliere la cover (non garantisco che valga per tutte le cover, ma con la mia non ho problemi)

5. è molto solido. La plastica usata è di ottima qualità e i meccanismi

6. grazie alla sua estrema flessibilità, è adatto a tablet sia piccoli che grandi

7. una volta chiuso, è piccolissimo e compatto. Occupa davvero un niente e pesa solo una manciata di grammi. E’ quindi estremamente comodo per portarlo in giro

8. Il tutto per 6,50 euro! Su Amazon e altrove trovate prodotti simili che costano il triplo e valgono un decimo

E’ davvero fantastico, lo raccomando per tutti. E’ anche perfetto per chi ha figli che usano i tablet: per esempio noi portiamo sempre con noi l’iPad quando andiamo a pranzo/cena fuori con Paolo. E’ messo via fino a quando non ha finito di mangiare, ma dopo lo usiamo i video per tenerlo calmo mentre noi finiamo in pace il nostro di pranzo. Prima, l’iPad stava su con la cover piegata, il che significava che l’angolo di visione del video non era ideale per lui (che è basso) e, soprattutto, il tablet cadeva ogni volta che Paolo lo toccava o muoveva il tavolo. Ora, invece, con lo stand abbiamo risolto del tutto il problema: lui vede bene e io non ho paura che mi rompa una cosa che costa una marea di soldi.

Mi piace talmente tanto che ne ho comprati un tot e li sto regalando ad amici e parenti per il loro compleanno!

Quindi se avete un tablet e lo usate spesso, compratelo. Non ve ne pentirete, ve lo assicuro 🙂

 

 

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La notte degli spot

Se siete tra quelli a cui non interessa nulla del football americano, men che meno del Super Bowl, ma volete vedervi tutti gli spot che vengono trasmessi durante la manifestazione, moltissimi dei quali sono mega esclusive e anche decisamente interessanti, Google ha fatto un mini sito interno a Youtube che li raccoglie tutti:

https://adblitz.withyoutube.com/main

Andateci per vedere Matt Damon che parla di birra, svariati trailer di film (tra cui gli Avengers, il nuovo Cloverfield e l’ultimo Mission Impossible), tante auto, qualche videogioco e roba del genere. Non sono tutti belli, ovviamente, ma molti sì. E alcuni anche parecchio.

Io vi metto qui proprio quello dell’ultimo film di Tom Cruise, perché fatto decisamente bene e mi sembra il più azzeccato del gruppo (quelli Marvel non li guardo per evitare spoiler, quindi non so se siano migliori di questo :))

 

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Piccola vanità

Oggi pomeriggio Paolo inizierà una cosa nuova, rugby, per cui aveva bisogno di un paio di scarpe nuove. Le precedenti scarpe da ginnastica, infatti, gli stanno strette e le due che usa attualmente vorremmo preservarle per la scuola e la vita di tutti i giorni. Così ieri, dopo nuoto, vado a comprargli un paio di nuove scarpe. Cercavo qualcosa che rispettasse due regole:

  1. fossero da ginnastica
  2. costassero poco

Non mi interessava colore, marca, design o altro, solo queste due cose. Dopo aver adocchiato delle Primigi che sembravano adatte ma non mi piacevano, giro per il negozio fino a quando non trovo queste, ed è subito amore:

Costano anche poco, o almeno a me pare poco, cioè 20 euro (non sono molto ferrato sul prezzo delle scarpe per bimbi, ma erano tra le più economiche tra quelle viste in quel negozio), quindi come si capisce dalla foto, le prendo.

Le porto a casa e le mostro a Paolo, che se ne innamora subito. Le vuole provare, non vuole che io le provi perché ho “il piede troppo grande”, le mostra alla mamma quando lei torna a casa (dicendo che sono “rosso fuoco”, espressione da lui mai usata prima di oggi)… insomma, bersaglio centrato.

Stamattina quando è il momento di vestirlo per andare a scuola, mi guarda e mi dice: “Posso mettere le scarpe rosse?”.

Se non è la prima volta in assoluto che mi chiede un preciso vestito (escludendo ovviamente l’amatissimo pigiama dei personaggi), poco ci manca. Stupito, gli dico che ovviamente sì, possiamo metterle.

Arrivati a scuola, appena entrati nell’edificio si ferma davanti alla signora che fa da… bidella? ausiliare?… insomma davanti a lei e non le dice nemmeno ciao, ma le mostra le scarpe alzando il piedino verso di lei e le chiede: “Hai visto?”.

Qua invece sono certo: è in assoluto la prima volta che lo vedo fare qualcosa del genere. E sono stupito, perché non pensavo che a tre anni e mezzo qualcuno potesse essere già così vanitoso, così consapevole di quello che indossa al punto da volerlo mostrare. Da notare che noi non siamo assolutamente così e, anzi, la nostra trasandatezza è assoluta. Se gli facciamo notare i vestiti che indossa, è solo per rendere più semplice infilarglieli (“guarda, la maglietta con la bici”, “oh, il maglione con i dinosauri!”, eccetera). Cosa che, più passa il tempo, più sta diventando lungo da fare.

Ad ogni modo eccomi qui, in mezzo al corridoio pieno di genitori e bambini, ad osservare un metro e poco più che mostra a tutti con orgoglio le sue scarpe rosse. Non so se essere felice o preoccupato della cosa 😀

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