Senti maaaa…

Nel mio giro di amici ci sono molti che usano il computer ma se si incasina qualcosa, non sanno come comportarsi. E quindi chiamano me.

C’è chi vuole fare qualcosa di specifico con Office, chi cerca un programma per qualcosa, chi vuole consigli per il nuovo computer da comprare. E chiamano me.

E, tutto sommato, a me non dispiace nemmeno. Se sei un mio amico e hai bisogno di aiuto, io farò tutto quanto mi è possibile per darti una mano. Con alcuni paletti (tipo non ti scarico roba pirata) e con i miei tempi, ma ti aiuto. E lo stesso vale per informazioni varie, ricerche su internet un po’ più profonde e difficili da fare, e qualsiasi altra cosa io sia in grado di fare.

Ci sono però dei casi in cui arriva gente che non è mia amica ma che mi conosce in qualche modo, e mi chiede un favore. Così, solo perché ci siamo visti una volta o perché siamo amici su Facebook. Ecco, questo a me dà fastidio. Non ci conosciamo veramente, come fai a pensare che sia educato chiedermi di darti il numero di gente che lavora in Panini, di passarti il contatto di un disegnatore famoso o di darti i miei fumetti che non leggo più? Giusto per fare tre esempi a caso, eh.

Io di norma rispondo sempre a tutti, è una cosa di educazione prima ancora che di correttezza, ma queste persone fanno eccezione. Loro li ignoro semplicemente. Se poi insistono, li blocco.

Se questo capita a me, non oso immaginare cosa succeda alle persone davvero famose. Deve essere un inferno e capisco perché c’è chi fa proteggere da un agente e/o un assistente.

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8 pensieri su “Senti maaaa…

  1. No, ma dai… ci sono veramente persone con tale faccia di c… bronzo in giro? Incredibile…

    Detto questo… senti maaaa, mi passi il contatto di Nihei? Gli devo dire una cosa importante! XD

  2. Posto che alcune cose, come quelle che hai elencato, per come la vedo io non sono da chiedere a prescindere dal grado di confidenza, è da un po’ che mi sto interrogando sull’evoluzione del modo di sviluppare rapporti su internet.
    Un tempo newsgroup o forum facevano in modo che una cerchia di persone accomunate da un interesse si riunisse in un ambiente circoscritto e in un numero abbastanza ristretto. Questo ha fatto in modo che in maniera disinteressata ci si conoscesse man mano. Ma non era quello l’obiettivo, almeno non coscientemente, e il tutto era appunto favorito dalle suddette condizioni.
    Io con quelle persone mi sono visto più volte, magari mi hanno ospitato a casa loro o abbiamo condiviso un appartamento in occasioni come Lucca Comics. Trovandoci bene, da amici.

    Dicevo, posto che il nucleo della tua bloggata è sacrosanto, mi chiedo se con i “social” che vanno per la maggiore oggi ci sia un modo per intraprendere un rapporto senza che almeno inizialmente si risulti invasivi o addirittura ineducati.
    Prendi Facebook: io ti posso aggiungere perché sei un redattore Panini, ti posso aggiungere perché magari ho letto il tuo blog o ti leggevo sui forum (cose che comunque saranno sempre meno comuni). C’è quindi un interesse da parte mia e tu magari non sai invece chi sono io, anche se te lo dovessi scrivere nella richiesta. Già ho fatto una cosa discutibile e infatti si è parlato più volte della politica riguardante l’accettazione delle amicizie.
    Ora mettiamo pure che tu accetti, come si deve sviluppare il tutto? In privato non ti posso contattare perché, giustamente, mi considereresti come minimo una rottura di coglioni. Il modo qual è, rispondere quando capita ai post? È comunque qualcosa che difficilmente potrà succedere su base quotidiana, perché magari non scrivi tutti i giorni, perché una volta l’argomento non interesserà o era qualcosa a cui hai trovato già risposta e via dicendo. Nel contempo le probabilità che tu legga qualcosa di mio sono quelle che sono, visto che hai X amici, Y mi piace e di mezzo ci sono pure gli algoritmi di Facebook.
    Ovviamente ho fatto il tuo esempio per questioni pratiche, ma gli stessi ragionamenti si possono applicare benissimo per altre conoscenze (più o meno tali).
    A ogni modo, io se volessi migliorare il mio rapporto con te tramite questo strumento qua come dovrei comportarmi? È davvero un bel casino.

    Mi potrai rispondere che Facebook è inadatto, ma con gli altri social è peggio che andar di notte. YouTube, Twitter e ci metto anche Instagram sono tutti mezzi tramite cui la comunicazione avviene in un unico senso. Su YouTube e Instagram poi si parla proprio due lingue diverse: io ti parlo tramite video o foto mentre tu al massimo puoi commentare. C’è un’evidente disparità, al di là di una questione di numeri che rende difficile la gestione del tutto per i più popolari. Quindi depenniamo pure questi due.
    Twitter invece come funziona: con chi è davvero famoso è chiaro che il follow non può che rimanere tale, con chi ti sei ritrovato a ritenere interessante per un motivo o per l’altro (retweet, hashtag) sei costretto fondamentalmente a procedere con lo stalking moderato. Perché le possibilità che l’altro ti trovi subito meritevole di essere seguito e che allo stesso tempo non segua un numero di utenti tale che i tuoi tweet vadano persi nel marasma sono davvero infime. Quindi, niente, ti ritrovi a dover stare sempre sul pezzo per farti notare in qualche modo, per avere qualcosa da dire che dimostri un minimo di intelligenza e fare il tutto in 140 caratteri dissimulando al tempo stesso l’interesse personale. Come per Facebook, bel casino.

    Insomma, non per giustificare chi descrivi, che ripeto ti rivolgono richieste ingiustificabili indipendentemente che ti abbiano visto una o dieci volte, credo che questi mezzi in un certo senso ti possono mettere nella condizione di ricorrere al “senti maaaa…” più spesso di quanto si facesse un tempo, seppur con la consapevolezza che non sia il migliore dei modi, proprio perché non si sa dove sbattere la testa e il tutto è diventato più innaturale.

    • Bel commento, molti spunti di riflessione. Ti rispondo descrivendoti le mie scelte e come mi comporto io. Ovviamente sono cose personalissime che non varranno per nessun altro o quasi 🙂

      Io su facebook accetto tutti da sempre, perché lo considero un luogo pubblico dove il mio piccolo pubblico può leggermi se gli interessa farlo. Però vengono automaticamente nascosti tutti: ho già troppa gente che conosco da seguire, se ci mettessi dentro ragazzi e ragazze che non so chi siano diventerebbe una follia. Occhio però che io seguo anche molti lettori di fumetti che ho conosciuto nel corso degli anni alle varie fiere. Alcuni sono diventati veri e propri amici con cui sono andato pure a pranzo fuori quando sono passati per Vicenza. Non sono una persona chiusa o che se la tira, insomma :). Semplicemente ho poco tempo e quindi filtro per forza di cose.

      Proprio perché accetto tutti, su facebook scrivo solo quello che so di poter scrivere. Altrove, soprattutto dove in qualche modo uno può vedere dati sensibili miei o dove sono, o in generale rompermi di più, accetto solo amici. Questo a prescindere dal tuo discorso, lo dico solo per chiarezza 🙂

      Come mi devi contattare? Per me questo non è mai un problema se usi i canali che io ti metto a disposizione: la mia mail @panini.it e facebook (messaggio in bacheca o privato, per me è lo stesso). Oppure in un qualche commento su Zero, anche se devo dire che non amo molto i commenti qui che sono completamente in off topic.
      Il problema per me non è il “come” se rispetti questi limiti, che sono limiti molto larghi ad essere sinceri, ma il “per cosa”. E qui mi ricollego al post del blog. Se mi chiedi info su manga che curo io, è ok. Se mi chiedi cosa penso della serie X o Y, è ok. Se mi chiedi un consiglio su cosa leggere, o che gioco giocare, è ok. Se vuoi aiuto su qualcosa che sai è nelle mie corde, ok.
      Se mi chiedi cose che implicano che io debba darti qualcosa, o farti un favore di quelli grossi e/o personali, allora entri in un campo minato e probabilmente hai già almeno un piede sulla mina.

      Quindi per me non solo facebook non è un mezzo inadatto, ma è proprio l’ideale (mentre twitter e instagram non li uso proprio; di youtube sono un grande fruitore ma ho caricato un ricco totale di zero video nel corso degli anni). Ma attento/attenti al “perché” mi contattate 😉

  3. Il problema che dimitri descrive ha però sempre di partenza che una persona vuole a tutti i costi essere amico di un’altra persona. Perchè è un tuo idolo, perché lavora in un posto che ti interessa, perché ti sta simpatico, ma in ogni caso sempre partendo da ragioni egoiste. Come quando volevamo essere amici della persona più figa della classe. Con i social media si abbassano le barriere del contatto personale, dello sguardo del “cosa vuole questo?” che ti ferma prima di fare una cavolata, e allora cosa perdi se chiedi alla persona una cosa che ti interessa avere? Se sei interessato nella persona come contatto figo allora sono domande come hai nominato tu, se sei interessato nella persona stessa allora saranno domande diverse. Ma sempre domande egoiste sono.
    Detto questo mi ricordo ancora come mi sono inciampata nel tuo Blog, avevo letto da Giacomo ed Alice nello stesso momento un commento su di te e attraverso il link ho curiosato e mi sono divertita e ci sono rimasta.
    Non mi ricordo chi ha chiesto amicizia a chi su facebook ma presumo che sia partito da me.
    Ammetto anche che non avendo una ragione per chiedere qualunque cosa sia non ti contatto ma rimango qua ad osservare (muahahahahaha). Tanto che quando per caso sono passata a Vicenza anni fa mi avevi detto che potevo dirtelo che avremmo preso un gelato. Ecco, se passo un’altra volta ovvio che te lo dico, ma al tempo non mi sarebbe passato neanche per l’anticamera del cervello. Proprio perché in fondo mi avevi accettata nel giro su facebook e sul Blog senza ben sapere perché e oltre che due persone che avevamo in comune non c’era nessuna connessione. Intrufolarmi nella tua vita non mi verrebbe mai.
    Anche se in fondo credo che tua sia una persona divertente da avere come amico. Ma ad un certo punto impari che il figo della classe non ti guarderai mai, che Clooney/Pitt/ idolo a scelta non entrerà mai nella tua vita, che uno che vive lontano non può essere più importante delle persone attorno a te.
    Non ho ancora finito il caffè stamattina, se non ha senso cosa ho scritto do la colpa a quello.

  4. Tutto pensavo nella vita tranne che questo post, che era nelle bozze da almeno un sei mesi a questa parte, generasse un discorso così interessante nei commenti 🙂
    Mentre su facebook non se l’è filato nessuno. L’ennesima dimostrazione che i commenti qui nel blog sono meglio 😀

  5. Il tuo approccio, se non ho capito male, è quello comunque di non “discriminare” e di accogliere tutti e poi rispondere alle “richieste d’aiuto” in base alla conoscenza e alla richiesta.
    Andando da un estremo all’altro credo che una stretta di mano o un aperitivo lo concederesti a chiunque (o quasi), mentre la “mail di Nihei” o comunque roba importante praticamente a nessuno, giusto?
    Poi ovviamente la questione si sposta sul nuovo concetto di conoscenza ed amicizia ai tempi dei cosiddetti social network e sul carattere delle singole persone… credo che chi ti chieda una cosa sfacciata su Facebook lo faccia anche nella vita (certo il mezzo virtuale “potenzia ed “amplia la scelta”), ma credo che il carattere di base sia quello. Così come credo ci siano persone che anche se ne avessero bisogno non ti chiederebbero niente, e magari sono ad un livello di conoscenza/amicizia per il quale tu faresti molto per lei.

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