La sconfitta della verità

C’è una cosa che non sopporto della rivoluzione che ha portato internet nel mondo. Oggi tutti possono dire tutto, spacciandosi per chissà chi e millantando titoli, conoscenze e altro senza che nessuno si prenda la briga di andare a verificare quanto detto o affermato sia vero.

L’esempio lampante è la questione del referendum di domani.

Io da sempre sono molto attento all’ambiente, ma sono anche una persona che sa che stiamo vivendo un periodo complesso in cui i posti di lavoro vanno difesi quando possibile. Per questo motivo ho cercato di capire quale fosse la situazione attuale e come potrebbero cambiare le cose se vincesse il sì.

Vi dico la verità: non ce l’ho fatta. Si legge di tutto e il suo contrario.Esempi.

Il referendum farebbe chiudere subito le piattaforme. No, andrebbe a esaurimento di risorse.

Non potrebbero più fare le nuove piattaforme programmate. Non ci sono nuove piattaforme programmate.

L’ambiente ne risentirebbe tantissimo se vincesse il no. Non è vero perché non sono previsti nuovi interventi e quello che c’è già è cmq lì.

Se non estraiamo noi, lo farà la Croazia e dovremmo poi comprarlo da loro. Non è vero sono bacini diversi.

Ne abbiamo bisogno. No, ci sono altre fonti.

E infine il più gettonato:

è una questione che riguarda praticamente solo il gas, il petrolio è marginale. Non è vero, è proprio per il petrolio che si sta facendo tutto questo.

Quanto scritto qui sopra è una forzatura un po’ parossistica delle centinaia di pagine che si trovano sull’argomento, ma nemmeno troppo. Anzi, dei centinaia di post su facebook, perché ormai quello è l’unico canale in cui si condividono queste cose.

La verità è che io non ci ho capito nulla. L’unica cosa certa, per me, è che non mi sembra una questione che andava sottoposta ai cittadini. Quantomeno non così, non in questo modo poco chiaro.

Proprio questa nuvola di confusione ha dato il via a tutte le cose che oggi leggiamo. E che sono la sconfitta della verità, perché se è vero che non è sempre facile bianco o nero in cose così complesse, è anche vero che non è possibile leggere opinioni così contrastanti, così diametralmente opposte spacciate come fatti.

Il risultato è che io a ventiquattro ore dalla votazione non ho ancora chiaro quale sia la cosa giusta da fare. Voterò? Probabilmente sì perché è comunque la cosa giusta da fare. Cosa voterò? Non ne ho la più pallida idea. Spero di trovare la persona giusta, la risorsa giusta per capire i pro e i contro di ogni situazione, e di conseguenza sapere cosa fare.

Ma mi sembra probabile quanto trovare una pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno.

PS: questa situazione mi preoccupa molto anche per il ben più importante referendum sulla riforma costituzionale di quest’autunno. Perché già so che sarà l’ennesimo caso di tutti contro tutti e tutto.

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3 pensieri su “La sconfitta della verità

  1. D’accordissima su tutto. Domanda malposta e senza spiegazioni chiare sul dunque di ogni scelta. Se potessi votare andrei perché è un diritto del cittadino che va difeso e mantenuto e astenersi serve soltanto al contrario, ma metterei scheda annullata o bianca, a seconda di cosa ha più senso.
    Pensa che in prima liceo ho discusso l’argomento, la domanda di per sè come anche il significato del “sì” e del “no” per quanto comprensibili, e i miei studenti mi hanno chiesto come si fa a scegliere se non si sa cosa comporta. Ragazzi di 14 anni.

    • Devo dire che nella mia esperienza i referendum italiani non sono mai stati molto chiari, ma questo era veramente fuori scala. Resto convinto che buona parte del problema sia/stia nei media, che ormai sono troppo orientati da una parte o dall’altra per poter dire realmente le cose come stanno. Questo sommato al marasma di internet, che nel campo dell’informazione sta passando da rumore di fondo a coro di ultras in primo piano, contribuisce a disorientare un po’ tutti.
      Chissà se ne usciremo mai…

  2. Concordo, secondo me aveva poco senso in generale, ma avendo scelto di far votare i cittadini bisognava avere più chiarezza. E comunque bisogna andare a votare in ogni caso, solo così è il popolo che parla.

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