Di 3, euro, 4G e contratti

Leggo qui che da agosto la 3 metterà a pagamento il 4G. Non è ancora chiaro chi si troverà a pagare questo nuovo costo: il pezzo linkato suggerisce che è un cambiamento che varrà per tutti, ma non è certo e a me pare impossibile che sia così. Ad ogni modo, fingiamo che sia come dicono loro per proseguire nel discorso.

Solo un euro al mese (e sono gentili a considerare il mese del calendario invece delle classiche quattro settimane che ormai tutti usano per fatturare), ma il discorso come sempre capita in questi casi è sul principio. Perché far pagare una cosa che fino a poco prima era gratis?

Ma, e qui passo a un discorso generale che vale per ogni operatore, non solo 3, in realtà dal principio si può anche parlare della cifra vera e propria, perché ora si paga il 4G, il messaggio che ti dice che ti hanno chiamato mentre avevi il telefono spento, i cambi di piani tariffari costano quanto una villetta da 60 metri quadri parzialmente arredata, e via così. Non c’è mai limite alla sete di soldi delle compagnie telefoniche, e con la morte dei ricavi da SMS (e delle varie promozioni ad essi legate, tipo le Summer card), da qualche parte devono recuperare.

Ad ogni modo oggi il mercato delle TLC è veramente competitivo, forse l’unico in Italia dove puoi davvero risparmiare parecchi soldi saltando da un operatore a un altro, quindi poco male: chi non vorrà pagare questo euro in più, potrà semplicemente passare a Fastweb, TIM o altro.

Però c’è una cosa che mi dà molto fastidio: il fatto che queste modifiche possano essere fatte in maniera unilaterale anche a chi ha già un contratto in essere. E’ assurdo e sbagliato perché, se mi fai un’offerta e io decido di passare da te sulla base di questa, non è giusto che tu poi possa cambiare idea a piacere e io devo subire in silenzio o andarmene altrove. Ci vorrebbe un limite di garanzia, qualcosa tipo “per i primi 3 anni le condizioni contrattuali non potranno essere cambiate in maniera peggiorativa senza l’esplicito consenso dell’utente”.

Non succederà mai, lo so, ma mi piace sognare.

Ma se è sbagliato per un contratto normale, lo è in maniera grave per quelli con il vincolo in corso. Se io a febbraio ho deciso di prendere un iPhone 6S con 3 perché mi stava bene spendere 29 euro al mese per quanto mi offrivano, come è possibile che ora per avere la stessa cosa io debba pagare 30 euro? Soprattutto non è accettabile che io debba pagare una penale se decido che questo cambio non mi va bene e quindi disdico il contratto. Non solo non ci dovrebbe essere una penale, ma io dovrei essere in grado di poter restituire il telefono e riavere indietro tutti i soldi che gli ho dato sulla base dell’idea di spendere 29 euro al mese x 30 mesi. Quindi l’acconto iniziale più la differenza tra il costo dello stesso piano nella versione con e senza telefono, moltiplicata per i mesi in cui l’ho pagata.

Di nuovo, è un sogno mostruosamente proibito, ma è anche la cosa giusta che andrebbe fatta. Verrebbe da chiedersi perché esistono le associazioni dei consumatori se cose come queste non le combattono, ma del resto per far abolire la tassa sul costo delle ricaricabili si è dovuto muovere un ragazzo

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