Pagine in bianco

Pagine BiancheAll’incirca un mese fa, nel mio quartiere hanno consegnando la nuova versione delle Pagine Bianche. Ed è anche un volumone bello massiccio come potete vedere dalla foto che ho messo qui. La stessa foto mostra un’altra cosa che potreste intuire: nessuno le vuole più!

Nel mio condominio la pila di Pagine Bianche è rimasta immutata per quasi una settimana e a distanza di una ventina di giorni dalla consegna, su sei copie lasciate sulle scale, unico luogo di accesso della casa e quindi viste da tutti i condomini, ne restano ancora quattro da prendere. E non si può dare la colpa nemmeno alle ferie e alla gente fuori casa perché quando sono state consegnate c’erano praticamente tutti.

Girando per le strade del quartiere, poi, si sono viste pile di questi tomi davanti alle porte di tutti gli edifici, commerciali e non, dove sono rimaste per giorni. Alla fine penso siano state buttate via dopo che hanno preso la mega pioggia caduta giovedì.

Non è quindi una cosa solo nostra, ma un fenomeno molto più diffuso, almeno qui vicino a me. Sarei stupito, però se lo stesso non succedesse nel resto d’Italia. D’altra parte, chi ha bisogno di una cosa in più da tenere in casa quando si può avere tutto quello che c’è scritto, e infinitamente di più, semplicemente aprendo un computer o sbloccando uno smartphone? Basta andare sul sito delle Pagine Bianche o fare ricerche su Google e si trova ogni informazione possibile.

Io mi stupisco che nel 2016 vengano spesi ancora centinaia di migliaia di euro per una cosa che è oggettivamente superata. Certo, c’è una parte della popolazione che è ancora interessata, ma è una frazione minuscola e di norma di età avanzata. A questo punto non sarebbe più sensato mandare una lettera a tutti e chiedere chi vuole la nuova versione, passando per un meccanismo di conferma via web, telefono o lettera? Ci sarebbe un risparmio incredibile e anche l’ambiente ringrazierebbe visto che chissà quante di queste Pagine Bianche finiscono nel cestino invece che nel riciclo della carta.

Il buon senso direbbe questo, ma non sono ingenuo e so come vanno queste cose: gli spazi pubblicitari all’interno dell’elenco sono venduti a un prezzo che è anche legato alla tiratura, quindi maggiore è questa, più soldi può chiedere l’editore. A poco importa, a lui, che il 90% di questi tomi vada direttamente nei cassonetti o comunque non venga mai aperto. Lui incassa ed è contento. L’inserzionista non so, ma del resto non so nemmeno se al giorno d’oggi c’è ancora un ritorno economico significativo derivante dall’apparire in questi elenchi. Magari c’è ed è anche forte, quindi la sua spesa sarebbe motivata.

Ad ogni modo eccoci qui: agosto 2016 con le nuove Pagine Bianche pronte a finire nel solito cassetto da dove non verranno tirate fuori fino ad agosto 2017, quando verranno sostituite da quelle nuove. Le vecchie le butterò nella carta da riciclare. Non prima, però, di averle tolte dal loro involucro che le proteggeva e cullava da un anno a questa parte.

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