Allo? Google ma ci sei o ci fai?

Esce oggi Allo, la nuova app di Google dedicata alle chat via messaggio per cellulari e, forse, tablet. Sia Android che iOS. L’annuncio avviene con un bel video

e con un post su uno dei blog ufficiali della grande G.

E’ l’ennesimo tentativo di Google di cavalcare un grande fenomeno che non ha saputo cogliere al momento giusto e gli è quindi sfuggito. L’hanno fatto con Google+ o Wave, e tutti noi sappiamo come è andata a finire (male).

Di fatto Google non sembra in grado di invertire le tendenze: o le scopre, ideandole o comprandole appena nate (vedi Youtube), oppure ci prova ma senza mai ottenere successo. In alcuni casi per sfiga o motivi inspiegabili, in altri per colpa propria (G+ rientra senza dubbio in quest’ultima categoria).

Allo per quanto mi riguarda parte molto, MOLTO male. Google ha già una app per la messaggistica, Hangout, che volendo poteva essere migliorata o anche riscritta da zero. Invece no, in un periodo in cui quasi il 70% delle persone non scarica nemmeno una nuova app al mese (giochi esclusi), loro pensano bene di fare un clone di Whatsapp o di Telegram. Il che di per sé è stupido, ma non è nemmeno una idea completamente sbagliata visto il nome che c’è dietro. Peccato però che fin dall’inizio facciano degli errori oggettivamente clamorosi. Vediamo insieme i principali:

  1. Mentre tutte le app di messaggistica hanno già integrate le chiamate e/o videochiamate (e chi non ce le ha si sta muovendo per offrile), Google lancia una app che ne è priva. Ma la cosa veramente stupida, secondo me, è che qualche mese fa hanno rilasciato Duo, che è una app… per le videochiamate! Che senso ha buttare fuori due app distinte per due servizi che praticamente tutti oggi considerano legati tra loro? Se, come detto, oggi quasi nessuno scarica app nuove, cosa vi fa pensare che qui ne prenderanno due invece di continuare a usare Skype, Telegram o altro?
  2. A fine 2016, quando la messaggistica è una giungla dove si combatte per prendere le briciole lasciate da Whatsapp, iMessage e pochi altri, Google esce con una app che si può usare solo su smartphone (e forse su tablet, ma non ne ho la certezza). Capisco che ci tenete a ribadire che il futuro è nei dispositivi mobile, ma anche se fosse vero (per me non lo è) il presente è ancora bello ancorato ai PC. E visto che non è che uscite per primi e siete senza concorrenza, forse sarebbe stato il caso di attrarre tutti i tipi di utenti esistenti, non solo i teenager che vivono incollati solo agli schermi touch. Se Telegram, che mi offre una splendida versione per ogni piattaforma esistente, computer compreso, non riesce nemmeno ad avvicinarsi a Whatsapp e il suo squallido mirror via web, cosa gli fa pensare che la gente mollerà la strada vecchia per una nuova che è persino più limitata?
  3. Certo, gli sticker! Saranno loro a convincere tutti i miei amici, il 90% dei quali ha scaricato un totale di circa 5 app nel corso della loro intera vita, a mollare la piattaforma che tutti hanno e usano quotidianamente (Whatsapp) per una che nessuno ha, ma che ha gli sticker. O la possibilità di allargare il testo. O l’imprescindibile funzione di suggerimento risposta alle immagini…

Google, fattelo dire: gli sticker Telegram li ha dal giorno zero o quasi, e praticamente nessuno lo usa (purtroppo). Il testo che si allarga o le immagini su cui puoi scrivere/disegnare sono cose che ora ha iMessage, e cmq quanta gente usa davvero funzioni come queste? La “risposta suggerita” può essere carina, ma sono pronto a scommettere che il 75% delle persone non userà mai una funzione del genere.

Di fatto Allo nasce già morto. Deve riuscire in un campo in cui finora nessuno è mai riuscito a scalzare chi è al comando, e cerca di farlo offrendo qualcosa di molto bello da vedere, probabilmente anche veloce e comodo da usare, ma che non ha una singola cosa che gli altri non hanno. Anzi, toglie pure la possibilità di rispondere via tastiera e computer mentre si lavora.

Per sfondare, Allo doveva avere un qualcosa di unico e geniale, di assolutamente mind blowing, game changing e altre espressioni inglesi varie che si usano in questi casi. Invece è, almeno in questa sua prima versione, il più classico e banale caso di more of the same, con pure una punta di less of the same.

Se le cose resteranno così, Allo lo useranno in pochissimi e per un periodo di tempo estremamente limitato.

Allo stato attuale, la sua morte è solo questione di “quando”, non di “se”. Opinione personale e soggettiva, ma che ritengo essere anche molto vicina all’oggettivo.

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6 risposte a Allo? Google ma ci sei o ci fai?

  1. boh83 ha detto:

    Ma non faceva prima a comprarsi la società di Whatsapp? 😛

    • Mattia ha detto:

      Qualche anno fa avrebbe dovuto farlo, sì. E penso anche che ci fossero stati dei discorsi a riguardo. Poi è arrivato Zuckerberg con la sua folle proposta di 14 miliardi di dollari (sebbene non tutti “veri”, visto che molti erano in azioni) e penso che una cifra del genere abbia spiazzato chiunque, Google compresa. Chissà se col senno di poi se ne saranno pentiti (IMO sì, ma non lo sapremo mai).

  2. boh83 ha detto:

    Sì, ormai credo sia troppo tardi, il treno l’hanno perso… allora devono comprarsi Facebook! XD

  3. Simone Avanzi ha detto:

    Bella Mendo. Sottoscrivo

  4. Pingback: Allo, is there anybody outhere? | Zero3

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