[Zero politica] Il voto al referendum -parte 1

Si avvicina a grande velocità la data del voto per il referendum costituzionale e ormai manca meno di un mese. Se non ricordo male, è il secondo di questo tipo in cui mi trovo a votare: il primo fu quello della Lega e di Berlusconi non so quanti anni fa. Votai no, questo lo ricordo. Così come ricordo che fu una scelta molto difficile nonostante io non sia di destra (il perché di questo vi sarà chiaro nel prossimo post).

Ma torniamo al presente. Come per tutti, penso, per me non è proprio chiarissimo cosa votare. Mi piacerebbe dire che la scelta è riconducibile a una questione di semplici opinioni personali ma le tematiche coinvolte sono talmente tante, e talmente complesse, che non è così.

Proprio per questo motivo, più passa il tempo e più mi rendo conto che scelte del genere non dovrebbero essere prese dalla massa ignorante del popolo (gruppo nel quale mi inserisco anche io, sia chiaro). Ci vorrebbero dei veri esperti, quindi non i parlamentari o almeno non tutti, che ne discutono e decidono sulla base delle loro conoscenze specifiche. Ma così non è e non solo da noi, come ci ricorda il risultato sulla Brexit, quindi me ne faccio una ragione e cerco di capire cosa è meglio votare.

Cosa che però non è facile: come sempre succede, le opinioni sono politicizzate ed è difficile distinguere tra verità e falsità. Devi quindi cercare di capire chi è che ti dice qualcosa, per avere un primo filtro da usare mentre leggo/ascolto quanto ha scritto/detto.

Poi però dovresti anche cercare di sentire l’altra campana, per vedere se (o quanto) è vero di quello che hai scoperto con il primo approccio. Ma fin troppo spesso, per non dire sempre, le due posizioni sono completamente antitetiche e sembra quasi che si stia discutendo di due cose diverse. Il che rende un confronto tra due posizioni opposte praticamente inutile. Così l’unico vero modo per capire gli effetti della riforma costituzionale sembra essere andare a leggere proprio questa.

Il che ci riporta al discorso iniziale e alla complessità dell’argomento, e a come questo sia fuori portata per le persone comuni.

Ma visto che devo votare, non farlo è escluso a priori, una decisione l’ho presa. E ve la dirò nei prossimi giorni, motivandola con una serie di argomentazioni semplici e forse pure banali, ma che mi hanno portato a sapere dove mettere la mia X il 4 dicembre.

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