Il mio diario digitale

Quando la gente mi chiede perché ho (ancora) un blog, e la cosa capita più spesso di quanto crediate, da sempre io rispondo allo stesso modo: Zero per me è una specie di diario dove scrivo e riporto le cose interessanti che ho visto, fatto o pensato. E’ prima di tutto un posto che esiste per me, perché io possa ritrovare qualcosa che mi era piaciuto molto e che mi ero appuntato qui sapendo che prima o poi l’avrei voluto rileggere o rivedere.

Poi ci siete voi lettori che, tanti o pochi che siate, siete per me un motivo in più per andare avanti. Ma il vero e principale motivo resta quello detto prima.

Giusto per farvi capire bene la cosa, ecco un esempio.

Su Reddit trovo questa notizia:

Richard “Mack” Machowicz, Navy SEAL and host of Future Weapons and Deadliest Warrior passed away yesterday from brain cancer, aged 52. You sparked my interest in firearms and weapons of all types from a young age, you will sorely be missed.

Voi direte “chi è?” e io vi farei eco, ma a lato del testo c’è anche una sua foto:

La faccia non mi è nuova quindi mi metto a pensare. Ci vuole poco per ricordarmi dove l’avevo visto: in un vecchio video promozionale che mi era piaciuto tantissimo. C’era una canzone molto bella cantata dai vari protagonisti dei programmi televisivi di un certo canale. Era National Geographic, penso senza esserne convinto. Lui era sdraiato a terra e, con un super ghigno, sparava facendo saltare in aria non so bene cosa. Voglio risentire la canzone e rivedere il video. Vado su YouTube perché so che l’ho messo tra i preferiti, ma so anche che sono anni che non lo vedo quindi vuol dire che è stato cancellato. Rapida ricerca nelle mie playlist e ho la conferma che non c’è più.

A margine: ma che rottura di palle è la cosa che YouTube cancella i video e tu nelle tue playlist vedi solo “video eliminato”? Non potrebbero lasciare il titolo e a lato la scritta che non è più disponibile? Così uno può andare a cercarsi quello che non c’è più, e magari lo trova anche nel canale legale.

Ma torniamo all’argomento del post. Voglio rivedere il video. Cercare su Google “National Geographic ad” non ha senso, si aprirebbe un mondo. Non c’ho tempo e comunque non è un metodo efficiente. Dove e come potrei trovarlo?

Ma è ovvio, su Zero! Sono certo di averne parlato nella versione 2.0, quella su iobloggo. Ci vado ma cercando National Geographic non ho risultati. Il che è strano, ho sicuramente messo il nome del canale come tag. Vuoi che non sia quello giusto? Che altri canali simili ci sono? Come si chiama quell’altro… c’è anche in Italia… sì, Discovery Channel. Rapida ricerca e boom, ecco qua il post che ne parla!

Ho anche la conferma che il video è stato cancellato da YouTube, ma ora so il nome del canale e soprattutto il nome della canzone: I love the World. Torno su YouTube e cerco “discovery channel i love the world”. Mentre digito vedo che mi appare anche una chiave di ricerca interessante: “discovery channel i love the world long version”. Long version? Non l’ho mai vista! Così me la guardo e ora, se volete, potete riguardarlo, o scoprirlo, insieme a me:

Richard lo potete vedere attorno al trentasettesimo secondo. Clikkando qui ci andrete diretti, ma io consiglio davvero di vedere tutto il video che dura solamente due minuti.

Lo spot è sempre splendido, niente da dire. Mi faccio un po’ impressione da solo nel realizzare che io ho riconosciuto un tipo di una foto grazie a due secondi in un video visto quasi 10 anni fa! E non è che poi l’avessi visto altrove, eh! Solo in questo video. La mia memoria visiva è a tratti impressionante, peccato che funzioni da dio fin troppo spesso nelle cavolate come queste e malissimo in quelle di lavoro. Forse dovrei farmi mandare le mail da Panini con sotto una colonna sonora accattivante e un montaggio da urlo di scene della redazione 😉

Ad ogni modo, Zero esiste perché io oggi voglio rivedere I love the World. Domani forse vorrò rileggere il post della tortura di Natale per Carla, o quello (splendido per me) della Carvalletta. O anche la cosa più importante che ritengo di avere mai scritto in vita mia, il post sulle tre cose imparate dopo la morte di mia mamma. Ecco perché lo facevo, ecco perché lo faccio ed ecco perché penso che continuerò a farlo ancora per un bel po’.

Con voi o senza di voi (ma ovviamente meglio “con” ;)).

Alla prossima!

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3 risposte a Il mio diario digitale

  1. boh83 ha detto:

    Bel post! Mi hai ricordato 2 o 3 cose:
    1) il tuo procedimento anche a me capita molto spesso di usarlo al lavoro, una sorta di novello Sherlock Holmes! A volte anche io sono riuscito a compiere ricerche incredibili!
    2) I post su iobloggo mi hanno ricordato le failweek che facevi un tempo e nello specifico 3) il tizio in smoking con la macchina da cucire e sullo sfondo il camion della SDA in un fosso! :D:D:D quello è indimenticabile! Se ci penso rido ancora!

    • Mattia ha detto:

      Fail Week non me lo ricordo, e da una veloce ricerca non mi pare che ci sia (forse all’epoca “fail” ancora non si usava tanto come oggi). Ma ho trovato gli iWeek (nome che prendeva in giro la moda lanciata da Apple della i davanti a tutto) e il post di cui parlavi tu: http://zero.iobloggo.com/2753308/iweek-che-cosa-aggiungere

      E’ sempre fantastico, poco da dire. Avrei altre due o tre immagini altrettanto assurde, magari prima o poi le metto 😀

  2. boh83 ha detto:

    Sì esatto, non so perché ho scritto Fail week, ma effettivamente mi ricordavo che ci fosse la parola week dentro! Insomma una settimana di immagini incomprensibili!
    Interessante vedere come, a distanza di anni, il camioncino nel fosso si sia trasformato nella mia mente nel furgone dell’SDA…

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