Paranoia da sveglia

svegliaSu 365 risvegli mattutini che ci sono in un anno, io ne faccio all’incirca 10 con una sveglia. Di questi metà avvengono a o per Lucca Comics & Games, due o tre per riunioni importanti a Modena, e il resto sono i rari casi in cui la mia sveglia è programmata per un qualsiasi motivo.

E gli altri giorni?

Beh, fino al luglio 2014 non avevo la sveglia. Lavorando a casa in maniera completamente autonoma, mi svegliavo semplicemente quando il mio corpo diceva che era ora di farlo. E visto che praticamente ogni sera andavo avanti a lavorare almeno fino alle due, non aprivo mai gli occhi prima delle 8:30 o 9:00 (a me basta dormire poco per essere riposato mentre al contrario se dormo troppo sono rincretinito per tutto il giorno).

Nel luglio 2014 arriva Paolo e quindi la sveglia non serve più perché ci pensa lui con i suoi strilli, o Carla che ha bisogno di un po’ di riposo, a dirmi che è ora di aprire gli occhi. Finita la maternità della mia dolce metà, toccava a me fare la guardia al principe ereditario e quindi Carla mi svegliava prima di uscire. Poi arriva il momento del nido e fin dall’inizio il ruolo di accompagnatore ufficiale del suddetto principe viene affidato a me. Quindi ogni giorno si esce di casa attorno alle 8:30 per fare i duecento metri che ci separano dalla scuola dove Paolo passerà la mattinata. Ma anche in questo caso, io non uso la sveglia perché ci pensa Carla a dirmi di mettermi in moto.

Sono così disabituato ad addormentarmi con la consapevolezza che sarò svegliato da un suono che la cosa mi crea la (stupida) paranoia di non sentire l’allarme sommata a quella di bucare l’appuntamento.

Esempio concreto e recentissimo.

Sabato sera imposto la sveglia sul mio telefono alle 7:30 di domenica mattina perché devo andare a fare una marcia con un mio amico (cosa che non facevo da taaaaanti anni). Non avevo mai usato l’Honor 8 per svegliarmi e questo era il primo problema: non ero certo che avrebbe funzionato o che l’avrei sentito.

Il secondo problema era, come detto, l’angoscia di non sentire la sveglia e di bucare l’appuntamento. Cosa che mi è capitata più di una volta, proprio a causa della mia mancanza di abitudine ad aprire gli occhi in seguito a un allarme sonoro (che non sento, o sento e non considero).

Così finisce che, praticamente ogni volta, mi sveglio prima dell’ora prefissata. Ma parecchio prima! Sabato sono stato sveglio per una decina abbondante di minuti in attesa del suono, convinto che sarebbe arrivato a breve. Salvo poi arrendermi e controllare l’ora… e scoprire che erano le 5:36. Così mi sono girato e riaddormentato, ma il mio sonno è stato agitato per la solita paranoia. Ho aperto gli occhi almeno altre tre o quattro volte prima che l’allarme della sveglia mi svegliasse perché era effettivamente l’ora di alzarsi.

Un suono che quando è arrivato, per me è stato una fonte di sollievo e liberazione: la tortura a cui mi ero auto sottoposto fino a poco prima era finalmente finita!

Così ho spento il telefono, ho tolto la modalità aereo, ho letto il messaggio del mio amico che mi diceva che non sarebbe venuto per colpa di una notte difficile di sua figlia, e ho quindi spento tutto e sono tornato a dormire. Non prima di aver maledetto la sveglia e la mia incapacità di gestirla.

(No, dai, scherzo. È tutto vero tranne il ritornare a dormire: ormai ero sveglio, la corsa andava fatta. E l’ho fatta, e lo posso anche dimostrare :))

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