Amici del CESVI…

Amici del CESVI, mi state simpatici. Da molto, molto tempo. Mi capita anche di farvi donazioni ogni tanto, perché sono convinto che i soldi che vi do saranno spesi bene e non usati per fare mega eventi come succede con l’Unicef o altre organizzazioni mastodontiche che devono spendere valanghe di denaro per la loro struttura. Lo faccio senza certezze ma sperando di non sbagliarmi a riguardo.

Però, amici del CESVI, questa volta avete esagerato. C’è un limite a quello che chiunque, voi compresi, potete fare per chiedere i miei soldi. Un limite che è difficile da vedere o trovare, perché non è uguale per tutti visto che ognuno di noi ha teste e sensibilità diverse. E sebbene io capisca che una foto forte può avere un effetto maggiore sulle persone, e quindi portarle a donare di più… beh, lo capisco ma non posso dire di apprezzare quella che mi sono trovato sulla busta dell’ultima lettera che mi avete mandato.

Intendiamoci: non sono uno che grida allo scandalo, che richiedere (e men che meno pretende) scuse. In realtà non mi frega nemmeno nulla sapere se mai leggerete questo post e, nel caso, se sarete d’accordo o no. L’unica cosa che volevo dire è che per me questa foto è eccessiva. Lo è come tante altre che si vedono, purtroppo, in questo periodo (mi viene in mente quella orrenda che girava l’anno scorso del bambino profugo morto sulla spiaggia). Non c’è bisogno di arrivare a tanto per scuotere le coscienze delle persone. E, allo stesso tempo, se ci arrivi ma lo fai usando immagini come questa, secondo me stai sbagliando e anche parecchio.  Almeno io penso che non sia necessario e che questa sia una caduta di stile ampiamente evitabile.

Ma, come detto, ognuno di noi la pensa diversamente quindi queste mie due parole giustamente avranno poco peso su di voi.

L’importante è che voi continuiate con il vostro ottimo lavoro, il resto ve lo perdono. E per dimostrare la cosa, sono andato sul vostro sito a fare una donazione. Invito tutti a fare lo stesso: invece del prossimo acquisto di roba inutile su Amazon, oggi spendete un po’ di euro per salvare qualcuno. Voi avrete due o tre BD in meno -o un anellino o un paio di scarpe o un videogioco o chissà cos’altro- ma qualcuno avrà una medicina che gli salverà la vita o un piatto pieno di cibo davanti a sé. E, se ci pensate bene per un attimo, non c’è proprio paragone tra le due cose.

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