Un post per tutti i genitori (e per chi lo sta per diventare)

Questa è una storia che finisce bene. Ma che inizia molto male.
E che scrivo qui per un solo ed esclusivo motivo: per raccontare la mia esperienza sperando che questa possa far capire che il pericolo è reale per tutti.

Venerdì sera, nel giorno del suo decimo mese di vita, Francesco è stato a un passo dal morire. Si è soffocato con uno stupidissimo pezzo di pane, uno non più grande di quelli che ha mangiato mille volte in vita sua. Eppure questo gli si è bloccato in gola, portandolo a vomitare prima e smettere di respirare poi. Per mia fortuna a casa c’era sua mamma Carla, che è un medico e si è accorta subito della cosa, cominciando a fargli le manovre classiche per sbloccarlo. Ma che non sono servite a nulla, per cui lui ha smesso di respirare, gli occhi si sono riversati verso l’altro ed è diventato viola. Così lei si è messa a fargli il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, mentre aspettavamo l’ambulanza che probabilmente è arrivata 5 minuti dopo la nostra telefonata disperata, ma che a me è sembrato essere un’ora e mezza. Quando alla fine l’ho vista apparire in fondo alla via, Francesco stava già piangendo perché Carla da sola è riuscita a farlo ricominciare a respirare. Gli ha letteralmente dato la vita per la seconda volta e vi assicuro che l’immagine di mio figlio disteso sul pavimento del corridoio con gli occhi verso l’alto e un colore che era tutto tranne che naturale, mi accompagnerà fino alla fine dei miei giorni.

Se oggi parlo di questa cosa qui e senza essere disperato, è solo perché con me vive un medico che sapeva cosa fare e l’ha fatto. Ha spento il cervello di mamma e ha attivato le sue conoscenze, e tra vari urli e mille lacrime lo ha salvato. Tenendolo ventilato ha anche evitato che ci fossero danni al suo cuore o al cervello (e non gli ha nemmeno rotto o incrinato le costole, doppio miracolo). Dopo un giorno e mezzo di osservazione, oggi pomeriggio l’hanno dimesso e stanotte dormiremo di nuovo tutti insieme in casa nostra.
Ma se io fossi stato a casa da solo, oggi starei scrivendo dell’imminente funerale di Francesco o dei suoi inevitabili pesanti danni cerebrali. Questo è certo, non lo dico tanto per dire.

Perché lo scrivo, quindi? Per farvi capire che con i bambini piccoli il pericolo di morte per soffocamento c’è ed è reale, e non dovete fare come me, sottovalutandolo. Se avete un figlio, o se sta per arrivarvi, trovate un corso che vi spieghi come fare le manovre per la disostruzione delle vie aeree, e fatelo. Sia il papà che la mamma, perché non si sa mai quando può succedere e come può finire.
Io lo sto già cercando e al più presto lo farò.

Quanto a noi, ora stiamo bene. Paolo ha visto poco e capito meno. Francesco è sempre il solito e, come detto, tutti gli esami ci dicono che non ci saranno conseguenze grazie al pronto intervento della mamma (che ha ricevuto i complimenti da tutte le infermiere e i medici del reparto). Carla è scossa ma sta bene, e insieme supereremo anche questa. Però non ha comprensibilmente voglia di parlare di quanto successo, quindi non mandatele messaggi o chiamatela per farvi raccontare o discutere della cosa. Se avete domande, scrivete a me.

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Una risposta a Un post per tutti i genitori (e per chi lo sta per diventare)

  1. boh83 ha detto:

    Che brutta esperienza, meno male che è andato tutto bene, siete stati vermente fortunati e Carla è stata bravissima, falle i complimenti da parte mia.
    Per la questione dei corsi sono d’accordissimo, io li ho fatti perché sono il responsabile del primo soccorso in farmacia, però sono veramente utili e ti fanno capire che con pochissimo puoi veramente salvare una vita.

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