Il lungo corteggiamento di Vodafone

Spendere 15 euro al mese per avere 1000 minuti di telefonata (di cui ne uso sì e no 100), 1000 SMS (usati: zero) e 10 GB di traffico dati, non è male. Ma, come detto nel post dell’altro giorno, gli euro che avrei dovuto spendere erano 10.

Non è una questione di costo, è una questione di principio: se mi offri una tariffa, devi rispettarla almeno per un certo periodo di tempo prima di cambiarla unilateralmente, peggiorandola. E quattro mesi non sono un periodo accettabile.

Così ho iniziato a guardarmi intorno per capire dove sarei potuto finire. Wind è scartata a priori perché mi ci sono sempre trovato male: in Panini prende poco e lì a me serve il telefono per il tethering, oltre al fatto che è l’unica compagnia con cui mi cade sistematicamente la linea durante le telefonate. TIM non è male, ma il motivo per cui l’ho lasciata è perché prende poco e male dove vado in vacanza al mare, e visto che sto per tornare in quel luogo, non ha senso scegliere un operatore che lì mi dà problemi. Tra gli operatori non virtuali, resta quindi solo Vodafone. Di cui tutti dicono due cose:

  1. è quella con la migliore copertura e con la migliore in assoluto per velocità dati
  2. sono dei ladri per i prezzi altissimi che hanno

Essendo stato con loro per la bellezza di quattro giorni un cinque o sei anni fa (triangolazione 3-Vodafone-3 fatta per prendere un altro telefono con il contratto 3), non so dire praticamente nulla di Vodafone, non la conosco. Loro, invece, mi conoscono bene visto che periodicamente mi mandano SMS per convincermi a tornare insieme.

Per pura pigrizia, ne ho pure parecchi ancora nel telefono, per cui vediamoli insieme.

Si inizia a fine 2016 con un’offerta a cui tenevano particolarmente, visto che me la mandano tre volte in 15 giorni, spostando sempre avanti la data di scadenza di questa esclusiva proposta:

Per 10 euro mi davano 1000 minuti, 1000 SMS e 4GB. Stesso prezzo di quello che pagavo in 3 (ricordo che gli aumenti sono iniziati da marzo 2017) ma meno GB. Offerta scartata.

Tornano all’attacco a inizio febbraio, sempre con messaggi in base tre:

L’offerta è migliorata: per 7 euro mi danno sempre 1000 minuti e 4GB. Non ho i 1000 SMS della proposta precedente, ma sono 3 euro in meno. Nell’epoca di Whatsapp, direi che questa è migliore. Ma non mi interessa lasciare la strada vecchia per quella nuova, non per risparmiare tre euro, quindi resto con 3.

Arriviamo a giugno. Sono arrabbiato con 3 per i cambi ma non ancora avuto modo di informarmi bene sulle alternative. So, però, che il tethering con Vodafone è a pagamento: è l’unico operatore a farlo e sono 1,90 euro al mese (sì, so anche che cambiando gli APN si può farlo senza pagare, ma non la considero un’opzione valida perché non voglio rischiare di avere problemi quando mi serve per lavoro). Tenendo conto di questo, leggiamo la nuova offerta esclusiva, arrivata sempre con l’ormai consueta base tre e relativa estensione del periodo per accettare la proposta:

Chiaramente Vodafone sta sondando il terreno per capire che cosa vogliono i consumatori. Qui mischia la prima e la seconda offerta, dando il pacchetto completo della prima, alzando però i GB ma anche il costo: 1000 minuti, 1000 SMS e 7GB per 12 euro. Ci penso ma non mi convince e rimando il cambio operatore in attesa di avere tempo di informarmi.

Tempo che non ha Vodafone visto che appena tre giorni dopo mi mandano di nuovo la stessa offerta, con il prezzo aumentato però a 13 euro. Seguita, cinque giorni dopo, da un’altra proposta, la migliore in assoluto fin qui:


1000 minuti, 1000 SMS e 7GB per 10 euro. A cui devo aggiungere i 2 euro per il tethering, quindi 12 euro. Meno di quanto pago in 3, dove per onestà va però detto che ho anche il servizio che ti avverte della chiamata persa e che qui non è compreso.

Ad ogni modo alla fine il corteggiamento di Vodafone dà i suoi frutti e cedo: il 26 accetto questa proposta, che nel frattempo era stata prolungata con il solito terzo SMS, che qui non vi ho messo per non rompervi ulteriormente.

Cosa si capisce da questo (inutilmente) lungo (inutile) post?

  • che se si tratta di cambiare operatore, aspettare conviene sempre
  • che il mercato è più vivo che mai e non conviene restare con un gestore solo perché ci si è abituati: ci sono offerte pazzesche là fuori, fatevi un paio di giri sui siti e vedrete che potrete risparmiare e anche non poco.
  • che la Vodafone vi farà la stessa offerta con tre SMS, e il terzo prolungamento è quello finale: se vi interessa, non rimandate ulteriormente

Ad ogni modo addio 3, bentrovata Vodafone. Spero che tu mi tratterai meglio di chi è venuto prima di te.

 

 

La 3 i contratti li scrive sulla pietra

Per una volta mi ricordo la data: sono passato da TIM a 3 lo scorso Halloween, quando ci fu una promozione che dava 250 minuti, 250 SMS e 2,5GB a settimana per 2,5 euro. Zero vincoli, piano ricaricabile e quindi niente RID o carta di credito, e compresi nel prezzo il 4G e il servizio che ti avverte di chi ti ha chiamato. Un’offerta oggettivamente ottima, per questo decido di aderire. Anche perché tutto è, ovviamente, “per sempre*”.

L’asterisco in realtà non c’era ma nelle condizioni contrattuali era scritto che l’azienda si riservava il diritto di cambiare l’offerta per questo o quel motivo. Contratto che, tra l’altro, io non ho mai visto o ricevuto: non esisteva nel punto vendita dove ho fatto il passaggio, non c’era sul sito. Non mi è stato dato altro che la SIM. E’ un sistema che si basa sulla fiducia di quanto ti viene detto. Non so come sia possibile…

Ad ogni modo quel piccolo asterisco comincia a lampeggiare il 17 marzo 2017, quando ricevo questo SMS:

Di punto in bianco, e con un solo SMS, da 10 euro ogni 4 settimane passo a 12,50 al mese. Che non sarebbe nemmeno esatto, visto che il canone di 2,5 euro è a settimana mentre questi due nuove costi sono al mese. Quindi è un po’ difficile capire la cifra esatta che spendo. Oppure anche queste due spese in più sono ogni 4 settimane? Saperlo…

L’asterisco lampeggia come una strobo da disco e fa lo stesso rumore di una sirena antiaerea pochi mesi dopo, il 10 maggio. Mi contatta di nuovo mamma 3 per darmi ulteriori grandi novità:

Quindi pagamento ogni 4 settimane, non mi cambia nulla, e canone che da 10 euro passa a 12. Più 2,5 euro di costi per servizi che dovevano essere compresi nel prezzo.
In pratica dalla prima settimana di novembre a maggio, cioè 6 mesi, il mio canone mensile è aumentato del 50%, passando da 10 euro a 15. E questo a fronte di zero, ZERO, servizi in più per me. Puro e semplice guadagno per loro.

Io capisco che non si possa costringere un operatore a mantenere per sempre un’offerta che viene fatta al pubblico, ma ci vuole un meccanismo che allo stesso modo protegga il cliente che lascia un gestore per passare a un altro. Nello specifico, io in TIM pagavo 10 euro e l’ho lasciata solo perché con la 3 avrei speso la stessa cifra per avere gli stessi servizi e un po’ di GB in più. Peccato che solo sei mesi dopo 3 mi spara un aumento del 50% e io mi ritrovo a non poter tornare in TIM alle medesime condizioni che ho lasciato.

E questo non è giusto. Non è possibile che chi regola questo settore permetta offerte civetta che poi possono essere cambiate dopo pochi mesi e unilateralmente. E poco mi frega che io possa recedere dalle opzioni o lasciare l’operatore senza costi aggiuntivi: in primo luogo perché ci manca solo che me lo facciano pagare, in seconda battuta per quanto detto qui sopra.

Io invoco quindi un regolamento che imponga agli operatori un vincolo temporale: mi vuoi far venire da te con l’offerta X? Perfetto, per legge devi garantirmi la stessa medesima offerta per non meno di 12 mesi. Non puoi cambiarla, mai, per nessuna ragione. Al limite solo migliorativa per me, e comunque previa mia autorizzazione (altrimenti mi danno il triplo di SMS e mi dimezzano i GB, spacciando la cosa per miglioramento). Se ti penti perché è troppo conveniente per i tuoi clienti e dannosa per te… cavoli tuoi, potevi pensarci prima di farla. Ora ti attacchi e per 12 mesi la mantieni.

E’ davvero così impossibile da fare questa cosa?

(1. continua)

Di 3, euro, 4G e contratti

Leggo qui che da agosto la 3 metterà a pagamento il 4G. Non è ancora chiaro chi si troverà a pagare questo nuovo costo: il pezzo linkato suggerisce che è un cambiamento che varrà per tutti, ma non è certo e a me pare impossibile che sia così. Ad ogni modo, fingiamo che sia come dicono loro per proseguire nel discorso.

Solo un euro al mese (e sono gentili a considerare il mese del calendario invece delle classiche quattro settimane che ormai tutti usano per fatturare), ma il discorso come sempre capita in questi casi è sul principio. Perché far pagare una cosa che fino a poco prima era gratis?

Ma, e qui passo a un discorso generale che vale per ogni operatore, non solo 3, in realtà dal principio si può anche parlare della cifra vera e propria, perché ora si paga il 4G, il messaggio che ti dice che ti hanno chiamato mentre avevi il telefono spento, i cambi di piani tariffari costano quanto una villetta da 60 metri quadri parzialmente arredata, e via così. Non c’è mai limite alla sete di soldi delle compagnie telefoniche, e con la morte dei ricavi da SMS (e delle varie promozioni ad essi legate, tipo le Summer card), da qualche parte devono recuperare.

Ad ogni modo oggi il mercato delle TLC è veramente competitivo, forse l’unico in Italia dove puoi davvero risparmiare parecchi soldi saltando da un operatore a un altro, quindi poco male: chi non vorrà pagare questo euro in più, potrà semplicemente passare a Fastweb, TIM o altro.

Però c’è una cosa che mi dà molto fastidio: il fatto che queste modifiche possano essere fatte in maniera unilaterale anche a chi ha già un contratto in essere. E’ assurdo e sbagliato perché, se mi fai un’offerta e io decido di passare da te sulla base di questa, non è giusto che tu poi possa cambiare idea a piacere e io devo subire in silenzio o andarmene altrove. Ci vorrebbe un limite di garanzia, qualcosa tipo “per i primi 3 anni le condizioni contrattuali non potranno essere cambiate in maniera peggiorativa senza l’esplicito consenso dell’utente”.

Non succederà mai, lo so, ma mi piace sognare.

Ma se è sbagliato per un contratto normale, lo è in maniera grave per quelli con il vincolo in corso. Se io a febbraio ho deciso di prendere un iPhone 6S con 3 perché mi stava bene spendere 29 euro al mese per quanto mi offrivano, come è possibile che ora per avere la stessa cosa io debba pagare 30 euro? Soprattutto non è accettabile che io debba pagare una penale se decido che questo cambio non mi va bene e quindi disdico il contratto. Non solo non ci dovrebbe essere una penale, ma io dovrei essere in grado di poter restituire il telefono e riavere indietro tutti i soldi che gli ho dato sulla base dell’idea di spendere 29 euro al mese x 30 mesi. Quindi l’acconto iniziale più la differenza tra il costo dello stesso piano nella versione con e senza telefono, moltiplicata per i mesi in cui l’ho pagata.

Di nuovo, è un sogno mostruosamente proibito, ma è anche la cosa giusta che andrebbe fatta. Verrebbe da chiedersi perché esistono le associazioni dei consumatori se cose come queste non le combattono, ma del resto per far abolire la tassa sul costo delle ricaricabili si è dovuto muovere un ragazzo

Altra freccia, altro centro

TIMIl maledetto Dio dell’Hardware inforca di nuovo il suo arco, lo punta verso di me e scocca una freccia che fa, come sempre, centro. Questa volta però ha cambiato bersaglio. Ecco la storia del giorno.

Io da qualche anno ho portato il numero di telefono su Fastweb, dove ho una ricaricabile che per 10 euro al mese mi dà 400 minuti, 400 SMS e 5 GB di traffico dati. È semplicemente perfetta per me, se non fosse che mi accorgo fin da subito che non pago mai 10 euro secchi, sempre qualcosina in più senza che ci sia alcun motivo. Manciate di centesimi, a volte un euro e mezzo: poca roba, quindi lascio perdere. Quando la cosa continua per troppi mesi, chiamo Fastweb che mi dice che i costi sono per traffico dati sotto roaming TIM (Fastweb è un operatore virtuale che si appoggia alla rete 3, la quale a sua volta si appoggia a TIM quando non c’è il suo di segnale). Controllo le impostazioni e verifico che il roaming è disattivato, ma questo non ferma il mio Sony Z3 Compact. Una rapida ricerca in rete mi fa scoprire che il problema è nel firmware: la cosa succede su questi telefoni in versione “Europa” e non “Italia”, come è il mio comprato su Gli Stockisti. Unica soluzione: cambiare il firmware, cosa non facile da fare. Alternativa: cambiare operatore. Sbattimento e comunque sono tutti peggio di Fastweb come offerte. Unica a livello è 3, che però non considero perché avrei ovviamente lo stesso problema. Quindi lascio perdere, tanto sono solo pochi spiccioli.

Poi vado due giorni in trentino e al ritorno scopro che ho speso 6 euro in roaming dati. E a questo punto decido che è ora di cambiare. Non è tanto per la cifra in sé, è questione di principio.

Scarto subito Vodafone perché non ha il tethering compreso nel prezzo, e a me serve quando vado a Modena. Scarto anche Wind perché mi ci sono sempre trovato malissimo, anche due anni fa quando l’ho riprovata salvo poi scappare velocissimamente in Fastweb. Restava TIM che però non aveva buone offerte. Quindi alla fine non cambio, ma rimango in attesa di un’offerta invitante.

La settimana scorsa appare dal nulla TIM Gold Go: secondo me è fatta apposta per rubare clienti a Fastweb, infatti la possono sottoscrivere solo persone che arrivano da operatori virtuali, e decisamente non è male. 1000 minuti, zero SMS (ma tanto chi li usa più?) e 3 GB a 7 euro (5 euro per i primi tre mesi). Con la possibilità di aggiungere un altro giga a 2 euro, fino a un massimo di 3 extra. Quindi pagherei 11 euro per 5GB… di fondo come Fastweb, appunto, ma senza il problema del roaming e con in più il 4G.

Faccio il cambio mercoledì e al negozio mi dicono che il numero passerà su TIM in due giorni. Perfetto: sabato mi scatta il rinnovo del canone di Fastweb, risparmio anche 10 euro. Venerdì mattina arriva il messaggio di TIM… che mi informa che il numero sarà spostato lunedì. Olè, 10 euro per due giorni: ringraziami, Fastweb!

Poco male, aspetto lunedì e arriva il trasferimento. Cambio SIM e tutto sembra andare bene. Sono a casa sotto Wi-Fi e non mi accorgo che la rete dati non va. Quando faccio una prova per vedere l’effettiva velocità della rete, capisco che il telefono non vuole saperne di connettersi a internet. Provo disattivando il 4G, ma non cambia nulla.

Leggo su Google e trovo un’altra configurazione dell’APN, la provo ma anche qui senza fortuna. La cosa mi scoccia ma sono giorni pieni e quindi non ho tempo per questo, così lascio perdere. La sera stessa, mentre aspetto di entrare nello spogliatoio della piscina, ci gioco ancora un po’ e per la prima volta riesco a connettermi. Faccio uno speedtest poi decido di provarne un altro… ma non va più. Ancora non sapevo che quella connessione sarebbe stata l’unica che sarei riuscito a fare.

Infatti da allora non c’è stato più modo di farlo connettere. Decido di tornare al negozio il giorno dopo, ma martedì qui a Vicenza diluvia quindi lascio perdere. Come detto ho da fare, non è una mia priorità. Nel frattempo mi connetto al sito MyTIM e dopo varie peripezie riesco anche a registrarmi. E scopro che dei 5 euro di credito che dovevo avere, ne sono rimasti 0,71. Perché? Mah! Pure su questo indagherò più avanti. Intanto ricarico 20 euro e non ci penso.

E arriviamo così a stamattina. Mi connetto al sito MyTIM per verificare una cosa e vedo che ho 20,12 euro di credito. Altri 59 centesimi spariti. Memore del problema Fastweb, stavolta prendo il toro per le corna fin da subito e chiamo il 119. Attesa infinita e quando alla fine mi risponde l’operatrice, mi fa notare che non risulta attiva nessuna opzione per il mio piano telefonico. Questo spiega non solo i cinque euro spariti ma anche perché l’indicazione del traffico mi mostrava due telefonate per una spesa totale di circa 8 euro. Che, a questo punto, immagino mi toglieranno domani. La tipa del 119 mi dice che lei non può fare nulla e devo tornare al negozio.

A questo punto chiudo tutto quello su cui stavo lavorando e vado subito. Ci sarei dovuto andare per la connessione che non funzionava, ora ci passo per qualcosa di un filino più importante.

Parlo con lo stesso ragazzo che mi conferma sia di aver richiesto la promozione sia che questa non è stata attivata. Mi chiede se per caso ho ancora lo scontrino con me e, botta di culo, ce l’ho. Così verifichiamo entrambi che effettivamente anche nello scontrino è scritto Tim Gold Go e lo manda a TIM insieme alla richiesta per sistemare la cosa, oltre a quella per rimborsarmi tutti gli euro che mi hanno preso e mi prenderanno. Li vedrò mai? Chi lo sa.

Ma prima di preoccuparmi del rimborso, realizzo una cosa. Per sistemare il problema e attivarmi la promozione a cui ho aderito, mi dice che ci vuole circa un giorno. La parola chiave qui è CIRCA. Può voler dire meno di uno ma anche poco più di uno.

Bene, oggi è mercoledì ma non un mercoledì qualsiasi. È un mercoledì prima di un ponte di quattro giorni. Forse il più lungo dell’anno. Quindi se non sistemano la situazione entro oggi, io mi ritroverò con un telefono inutilizzabile fino a lunedì! E dico inutilizzabile perché non avete idea di quanto costi chiamare con le tariffe che ho io senza la promozione attiva!

Bonus: nonostante il tipo abbia provato a configurare il mio telefono per la rete, internet ancora non va. Questo potrebbe anche dipendere dal fatto che non è attiva la mia promozione, quindi qui attualmente sospendo il giudizio. E cmq sarebbero tipo tre euro per la connessione, non mi sembra il caso di provarci…

Quindi la palla passa a te, dannato Dio dell’Hardware. Mi sistemeranno la cosa entro oggi oppure, come è prevedibile, se ne riparla lunedì mattina?

Che domanda retorica, lo so. Siamo al punto che non gli serve nemmeno impegnarsi per puntare la tua freccia porta sfiga… tanto è certo che farà centro come sempre!

update: continua, e finisce, in questo post.

La 3: troppo indietro per il presente

TelefonoLa 3 riserva delle sorprese non da poco in alcuni casi, in altri è ridicola. Al punto da far venire il latte alle ginocchia, da farti cadere le braccia.

Se avete la sfortuna di avere la scadenza della vostra carta di credito nel mezzo di un contratto con loro, preparatevi a ridere.
Dovrete comunicare loro il nuovo numero, con relativa data di scadenza e gli altri soliti campi. Poco male, direte voi: vado sul sito, accedo, trovo i miei dati e modifico il tutto.
Seeee, vi piacerebbe!

No, questo non si può fare, sarebbe troppo facile, troppo avanti. Siamo solo nel 2014, la rete è giovane, la usano in pochi, perché mai implementare una funzione del genere?

Allora una email a cui si allega una scansione: veloce, sicura, ha anche l’enorme vantaggio di dare l’opportunità di rispondere velocemente al mittente, dandogli conferma che va tutto bene o informandolo di eventuali problemi. Ma no, dai. Chi vuoi che usi quella strana lettera che non è scritta sulla carta. E poi, ammettiamolo: fare quella strana a, la @, è scomoda. Nessuno usa mai ALT GR, non saprebbero nemmeno che va premuto quello e non shift per ottenerla.

No, meglio appoggiarsi a una tecnologia solida, affidabile, sicura, provata: il fax naturalmente! Un fottuto, dannato fax! Dove, tra l’altro, si legge tutto da schifo!
Ma chi cavolo ha ancora oggi un fax tra le persone normali? In azienda certo, lo si trova ancora, ma le persone normali, se mai l’hanno avuto, l’hanno mandato in pensione giusto un paio di anni dopo la filodiffusione. Con i vecchi modem si poteva anche fare, ma oggi che l’ADSL è la norma, anche lì siamo fregati.

E così eccomi come un cretino preparare un file in word con le varie informazioni richieste, le scansioni della carta e del mio documento, per poi andare in una tabaccheria e spedire questo inutile foglio pieno di miei dati sensibilissimi a un numero dove non so chi li prenderà in mano e che uso ne potrà fare. E occhio a non sbagliare a digitare il numero di telefono, perché se per caso quel foglietto finisce nelle mani di una segretaria annoiata di una ditta di ceramiche, questa può benissimo usare la vostra carta per comprarsi un TV nuovo da guardare mentre si mette lo smalto la sera prima di andare a letto.

Nel 2014 non si può costringere la gente a mandare un cazzo di fax. Non si può soprattutto per cose così sensibili come queste. Non avrebbe senso se tu vendessi sandali fatti a mano, figuriamoci se sei una compagnia telefonica che punta da sempre su internet e che spinge gli smartphone. Ma evidentemente loro non se ne sono ancora accorti…

Aneddoto finale
Se poi per caso qualcosa dei documenti non va bene, siete fottuti. Io non avevo letto che loro vogliono anche il retro della carta, e non l’ho messo nel fax. Bene, loro NON mi hanno scritto, non mi hanno chiamato, mi hanno semplicemente tagliato la linea telefonica di punto in bianco un venerdì sera per fattura non pagata. Un cretino che lavora lì dentro ha visto che io ho mandato TUTTI i dati richiesti tranne uno, che ho sempre pagato tutto senza problemi, e quando capisce che manca qualcosa di necessario per cambiare la carta associata al mio numero, non pensa che possa essere un mio errore o una svista, e quindi mi contatta. No, lui semplicemente se ne sbatte. Così io penso di essere a posto fino a quando mi ritrovo un week-end senza linea o dati, e lì scopro il problema. Sono cose belle…

La 3: troppo avanti per il presente

futuroSe avete bisogno di assistenza per un numero telefonico della 3, la prima cosa che vi viene in mente di fare è probabilmente prendere in mano il vostro cellulare e chiamare il 133, il numero dedicato agli utenti.

Facendolo scoprirete però che la situazione è davvero complicata. A meno di un miracolo unito a una fortunata coincidenza, non riuscirete mai a parlare con un operatore.
MAI.
La voce registrata che vi offre le possibilità tra cui scegliere, NON prevede l’opzione “parla con un dannato essere umano” (o, visto il loro lavoro, forse sarebbe meglio dire “con un essere umano dannato”). Inoltre provando a esplorare le varie opzioni si scoprono poi grosse lacune e meno servizi di quanti la voce ti fa credere (per esempio a me diceva che premendo uno avrei avuto assistenza per la chiusura del contratto, ma non è vero), e cose del genere. Oltre al danno la beffa, direi.

Cercando su Google si trovano varie combinazioni di numeri da premere. Alcune sono superate (4-5-9 non è proprio possibile farla), altre potrebbero andare come no, dipende dal vostro piano e dal momento in cui leggerete queste righe (provate 2-5-9, per molti va. Per altri va 2-4-9).

La verità è che tutto questo è inutile, perché la 3 in questo specifico campo è anni luce avanti ai suoi rivali. Volete parlare con un operatore, spesso uno davvero preparato e che sa cosa dirvi? Non chiamate, non scrivete tramite il loro sito (che comunque è un metodo che funziona, ma è un po’ lento). No, andate sulla loro pagina facebook e mettete un messaggio scrivendo che volete essere contattati. Aggiungeteci magari l’hastag #SocialCare3 e preparatevi: vi telefoneranno loro dopo pochi minuti (in alcuni casi potranno chiedervi prima di mandare un messaggio privato col vostro nome e numero). Non avete o non vi piace facebook? Nessun problema, la stessa cosa funziona via twitter.

Io ho avuto a che fare più volte con loro, e così ho sempre ricevuto una risposta velocissima. Ieri gli ho scritto attorno alle 18:30 e mi hanno chiamato circa 20 minuti dopo. Non propriamente orari di lavoro standard per questo genere di cose, il che è un ulteriore merito che gli va riconosciuto.

Per cui ricordatevelo: se dovete contattare 3, lasciate perdere il 133 e affidatevi ai social network. Non ve ne pentirete!