I tre migliori cartoni per bambini in onda in questi mesi – prima posizione

Premessa: questo post doveva uscire a fine agosto, ma è finito nelle bozze da dove non è più uscito (l’idea era finirlo e pubblicarlo, poi però me ne sono dimenticato). Poi, qualche giorno fa, il prode Ernesto dal lontano Giappone mi ha fatto notare che mancava il pezzo sulla prima posizione dei miei tre cartoni animati preferiti, e così ho completato il post e ora lo pubblico. Tra un paio di settimane, però, lo sposterò a inizio settembre, dove doveva stare fin dall’inizio.

Come tutti i veri bravi genitori, anche io e Carla usiamo la televisione come babysitter per Paolo. Lo facciamo perché abbiamo questa assurda pretesa di voler respirare da soli per un secondo senza essere perennemente all’inseguimento del mostriciattolo che è tanto buono quanto ignaro dei pericoli in cui costantemente si mette.

Dopo aver passato varie ore a guardare insieme a lui i cartoni che passano sulle reti gratuite (qui non tengo conto di quello che c’è su piattaforme a pagamento come Sky o Netflix), ecco la mia personale top 3. Dopo aver visto la terza classificata e la seconda, oggi siamo arrivati alla prima, forse scontata, posizione!

Masha e orso

Sì, vince sempre lei, la terribile e inarrestabile Masha. La serie di cui tutti parlano da anni a questa parte, e a ragione. Perché Masha e Orso è davvero qualcosa di sorprendente, soprattutto se si pensa che è stata creata da un piccolo studio russo.

Sono moltissimi i motivi per cui ritengo Masha e Orso la migliore serie per bambini al momento in tv. Proviamo a fare un piccolo elenco delle cose che mi piacciono:

  1. La computer graphic è sorprendentemente bella. Certo, la prima serie è abbastanza povera e si vede che non avevano ancora preso bene le misure sul character design dei personaggi (guardate per esempio Orso: è molto più magro e ha un aspetto meno “pacioccone”), ma già dalla seconda stagione la qualità raggiunge un livello impressionante. Se paragonate quanto si vede in Masha e Orso con produzioni di studi ben più famosi e ricchi, la serie non solo ne esce bene ma nove volte su dieci pialla la concorrenza.
  2. Le storie sono ben scritte e praticamente mai banali. Sarebbe stato facile costruire ogni episodio solo sui danni che Masha fa e con Orso che deve rimediare (che ci sono ma sono pochi, questi sono realizzati molto bene e sempre con spunti notevoli), invece c’è un vero lavoro di classe da parte degli autori che creano storie originali. La stragrande maggioranza degli episodi non considera nemmeno il concetto Masha vs. Orso, men che meno l’odiata morale e/o la lezione che la bambina deve imparare come conseguenza delle sue azioni. Le trame, invece, si concentrano più su idee originali o citazioni di cose che capiscono forse più gli adulti che i bambini, ma che divertono entrambi.
  3. Già, le trame. Poche serie nella storia hanno osato tanto quanto si vede in Masha e Orso. Gli autori sembrano essere dei piccoli bambini che hanno davanti a sé una tela bianca che possono riempire come vogliono, senza limitarsi ai soliti quattro canovacci della narrazione per ragazzini. Ed è proprio quello che fanno, scatenando la loro fantasia in maniera incredibile. Con il risultato che, come detto prima, spesso a guardare gli episodi si divertono forse più i genitori dei figli. Del resto capita di vedere la parodia di Sherlock Holmes o del mondo dei supereroi, ma anche un episodio in cui Halloween si fonde con la storia di Cenerentola, un richiamo alla scena iniziale di 2001 Odissea nello spazio, una satira dell’ossessione per la bellezza e molto altro ancora. Fino ad arrivare al fantastico omaggio al cinema in generale, fatto attraverso citazioni a film che hanno fatto la storia come Forrest Gump, Titanic, Avatar e molti altri ancora.
  4. Il quarto elemento che mi fa amare Masha e Orso è la musica. In generale non sono uno che apprezza le canzoni dentro i cartoni animati, ma in questo caso faccio un’eccezione perché, nella stragrande maggioranza dei casi, qui è usata in maniera davvero azzeccata. E, soprattutto, non è un riempitivo per guadagnare minuti a costo quasi zero ma un momento importante integrato con la storia, se non vero e proprio cardine attorno al quale viene costruito l’episodio. Per esempio c’è una puntata in cui Masha diventa una rockettara e suona un pezzo che ricorda una canzone degli AC/DC, un’altra in cui diventa un’intera orchestra di musica classica che suona una melodia fantastica, ce n’è una in cui si allena per fare un musical che poi vediamo essere Chorus Line, e via così.
  5. Infine non riesco a non pensare che Masha e Orso siano una versione moderna, e più leggera, di Calvin & Hobbes, il mio fumetto preferito in assoluto. Certo, Orso non ha il cinismo di Hobbes, così come Masha non ha il pessimismo (o la follia) di Calvin, ma entrambe le serie hanno delle dinamiche tra bambino e animale che sono spesso molto simili.

Potrei andare avanti a lungo, o scendere nel dettaglio, ma ho già scritto fin troppo quindi mi fermo (e voi vedrete una versione parecchio tagliuzzata del post, perché in origine c’era moooolto più testo). E non ho nemmeno menzionato I racconti di Masha, uno spin off della serie che è ancora più fuori di testa. Ma che è anche molto più adulto, infatti a me piace tantissimo mentre Paolo non la vuole vedere.

E con questo ho finito, non prima però di un consiglio finale per tutte quelle persone che, con figli o senza, non hanno mai visto una puntata di Masha e Orso. Se vi capita di trovarvela davanti un giorno durante una sessione di zapping estremo, fermatevi e provate a guardare questa serie. Potrebbe piacervi molto più di quanto pensate!

I tre migliori cartoni per bambini in onda in questi mesi – seconda posizione

Come tutti i veri bravi genitori, anche io e Carla usiamo la televisione come babysitter per Paolo. Abbiamo questa assurda pretesa di voler respirare da soli per un secondo senza essere perennemente all’inseguimento del mostriciattolo che è tanto buono quanto ignaro dei pericoli in cui costantemente si mette.

Dopo aver passato varie ore a guardare insieme a lui i cartoni che passano sulle reti gratuite (qui non tengo conto di quello che c’è su piattaforme a pagamento come Sky o Netflix), ecco la mia personale top 3. Oggi tocca al secondo posto (qui il terzo)!

DuggeeSe non state vedendo Hey Duggee, vi state perdendo una gemma assoluta. E attenzione, non lo dico pensando a dei bambini ma a degli adulti. Se siete cresciuti negli anni 80, adorerete la marea di citazioni e riferimenti a tutti quei fenomeni che sono entrati nell’immaginario comune formando l’ossatura della cultura pop tanto di allora quanto di oggi.

Ci sono infiniti esempi che potrei farvi, alcuni di citazioni semplici e manifeste, altri più sottili. Si va dalla puntata dedicata all’avventura che ricorda tanto Zelda quanto Dungeons & Dragons, a quella che ripropone paro-paro lo schema di Donkey Kong, con i ragazzini che devono salire per delle salite saltando per evitare della frutta lanciata da una scimmia. Con tanto di suoni praticamente uguali all’originale!

O ancora la puntata dedicata all’aerobica con l’istruttrice, uno struzzo, vestita con i classici scaldamuscoli che tanto andavano in quegli anni. E che dire di quella in cui Duggee costruisce un robot spaventapasseri?

Davvero, gli esempi sono infiniti, per cui mi fermo qui.Non prima, però, di avervi detto che la mia preferita è quella dedicata ai supereroi 😀

Ma di cosa parla realmente Hey Duggee? La storia è semplice: c’è un cane, Duggee appunto, che è il capo scout di una serie di piccoli bambini molto diversi tra loro. Ogni puntata è un’avventura del gruppo, che si apre con i ragazzini che arrivano nella casa del loro capo scout e si chiude immancabilmente con la conquista da parte dei piccoli lupetti di un distintivo, un Duggee abbraccio e l’arrivo dei genitori per tornare a casa. Le storie sono narrate anche con l’aiuto di una una voce esterna che prende il posto di quella di Duggee, che si limita a fare dei semplici e simpatici suoni ogni tanto. Voce che in italiano è semplicemente perfetta perché è di Carlo Valli, il doppiatore di Robin Williams.

Lo stile del disegno e delle animazioni è semplicissimo ma davvero molto, molto bello e azzeccato. Non si può non amare il buon Duggee, così come non si possono non adorare i vari bambini, il design delle galline (ma in generale tutti gli animali sono FANTASTICI) e via così.

Hey Duggee è semplicemente splendido e lo consiglio a tutti. E nella mia personale classifica arriva secondo ma perde per un nonnulla: diciamo che ha un piede nel gradino più alto del podio. Se volete vederlo, accendete la televisione alle otto di mattina e andate su Cartoonito.

I tre migliori cartoni per bambini in onda in questi mesi – terza posizione

Come tutti i veri bravi genitori, anche io e Carla usiamo la televisione come babysitter per Paolo. Abbiamo questa assurda pretesa di voler respirare da soli per un secondo senza essere perennemente all’inseguimento del mostriciattolo che è tanto buono quanto ignaro dei pericoli in cui costantemente si mette.

Dopo aver passato varie ore a guardare insieme a lui i cartoni che passano sulle reti gratuite (qui non tengo conto di quello che c’è su piattaforme a pagamento come Sky o Netflix), ecco la mia personale top 3. Oggi iniziamo con il terzo posto!

Giust'in tempoPer prima cosa se lo meritano per aver tradotto bene lo splendido titolo americano Justin time, che ha al suo interno lo stesso gioco di parole che si vede nel nome italiano. Traduzione facile, ma era altrettanto facile cedere alla tentazione del cambiamento, della parafasi. Quindi un bravi a loro.

Poi, il cartone è carino perché prende i personaggi e li porta in vari luoghi muovendoli sia nello spazio che nel tempo. Così ecco Giustino che apre una porta e si trova a New Orleans ai giorni nostri, oppure nella Roma antica, e via così. La cosa che mi piace è che non ti spiegano come sia possibile: succede e basta, e va bene così. Molto probabilmente questi viaggi sono tutti frutto dell’immaginazione di Giustino, ma il fatto che non sia veramente sicuro aggiunge quel pizzico di fascino, di magia che a me piace (ammetto però che non sono un mega esperto della serie quindi è possibilissimo che sia tutto chiaro e io abbia perso le puntate in cui viene spiegato tutto. E ammetto anche che mi piace la visione romantica della serie che ho, quindi continuo a pensarla così :D).

Altro aspetto molto carino è Olivia, l’amica (immaginaria o no, vedi il discorso appena fatto) che Giustino incontra non appena entra nell’avventura del giorno. Lei è un po’ la narratrice della storia, perché spiega a Giustino e agli spettatori dove sono e cosa sta succedendo, un po’ la fatina magica che dà una mano al protagonista, un po’ l’amica che è lì per condividere con lui l’avventura. E’ semplicemente il personaggio jolly perfetto, e riesce a esserlo restando carina e simpatica, mai pedante e noiosa.

Infine c’è Ciuffetto, la mascotte, l’animaletto domestico fantastico che è sempre al fianco di Giustino, sia nel mondo reale che in quello immaginario. Non è l’elemento che preferisco della serie, ma è anche quello chiaramente più pensato e sviluppato per i più piccolini, quindi è normale che sia così 🙂

Giust’in tempo lo potete vedere su Cartoonito a orari casuali come tutti i cartoni per bambini.

La caduta degli dei

Recentemente ho sostituito il mio vecchio, e fidatissimo, WD TV Live con un nVidia Shield TV, pure in versione Pro perché qui non ci si fa mai mancare nulla!

nVidia shield TVSi tratta di due apparecchi che si collegano al TV e che servono per visualizzare film, foto e tutto il resto. Il WD TV Live è stato il primo che ho preso e mi ha servito bene per quasi dieci anni. Ma ha sempre avuto un difetto: è lentissimo a partire. Ci mette tipo due minuti da quando premi il pulsante a quando puoi fare qualcosa e alla fine questo, unito al fatto che non è sempre una scheggia a muoversi dentro i file da vari giga, mi ha portato al cambio.

Ho quindi preso un mostro di potenza e flessibilità, l’nVidia Shield TV. Visto a casa di un amico, me ne sono innamorato perché è velocissimo e mi permette di fare una marea di cose in più. Ha le app di Youtube e Netflix, e già questo è interessante. Ma ha anche la possibilità di installare varie cose, come per esempio il MAME! E visto che nella confezione c’è un joypad, e che è compatibile con quelli dell’xbox 360, già mi vedo a fare serate a giocare sull’enorme TV di casa, insieme ad amici, a Final Fight, Double Dragon e cose del genere.

E lo farò, un giorno. Per ora, a quasi un mese dall’acquisto, tutto quello per cui sto usando lo Shield è… vedere delle puntate di Masha e Orso!

Anni fa ci avrei fatto l’impossibile, avrei installato chissà cosa e passato ore a leggere guide e tutorial per scoprire come eseguire una qualche app sostanzialmente inutile ma che mi dava la soddisfazione di avercela fatta.

Oggi, invece, ho comprato una bomba tecnologica di rara potenza e l’unico modo in cui la uso è per mostrare le avventure di una bambina pestifera e il suo amico orso a un bambino meno pestifero. Avventure che sono il modo perfetto per far mangiare Paolo quando non ne ha voglia: lui guarda il cartone tutto concentrato e tu puoi sbattergli in bocca quasi qualsiasi cosa. Da notare che prima di avere un bambino avevo promesso a me stesso che non avrei mai fatto così, poi ho visto e capito che la realtà dei fatti è ben diversa e per farli mangiare si può e si deve ricorrere anche a mezzi come questi 😀

Passano gli anni, cambiano le prospettive e tutto il resto, e va bene così… però non posso negare che dentro di me una piccola parte nerd sta urlando e piangendo 😉

Il vecchio e il nuovo

L’arrivo di Paolo mi ha portato infiniti cambiamenti e mi ha cominciato a far fare una serie lunghissima di riflessioni su di lui, su di me, e sul nostro rapporto. Allo stesso modo, mi trovo spesso a paragonare il mio passato con il suo ipotetico futuro, cercando di capire il non facile limite tra il giusto insegnamento e il voler imporre qualcosa di “bello per me” e che invece a lui potrebbe non fregare nulla.

Per fare un esempio facile, parliamo di cartoni animati. Ok, nei primissimi anni, quando sarà ancora un bambino con una limitata capacità di comprensione, si guarderà quello che passerà la TV. Magari cercherò di filtrargli le cose che ritengo più brutte o stupide (Peppa Pig, se ti fischiano le orecchie sappi che non è un caso) ma tanto a quell’età poco conta. Ma appena sarà più grande, tipo attorno ai 5 o 6 anni, sarà il caso di cominciare a educarlo con dei veri capisaldi dell’animazione? Cioè, dovrò fargli vedere solo il Ben 10 dell’epoca, oppure potrò (o, meglio ancora, “dovrò”) cominciare a fargli vedere “Conan, il ragazzo del futuro“, “Nadia – il mistero della pietra azzurra” e altri grandi anime che io ho adorato? Certo, non gli farò vedere Fullmetal Alchemist o Ken il guerriero a 6 anni, ma a 12 dovrò provare a guardarli con lui?

E quindi si ritorna alla domanda iniziale: dov’è il confine tra il voler mostrare cose belle, anche per insegnare cosa è bello e fatto bene, e il cercare di imporre un mio ricordo? Se ci pensate, ogni singola cosa sarà soggetta a questo dubbio. Dal cibo che gli farò mangiare ai vestiti da mettere; dalle attività giornaliere fino ai giocattoli.

Non è facile capirlo, almeno non per me, e per fortuna ho ancora parecchio tempo per cercare di trovare una risposta alla domanda. Però intanto mi preparo, mettendo da parte cofanetti di DVD e giocattoli vari. Ho già localizzato in soffitta dai miei le scatole contenenti migliaia di pezzi di LEGO e sto persino mettendo da parte le riviste che in Panini facciamo per bambini. Ne ho infinite di Spider-Man in inglese, e ho già deciso che collezionerò i nuovi magazine sui LEGO che stiamo lanciando (ma sì, dai, facciamo pubblicità e mettiamo le cover :D):

 Lego Chima 1 Lego Ninjago 1

Perché ci sono cose che vanno oltre il dubbio di giusto o sbagliato, e il LEGO è una di queste. Paolo dovrà amare i LEGO. Altrimenti lo diseredo senza pietà 😉

 

Confessioni da nerd – 4

Nuova confessione. Le precedenti le trovate clikkando qui.

NON HO MAI VISTO COWBOY BEBOP

Cowboy BebopLo so, per uno che fa il mio lavoro, che per anni si è occupato di DVD, tra cui anche la serie nuova del regista Shin’ichiro Watanabe (Samurai Champloo, seguita nell’edizione tedesca), non aver mai visto una delle serie più famose e apprezzate di sempre, è quantomeno strano.

Ora vi aspetterete un discorso su come la cosa sia spiegabile dal fatto che non è il mio genere, che non mi piace lo stile o altro ancora. La verità non potrebbe essere più lontana da questo.

In realtà io ho sempre inseguito Cowboy Bebop, senza mai riuscire a raggiungerlo. Non l’ho visto nel 2000 su MTV quando l’hanno trasmesso perché non guardavo mai gli anime alla sera (altro da fare a quell’ora). Ho quindi comprato la prima edizione in DVD fatta da (penso) Dyn.it: sei dischi con cofanetto che per anni sono stati sulla mia libreria in attesa che io avessi tempo di vedere 26 episodi. A un certo punto è uscito un cofanetto che raccoglieva bene o male gli stessi dischi, ma occupando uno spazio inferiore. Non ci crederete, ma il qui presente genio ha pensato bene di vendere i sei DVD e comprare il cofanetto! Di una serie che già aveva e non aveva mai guardato.

Anzi, a essere sinceri i primi due episodi li ho visti almeno due volte, e mi sono anche piaciuti. Quindi il perché io non mi sia mai messo davvero davanti allo schermo con i dischi di Cowboy-Bebop nel lettore in quegli anni resterà per sempre un mistero nella mia testa.

La lacuna è sicuramente grave e da qualche giorno ho iniziato a colmarla. Dal sette gennaio, infatti, Carla ha ricominciato a lavorare e io sono rimasto da solo con Paolo. Tra le mie varie mansioni in qualità di mammo c’è anche dargli la pappa di mezzogiorno, cosa ho deciso di fare mentre guardo cartoni animati. E ovviamente la prima serie scelta è stata proprio Cowboy Bebop. Posso quindi annunciare con orgoglio di essere già arrivato al quarto episodio ^_^;. Voi ridete, ma almeno io finalmente ho guardato una puntata con Faye Valentine, che finora avevo solo visto in immagini ma mai in animazione.

(ah, giusto per la cronaca: la tizia con i capelli rossi che c’è nell’immagine qui in alto, non ho la più pallida idea di chi sia. Che poi a guardare altre immagini potrebbe pure essere un tipo. Boh, lo scoprirò con calma tra qualche giorno – del resto ho aspettato solo 14 anni per vederla :))