Confessioni da nerd – 5

Nuova confessione. Le precedenti le trovate clikkando qui.

NON HO MAI GIOCATO A FALLOUT

Fallout 3Non so per quanto riguarda le vendite, ma sicuramente in termini di esposizione mediatica e numero di commenti in rete, l’autunno del 2015 è finora stato dominato da Fallout 4. Il quarto capitolo del gioco di Bethesda è ambientato a Boston e porta i giocatori in un mondo post apocalisse nucleare. Pare sia stupendo ma io non potrò mai confermarvi la cosa.

La saga è famossissima e ha quasi vent’anni di vita, eppure io non c’ho mai veramente giocato. Mi ricordo abbastanza bene di aver provato il primo o il secondo capitolo, così come ricordo che non mi prese e per questo lo mollai dopo poche ore di esplorazione. Ero anche molto più giovane, avevo rispettivamente 22 o 23 anni, ma questo conta solo fino a un certo punto.

Quando esce Fallout 3, invece, lo ignoro per un po’ semplicemente perché all’epoca non avevo tempo. Era il 2008 e solo dopo circa un anno finalmente anche io compro questo terzo capitolo. Lo provo e trovo che l’inizio dentro al bunker sia davvero buono. Mi prende la storia della comunità che vive nel rifugio antiatomico ma poi succede qualcosa di imprevisto: una volta all’aperto, semplicemente non mi piace più. La mappa è gigantesca e le infinite cose da fare in maniera troppo libera, compresa la trama principale che è poco chiara, un po’ mi spiazzano. Inoltre ci sono troppe piccole cose da raccogliere, troppi personaggi che vogliono qualcosa, troppe statistiche da tenere sotto controllo… non so cosa sia di preciso, ma il risultato finale è che non trovo la voglia di andare avanti. Alla fine lo metto quindi da parte dicendomi “lo riprenderò più avanti”, il che significa che al 99,9% non avrà una seconda possibilità. Infatti ho così tanti giochi da fare che molto raramente do una seconda chance a qualcosa che mi ha deluso o anche solo non convinto.

Per questo motivo il quarto capitolo non l’ho proprio considerato. Non è mai entrato nella mia lista dei desideri e non penso che lo prenderò nemmeno se o quando lo troverò a prezzo scontato. Sia chiaro, non metto in dubbio che sia un grandissimo gioco: sono abbastanza certo che lo sia e di certo non critico qualcosa di cui non conosco assolutamente nulla (non ho visto nemmeno i trailer)!

Semplicemente non è nelle mie corde e penso che difficilmente cambierò idea.

 

Confessioni da nerd – 4

Nuova confessione. Le precedenti le trovate clikkando qui.

NON HO MAI VISTO COWBOY BEBOP

Cowboy BebopLo so, per uno che fa il mio lavoro, che per anni si è occupato di DVD, tra cui anche la serie nuova del regista Shin’ichiro Watanabe (Samurai Champloo, seguita nell’edizione tedesca), non aver mai visto una delle serie più famose e apprezzate di sempre, è quantomeno strano.

Ora vi aspetterete un discorso su come la cosa sia spiegabile dal fatto che non è il mio genere, che non mi piace lo stile o altro ancora. La verità non potrebbe essere più lontana da questo.

In realtà io ho sempre inseguito Cowboy Bebop, senza mai riuscire a raggiungerlo. Non l’ho visto nel 2000 su MTV quando l’hanno trasmesso perché non guardavo mai gli anime alla sera (altro da fare a quell’ora). Ho quindi comprato la prima edizione in DVD fatta da (penso) Dyn.it: sei dischi con cofanetto che per anni sono stati sulla mia libreria in attesa che io avessi tempo di vedere 26 episodi. A un certo punto è uscito un cofanetto che raccoglieva bene o male gli stessi dischi, ma occupando uno spazio inferiore. Non ci crederete, ma il qui presente genio ha pensato bene di vendere i sei DVD e comprare il cofanetto! Di una serie che già aveva e non aveva mai guardato.

Anzi, a essere sinceri i primi due episodi li ho visti almeno due volte, e mi sono anche piaciuti. Quindi il perché io non mi sia mai messo davvero davanti allo schermo con i dischi di Cowboy-Bebop nel lettore in quegli anni resterà per sempre un mistero nella mia testa.

La lacuna è sicuramente grave e da qualche giorno ho iniziato a colmarla. Dal sette gennaio, infatti, Carla ha ricominciato a lavorare e io sono rimasto da solo con Paolo. Tra le mie varie mansioni in qualità di mammo c’è anche dargli la pappa di mezzogiorno, cosa ho deciso di fare mentre guardo cartoni animati. E ovviamente la prima serie scelta è stata proprio Cowboy Bebop. Posso quindi annunciare con orgoglio di essere già arrivato al quarto episodio ^_^;. Voi ridete, ma almeno io finalmente ho guardato una puntata con Faye Valentine, che finora avevo solo visto in immagini ma mai in animazione.

(ah, giusto per la cronaca: la tizia con i capelli rossi che c’è nell’immagine qui in alto, non ho la più pallida idea di chi sia. Che poi a guardare altre immagini potrebbe pure essere un tipo. Boh, lo scoprirò con calma tra qualche giorno – del resto ho aspettato solo 14 anni per vederla :))

 

Confessioni da nerd – 3

Nuova confessione. Le precedenti due le trovate clikkando qui.

NON HO MAI GIOCATO A MAGIC. E NON NE HO MAI SENTITO IL BISOGNO.

MagicQuando è arrivato Magic The Gathering in Italia, io ero già un nerd con i fiocchi. Passavo le mie giornate a giocare con i videogiochi, a leggere fumetti e a guardare cartoni animati (e a giocare con i cani, ma questa non è un’attività da nerd quindi non conta). Nel tempo libero c’erano i libri fantasy, di fantascienza, di Crichton e roba del genere. Di punto in bianco, però, alcuni miei amici apparvero con queste strane card che usavano per giocare. Fino a quel momento, le uniche card che avevo visto erano quelle dei supereroi che mi ero comprato (altra passione durata molto poco, per fortuna), ma mai qualcosa del genere. Immagini in alto, numeri e testi ovunque. Ben presto mi resi conto che Magic aveva tutti gli elementi che mi fanno detestare un gioco:

1. I soldi contano per la vittoria (o quantomeno per essere molto competitivi).
Certo qualcuno potrà dirmi che uno forte con un mazzo medio batte una pippa con mazzo pompato, ma il mio problema è con lo scontro a parità di abilità. Un giocatore bravo quanto me può distruggermi semplicemente perché ha speso di più (o, in minima parte, perché ha avuto più culo con i pacchetti comprati).

2. La fortuna conta per la vittoria.
Puoi essere bravo quanto vuoi, ma se hai sfiga con le pescate, non vincerai mai.

3. Troppe combinazioni, troppe carte.
Preferisco un diverso tipo di strategia rispetto a quella che mi costringe a pensare non a cosa farà chi ho davanti, ma a “che carte avrà in mano e cosa farà”. Una cosa è cercare di capire come pensa una persona e giocare di conseguenza, una cosa è dover anche considerare che tutto dipende da quello che l’altro ha in mano e da cosa ho in mano io. Messa così, non lo trovo divertente.

4. Troppe espansioni. E carte non più disponibili.
Appena scoperto Magic mi venne subito detto che c’erano una marea di carte. Ci misi un po’ ma alla fine mi venne un leggero interesse e stavo persino per comprare il deck base. Ma quando entrai nel negozio per farlo, sul bancone c’era l’espositore di un nuovo Magic, qualcosa legato al ghiaccio se non ricordo male. La scoperta che l’enorme numero di card disponibili era ora diventato ancora più enorme, mi fece desistere. Scoprire poi, anni dopo, che con il passare del tempo alcune carte non sono più disponibili da comprare, mi ha fatto capire che la scelta è stata giusta.

Quindi mai Magic, ma mai nessun altro tipo di CCG. Negli anni me ne sono trovati davanti a milioni, alcuni li abbiamo fatti anche noi di Panini Comics, ma io ci sono sempre stato alla larga. Persino nei videogiochi li schifo: lo feci su Final Fantasy VIII, lo sto facendo oggi con Heartstone che proprio non mi prende. Meglio così, per il mio tempo, il mio portafoglio e anche per il mio divertimento, visto che trovo più soddisfacente altre attività nerdiche.

Confessioni da nerd – 2

Seconda confessione. Qui la prima.

NON MI PIACE LA TRILOGIA DI RITORNO AL FUTURO

Ritorno al futuroIl primo Ritorno al futuro è una gemma. Mi allargo e azzardo anche un quasi capolavoro, o comunque una pellicola che va molto vicino alla perfezione. Personaggi praticamente tutti perfetti, dal ragazzino sfigato-ma-figo al bullo, dalla mamma infoiata al padre ameba. Per non parlare del vero protagonista di tutta la storia, la figura che si erge a dominare la scena: Doc. Anche i tempi sono fantastici: un po’ nel presente, blocco passato, finalone a sorpresa nel presente con le conseguenze del cambio avvenuto nel passato. E colpo di scena finale.

Parliamo poi dei vari tocchi geniali che si vedono nel film? Della foto che va via via scomparendo? Delle battute azzeccate (da “ehi tu porco, levale le mani di dosso” a “Un latte. Al cioccolato”)? Della schitarrata al ballo finale? Del ritorno nel presente con fulmine preso al volo?

Insomma, un grande film. I due seguiti, invece, no. Sì certo, c’è l’evoluzione dell’idea del viaggio nel tempo, soprattutto nel secondo che è un susseguirsi di spostamenti, ma il tutto ne risente. Si vede che il secondo capitolo è stato pensato solo insieme al terzo (non a caso li hanno girati insieme), e questo rende parecchio più povero il tutto. Oltre che forzato, visto che si è teso ad esagerare con idee “estreme” sostanzialmente inutili (un po’ quello che successe con Matrix e Matrix 2).

Il terzo poi non ha senso. Non si inserisce minimamente nella continuity dei primi due, cambia ambientazione, personaggi (nuovi mai visti prima, vecchi sostanzialmente snaturati) e introduce un’avventura nel west che ho sempre trovato inutile e banale.

Non è un caso se, quando si parla del secondo capitolo, la cosa che più tutti ricordano sono le scarpe che si autoallacciano e lo skateboard a campo magnetico. Mentre del terzo… boh, io a parte l’arrivo finale di Doc col treno, non ricordo nulla di realmente significativo (forse la scena della macchina trainata dai cavalli, ma più per il paesaggio che per la cosa in sé).

Insomma se si fossero fermati al primo, io personalmente sarei stato contento. Ma so di essere in minoranza, vero?

Confessioni da nerd – 1

Io sono da sempre un nerd, probabilmente anche un geek. Sguazzo nel mondo dei videogiochi sin da quando sono nati loro, leggo fumetti sin da quando sono nato io (beh, quasi dai ;)). Ho visto più cartoni animati di quanto una persona normale possa immaginare, ho collezionato album di figurine per anni e anni.

Però, come tutti, ho dei lati nerdici in cui sono lacunoso, se non del tutto scoperto. E visto che mi piace prendermi in giro, ecco una serie di post sull’argomento. Si comincia con:

NON HO MAI COMRATO I MODELLI DA MONTARE DI ROBOT O COSE SIMILI

GolionNon ho MAI montato un modellino di robot, che si tratti di Goldrake, Gundam o qualsiasi altro colosso di metallo. Non solo non saprei da che punto partire e, temo, non avrei l’abilità necessaria per fare un buon lavoro (un lavoro discreto l’avrei portato a termine, ma con sporgenze e colla ovunque), ma soprattutto non ho mai avuto l’interesse di farlo. Quello che da sempre mi ha fatto ignorare questo mondo è l’unione di due problemi.

1. Non sapevo che farmene una volta montati. Non ci avrei potuto giocare perché sono fragili, non mi vedevo molto ad esporli su una libreria, men che meno a comprare un armadio di vetro per sfoggiarli ad amici (maschi, ovviamente: perché alle donne non li avrei mai fatti vedere, perché ci tenevo ad avere qualche possibilità di limonare ;)). Quindi perché spendere soldi e tempo per qualcosa che non aveva un vero uso?

2. I modelli sono da colorare. Per me cresciuto con robot o auto, comprati da mamma e papà, già montati e tutti belli colorati e rifiniti, l’idea di spendere 50.000 lire per un fragile cosetto di plastica che dovevo montare era difficile da accettare/capire. Ma diventò una cosa che mai avrei fatto quando scoprii che i pezzi sono tutti di uno squallido bianco/grigio e che la bellissima figura sulla scatola era uno specchietto per le allodole. Perché tutte le sfumature, le strisce di colore, i particolari fighissimi erano e sono tutti a carico mio. No, Bandai, non ci siamo: non allora, non oggi. Peccato perché molti sono davvero belli! :/