Amici del CESVI…

Amici del CESVI, mi state simpatici. Da molto, molto tempo. Mi capita anche di farvi donazioni ogni tanto, perché sono convinto che i soldi che vi do saranno spesi bene e non usati per fare mega eventi come succede con l’Unicef o altre organizzazioni mastodontiche che devono spendere valanghe di denaro per la loro struttura. Lo faccio senza certezze ma sperando di non sbagliarmi a riguardo.

Però, amici del CESVI, questa volta avete esagerato. C’è un limite a quello che chiunque, voi compresi, potete fare per chiedere i miei soldi. Un limite che è difficile da vedere o trovare, perché non è uguale per tutti visto che ognuno di noi ha teste e sensibilità diverse. E sebbene io capisca che una foto forte può avere un effetto maggiore sulle persone, e quindi portarle a donare di più… beh, lo capisco ma non posso dire di apprezzare quella che mi sono trovato sulla busta dell’ultima lettera che mi avete mandato.

Intendiamoci: non sono uno che grida allo scandalo, che richiedere (e men che meno pretende) scuse. In realtà non mi frega nemmeno nulla sapere se mai leggerete questo post e, nel caso, se sarete d’accordo o no. L’unica cosa che volevo dire è che per me questa foto è eccessiva. Lo è come tante altre che si vedono, purtroppo, in questo periodo (mi viene in mente quella orrenda che girava l’anno scorso del bambino profugo morto sulla spiaggia). Non c’è bisogno di arrivare a tanto per scuotere le coscienze delle persone. E, allo stesso tempo, se ci arrivi ma lo fai usando immagini come questa, secondo me stai sbagliando e anche parecchio.  Almeno io penso che non sia necessario e che questa sia una caduta di stile ampiamente evitabile.

Ma, come detto, ognuno di noi la pensa diversamente quindi queste mie due parole giustamente avranno poco peso su di voi.

L’importante è che voi continuiate con il vostro ottimo lavoro, il resto ve lo perdono. E per dimostrare la cosa, sono andato sul vostro sito a fare una donazione. Invito tutti a fare lo stesso: invece del prossimo acquisto di roba inutile su Amazon, oggi spendete un po’ di euro per salvare qualcuno. Voi avrete due o tre BD in meno -o un anellino o un paio di scarpe o un videogioco o chissà cos’altro- ma qualcuno avrà una medicina che gli salverà la vita o un piatto pieno di cibo davanti a sé. E, se ci pensate bene per un attimo, non c’è proprio paragone tra le due cose.

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Mondi Alieni

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Mars Panorama – Curiosity rover
Quello che state vedendo qui è Marte. Già, il pianeta distante chissà quanti milioni di km da noi (in media 225, ma il punto di massima vicinanza è di “soli” 52 milioni di km. Peccato che la cosa si verifichi ogni 50.000 anni e ci siamo giocati l’evento nel 2003, stando a quanto scritto qui).

E’ un’immagine a 360 gradi, cioè potete ruotarla a piacere per vedere com’è il panorama tutto attorno alla sonda terrestre. E potete anche cambiare la posizione, premendo sulle freccette che si vedono.

Perdeteci un po’ di tempo a esplorare virtualmente un altro pianeta. Ben sapendo che è una cosa vera, non una simulazione o un qualche film di fantascienza. E’ davvero incredibile che siamo in grado di vedere così bene qualcosa di così infinitamente lontano da noi. Mi fa sentire davvero piccolo!

edit: per non so quale motivo, a volte la finestra con l’immagine si vede, a volte no. Prima funzionava, ora no. Vedo se riesco a capire cosa c’è che non va, voi intanto clikkate sul link e andate sulla pagina apposita per vedere le immagini. E ricordatevi di premere la piccola icona a forma di foto nella barra in alto a destra: così facendo spariscono tutti quegli invasivi testi sopra l’immagine.

Scatti mafiosi

Nel 2011 a un fotografo belga di nome Anton Kusters è stato concesso l’impensabile: passare dei mesi a scattare foto ai membri di una famiglia della yakuza. Qualcosa di incredibile perché sebbene da loro questa sia una mafia manifesta, nel senso che non si nascondono come succede da noi (semplifico, è una questione lunga e non è l’argomento del post), è comunque un evento rarissimo. The Economist ha creato un breve video con la storia di questa avventura, in cui oltre a le parole di Anton si vedono alcune delle foto più significative. E’ molto bello e interessante, ve lo consiglio e quindi ve lo metto anche qui:

Ne ha fatto ovviamente anche un libro. Andate qui per vedere alcune pagine e per comprarlo, se interessati. Costa 50 euro, che mi sembra un prezzo onesto per quello che si vede.

Strane perversioni di cavi

Porn, cioè porno in inglese. Lo so che lo sapevate già ma quello che forse non sapete è che negli ultimi anni porn viene usato insieme a termini che non hanno nulla a che fare con il sesso.

In pratica è diventato una specie di aggettivo che si usa associato al tema di un’immagine. Se un qualcosa è “porn” significa che è molto bella da vedere, o molto particolare, e l’appassionato che se la trova davanti ne sarà molto colpito, quasi eccitato.

L’uso più noto di porn come aggettivo è col cibo: nell’era in cui prima si fotografa un piatto e solo dopo lo si mangia, food porn viene usato per descrivere le foto dei piatti più particolari e/o spettacolari. Fate una prova: andate su google, cercate food porn  poi selezionate immagini. Vedrete che i risultati sono tutti solo ed esclusivamente cibo, zero sesso.

Sono moltissime le passioni che oggi vengono accoppiate al termine porn: pubblicità, appartamenti, paesaggi, natura, eccetera. Io però ne ho trovata una di particolare che mi ha conquistato subito, al primo sguardo, e da allora non riesco più a staccarmi: cable porn.

Cosa sarebbe di preciso? Semplice, questo:

cableporn 3 Già, foto di cavi. Arrotolati tra loro o perfettamente allineati. Con colori precisi o messi a caso. Niente più, niente meno.

Voi direte che sono scemo, e io non mi sento davvero di darvi torto, però trovo realmente gratificante vedere queste matasse di cavi così elegantemente legati tra loro, che fanno curve sinuose mentre entrano in porte piccole e strette. Questo ordine assoluto mi calma, mi dà un senso di pace. Insomma mi affascina perché… beh, perché è bello. E anche perché i miei cavi sono tutti arrotolati in matasse che ormai non posso più nemmeno sperare di poter riordinare, lo confesso 😀

Se anche tu che leggi hai una passione per il cable porn, già nota o appena scoperta, c’è solo un luogo dove devi subito andare: il subreddit dedicato a queste immagini. Siamo già in tanti e ti aspettiamo! 🙂

PS: vi sfido a dirmi che questa foto non è bellissima e non vi fa sentire in pace con l’universo!

Indovina chi (sono) – soluzione

Riecco la foto messa ieri:Indovina chi -1 Quello di destra è molto, molto facile. Un famoso attore di Hollywood che avrete visto mille volte… esatto, è Owen Wilson. Quello di sinistra, invece, per me è impossibile da capire: si tratta del grandissimo Wes Anderson, il regista/sceneggiatore di The Royal Tenenbaus, The Grand Budapest Hotel e molti altri capolavori del cinema.

Bonus time: ecco una foto sempre di loro due mentre escono dagli uffici della Columbia Pictures dopo aver firmato il contratto per realizzare il loro primo film, Bottle Rocket.

Indovina chi -2
Vi starete sicuramente chiedendo: cosa diavolo è Bottle Rocket? E perché ci metti qui delle foto degli anni 70? Beh, per cominciare la seconda non è del 70 ma del 1994 (dio come passa il tempo: il 1994 a me sembra ieri e invece era 22 anni fa! VENTIDUE!). Poi Bottle Rocket è il primo film di Wes e Owen, pellicola che riprende il corto che i due avevano girato un paio di anni prima (dove recita anche Luke Wilson). Curiosamente si tratta di un film talmente vecchio che persino il trailer su IMDB ha l’audio fuori sincrono. Vedere per credere! 😀

 

Una cosa da guardare…

new yorkCome tutte le città, anche New York ha il suo bel numero di palazzi abbandonati. la differenza per la Grande Mela è che tra questi ce ne sono alcuni di realmente spettacolari da vedere anche nella loro devastata solitudine.

Il fotografo Will Ellis non so chi sia, magari è anche famosissimo, ma di certo il suo sito ha una serie di immagini spettacolari e che meritano di essere viste. Quelle sui luoghi abbandonati di New York le potete trovare qui, ma anche le altre categorie meritano di essere sfogliate.

Strane economie di scala

Qualche settimana fa sono andato in un negozio di Vicenza per farmi stampare un paio di foto di Paolo che avremmo poi messo in una cornice e regalato al mio papà che compiva gli anni. La cornice in realtà era una, ma non sapevamo decidere quale foto dargli quindi abbiamo pensato di stamparne tre e poi far scegliere a lui quale vuole (e, ovviamente, lasciargli anche le altre due). Entro in questo negozio dove non ero mai stato e dopo un’attesa infinita, perché la commessa deve parlare con la classica vecchietta d’assalto che non molla le persone per ore, finalmente tocca a me. Il tariffario è però strano. Formato 15×20, quello della cornice presa, avevo:

Una foto: 3 euro
Due foto: 6 euro
Tre foto: 7 euro
Quattro foto: 9 euro (penso, questo non lo ricordo bene)

Ma la cosa divertente è oltre le 5 foto: 0,69 euro a foto. In pratica io volevo stampare tre foto, ma alla fine ne ho invece fatte sei perché così ho speso di meno: 4,14 euro contro 7, e ho pure tre foto in più! (Poi in realtà ho pagato 5,14 per non so quale motivo, ma tant’è).

Ad ogni modo mi sfugge quale sia la ratio dietro una simile offerta*. Ok invogliare la gente a stampare di più riducendo il prezzo del singolo all’aumentare della quantità, ma che senso ha avere un prezzo totale MINORE? Ve lo dico io: nessuno, né dal punto di vista economico, né da quello logico o del buon senso. Comunque sia contenti loro, contenti tutti.

* ovviamente la spiegazione più ovvia è che i dipendenti non abbiano capito una cippa dello schema del prezzo: secondo me era ovvio che si intendesse quattro foto 9 euro, poi per ogni foto oltre la quarta, 69 centesimi a foto. Quindi se ne stampo cinque, 8,69 euro. Se ne stampo quattordici, 14,90 centesimi e via così).

Vi riassumo il mio week-end… (powered by facebook)

…usando gli status di facebook. Merita.

(versione aggiornata del post di ieri, qui con gli status veri e propri linkati da facebook, così volendo si possono leggere i commenti. Bonus time: c’è anche uno status in più che ieri non avevo messo perché non mi andava di ricaricare l’immagine :D. Tengo comunque il post di ieri perché magari mi muore facebook e mi perdo quanto avevo scritto. Col blog, in teoria dovrebbe restarmi. Sempre che non muoia prima wordpress :))

Venerdì 4 luglio 2014, 12:50

Venerdì 4 luglio 2014, 12:55

Sabato 5 luglio, 01:28

Sabato 5 luglio, 03:55

Sabato 5 luglio, 04:44

Sabato 5 luglio, 17:12

Sabato 5 luglio, 22:52

Domenica 6 luglio, 18:42

Lunedì 7 luglio, 11:21