Cambio politica

Finora ho evitato di recensire cose edite da Panini su Zero3 perché volevo evitare i classici discorsi tipo: “Pubblicato da Panini? Ovvio che gli piaccia, sono quelli che lo pagano ogni mese!”

E’ vero, mi pagano, ma non per scrivere qui recensioni. Anche perché visto il limitato seguito che ha Zero, sarebbero davvero soldi buttati i loro 😉

Però dopo la recensione del manga di Tezuka dell’altro giorno, ho deciso che non ha senso che parli bene qui dei fumetti della concorrenza e non faccia lo stesso dei nostri.

Per cui da oggi in poi c’è la possibilità di trovare qui una recensione anche di roba Panini. Con una promessa per chi legge: se ne parlo bene è perché mi è veramente piaciuto.

Non troverete mai qui una recensione positiva di una cosa che ritengo brutta. Sia che sia di Panini o di un altro editore (e lo stesso discorso ovviamente vale per i film, libri, videogiochi, eccetera).

Ispirazione

È domenica mattina, attorno alle 9:30. Siamo svegli da circa due ore perché, come sempre, Paolo ha aperto gli occhi e cominciato a reclamare attenzioni molto presto. Lo stesso bambino che dal lunedì al venerdì dobbiamo svegliare con le bombe alle otto, i sabati e le domeniche è pronto e scattante fin dalle sette se non prima. E poi c’è chi si chiede perché la gente non fa figli…

Ad ogni modo, sono sveglio e gioco con Paolo nel nostro lettone. L’ho appena arrotolato nel piumone primaverile, e di lui si vede solo la testa. Lo chiamo “l’involtone di Paolone” e rido insieme a lui. E mi scatta qualcosa nella testa.

Prendo l’iPad e comincio a scrivere l’introduzione per un volume di Iron Man francese che non so nemmeno quando uscirà (sicuramente io non dovrò lavorarlo per almeno tre mesi). E scrivo di getto tutta l’intro.

Che mi esce anche molto carina. Ha un buon ritmo, delle frasi riuscite, una struttura generale che mi piace, eccetera. Insomma è ottima (per me, ovviamente), la userò davvero per il volume. Certo ci sono delle cose da completare e rifinire, dovute al fatto che non mi ricordo precisamente dove finiscono le storie del volume precedente e quindi non so quanto posso dire e quello che invece non va citato, ma è un banale lavoro di rifinitura che si fa poi con gli albi sottomano.

In circa cinque minuti scarsi ho fatto tutto. Lavorando pure sull’iPad, dove sono molto più lento rispetto al digitare con la tastiera. Seduto sul letto, osservando Paolo che desfa il letto di casa mentre salta sul materasso, guarda George in TV, e urla “guarda daddy”.

E penso a quanto sia stupida l’ispirazione. A volte passi ore, ORE!, a fissare lo schermo vuoto e non ti viene in mente niente di decente. Così finisci per scrivere qualcosa di banale che fa il suo lavoro ma nulla più, solo perché non puoi rimandare ulteriormente la consegna del redazionale. Altre volte ti basta arrotolare un bambino in un piumone, qualcosa di inspiegabile scatta nella tua testa, e le parole scorrono naturalmente sul testo, mettendosi al loro posto in maniera ordinata ed efficace.

Comunque una lezione l’ho imparata: la prossima volta che non mi viene l’ispirazione, chiuderò il PC e andrò a letto.

Il calcio che piace a me

Non sono mai stato un tifoso sfegatato del calcio, così come di nessun altro sport. Come ogni italiano l’ho seguito fin da piccolo, però il fatto stesso che non abbia una squadra del cuore, ma che anzi nel corso degli anni ho più volte cambiato la compagine per cui facevo il tifo, dovrebbe far capire quanto per me sia importante.

Inoltre dopo aver arbitrato per qualche anno, ho progressivamente perso l’interesse per questo sport a causa di quanto ho visto e sentito sui campi di gioco. Arbitravo bambini/ragazzini e poco più, ma già a quel livello lo schifo è veramente insopportabile.

Ad ogni modo il calcio di riflesso lo seguo ancora. Leggo avidamente le news che lo riguardano, che continuano a interessarmi nonostante non guardi poi le partite. E’ uno dei misteri del mio cervello che un giorno magari qualcuno decifrerà.

Eppure nonostante questo mio approccio decisamente distaccato dallo sport più amato al mondo, sono innamorato follemente di Giant Killing. Un manga sul calcio, di calcio. L’ho anche eletto mio personale miglior fumetto del 2014!

Potete capire il perché di questa mia passione semplicemente guardando queste due pagine:

DSC_2277Anche senza conoscere i personaggi, si respira tutto il pathos del momento. Un giocatore che fa uno stop al volo dà il via a una serie di vignette in cui Masaya Tsunamoto (scrittore) e Tsujitomo (disegnatore) danno il meglio di sé.

Vediamo per prima cosa due visi che reagiscono molto diversamente: il primo ha uno sguardo attento e sorpreso, oltre che preoccupato. Il secondo è… beh, qui servirebbe sapere chi è Tatsumi e che carattere ha per apprezzare al meglio quell’espressione. Diciamo che è incuriosito.

Poi c’è l’immagine che rappresenta il movimento statico, con l’attaccante che ha fatto lo stop che punta la porta. Una vignetta che serve a farci capire in che punto del campo sono, e che non c’è un difensore in grado di fermarlo nell’immediato. Un piccolo trapezio che ti dà tutte le informazioni possibili e necessarie in maniera chiara.

Infine la vignetta migliore, dove senza mostrare testa e piedi, ma solo un particolare del corpo con l’inequivocabile posizione delle gambe, e con poche linee cinetiche sapientemente piazzate, Tsujitomo ti fa capire che il giocatore ha caricato il tiro che sta per calciare. Come andrà a finire l’azione non lo dico, non solo perché sarebbe uno spoiler ma perché sarebbe inutile. Questo perché Giant Killing è pieno di momenti appassionanti come questi che, come nella realtà, finiscono con una palla sul palo, un intervento di un difensore o una parata del portiere. Questo però non cambia quello che provi mentre lo leggi e ancora non sai se l’azione finirà con un gol o meno. E non lo saprai fino a quando non girerai pagina, cosa che io faccio sempre in fretta salvo poi fermarmi dei minuti a studiare i dettagli di quello che c’è disegnato e raccontato sopra.

Se poi l’azione finisce con un gol, io mi ritrovo con una scarica di adrenalina addosso come se avessi appena visto l’Italia segnare un gol durante l’Europeo.

Di più: la maggior parte delle volte, durante questo tipo di pagine io ho letteralmente la pelle d’oca. Lo ammetto senza problemi, è successo anche qui. Perché se da sole queste due pagine sono splendide, quando le leggete nel flusso della storia, pesando quando è successo durante la partita… beh, non penso sia possibile non emozionarsi così.

Almeno non per me 🙂

World of Warcraft: Legion – il fumetto

World of Warcraft - Legion 001-000Se siete o siete stati giocatori di World of Warcraft, ho un consiglio per voi. In questi giorni è uscito un mini fumetto dedicato all’imminente nuova espansione di WOW, e ve lo consiglio per tre motivi:

  1. E’ splendidamente disegnato da Ludo Lullabi, che ha evoluto ancora un po’ il suo stile verso qualcosa che a me piace
  2. Lo potete scaricare GRATUITAMENTE in inglese da questo link in formato pdf. Ma se volete lo potete anche leggere, sempre gratis, sul sito Dark Horse. Qui è necessario registrarsi, ma lo troverete anche in varie altre lingue tra cui c’è pure l’italiano.
  3. La versione inglese è disponibile anche come motion book, cioè fumetto in cui vignette e dialoghi appaiono quando clikkate, il tutto accompagnato da una colonna sonora che segue gli eventi che si vedono/leggono. E’ un ibrido carta/filmato che non piace a tutti, ma io consiglio di provarlo perché come cosa ha del potenziale, soprattutto per storie molto brevi come questa (non mi ci vedrei a leggere un TP di 160 pagine così, ad essere sincero…). La trovate qui.

A me la storia è piaciuta molto e mi ha fatto tornare in mente i giorni passati su Azeroth, oltre alla solita voglia di tornarci, cosa ormai impossibile per me causa mancanza di tempo T__T

Aggiornamento sul mini concorso di qualche tempo fa

Questo week-end ho finalmente deciso cosa spedire a Dimitri, il vincitore del mini concorso risalente a due mesi fa (chi non sa di cosa parlo, può andare a rileggersi questo post). Ci ho messo un po’ perché non riuscivo a decidermi, ma poi c’è stata l’illuminazione. Dimitri era comunque stato informato che ci sarebbe voluto del tempo, ma l’attesa dovrebbe essere finita visto che penso di spedire il suo “non ricco” premio sabato 🙂 Come gli avevo promesso, ci avrei messo un po’ ma avrei mantenuto la mia parola. In compenso l’attesa ha fatto allargare il premio, quindi non penso si lamenterà 😉

Però mentre pensavo a questa cosa, ho realizzato che non ho mai messo la soluzione completa! Lo faccio ora e partiamo ovviamente dall’immagine:

Lavori in corsoCi sono sette fumetti, quali sono?

Cinque erano facili: One-Punch Man, Gantz, Kick-Ass (qui in edizione tedesca), Giant Killing (primo della colonna di destra ma anche sovraccoperta aperta sulla sx) e Full Metal Panic! (ultimo della colonna di destra). Il sesto e più difficile, quello che ha fatto vincere Dimitri, è Kamisama kisama wo koroshitai, di cui si vede la costa e pochissimo della cover sulla destra. Lo pubblichiamo in Francia.

Resta il settimo e misterioso volume. Quello tutto a destra, sotto la carta della cioccolata. Che nessuno ha indovinato, perché era davvero difficile. Non solo si vedeva pochissimo, ma era pure una backcover e non una cover! Vediamo se così si capisce di più:

DSC_2023Lo avete riconosciuto ora? Anche solo i loghetti che si vedono in basso danno un aiuto non da poco visto che ce n’è uno molto particolare! La soluzione vera e propria la trovate nei commenti 🙂

 

 

Il “mio” fumetto del mese – dicembre 2015

Mese con parecchi volumi da me supervisionati, con netta prevalenza di manga. Dopo lunga riflessione e lotte a eliminazione diretta, i tre candidati alla vittoria sono GANTZ 1, Inuyashiki 2 e GANGSTA. 7. Tre titoli che hanno in comune la violenza con cui gli autori infarciscono la storia, gli splendidi disegni in tutti tre i casi e poco altro.

GANTZ 1In GANTZ abbiamo un gruppo di gente morta che invece che andare nell’oltretomba si ritrova in una stanza dove una strana sfera nera li manda a caccia di alieni ancora più strani. E’ una serie strana ma appassionante, perché noi così come i protagonisti non sappiamo nulla di come sia possibile quanto si vede e chi ci sia dietro. Ma il vero punto di forza è la cattiveria di Oku, un autore che ti fa amare i personaggi per volumi su volumi e poi te li ammazza senza pietà. C’è molto di bello in GANTZ e questo primo numero mostra già molti dei punti forti della serie.inuyashiki-2Inuyashiki, nuovo manga dell’autore di GANTZ, parla invece di un tipo normale che sembra molto più vecchio di quello che è, che è trattato male da tutti (famiglia compresa) e gli viene persino diagnosticato un cancro incurabile. Però tutto cambia quando una sera, mentre sta facendo una passeggiata in un parco, finisce nel classico posto sbagliato al momento sbagliato, e il risultato è che si ritrova, inizialmente pure a sua insaputa, un corpo robotico che è l’arma definitiva.

Detta così può sembrare banale, invece la maestria di Oku è di prendere una storia come questa e darle un taglio estremamente pulp e anche un po’ surreale, creando un racconto che sembra uscito dalla penna di Murakami, solo con molti più robot e pallottole. Il secondo volume è quello in cui si scopre molto di più su quelle che sono le intenzioni dell’autore per la serie. E viene presentato in maniera dettagliata il ragazzo che, come Inuyashiki, ha ora un corpo robotico. Un personaggio molto, molto diverso dal simpatico vecchietto protagonista della serie.

gangstaGANGSTA., infine, è una storia di emarginazione sociale e razziale, dove una razza di uomini dotati di forza, velocità e agilità sovraumane diventano prede di spietati cacciatori che vogliono eliminarli solo per la loro diversità. In un certo senso è come riscrivere in chiave giapponese gli X-Men, solo con zero costumi, famiglie mafiose e tanta, tanta violenza in più. Il tutto disegnato da dio, con una trama incredibilmente appassionante che lega famiglie mafiose e droghe sintetiche, poliziotti molto particolari e squadre d’assalto criminali, e tanto altro.

I due protagonisti, Worick Arcangelo e Nicolas Brown (che vedete qui sopra) sono due “amici” che si aggirano per Ergastulum City lavorando inizialmente come tuttofare per chiunque chieda il loro aiuto: non importa che siano semplici cittadini o capi mafiosi. Questo, come detto, all’inizio: poi, mano a mano che la storia si evolve, il loro ruolo diventa più di pedine nell’intricata scacchiera disegnata dall’autore. Ma pedine molto importanti.

Ci ho pensato a lungo perché non è una scelta facile, sono tutti e tre splendidi. Però alla fine ho scelto: a vincere è GANGSTA. 7.

Perché la storia di Kohske mi ha catturato fin dal primo numero, con quel suo mix di buoni che sono criminali, famiglie mafiose che si dividono una terra di nessuno (o quasi) e una sfilza infinita di complotti, tradimenti e cose del genere. Aggiungeteci anche tre splendidi protagonisti: i due tuttofare così diversi tra loro eppure così amici, e anche la povera, ed incredibilmente sexy, Alex. Il tutto è disegnato in maniera fantastica (l’ho già detto?), cosa fondamentale perché per me il fumetto è prima di tutto un’arte visiva. Se vi piacciono le belle storie a tinte molto forti, un po’ pulp e un po’ action, GANGSTA. fa per voi. Unica raccomandazione: partite dal primo numero. I volumi sono molto collegati tra loro e iniziare con il numero sette significa non capire praticamente nulla della storia e quindi rovinarsela.

Il “mio” fumetto del mese – introduzione

Anno nuovo, rubrica nuova.

Ogni mese mi ritrovo a lavorare a molti bellissimi fumetti. Ho la fortuna, grazie a Panini Comics, di poter contribuire all’edizione italiana di opere come L’uomo senza paura di Miller e Romita Jr., o ai manga di Hiromu Arakawa, alle storie iperviolente di Rei Hiroe o di Kohske, e via così.

Quindi mi sono detto, perché non segnare di volta in volta quello che è stato per me il “mio” fumetto del mese? Così facendo magari vi farò conoscere qualcosa che potrebbe piacervi e che non sapete esistere.

Ma non è l’unico motivo e, a dire il vero, non è nemmeno il vero motivo per cui lo faccio. L’idea mi è venuta, infatti, un giorno mentre guardavo la lista dei fumetti su cui avevo lavorato nel corso di quel mese. Stavo scorrendo l’elenco e mi sono chiesto:

“Bene, se dovessi scegliere il più bello, quale sarebbe?”.

E ho passato i successivi venti minuti a soppesare pro e pro (di contro ce n’erano davvero pochi :D) di ciascun volume, cercando di trovare il migliore. Quel giorno ho capito che mi piace l’idea di costringermi a valutare ogni singolo aspetto delle serie che curo per capire quale volume mi è piaciuto di più. Una cosa che, vi assicuro, non è per nulla facile perché io amo davvero molto praticamente tutte le serie che curo.

Così ho deciso di farne una rubrica fissa. Scelgo tre titoli ogni mese, ve lo descrivo velocemente e senza (grossi) spoiler, e poi eleggo il mio personalissimo vincitore. Se poi qualcuno ne vuole parlare, o vuole informazioni a riguardo, i commenti sono aperti come sempre.

Si comincia in grande stile, con il recupero di dicembre e poi subito sotto con gennaio. In futuro la rubrica potrebbe anche evolversi in qualcosa di più speciale, ma non so ancora se la mia idea è fattibile quindi per ora non dico nulla di più 🙂

Nota finale
È evidente che questa cosa possa essere interpretata come un mio modo di fare pubblicità, nemmeno troppo velata, ai prodotti Panini Comics. Non sono così ingenuo da non accorgermene e so che in molti lo penseranno. La verità è che, giusto per la cronaca e per fugare ogni dubbio, non è una cosa che faccio perché richiesta da Panini, la quale ovviamente nemmeno mi paga per questo (e ci mancherebbe :D) e, anzi, nemmeno lo sa che lo sto facendo. È proprio una mia idea in tutto e per tutto, e loro nemmeno sanno che l’ho pensata e messa in pratica. Lo faccio solo per il motivo scritto qui sopra. Poi siete liberi di crederci o no, ma vorrei che almeno mi credeste quando vi dico che se qui parlo bene di una cosa è perché questa mi piace davvero. Non parlerò mai, mai!, bene su Zero3 di un qualsiasi fumetto/libro/gioco che  non mi sia piaciuto.

Il vecchio e il nuovo

L’arrivo di Paolo mi ha portato infiniti cambiamenti e mi ha cominciato a far fare una serie lunghissima di riflessioni su di lui, su di me, e sul nostro rapporto. Allo stesso modo, mi trovo spesso a paragonare il mio passato con il suo ipotetico futuro, cercando di capire il non facile limite tra il giusto insegnamento e il voler imporre qualcosa di “bello per me” e che invece a lui potrebbe non fregare nulla.

Per fare un esempio facile, parliamo di cartoni animati. Ok, nei primissimi anni, quando sarà ancora un bambino con una limitata capacità di comprensione, si guarderà quello che passerà la TV. Magari cercherò di filtrargli le cose che ritengo più brutte o stupide (Peppa Pig, se ti fischiano le orecchie sappi che non è un caso) ma tanto a quell’età poco conta. Ma appena sarà più grande, tipo attorno ai 5 o 6 anni, sarà il caso di cominciare a educarlo con dei veri capisaldi dell’animazione? Cioè, dovrò fargli vedere solo il Ben 10 dell’epoca, oppure potrò (o, meglio ancora, “dovrò”) cominciare a fargli vedere “Conan, il ragazzo del futuro“, “Nadia – il mistero della pietra azzurra” e altri grandi anime che io ho adorato? Certo, non gli farò vedere Fullmetal Alchemist o Ken il guerriero a 6 anni, ma a 12 dovrò provare a guardarli con lui?

E quindi si ritorna alla domanda iniziale: dov’è il confine tra il voler mostrare cose belle, anche per insegnare cosa è bello e fatto bene, e il cercare di imporre un mio ricordo? Se ci pensate, ogni singola cosa sarà soggetta a questo dubbio. Dal cibo che gli farò mangiare ai vestiti da mettere; dalle attività giornaliere fino ai giocattoli.

Non è facile capirlo, almeno non per me, e per fortuna ho ancora parecchio tempo per cercare di trovare una risposta alla domanda. Però intanto mi preparo, mettendo da parte cofanetti di DVD e giocattoli vari. Ho già localizzato in soffitta dai miei le scatole contenenti migliaia di pezzi di LEGO e sto persino mettendo da parte le riviste che in Panini facciamo per bambini. Ne ho infinite di Spider-Man in inglese, e ho già deciso che collezionerò i nuovi magazine sui LEGO che stiamo lanciando (ma sì, dai, facciamo pubblicità e mettiamo le cover :D):

 Lego Chima 1 Lego Ninjago 1

Perché ci sono cose che vanno oltre il dubbio di giusto o sbagliato, e il LEGO è una di queste. Paolo dovrà amare i LEGO. Altrimenti lo diseredo senza pietà 😉

 

[Best of 2014] Fumetto

È davvero difficile per me decidere IL fumetto del 2014 perché ne ho letti davvero tantissimi durante l’anno e nemmeno me li ricordo tutti. Il 2014 è stato l’anno in cui sono finiti Bakuman e Kekkaishi, due serie spettacolari. Ho scoperto Green Blood, Vanilla Fiction e la nuova ondata di manga adulti che noi di Planet stiamo pubblicando (tipo L’usuraio e Destroy x Revolution). Potrei poi parlare di GANGSTA., di qualsiasi cosa fatto dalla Arakawa e mille altri. Guardando agli Stati Uniti, ho fatto una enorme abbuffata di prodotti Image: da Fatale a Lazarus, da Dead Body Road a Starlight. Senza dimenticare le altre case editrici dove si trovano gemme come lo splendido She Hulk, The Private Eye, il nuovo Ghost Rider, Powers (che è sempre splendido). E questi sono solo una microscopica frazione di quelli di cui vorrei parlare! Quindi dover scegliere un solo titolo è praticamente impossibile, però se penso al divertimento e al coinvolgimento durante la lettura, un vincitore riesco a trovarlo e questo è…

giantkilling11

E dire che a me nemmeno piace tanto il calcio! Però Giant Killing è qualcosa di unico, di speciale. Sì un manga sullo sport più amato al mondo, ma siamo anni luce da Holly & Benji o cose simili: qui il calcio è mostrato in maniera realistica, con i protagonisti che sono allenatore e giocatori di una squadra della corrispondente serie A giapponese. Cosa lo rende così speciale rispetto a tutti gli altri fumetti da me letti? In una parola, il pathos. Le partite sono narrate in una maniera spettacolare, con i giusti tempi e senza perdersi troppo in riflessioni che occupano decine di pagine (nulla contro le riflessioni, ma non mettetemele nel bel mezzo di un incontro prima di un momento chiave. In questi casi rompono solo il ritmo). E, soprattutto, c’è una gestione spettacolare dei momenti clou. Quando capitano, abbiamo praticamente sempre tavole mute, con primi piani ben studiati sui volti dei protagonisti, in campo e fuori, o sui piedi col pallone. Queste sono poi seguite da pagine altrettanto spettacolari che ti mostrano la chiusura dell’azione.

Queste sequenze per me rappresentano il modo perfetto per trasportarmi nell’azione. Mi fanno scendere in campo, mi bloccano in uno spazio fuori dal tempo, immobile, in cui sai che da lì a poche vignette tutto cambierà. Mi sento un po’ come quando si ha quella telecamera a 360° che hanno introdotto con Matrix: mi ritrovo al centro di tutto e vedo ogni cosa o persona attorno a me. Lo so, sembra improbabile avere una sensazione del genere da un fumetto, ma è realmente quello che mi capita! E così finisce che leggo e rileggo le stesse due o tre pagine anche dieci volte di fila, esaltandomi ancora di più.

L’altro grande aspetto di Giant Killing sono i suoi personaggi. Come non si può adorare quello sbruffone di Gino? Chi non farebbe il tifo per una squadra guidata da quel genio di Tatsumi che, nonostante l’indiscutibile classe e intelligenza, ha un concetto di calcio talmente puro da risultare idealistico, ma che tu accetti lo stesso perché… beh, perché è Tatsumi e da lui non puoi che aspettarti questo. O parliamo di Tsubaki, il giovane il cui destino di successo pare già scritto, ma che sa di doverne fare di strada per arrivare al punto che tutti credono raggiungerà.

Per questi e molti altri motivi, Giant Killing è il mio fumetto del 2014. Se non lo conoscete, il mio consiglio è di comprare i primi cinque volumi. Sì proprio cinque, perché è a metà del quinto che io mi sono innamorato della serie, quando ti trovi davanti una pagina doppia in cui Tatsumi non fa altro che alzarsi dalla panchina. Ma da quel semplice gesto, e da come è stato disegnato, capisci che qualcosa di grande sta per succedere. E infatti giri pagina e… beh, leggetelo e lo capirete da soli. Le parole non possono farvi provare la stessa emozione 🙂

[Best of 2014] Prologo

Come tanti, troppi blog e siti, anche io quest’anno voglio fare un veloce “best of” dell’anno appena finito. Poche categorie già definite finora (che NON appariranno in quest’ordine):

  • miglior romanzo
  • miglior film
  • miglior videogioco
  • miglior serie tv
  • miglior fumetto
  • miglior acquisto dell’anno
  • cosa migliore in assoluto del 2014

Se pensate manchi qualche categoria, segnalatemelo nei commenti e potrei aggiungerla. E metto subito le mani avanti dicendo che non c’è miglior anime perché ne ho visti troppo pochi, ma probabilmente vincerebbe Psycho Pass o Shingeki no Bahamut Genesis.

Questo mi fa anche venire in mente che per me il “best of 2014” si riferisce a quanto io ho visto/letto/altro nel corso dell’anno. Se per esempio il film era del 2013, frega nulla: io l’ho visto nel 2014, per me è candidato. Non siamo mica agli oscar qui 😀

Chiudo dicendo che se qualcuno vuole provare ad azzeccare il vincitore di una delle categorie o anche di tutte, lo faccia nei commenti del blog e non su facebook.