Tokyo 2020 e la forza dei giapponesi

Forse l’avrete già visto, forse no. Nel secondo caso vi consiglio di premere play sul video qui sotto. Ci troverete il fantastico video di presentazione di Tokyo 2020 passato durante la cerimonia di chiusura di Rio.

La cosa incredibile è come il Giappone abbia il coraggio di giocare tutte le sue carte senza farsi grandi paranoie su cosa sia o possa essere giusto. Quindi insieme a Tokyo e agli sport, ovvi protagonisti, abbiamo Doraemon, Pac-Man, Holly & Benji e Mario, che ha un ruolo fondamentale come vedrete.

Bravo Giappone, bravo comitato Tokyo 2020. Ora vediamo di non fare casini nucleari e attacchi di ragazzini matti dotati di devastanti poteri psichici, ok?

Scatti mafiosi

Nel 2011 a un fotografo belga di nome Anton Kusters è stato concesso l’impensabile: passare dei mesi a scattare foto ai membri di una famiglia della yakuza. Qualcosa di incredibile perché sebbene da loro questa sia una mafia manifesta, nel senso che non si nascondono come succede da noi (semplifico, è una questione lunga e non è l’argomento del post), è comunque un evento rarissimo. The Economist ha creato un breve video con la storia di questa avventura, in cui oltre a le parole di Anton si vedono alcune delle foto più significative. E’ molto bello e interessante, ve lo consiglio e quindi ve lo metto anche qui:

Ne ha fatto ovviamente anche un libro. Andate qui per vedere alcune pagine e per comprarlo, se interessati. Costa 50 euro, che mi sembra un prezzo onesto per quello che si vede.

Solo in Giappone…

Che i giapponesi siano a volte strani è un dato di fatto. Lo sono anche per gli altri asiatici, figuratevi per noi europei così distanti da loro per cultura, tradizioni e tutto il resto. Il che è per me una cosa fantastica: adoro scoprire cose nuove e strane, essere stupito nello scoprire dove può portare la creatività se si lascia correre liberamente la fantasia.

Una delle cose che mi ha maggiormente colpito recentemente è stata la scoperta di Kantai Collection un gioco di carte online basato sull’ormai inevitabile modello del free-to-play. Cosa ha di particolare?

Nel gioco vi trovate a comandare una flotta composta da navi da battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Vascelli famosi, che hanno fatto la storia di epici scontri sulle acque di tutto il mondo. Vascelli che qui sono così rappresentati:

Kantai Collection

Esatto, le navi in KanColle sono ragazzine carine e tutte curve (in Giappone usano il termine moe che è abbastanza intraducibile, ma Wikipedia ha una buona definizione)! L’aspetto e il caratteri di ciascuna di queste ragazze è in qualche modo collegato alla nave, anche se la maggior parte delle volte ci vuole una estrema fantasia, e una mente MOLTO aperta, per capire o accettare il presunto collegamento che c’è.

Il giocatore veste il ruolo di un ammiraglio che deve combattere contro il nemico schierando le sue navi ma che deve anche occuparsi di ripararle durante gli scontri. E’ un CCG abbastanza semplice, non siamo certo ai livelli di Magic e compagnia bella, e forse anche per questo migliaia di giapponesi se ne sono innamorati. E, ovviamente, è iniziata una vera e propria mania che ha portato alla creazione di tutto il solito enorme numero di prodotti collegati. Tra cui l’immancabile gioco (per PS Vita) e la serie animata.

Sfortunatamente il gioco non solo è disponibile solo in giapponese ma è pure su un sito che blocca chi proviene da altri paesi. Se volete dare un’occhiata alla home page clikkate qui, ma sappiate che al primo click che farete vi troverete davanti una schermata che parla di un corso su Skype e da lì in poi non potrete più tornare indietro.

Se invece avete una VPN per fregare il blocco regionale, esistono guide in inglese che vi spiegano come registrarsi e come si gioca, con tanto di kanji e relativa traduzione a lato.