Ci diciamo addio?

Il mio iPad 3 sta tirando le cuoia. Non ce la fa più a girare decentemente da quando ho avuto la brillante idea di metterci iOS 8, e anche il passaggio alla versione 9 del sistema operativo Apple, quella che doveva alleggerire il carico su processore e RAM, si è rivelato quasi peggio del precedente (e sì, ho provato anche facendo un formattone del tablet, alla faccia di chi mi ha detto per anni che le macchine Apple non serve formattarle…).

Aspettavo quindi con ansia gli annunci che ci sono stati due giorni fa, il 21 marzo. Ero pronto a comprare un nuovo tablet con la mela dietro, se non altro per evitare di perdere tutte le app che ho acquistato nel corso degli anni, alcune anche a caro prezzo (vedasi cose come Carcassone, Catan e Ticket to ride, per citarne tre).

Poi sono cominciate a uscire varie anticipazioni che non mi trasmettevano sensazioni positive. Si diceva che non ci sarebbe stato un iPad Air 3 ma una nuova versione dell’iPad Pro, solo più piccolo. Il che non era nemmeno male, salvo scoprire il giorno dopo che si parlava di un prezzo di partenza di 599 dollari, quindi 100 in più dell’attuale Air 2 versione base.

Considerato che io miravo alla versione da 64GB minimo, meglio quella da 128GB, un filo di preoccupazione ha cominciato a crescere in me.

E così arriviamo al fatidico giorno degli annunci. Come sempre, tutte le voci si confermano esatte: iPad Pro in versione 9,7 pollici, prezzo base 599 dollari. Che diventano appena 689 euro nel taglio minimo da 32GB, 869 in quello da 128GB.

ipadL’iPad Air 2, invece, perde il taglio da 128GB ed è ora disponibile solo con 16GB o 64GB. Quest’ultimo costa 539 euro.

Ora so che Apple non fa le cose per me e di certo non deve farmi contento, però io, anche solo come semplice acquirente, mi posso fare delle domande sulla sua strategia e sulla mia situazione.

Posso chiedermi perché il taglio minimo del nuovo Pro siano 32 miseri GB e perché, se voglio la versione più capiente, devo spendere 180 euro in più per una memoria che a loro costerà al massimo 30 euro. Posso chiedermi se ha senso spendere 869 euro per un cosettino che uso molto, sì, ma solo come giocattolo per vedere i post di Reddit, leggere qualche fumetto o per giocare ogni tanto (risposta a quest’ultima domanda: non se ne parla proprio)

Posso chiedermi se ha senso ripiegare allora su un iPad Air 2 che è un tablet vecchio di tre anni (TRE ANNI!) dal punto di vista tecnico e che costa come un top di gamma contemporaneo con su Android.

Posso anche semplicemente chiedermi se vale la pena aspettare un altro anno e vedere se cambierà qualcosa. Del resto sono due anni che aspetto, ma mi sconforta un attimo vedere che più passa il tempo, più peggiorano le cose per i miei gusti. Apple sembra muoversi solo in direzione del massimo profitto, sbattendosene di tutto e tutti, buon senso compreso. Buon per loro che continuano a vendere un sacco, ma io comincio a chiedermi anche se non sia il caso di prendermi un tablet Android e pace. Di sicuro con quello che risparmio in hardware mi ricompro tutte le app e avanzo abbastanza soldi per prendermi una micro SD da 128 GB da inserire nel tablet, e altro ancora.

Non so bene cosa farò: non ho davvero necessita di cambiare il tablet, ma non mi dispiacerebbe una macchina più reattiva e capiente. Ma questo significherebbe quasi sicuramente dire addio a Apple, perché non ho intenzione di pagare simili cifre per macchine indubbiamente belle ma che sono vendute a prezzi fuori da ogni logica di mercato e, in parte, di buon senso. E’ più una questione di principio che di costo, quindi.

L’eterno dilemma del consumatore, quindi: comprare sì o no? E se sì, cosa? Si accettano consigli!

Il miglior consiglio che nessuno vi ha mai dato per risparmiare batteria del vostro iPhone

Mi piacciono molto i titoli lunghi. Li trovo simpatici e utili come due dita negli occhi o un calcio nelle palle. Magari insieme.

Eppure chi si occupa di siti basati su guide per vivere meglio, o che vi aiutano a usare al massimo il vostro hardware/software, tendono a non considerare valido un titolo con meno di 10 parole o 100 caratteri. Per cui ecco che io, in modalità satira da due soldi, imito uno dei titoli geniali che farebbe iSpazio, Lifehacker e compagnia bella (non linkati di proposito) e vi do il mio illuminante consiglio per risparmiare un po’ di preziosa batteria del vostro iPhone.

Premessa: do per scontato che abbiate installato iOS 7.x. Penso si potesse fare anche col 6, ma non ho voglia di andare a controllare se e dove si trovano le cose che sto per dire.

Aprite l’iPhone, andate su impostazioni e poi cellulare. Scrollate verso il basso e a un certo punto vi apparirà un lungo elenco di app preceduto dal titolo “UTILIZZA DATI CELLULARE PER:”.

Come dice il nome stesso, qui potete decidere quale app può accedere alla rete usando la rete 3G. Ovviamente all’app di Facebook, twitter o l’app store va lasciata questa opportunità, ma mettiamo caso che voi giochiate a 2048: perché consumare dati e, soprattutto, batteria per fargli scaricare i banner che si vedono sotto? Idem per app che gestiscono i contatti (occhio che la app ufficiale “contatti” usa i dati per la sincronizzazione con iCloud, quindi a quella potrebbe essere il caso di lasciare la possibilità di usare i dati), alcune app che modificano le immagini e valanghe di giochini vari a piacere. Per loro nessuna pietà e revoca del permesso immediata.

Ovviamente quando sarete di nuovo sotto wifi, queste app si connetteranno e aggiorneranno quello che avete fatto in assenza di rete, quindi non perderete nulla.

Unica controindicazione: quando lancerete la app, vi apparirà SEMPRE questa finestra:
norete3GPurtroppo non è possibile toglierla per sempre (un “Ok, e non chiedermelo più” è troppa libertà per l’utente, Apple non lo permetterebbe mai). Però sul lungo periodo, soprattutto se la vostra batteria comincia a fare schifo, è davvero un consiglio che può fare la differenza 🙂

Digital Divide

Penso che nessuno si sorprenderà se confesserò in questo blog di essere un filino drogato di tecnologia. Fin da piccolo sguazzo nel mondo dei computer e delle console, e ho spesso sperimentato (che troppe volte coincide con “comprato”) varie rivoluzioni tecnologiche ben prima che la massa le scoprisse.

Quello che però magari vi sorprenderebbe è scoprire che sono riuscito ad attaccare questa mia passione anche a Carla, la mia (quando vuole) dolce metà. Certo, siamo anni luce distanti per interesse e predisposizione, e soprattutto perché lei vive di luce riflessa (nel senso che sfrutta le cose che io le metto a disposizione, non se le compra mica. Datele della scema… ;)), ma quante ragazze conoscete che hanno uno smartphone da cinque anni, che sanno usare il NAS della rete domestica, e cose del genere?

Una delle controindicazioni di questa cosa, però, è il digital divide* che si è creato tra noi. Prendiamo per esempio le nostre serate sul divano di qualche anno fa. Seduti insieme guardavamo la tv concentrati sull’unico schermo della stanza. Vicini o lontani sul divano, a seconda del momento e della stagione, ma concentrati sul programma/film, commentando quello che stavamo vedendo. Magari io ogni tanto tiravo fuori il portatile e facevo due cose insieme (nella nostra coppia io sono quello in grado di fare del multitasking, lei zero), ma era un notebook lento, pesante, scomodo e con la batteria che durava tipo mezz’ora.

Oggi la situazione è molto diversa. Sul divano insieme a noi ci sono sempre almeno due iPhone e spesso anche un iPad. Inoltre abbiamo due portatili: uno gigantesco che chiamo “l’astronave” (sostituto de “il catorcio”) collegato alla presa elettrica; l’altro, il mio, che pesa tipo un chilo e ha una batteria che dura circa otto ore. Questo porta a una carenza di attenzione verso tutto: quello che c’è in tv, quello che c’è sul secondo (e a volte pure terzo) schermo, quello in carne e ossa che hai a lato. Parliamo di meno di cose nostre e di quello che stiamo vedendo, perché quello che stiamo vedendo è inframmentato da duecento cose diverse, da duecento stimoli più o meno interessanti. Questo comunque non vuol dire che NON parliamo più, solo lo facciamo in momenti diversi, e meno sul divano rispetto a una volta.

A questo punto una qualsiasi persona sana di mente si porrebbe la più ovvia delle domande: va bene così? Non sarebbe il caso di cambiare qualcosa?

Devo ammettere di essere diviso sulla questione.
Da un lato è indubbio che tornare al monoschermo non ci farebbe male, dall’altro però va anche detto che se usiamo due schermi a testa un motivo c’è. Ci sono persone da sentire via messaggi, email o social network. Ci sono siti da visitare per cose che ci riguardano, per notizie quotidiane o anche solo per divertirci. Ci sono validi motivi, insomma, per dedicare la propria attenzione a più cose, soprattutto se la televisione trasmette qualcosa che interessa solo fino a un certo punto.
Dall’altro, però, sento che questo mondo digitale ci ha realmente un po’ separato, e questo non è un bene. E’ un digital divide leggero, ci vuole poco a rimuoverlo, ma ci vuole tanto ad avere la volontà di farlo.

Sono combattuto, ma il fatto che mi stia ponendo il problema è di per sé già una risposta alla domanda di qui sopra. Intanto chiedo a voi: il digital divide è roba che riguarda solo noi o ha colpito anche a casa vostra (con genitori, compagni, mogli, figli o altro)?

* sì, lo so che il digital divide è tutt’altro e che non c’entra nulla con quanto scrivo qua. Il bello della cosa è proprio in questo uso sbagliato di un’espressione il cui significato letterale qui sarebbe corretto 🙂

Office su iPad

In ritardo e castrati, ma sono finalmente arrivati Word, Excel e Powerpoint su iPad.
Word: https://itunes.apple.com/us/app/microsoft-word-for-ipad/id586447913?mt=8
Excel: https://itunes.apple.com/us/app/microsoft-excel-for-ipad/id586683407
Powerpoint: https://itunes.apple.com/us/app/microsoft-powerpoint-for-ipad/id586449534

Gratuiti per visualizzare i file, se si vuole modificare qualcosa, bisogna avere un abbonamento a Office365. Devo ancora provarli, ma intanto ve li segnalo. Nei prossimi giorni magari ne parlerò un po’ di più.