Nazionali

La Rai sembra incapace di fare le cose completamente per bene. Realizza un programma splendido chiamato Nazionali che racconta le storie di atleti olimpici che hanno vinto medaglie importanti. La cosa bella è che non si focalizzano solo su personaggi già stranoti al grande pubblico, come può essere la Pellegrini di cui già tutti sanno tutto, ma raccontano anche sportivi minori ma non per questo meno interessanti.

Per esempio la prima puntata è dedicata a Fabio Basile, uno che quando lo vedi sembra il classico sbruffoncello magari anche idiota ma che invece si rivela essere un ragazzo con un passato non facile (ho idea che la sua famiglia sia molto più complicata di quanto si vede nella puntata: ci sono vari indizi buttati velatamente qua e là. Per dire una cosa banale, secondo me i genitori sono separati) e con uno spirito di sacrificio e abnegazione davvero pazzeschi. Che poi, se anche è sbruffone… cacchio ha vinto un oro olimpico! Se non ha diritto a esserlo uno che sconfigge il coreano numero 1 al mondo durante una finale olimpica e pure con un Ippon, chi cavolo ce l’ha? 🙂

Ogni racconto è fatto di interviste non solo all’atleta protagonista ma anche alla sua famiglia, l’allenatore e persone in qualche modo importanti per la sua vita. Il tutto infarcito con spezzoni video tratti non solo dall’evento in cui ha vinto la medaglia ma anche dal passato: spesso, infatti, li si vede fin da bimbi alle prese con lo sport che li renderà famosi decenni dopo, e chicche del genere. Il tutto montato con un ritmo molto tranquillo, musiche calme e una generale atmosfera di buoni sentimenti che magari sarà anche parzialmente falsa, ma ogni tanto fa piacere vedere belle storie di belle persone, anche se sai che non possono essere così belle (o quantomeno è dura crederlo fino in fondo: a me comunque fa piacere crederlo davvero).

Le cinque puntate trasmesse finora hanno avuto come protagonisti, oltre a Fabio, Carolina Kostner (lo sapevate che è la nipote di Isolde Kostner? Io no!), Niccolò Campriani, Ivan Zaytsev e Rachele Bruni. E sono tutte una più interessante dell’altra, con rivelazioni curiose e affascinanti.

Dicevo all’inizio “la Rai sembra incapace di fare le cose completamente per bene”: questo perché Nazionali è fantastico, ma lo mandano in onda la domenica sera dopo la Domenica Sportiva. Quindi tranquillamente dopo mezzanotte. Il che è uno spreco e una scelta per me stupida, perché trasmissioni come questa meriterebbero ben altri orari. Invece di far vedere quattro esaltati che urlano dietro un presunto fallo da rigore o meno, con una quantità scandalosa di autostima ed egocentrismo (spesso non giustificati), non sarebbe meglio trasmettere programmi come Nazionali? O, al massimo, mettetelo in prima serata su Rai 3 come una volta c’era Sfide!

Per fortuna siamo nel 2017 e non è più così importante essere davanti al tv per vedere un programma. Oggi c’è internet e lo streaming on demand, quindi basta andare su questa pagina e troverete tutte le puntate fin qui trasmesse.

Il mio consiglio è di mettersi comodi e guardarle. Se non avete tempo libero, rinunciate a vedere una serie americana, magari una di quelle che state seguendo solo per abitudine anche se è evidente che ormai è solo una patetica ombra di quanto era all’inizio (coff coff The Big Bang Theory coff coff), e provate Nazionali. Se solo solo vi piace un po’ lo sport, non ve ne pentirete!

Diamo un senso ai tempi supplementari

rigoreDopo l’ennesima eliminazione dell’Italia ai calci di rigore, ma soprattutto dopo altri due supplementari che sono stati abbastanza noiosi, io ritiro fuori quella mia vecchia proposta che da anni vado in giro a dire agli amici e che, ovviamente, non diventerà mai realtà. Ma se mai succedesse, secondo me i supplementari finalmente avrebbero un loro senso e ne vedremmo spesso delle belle.

La proposta è semplice: se una partita finisce in parità, per prima cosa si tirano i calci di rigore. Si fanno con il solito sistema dei 5 tiri e, in caso di parità, si va avanti ad oltranza fino a quando si ha un vincitore.

A questo punto si prende il risultato dei rigori e lo si parcheggia a lato, e si giocano i supplementari. Se e solo se questi finiscono in parità, allora varrà il risultato dei rigori*. Quindi nel caso di ieri, la Germania avrebbe iniziato i supplementari con la vittoria in tasca e l’Italia avrebbe avuto 30 minuti di speranza in cui cercare di fare un gol (o di farne uno più della Germania nel caso anche questa avesse segnato).

In pratica così facendo si hanno una serie di notevoli benefici:

  1. Chi batte e para i rigori lo può fare con molta più tranquillità perché sa che poi ci saranno 30 minuti per rimediare a eventuali errori. Questo fa sì che i tiri sulla luna (con o senza balletti idioti prima o gesti da sbruffoni) in linea teorica diventeranno più rari.
  2. La gente a casa non ha un infarto durante la dannata lotteria finale. Che, diciamolo, nessuno ama veramente vedere e che sminuisce la vittoria di una squadra.
  3. Chi gioca i supplementari lo farà con un po’ più di energie perché si è riposato durante i dieci/venti minuti che servono per portare a termine la procedura.
  4. Ma il vero vantaggio è che facendo così, finalmente i supplementari avranno un senso. Questo perché la squadra che ha perso ai rigori sa che ha un solo modo per vincere: segnare un gol in più degli avversari durante i supplementari. In questo caso è quindi ovvio che si butterà in attacco, impegnandosi al massimo perché sa che non c’è alternativa. Quindi avremmo sicuramente 30 minuti combattuti da almeno una delle due formazioni, cosa che oggi invece spesso non succede. E con “spesso” intendo “praticamente sempre”. Senza contare che l’avversario avrà ampi spazi per contropiedi, l’allenatore della perdente butterà dentro un’altra punta se ha ancora cambi, e via così.

Ovviamente è impossibile garantire uno spettacolo fantastico in ogni partita giocata così, conta anche la qualità dei giocatori e la loro stanchezza, ma di sicuro si avrebbe uno spettacolo migliore di quello attuale. Quantomeno lo si avrebbe per più tempo mentre oggi dei 30 minuti totali dei supplementari, almeno 15 sono passati a far passare il tempo.

Chissà se qualcuno che conta avrà mai un’idea come questa e proverà a metterla in atto…

* giusto per chiarire un punto che può generare confusione: il risultato dei rigori conta solo per stabilire chi ha vinto e chi ha perso. Non contano i gol fatti per i supplementari. Cioè, se per esempio la partita tra A e B finisce 1-1 e poi ai rigori A ne segna 5 mentre B solo 1, non è che nei supplementari per vincere B deve fare 4 gol. Basta che B ne faccia 1, o 1 più di A se anche A segna nei supplementari.

Perché si dice “biscotto” nel calcio?

biscotto calcioIn questi giorni di Europei di calcio si sente molto parlare di “biscotto”, cioè del tacito, ma idealmente non troppo manifesto accordo che due squadre fanno per far finire la partita che le vede scontrarsi con un risultato che va bene e entrambe. Per noi Italiani è famoso quello tra Svezia e Danimarca durante gli Europei del 2004, quando si accordarono per un 2-2 che le avrebbe fatte passare entrambe al turno successivo con relativa eliminazione dell’Italia.

Ma perché si dice fare un biscotto? Quando l’ha chiesto un mio amico su facebook ho realizzato che in effetti nemmeno io lo sapevo. Ho quindi provato a chiedere a un po’ in giro ad altri amici, alcuni dei quali pure esperti di calcio, ma nessuno mi ha saputo dare una risposta convincente.

Così mi sono messo a cercare in rete e ho trovato un ottimo articolo del Post che saccheggerò per questo mio pezzo informativo, ma che almeno a differenza di altri io non solo riconosco apertamente come fonte ma lo linko pure! Che volete farci, sono molto web 1.0 quando la netiquette veniva ancora seguita…

Dicevamo, biscotto. Ci sono due teorie che cercano di spiegare il significato dell’espressione. La prima si basa sull’etimologia della parola: viene dal latino biscoctus, cioè bis (due volte) + coctus (cotto). Quindi qualcosa cotta due volte e, traslando, un qualcosa che accontenta le due parti.
Detto sinceramente, a me sembra una cosa senza senso perché non capisco come cuocere due volte un cibo possa fare contente due parti e scontenta una terza.

La seconda ipotesi è invece molto più interessante. Nell’ippica si dava ai cavalli un biscotto inzuppato in sostanze illegali per modificare le loro prestazioni in negativo. Per esempio lo si impregnava di un calmante in modo che il cavallo corresse meno e/o fosse meno reattivo. Ed era persino il proprietario stesso a farlo, corrotto da altri o anche solo per indirizzare meglio le proprie scommesse. Quindi qualcuno che volontariamente danneggia se stesso per ottenere un certo risultato, esattamente quello che succede nel calcio quando decidi di non fare gol o, come in Svezia-Danimarca, ne prendi uno all’89° per far realizzare quel pareggio previsto.

 

100 fatti sull’Italia? (parte 4 di 4)

Un tizio, non so bene chi, ha pubblicato una lista intitolata (traduzione libera): 100 piccole scoperte dopo aver vissuto un anno in Italia.
Questa è la quarta e ultima parte. La prima la trovate qui, la seconda . La terza, chissà!

76. Ordering a cappuccino after dinner is very offensive

Offensivo mi sembra troppo. Sicuramente fa strano (una volta lo zio di Carla, che è del Michigan, l’ha ordinato dopo il pranzo. L’abbiamo effettivamente guardato strano e poi ci siamo fatti una risata con lui quando gli abbiamo spiegato che da noi si prende solo a colazione :D)

77. There are nuns everywhere but Italians think if you see a nun outside of church it’s bad luck.

Le stupide superstizioni italiane 🙂

78. Grandparents usually live with the family

E dove dovrebbero andare degli anziani che hanno bisogno di aiuto da parte dei giovani? In mezzo al deserto a morire? (e no, noi non abbiamo una Florida dove spedirli tutti a cuocersi negli ultimi anni della loro vita).

79. A sweet potato is called a potato Americano, and they don’t eat them. They put them in jars till they sprout plants because it’s “funny.”

Questo si deve essere fatto degli acidi POTENTISSIMI mentre girava l’Italia (però è vero che noi le chiamiamo “patate americane”. Il che è stupido, perché non è che l’altra patata venga dall’Africa…).

80. Kids shower once a week

Qui era ancora sotto i suddetti acidi…

81. The principal at school cannot send emails to families because it’s not fair for families that don’t have email

Nel 1940 era vero, sì. Oggi no.

82. No wifi connection allowed at the kids school because of the electro magnetic waves

Parla quello che viene dalla nazione che suggeriva “duck and cover” sotto il banco se si vedeva un fungo atomico fuori dalla finestra… 😛

83. Almost all Italian girls names end with an A, and almost Italian guys name ends with an O. The ones that don’t end with E.

Verissimo! Infatti io mi chiamo Mattia e sono un maschio! Battuta a parte, un fondo di verità c’è, ovviamente.

84. Only people in the front seat wear seat belt, and they think wearing a seat belt in the back is “more dangerous.”

Spero che non guidasse lui mentre era sotto gli effetti dell’acido.

85. They say “pronto” on the phone instead of “ciao”

Cioè, ci vuoi insegnare anche come dobbiamo rispondere al telefono? 🙂

86. When you get a manicure, they finish an entire hand before starting the other.

Non ne ho la minima idea. Ma, se anche fosse, è un problema perché? (senza polemica: davvero mi chiedo perché uno dovrebbe preferire passare da una mano all’altra in continuazione?).

87. Boys all put grease in their hair

Aiuta con i giubbotti di pelle e gli stivali a punta che tutti hanno e usano. Quotidianamente. Soprattutto in estate.

88. They bundle up for 70 degree weather

E’ colpa di quei dannati giubbotti di pelle non tengono un cacchio di caldo! 😉

89. You always use a tablecloth for dinner

E pensa che la cambiamo anche ogni tanto! Siamo degli incivili, meglio le tovagliette!

90. Street people walk around everywhere selling roses, umbrellas and light up necklaces.

E lo fanno mentre suonano il mandolino e mangiano pizza. E sono ovviamente tutti mafiosi!
(non dico che non ci siano venditori di rose, ombrelli, accendini e collane colorate, ma è una generalizzazione eccessiva secondo me)

91. Credit cards are not widely accepted

Meno che negli USA, ma di certo sono molto diffuse. Purtroppo non le prende praticamente nessuna delle attività con merce a basso costo (i bar su tutti, ma anche gelatai, fornai, eccetera).

92. They calls their friends “uncle”

No.

93. All their cars here are stick shift

Sì.

94. There are no houses, only apartments

Beh, se ti aspetti case con giardino nel centro di Milano o Venezia, in effetti non ne troverai (molte). Ma questo non vuol dire che non ci siano.

95. They only have plastic Christmas trees

Ah ah ah, virgola, ah! No. Punto.

96. Garage sales are illegal in Italy

Questo non lo so. Di sicuro non si fanno (e a me dispiace parecchio sta cosa!)

97. You order a coffee, you’re given an espresso.

Non ne ho idea, non bevo caffè 😀

98. At a restaurant, it’s rude to ask to take your leftovers to go.

Falso, non è una cosa vista come maleducazione. Però ancora oggi troppe poche persone lo fanno e si butta via una marea di cibo. (c’è anche da dire che le nostre porzioni sono molto più piccole delle loro e quindi c’è meno bisogno delle doggy bag).

99. Because most people live in apartments, kids think santa comes through the window, not the chimney.

Io questa non l’ho MAI sentita. Però è anche vero che sono cresicuto in una casa con camini. Gente cresciuta in appartamenti senza camini, a voi cosa diceva la mamma?

100. We showed this list to many Italian people, and they agree.
By “Or just 5 au pairs”

L’espressione finale non la conosco e non c’ho voglia di cercarla, perché non credo proprio che molti italiani possano aver trovato anche solo lontanamente decente questa lista. Su 100 cose scritte, ce ne saranno almeno 50 sbagliate in tronco e altre 10 o 20 altamente opinabili.

Bene, è finita. All’incirca al punto 55 mi sono rotto le scatole, ma ormai ero in ballo e ho finito la cosa. Se qualcuno è stato così bravo da leggere fino a qui, lo ringrazio per la pazienza. Io, sinceramente, non ce l’avrei avuta 😀

 

100 fatti sull’Italia? (parte 3 di 4)

Un tizio, non so bene chi, ha pubblicato una lista intitolata (traduzione libera): 100 piccole scoperte dopo aver vissuto un anno in Italia.
Questa è la terza parte. La prima la trovate qui, la seconda .

51. Unisex bathroom at bars

Uhm… non dico che non ci siano, ma sono molto, molto rari.

52. Condom vending machines are all over the streets

Non è vero (purtroppo: cose del genere dovrebbero essere davvero ovunque perché possono salvare delle vite e impedire che ne arrivino altre non volute).

53. 4g isn’t available in italy

Dipende dove sei, però la situazione attuale è decisamente buona. Restano buchi di copertura ovviamente, ma non è che nel resto del mondo la copertura 4G sia al 100% della superficie, eh!

54. Fruit is always served after dinner

Toh, ogni tanto dice qualcosa di giusto. 😉

55. On the buses – there are 3 doors. You can only enter on the front or the back and you can only exit through the middle.

Questo da noi a Vicenza è cambiato, però è sostanzialmente giusto.

56. You take a number wherever you go because Italians don’t know how to make a single file line

Secondo me il numero è una soluzione superiore. Ti dà un vero ordine, molto più delle file che a volte sono penalizzanti per chi si mette in coda nello sportello che si rivela quello sbagliato perché il cliente davanti a lui ci resta per 30 minuti.

57. Trains are never on time

Non sono aggiornatissimo, ma anni fa quanto detto qui era sostanzialmente vero.

58. You re-up your phone and buy stamps at the tabacchi shops

Così come per il discorso sulle entrate e uscite del bus (punto 55), mi stupisco delle cavolate su cui si sofferma. Però sì, è giusto.

59. Everyone has a “fade”

Non ho la minima idea di cosa voglia dire qui.

60. You use a foot pedal to control the water in the sink at many bars and restaurants

In alcuni di essi. E, peraltro, è pure un metodo molto più igenico di aprire un rubinetto con le mani.

61. Paper towels/dryers are rare in the bathrooms

Falso.

62. They almost never drink out of cans, they pour their drinks from cans into cups

Diciamo che da noi è più educato servire la bibita in un bicchiere rispetto a darti in mano una lattina, ed effettivamente molti adulti bevono così. Ma i ragazzi vanno di lattina senza problemi.

63. Water isn’t free in italy

Perché non ti danno quella del rubinetto ma quella in bottiglia. Non che sia una cosa giusta, e infatti se non sbaglio la legge prevede che tu possa chiedere quella di rubinetto.

64. People pregame in mini marts, the people who work there will open bottles of wine and pour them in plastic cups which you can then take into the street to continue pregaming

Mai vista una cosa del genere in vita mia. Anche perché da noi non c’è la legge che vieta di bere alcolici dalle bottiglie in strada (come detto in uno dei punti presenti nel primo post). Di solito c’è chi fa come viene detto da lui per evitare che le bottiglie diventino delle armi, ma non è la norma.

65. At a restaurant, when you ask what kinds of beers are on tap, the response is usually “big and small.”

Beh, se al ristorante bevi birra invece che vino, una risposta stupida te la meriti, amico mio.

66. Nobody speaks English

Tristemente vero che troppe poche persone parlano inglese.

67. Churches offer swimming lessons

Davvero? Sono cresciuto nella parrocchia sbagliata a quanto pare!

68. Americans have a rep of being fat but Italians always eat a full pizza to themselves. If you ask to split a pizza at a restaurant, the people who work there get angry.

Vorrei far notare come le due considerazioni siano completamente slegate tra loro. “gli americani hanno la reputazione di persone grasse MA gli italiani mangiano una pizza intera”. Ora, sorvolando che le nostre pizze sono più piccole e salutari delle loro (in America le farciscono con 2000 cavolate), mangiare una pizza intera non vuol dire essere grassi, anzi. il 100% dei miei amici mangia la pizza intera e di questi sì e no l’1% è grasso e praticamente nessuno obeso. Chissà se lui può dire lo stesso…
Detto questo, mai visto un cameriere incavolarsi perché due persone chiedono di mangiare una pizza in due.

69. People say “salute” during cheers and when people sneeze.

Ovviamente vero. (nota a margine: quanto stupida è l’espressione “Dio ti benedica” che usano gli americani quando uno starnutisce? L’ho sempre trovata eccessiva).

70. They keep their pajamas under their pillow

Vero! 🙂

71. They spank their kids

E facciamo bene a farlo. Le generazioni cresciute come principi intoccabili non sono esattamente le migliori…

72. Italian high schools last 5 years

Sempre che non ti boccino! ;P

73. There are no sports in Italian high schools, no school spirit

Questo è sostanzialmente vero. E la cosa andrebbe corretta, perché è una parte importantissima della fase della crescita di un bambino/ragazzino. Ma non creando un sistema deviato dove conta solo vincere come c’è attualmente negli USA.

74. You don’t switch classes throughout the day, the teachers switch instead

Sì, ai miei tempi tu non cambiavi proprio mai classe, erano gli insegnanti a muoversi. Oggi non so se sia ancora così.

75. Many exams, even in college, even math exams, are oral

In generale è vero per molte materie, ma non per matematica. Mai vista una materia scientifica in cui l’esame è solo orale (matematica, fisica, chimica, statistica e compagnia bella di norma hanno scritto E orale, non solo orale)

A dopodomani per l’ultima parte!

100 fatti sull’Italia? (parte 2 di 4)

Un tizio, non so bene chi, ha pubblicato una lista intitolata (traduzione libera): 100 piccole scoperte dopo aver vissuto un anno in Italia.
Questa è la seconda parte. La prima la trovate qui.

26. Boys live with their mom till they get married

Sempre meno vero, ma ancora vero. E cmq non “con mamma” ma “con i genitori”.

27. Salad is the last course of the meal

A meno che non ci sia il dolce, ovviamente 😉

28. They eat super late

Sì, da Roma in giù. Vai a Merano dove alle 21 ogni ristorante è chiuso, e ne riparliamo 😉

29. They make one lane roads Into two lane

Questa non mi è chiara al 100%. Penso che dica o che il traffico è talmente folle che in una corsi ci si infilano sempre due auto, oppure che le strade sono strettissime da noi. Propenderei per la seconda, perché in effetti negli USA la larghezza di una corsia è veramente spropositata, ma vista la tendenza finora a parlare della mancanza di rispetto delle regole in Italia, non ne sono certissimo.

30. On the train, you have to guess which stop is yours

Sugli Eurostar no, in molti altri casi sì. E in effetti non è una cosa molto positiva.

31. They all use whatsapp to text

Verissimo.

32. They text using only voice recordings

Ma quando mai? Io avrò ricevuto in vita mia sì e no tre messaggi vocali. E ok che la mia esperienza non fa legge, ma mi sembra dura che sia come dice lui…

33. All food groups are eaten separately, never more than one kind of food on a plate

Uhm… capisco da dove arrivi questa notazione e non è del tutto errata. In casa, infatti, si tende ad avere un piatto per il secondo e uno per il contorno (per fare un esempio). Non penso sia una osservazione giustissima, ma è meglio di tante altre.

34. They don’t use towels after their showers, they just go straight into robes

Vero, anche se un accappatoio non è esattamente una “robes”, cioè vestaglie.

35. You have a twin size bed until you get married

Abbastanza giusto. Nella mia vita ho conosciuto solo due persone che avevano in casa da ragazzi un letto da una piazza e mezza, e una delle due era Carla, che è americana 🙂

36. They don’t have dryers they hang all their clothes to dry

Questa come tantissime altre risposta fa pensare che chi ha scritto la lista si stato nel sud e solo lì. E pure parecchi anni fa, tipo venti. Cmq no, noi abbiamo asciugatrici. Ma asciugare al sole, quando possibile, è sempre meglio 🙂

37. Water is more expensive during the day so families only use the dishwasher and the washing machine at night.

Vero. Come la corrente, del resto.

38. In Italian there’s no word for toes

Vero. E non è che sia sta gran perdita, eh. “Dita dei piedi” funziona benissimo lo stesso. Però non ci avevo mai fatto caso 🙂

39. Light switches are often on the outside of rooms

Nella mia esperienza, no.

40. All prescriptions come in boxes

Vero, e anche qui ci sono pro e contro rispetto alla loro situazione (dove se un medico di prescrive una pillola al giorno per sette giorni, il farmacista te ne dà sette e non una di più).

41. Coffee shops are called bars

42. Bars are called cafés

Uhm…

43. People can smoke cigarettes inside

Come dicevo sopra, l’impressione è che sia una lista vecchia. Al giorno d’oggi nessuno fuma più nei locali pubblici. Mentre se con “inside” intende in casa, in buona parte degli Stati Uniti si può ancora fumare in casa.

44. Everyone blow dries their hair

Ma quando mai?

45. Undershirts are always worn

Nope.

46. Dogs can shit on the street and no one ever cleans it up

Tristemente vero, purtroppo.

46. Dogs can go anywhere, they can even sit on people’s laps at restaurants

Banalmente falso, non è assolitamente così.

47. The pizzas never come pre-cut

Vero, ed è giusto così 🙂

48. The elevators are so tiny and almost never automatic

Mica è colpa nostra se non siamo obesi, eh! 😉

49. Restaurants don’t open until 7

Anche molto dopo in molte regioni del centro-sud.

50. The eggs aren’t refrigerated at the grocery store

Vero. Non ho mai capito se serva metterle in una zona fresca al supermercato, però visto che noi lo facciamo a casa, in effetti avrebbe senso…

A dopodomani.

100 fatti sull’Italia? (parte 1 di 4)

Un tizio, non so bene chi, ha pubblicato una lista intitolata (traduzione libera): 100 piccole scoperte dopo aver vissuto un anno in Italia.

Come sempre in questi casi, è un condensato di banalità, cavolate, bersagli centrati, incomprensioni dovute a culture differenti, eccetera. Ma è una buona lista, quindi ho deciso di guardare punto per punto. La spezzo in 4 per non fare post troppo lunghi che nessuno leggerebbe mai 🙂

E, per non impazzire, non tradurrò l’inglese: mi scuso fin d’ora con chi non lo sa e non capirà quindi molto. Se c’è qualche punto che trovate ostico da tradurre, chiedete pure nei commenti e ve lo dirò in italiano io 🙂

1. They wear old man pajamas that normal people only wear on Christmas morning

Ehm… no, direi proprio di no.

2. Super scared of feet; house shoes, blue things on feet in showers at swimming because of the “mushrooms in the ground”

Mushrooms è una pessima traduzione del “fungo” che puoi prendere in piscina, che non è esattamente la stessa cosa dei porcini. 😀
Detto questo, nella mia esperienza un po’ di attenzione c’è, e da italiano dico che non fa nemmeno male, ma non sicuramente “super scared”.

3. Wifi isn’t available often

Abbastanza vero anche se le cose stanno cambiando. A Vicenza per esempio c’è il wifi gratis ovunque, ma ti devi registrare. Il che è un po’ un controsenso…

4. At the pool boys and girls change/get naked in front of each other

You/I wish! Che tradotto è: ma magari! 😀

5. Girls don’t wear swimsuit tops

E’ una generalizzazione ma è vero che da noi il topless è diffuso mentre loro, frustrati bacchettoni, lo vietano quasi ovunque.

6. They call bathing suits costumes

Senza la s.

7. Rare to have a TV guide/subtitles option

Sbagliato. E’ raro averli in inglese, ma in italiano ci sono le guide e pure i sottotitoli (che, però, spesso sono integrati nel televideo, qualcosa che un americano nemmeno sa che cosa sia – per fortuna sua).

8. Eat at the same time every day

Sì e no. Ma anche se fosse, il problema dove starebbe?

9. Only eat italian food

Falso. Doveva scrivere: “mangiano principalmente cibo italiano”. Che poi, il mondo intero quando vuole festeggiare va a mangiare italiano da qualche parte, cosa si aspettava? Che noi che ce l’abbiamo in casa e nel DNA, mangiamo insetti o barbabietola?

10. Cookies are served for breakfast

Vero, e non vedo cosa ci sia da stupirsi 😉

11. Shops close just cause they feel like it

Al nord no. Altrove mi dicono “a volte”.

12. Everything goes on strike all the time

Oddio, non “all the time” ma capita.

13. Water cups are the size of shot glasses

Assolutamente no. Non so dove abbia bevuto, mai visto bicchieri così piccoli per l’acqua. Oppure loro hanno un concetto di “shot” molto più grosso del nostro

14. Open container law doesn’t exist

Non sapevo cosa fosse, ho cercato. Non abbiamo una legge stupida che si aggira letteralmente con un sacchetto di plastica. Sai che tragedia 😉

15. They drive crazy

Anche qui, dipende da dove. Però è vero che noi corriamo molto più di loro. Più che altro perché da loro ti stangano se ti beccano sopra il limite.

16. They don’t eat the peels of anything

Vaccata.

17. The penises are uncircumsized

Vero, ma qui siete voi a dovervi evolvere e capire che la mutilazione che praticate su milioni di bambini è inutile e ingiustificata.

18. They are terrified of the rain, and schools shut down when there’s a prediction of rain.

Boiata.

19. The only dressing option is olive oil

Lezioni di moda da un americano? Poi cosa ci aspetta, ci spiegano come funziona il calcio? ;P
* per Daniel che non ci arriva da solo, è ovviamente una battuta! “Dressing” qui sta per “condimento”, ma io ci ho giocato sopra facendo riferimento a un altro significato, “vestirsi”. Ho risposto così perché da una nazione che mette salse di ogni tipo su ogni pietanza, spesso coprendo o addirittura stravolgendo il gusto originale della pietanza, secondo me c’è poco da imparare in termini di condimento. Per dire, gli americani hanno persino un “condimento” per dare il gusto e l’odore della carne ai ferri a carne cotta in padella! (mi pare sia uno spray, ma non ricordo bene. Me ne ha parlato anni fa un amico che ora vive là e che ne era rimasto sconvolto :D)

20. You can’t pay with an Italian debit card online

Vero, non si può pagare con il bancomat online. Però qui ci sarebbe da fare un discorso più lungo basato sulla differenza tra la nostra “carta di credito” e la loro. Ma sorvolo.

21. They are super crazy about using electricity

Qui non capisco a cosa si riferisca, quindi non dico nulla 🙂

22. If you use too many appliances at once the power shuts off

Non è così ovunque? (e no, non è una domanda sarcastica)

23. They wear the same outfit 2 days in a row

Non ne ho idea ma mi sembra improbabile.

24. Bidet in all bathrooms

E ne andiamo fieri! 🙂

25. In many bathrooms the toilet is just a hole in the ground

Nei locali pubblici. Non nei bagni di casa.

(continua domani…)