Confessioni da nerd – 6

Nuova confessione. Le precedenti le trovate clikkando qui.

NON HO MAI VISTO GAME OF THRONES

game-of-thrones-castQuesta è vera solo a metà. Fino ai primi mesi di quest’anno, io non avevo mai visto una singola puntata di Game of Thrones. Direte magari: “perché sei uno snob che preferisce i libri”. No, mai letto nemmeno quelli. Ho comprato un mega volume che raccoglieva i primi X libri (con x uguale a qualcosa che non so cosa sia e tutto sommato non mi interessa nemmeno), ma quando ho provato a leggerlo al mare, ho capito che non ce l’avrei mai fatta perché davvero troppo scomodo. Pensavo quindi di ritentare con la versione digitale su Kindle, ma per un motivo o per un altro non l’ho mai comprata.

L’idea era comunque quella di leggere prima e vedere poi, ma non avendo mai fatto uno, non avevo mai fatto nemmeno l’altro.

Poi a inizio anno mi chiedono se voglio occuparmi di un volume su GoT. Per la precisione questo:

GOT

(che si può ordinare anche dal sito Panini, se vi interessa)

Ho fatto due conti su tempo necessario per vedere le serie, ho chiesto la data di consegna, ho visto che avrei dovuto fare delle maratone non indifferenti ma ci sarei stato, e così ho accettato. E lo confesso: ho accettato più per avere la scusa di conoscere questa saga che per altro 🙂

Devo dire che alla fine sono stato molto, molto contento di averlo fatto. Questo perché il volume si è rivelato parecchio interessante ma soprattutto perché la serie mi è piaciuta tantissimo.

Anche, o forse soprattutto, perché l’ho vista tutta in italiano. In inglese, infatti, mi sa che mi sarei un po’ annoiato con tutto quell’uso che fanno di quei paroloni tipici di questo tipo di serie.

No, fermi con i forconi del purismo intransigente che vuole solo la visione in lingua originale! In questo caso dovete posarli perché io, dovendo lavorare sull’edizione italiana di un volume inglese, avevo bisogno di tutti i nomi, soprannomi, adattamenti e roba varia fatti nella versione italiana. Vederlo in inglese non mi sarebbe servito a nulla. Ho letteralmente dovuto scegliere la visione nella nostra lingua.

Per farvi capire parte del mio lavoro, io mi sono seduto davanti al TV con il computer sulle gambe, pronto a digitare tutto quello che mi sembrava poter tornare utile per quello che avrei dovuto fare. Il risultato è stato un enorme file di Word di cui vi metto qui la prima pagina, visto che so che a qualcuno sicuramente interesserà:

Ep. 1

Sette regni
La barriera
vandali
primi uomini
gli estranei
i bruti
metalupi
l’inverno sta arrivando
primo cavaliere del re
approdo del re (capitale?)
nido dell’aquila

Jaime Lannister – Sterminatore di Re

Ep. 2
(ordine) Guardiani della notte
Confratello giurato dei guardiani

Ep. 3
I grandi cavalieri dei sette regni
Lord Stark
Jonah l’andalo (dubbio su jonah)
Primo ranger

Ep. 4
La città dei signori dei cavalli
Il respiro del drago fu usato per forgiare il trono di spade
Gran maestro (il vecchio che aiuta stark)
Il seme è forte

Ep. 5
Le isole di ferro
Stemma: il kraken
Motto: noi non seminiamo

???
Stemma: un cervo. Ora che robert è re, un cervo incoronato
Motto: nostra è la furia

Questo è il genere di cose che chi fa il mio lavoro si annota. Ci sono domande anche banali, come quella se Approdo del Re è la capitale, ma è così che io mi segno quello che devo verificare e quindi evito errori futuri. Inoltre il file ha molte parti colorate, ad esempio le domande sono in rosso, ma nell’incollare qui il testo i colori si perdono e non ho tempo e voglia di stare a rifarlo qui sul blog.

Ad ogni modo fu così che il nostro eroe scoprì la storia del Continente Occidentale e dei suoi abitanti, oltre che alla corretta grafia di tanti nomi assurdi, e acquisì una discreta conoscenza di un continente che non esiste. E fu contentissimo di averlo fatto. Unica, piccola fregatura: le nuove puntate ormai dovrà vederle in italiano, perché si è abituato a quelle voci e a quei nomi 🙂

PS: seguirà un commento sulla serie in sé. Ma, come sempre, non so ancora quando

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The final cut

(Questo post è il seguito di quello fatto ieri sera che potete trovare qui)

E alla fine, a notte fonda, quando la mente è un po’ annebbiata e le resistenze allentate, il crimine è stato commesso. Ecco il risultato con a lato pure l’arma del delitto:

La nave di Teseo -01Pentito? Ovviamente no, anche se ogni volta che vedo quella linguetta penzolante mi si stringe un pochino lo stomaco 🙂

Ok, cosa posso dirvi del libro ora? Ben poco in realtà, visto che erano le quasi le tre e ho giusto letto le prime due pagine. Premetto una cosa: quando io decido per un qualsiasi motivo di leggere un libro o un fumetto, o di vedere un film, io tendo a non informarmi minimamente sulla sua storia. Ma proprio zero, arrivo persino a non sapere nemmeno il genere dell’opera che ho davanti. Mi piace, infatti, scoprire cosa ho per le mani in quel momento mano a mano che leggo/vedo.

Anche qui ho fatto lo stesso. Sapevo praticamente solo il pochissimo scritto nel post di ieri, e mi andava bene così. Ora è un filino più chiara la vicenda: si tratta di un libro su un libro. Il romanzo che avete in mano è La nave di Teseo ma su questo due persone hanno scritto vari appunti e confrontato varie teorie. La cosa si capisce esattamente nella prima pagina:

La nave di Teseo -02Cosa succederà da qui in poi non lo so, ma sono molto curioso di scoprirlo. Prima di lasciarvi è però necessario segnalarvi un’altra, fondamentale cosa.
NON COMPRATE LA VERSIONE DIGITALE!
Se c’è un libro in cui bisogna avere la versione cartacea è questo, perché oltre alla questione note scritte in grafia (che sono davvero scritte a mano e non con un font che ricordi una grafia! Deve essere stato un lavoraccio!) il libro presenta una lunga serie di inserti: ritagli di giornale, cartoline, fogli con appunti e cose del genere. Vi metto qui tre esempi (clikkate per vedere la versione ingrandita).

La nave di Teseo -05 La nave di Teseo -04 La nave di Teseo -03

Quindi è una gioia da sfogliare e leggere perché ogni tanto trovi un elemento in più da guardare, toccare, rigirare, analizzare. In digitale questo ve lo perdete: vi metteranno un link a un elemento esterno, o lo integreranno nelle pagine del libro, ma non è lo stesso. Solo ricordatevi di maneggiarlo sempre con cura, perché se vi cadono gli inserti vai poi a capire dove erano posizionati in origine…

La maledizione del collezionista

Sono in una impasse clamorosa. Di quelle che ti prendono all’improvviso, quando meno te lo aspetti, e ti lasciano bloccato con le mani tremanti e lo spirito spezzato.

Quello che state per vedere è il nuovo libro che ho comprato e che avevo una voglia matta di iniziare a leggere perché, da quanto mi hanno raccontato, è una specie di metalibro, un romanzo con componenti di gioco, investigazione e roba appassionante di questo tipo. Eccolo qui:

Scusate l'effetto giallognolo ma la foto è stata fatta con una scarsa luce...

Scusate l’effetto giallognolo ma la foto è stata fatta con una scarsa luce…

Bene, vedete quella specie di fascetta verso i 3/4 della costina? Quella con la S centrale. Ecco, io pensavo (stupidamente, ma l’ho realizzato solo poco fa) che si potesse sfilare in qualche modo. Invece no, è incollata, e pure MOLTO bene, sia sulla cover che sulla backcover. Sono completamente bloccato perché non so cosa fare per togliere questo piccolo sigillo di carta che tiene ferocemente rinchiuso il mio tomo dentro la sua custodia fintamente elegante.

Cosa fare? Tagliare a filo cover la “fascetta”? Provare a scollarla sulla copertina o sul retro? Oppure lasciarla così e comprarne un altro? (quest’ultima ipotesi non è ovviamente praticabile perché non so se poi riuscirei a tagliare la striscetta di carta nemmeno del secondo. Il mio animo di collezionista urlerebbe di dolore pure in quel caso!). Non ci crederete ma sono davvero bloccato! Ho passato una decina di minuti a cercare di capire se c’era un altro metodo per sfilarlo – non c’è, o almeno io non l’ho trovato. Poi a provare a capire se da qualche parte si può scollare senza lasciare traccia e/o distruggere questo lembo cartaceo -no, o almeno io non ci riesco. Quindi sono stato preso dallo scorramento e dalla tristezza. L’ho posato sul divano, ho fatto la foto, e sono venuto a scrivere questo post. Subito dopo mi metterò a lavorare e spero che la notte porti consiglio. O, in alternativa, la forza d’animo necessaria per fare il chirurgico taglio che appare inevitabile (è nettamente l’opzione migliore tra quelle presenti). Se per caso qualcun altro di voi ha comprato S. La nave di Teseo di V. M. Straka, mi può dire come ha deciso di agire?

(continua, e finisce, in questo post)

[Best of 2014] Prologo

Come tanti, troppi blog e siti, anche io quest’anno voglio fare un veloce “best of” dell’anno appena finito. Poche categorie già definite finora (che NON appariranno in quest’ordine):

  • miglior romanzo
  • miglior film
  • miglior videogioco
  • miglior serie tv
  • miglior fumetto
  • miglior acquisto dell’anno
  • cosa migliore in assoluto del 2014

Se pensate manchi qualche categoria, segnalatemelo nei commenti e potrei aggiungerla. E metto subito le mani avanti dicendo che non c’è miglior anime perché ne ho visti troppo pochi, ma probabilmente vincerebbe Psycho Pass o Shingeki no Bahamut Genesis.

Questo mi fa anche venire in mente che per me il “best of 2014” si riferisce a quanto io ho visto/letto/altro nel corso dell’anno. Se per esempio il film era del 2013, frega nulla: io l’ho visto nel 2014, per me è candidato. Non siamo mica agli oscar qui 😀

Chiudo dicendo che se qualcuno vuole provare ad azzeccare il vincitore di una delle categorie o anche di tutte, lo faccia nei commenti del blog e non su facebook.

Stupidità selettiva dei personaggi

Tra i molti canoni possibili per raccontare una storia, ce ne sono un paio che io non sopporto proprio. Il primo è più una questione personale: io detesto le opere di intrattenimento (siano film, libri, serie tv o fumetti cambia nulla) in cui la storia si basa su una menzogna del protagonista. Le odio letteralmente perché per quanto può sembrare assurdo, io non dico mai bugie, nemmeno sulle cavolate, figuriamoci su cose fondamentali come quelle che a volte si vedono nelle opere che seguono questa strada. Ma a parte questa avversione personale, è soprattutto un modo lampante e banale di svelarti la storia: si sa che a un certo punto la menzogna verrà scoperta o comunque cadrà, lui e lei si separeranno (o lui perderà il lavoro, e via così) ma poi, dopo il pentimento, si rimetteranno insieme (o lui troverà un altro lavoro migliore del precedente). È semplicemente un modo stupido per dare via buona parte della storia fin dall’inizio.

Ma se questa avversione la considero più “personale”, ce n’è un’altra che detesto con tutte le mie forze per motivi più concreti e logici. Io non sopporto più le storie in cui il protagonista, o i protagonisti, fanno azioni idiote perché c’è qualcuno che non gli dice cose ovvie per suoi ragionamenti idioti. Vi faccio un esempio concreto.
HENRY IAN CUSICK, KATIE LOWES, GUILLERMO DIAZ, KERRY WASHINGTON, COLUMBUS SHORT, DARBY STANCHFIELD, JEFF PERRY, TONY GOLDWYNIn Scandal la protagonista, Olivia, aiuta la madre a fuggire dal padre, che lei ritiene essere un bastardo, salvo poi rendersi conto che è la madre stessa ad essere la cattiva. Questa è una estrema sintesi di tipo dieci puntate, ma il succo del discorso è che se il padre le avesse semplicemente detto “guarda che tua mamma è il mostro perché ha fatto X, Y e persino Z”, Olivia non l’avrebbe mai aiutata. E se all’inizio aveva anche senso che lui non dicesse nulla alla figlia, per proteggerla dalla verità, che senso ha non farlo poi quando lei, nota iena che se si mette dell’idea di sapere qualcosa alla fine ce la fa SEMPRE, inizia a indagare sulla questione? E quando poi la mamma stessa scappa dalla prigione dove il padre la teneva rinchiusa, e lui sa che la donna è andata dalla figlia, perché invece di duemila sotterfugi diversi non chiama Olivia e le dice: “Occhio che le cose non stanno come credi: in realtà lei è cattiva perché…” snocciolando poi i fatti reali a cui la figlia non potrànon credere?

Ecco, questa io la chiamo “stupidità selettiva dei personaggi”, nel senso che gli autori decidono di far comportare in maniera idiota i propri personaggi solo per ottenere un determinato tipo di storia. Peccato che questo porti le vicende a prendere pieghe ridicole e assurde, magari anche in opere che fino a quel punto erano state davvero solide e ben scritte (non è il caso di Scandal che, comunque, resta una serie godibilissima).

Altro esempio. In un fumetto che leggevo tempo fa, un ragazzo si trova a usare per la seconda volta un’arma speciale che, se maneggiata nel modo giusto, può essere a dir poco devastante. Peccato che non sappia quale sia “il modo giusto” e nessuno glielo dica. Il che mi va bene la prima volta che lui se la trova davanti, ma quando gliela rimettono in mano per la seconda volta, che cacchio, spiegategli come si fa a usarla al massimo del suo potere, no? È come dare a un pilota una Ferrari e dirgli “Toh, va e vinci” ma dimenticandosi di dirgli che se preme un oscuro tastino situato in un posto in basso a destra, la potenza del motore raddoppia. Chi lo farebbe mai?

Allo stesso tempo c’è un suo compagno che può aiutarlo sfruttando una caratteristica che ha dentro di sé. La prima volta che lui scopre questa sua forza interiore, non sa bene cosa sia ma a istinto la segue e i due se la cavano per il rotto della cuffia. Nella seconda missione, i capi che sanno cosa sia questa forza, la spiegano al suddetto compagno? No, e infatti i due vanno di nuovo a un passo dalla fine perché uno non sa come usare l’arma, l’altro non sa cosa sia questa forza e non si fida realmente di essa. Ora io dico, che senso ha? Se hai un vantaggio reale sul campo di battaglia, lo usi fino in fondo, non te lo tieni per te e schieri delle persone che possono dare 100 ma, visto che sono all’oscuro o non istruite, danno 50 fino a un passo dalla morte quando, per evidenti esigenze di storia, arrivano per caso al 100 e vincono.

Io come lettore/spettatore in questi casi mi sento insultato perché è una cosa troppo idiota per essere vera. E il risultato è che finisce che un’opera che mi piaceva, di colpo diventa inutile e mi passa la voglia di continuare a seguirla