Cambio politica

Finora ho evitato di recensire cose edite da Panini su Zero3 perché volevo evitare i classici discorsi tipo: “Pubblicato da Panini? Ovvio che gli piaccia, sono quelli che lo pagano ogni mese!”

E’ vero, mi pagano, ma non per scrivere qui recensioni. Anche perché visto il limitato seguito che ha Zero, sarebbero davvero soldi buttati i loro 😉

Però dopo la recensione del manga di Tezuka dell’altro giorno, ho deciso che non ha senso che parli bene qui dei fumetti della concorrenza e non faccia lo stesso dei nostri.

Per cui da oggi in poi c’è la possibilità di trovare qui una recensione anche di roba Panini. Con una promessa per chi legge: se ne parlo bene è perché mi è veramente piaciuto.

Non troverete mai qui una recensione positiva di una cosa che ritengo brutta. Sia che sia di Panini o di un altro editore (e lo stesso discorso ovviamente vale per i film, libri, videogiochi, eccetera).

L’isola deserta di Panini

Durante la cena fatta con gli amici/colleghi di Panini dopo una importante (e lunghissima) riunione, è scattato il classico gioco “cosa porteresti su un’isola deserta?“. Le categorie era varie, e ognuno di noi ha dato risposte molto diverse. Vi metto qui le mie, così magari scoprite qualcosa di me o, meglio ancora, opere molto belle che non conoscete ancora.

Avevamo delle regole abbastanza libere: il libro poteva essere una saga completa anche se in più volumi, idem per il fumetto dove però non si poteva dire una cosa infinita come “tutto Spider-Man”. Per le serie tv si parlava di tutte le stagioni, non una specifica. Il film, invece, doveva essere uno solo (non ho ben capito perché la categoria film dovesse fare eccezione, ma tant’è :)). Ok, sotto con le mie risposte

calvinhobbesFumetto: senza alcun dubbio, Calvin & Hobbes. E’ l’unico che potrei rileggere all’infinito senza annoiarmi. Secondo classificato Asterix, ma nemmeno il baffuto gallo può battere Calvin.

Libro: anche qui sicuro, La Guida Galattica per gli autostoppisti (saga completa). L’unico libro che ho letto tre volte in vita mia e che continua a farmi morire dal ridere ogni volta. Douglas Adams era un vero genio!

Disco: The Wall dei Pink Floyd. Il terzo CD comprato in vita mia, resta una delle opere più belle e complesse che abbia mai ascoltato.

Film: qui io, come anche molti di quelli insieme a me, ho fatto più fatica. E’ difficile trovare un film che potrei vedere all’infinito senza mai annoiarmi. C’era chi si è messo a parlare di grandi pellicole di nicchia, o di grandi film d’essay. Io non penso che per me andrebbero bene, mi servirebbe qualcosa di più semplice e immediato. Quindi direi, ma è la scelta di cui sono meno sicuro, o il primo Matrix o Indiana Jones e l’ultima crociata.

Quasi fuori tempo massimo sono state inserite due categorie a cui ho pensato poco, visto che dovevo tornare a casa.

Videogioco: sicuramente Tetris, versione per Gameboy (quando non c’era ancora quell’odiosa possibilità di spostare un pezzo che è già sceso fino a toccare gli altri). E’ l’unico gioco che potrei fare all’infinito senza veramente mai stancarmi. Anche se devo dire che Threes ci va dannatamente vicino!

Serie TV: Qui la scelta è difficilissima, come per il film. Penso che alla fine prenderei qualcosa di allegro perché passare mesi a vedere The Shield o altro simile, non sarebbe il massimo. Quindi scelgo How I met your mother. Nonostante l’ultima stagione sia orrenda, le prime sono realmente spettacolari!

Queste le mie risposte, vi metterei quelle dei miei amici ma non me le ricordo 🙂

Tra le opere citate mi vengono in mente solo Il Signore degli Anelli, i Peanuts, un videogioco di kart su PS1 che non conoscevo, e basta. L’odissea che è stato il viaggio di ritorno mi ha cancellato la memoria, il che è un vero peccato. E solo ora realizzo che non abbiamo scelto nemmeno l’anime! Devo ricordarmene la prossima volta che finiamo a fare questo gioco 🙂

Confessioni da nerd – 6

Nuova confessione. Le precedenti le trovate clikkando qui.

NON HO MAI VISTO GAME OF THRONES

game-of-thrones-castQuesta è vera solo a metà. Fino ai primi mesi di quest’anno, io non avevo mai visto una singola puntata di Game of Thrones. Direte magari: “perché sei uno snob che preferisce i libri”. No, mai letto nemmeno quelli. Ho comprato un mega volume che raccoglieva i primi X libri (con x uguale a qualcosa che non so cosa sia e tutto sommato non mi interessa nemmeno), ma quando ho provato a leggerlo al mare, ho capito che non ce l’avrei mai fatta perché davvero troppo scomodo. Pensavo quindi di ritentare con la versione digitale su Kindle, ma per un motivo o per un altro non l’ho mai comprata.

L’idea era comunque quella di leggere prima e vedere poi, ma non avendo mai fatto uno, non avevo mai fatto nemmeno l’altro.

Poi a inizio anno mi chiedono se voglio occuparmi di un volume su GoT. Per la precisione questo:

GOT

(che si può ordinare anche dal sito Panini, se vi interessa)

Ho fatto due conti su tempo necessario per vedere le serie, ho chiesto la data di consegna, ho visto che avrei dovuto fare delle maratone non indifferenti ma ci sarei stato, e così ho accettato. E lo confesso: ho accettato più per avere la scusa di conoscere questa saga che per altro 🙂

Devo dire che alla fine sono stato molto, molto contento di averlo fatto. Questo perché il volume si è rivelato parecchio interessante ma soprattutto perché la serie mi è piaciuta tantissimo.

Anche, o forse soprattutto, perché l’ho vista tutta in italiano. In inglese, infatti, mi sa che mi sarei un po’ annoiato con tutto quell’uso che fanno di quei paroloni tipici di questo tipo di serie.

No, fermi con i forconi del purismo intransigente che vuole solo la visione in lingua originale! In questo caso dovete posarli perché io, dovendo lavorare sull’edizione italiana di un volume inglese, avevo bisogno di tutti i nomi, soprannomi, adattamenti e roba varia fatti nella versione italiana. Vederlo in inglese non mi sarebbe servito a nulla. Ho letteralmente dovuto scegliere la visione nella nostra lingua.

Per farvi capire parte del mio lavoro, io mi sono seduto davanti al TV con il computer sulle gambe, pronto a digitare tutto quello che mi sembrava poter tornare utile per quello che avrei dovuto fare. Il risultato è stato un enorme file di Word di cui vi metto qui la prima pagina, visto che so che a qualcuno sicuramente interesserà:

Ep. 1

Sette regni
La barriera
vandali
primi uomini
gli estranei
i bruti
metalupi
l’inverno sta arrivando
primo cavaliere del re
approdo del re (capitale?)
nido dell’aquila

Jaime Lannister – Sterminatore di Re

Ep. 2
(ordine) Guardiani della notte
Confratello giurato dei guardiani

Ep. 3
I grandi cavalieri dei sette regni
Lord Stark
Jonah l’andalo (dubbio su jonah)
Primo ranger

Ep. 4
La città dei signori dei cavalli
Il respiro del drago fu usato per forgiare il trono di spade
Gran maestro (il vecchio che aiuta stark)
Il seme è forte

Ep. 5
Le isole di ferro
Stemma: il kraken
Motto: noi non seminiamo

???
Stemma: un cervo. Ora che robert è re, un cervo incoronato
Motto: nostra è la furia

Questo è il genere di cose che chi fa il mio lavoro si annota. Ci sono domande anche banali, come quella se Approdo del Re è la capitale, ma è così che io mi segno quello che devo verificare e quindi evito errori futuri. Inoltre il file ha molte parti colorate, ad esempio le domande sono in rosso, ma nell’incollare qui il testo i colori si perdono e non ho tempo e voglia di stare a rifarlo qui sul blog.

Ad ogni modo fu così che il nostro eroe scoprì la storia del Continente Occidentale e dei suoi abitanti, oltre che alla corretta grafia di tanti nomi assurdi, e acquisì una discreta conoscenza di un continente che non esiste. E fu contentissimo di averlo fatto. Unica, piccola fregatura: le nuove puntate ormai dovrà vederle in italiano, perché si è abituato a quelle voci e a quei nomi 🙂

PS: seguirà un commento sulla serie in sé. Ma, come sempre, non so ancora quando

Il “mio” fumetto del mese – dicembre 2015

Mese con parecchi volumi da me supervisionati, con netta prevalenza di manga. Dopo lunga riflessione e lotte a eliminazione diretta, i tre candidati alla vittoria sono GANTZ 1, Inuyashiki 2 e GANGSTA. 7. Tre titoli che hanno in comune la violenza con cui gli autori infarciscono la storia, gli splendidi disegni in tutti tre i casi e poco altro.

GANTZ 1In GANTZ abbiamo un gruppo di gente morta che invece che andare nell’oltretomba si ritrova in una stanza dove una strana sfera nera li manda a caccia di alieni ancora più strani. E’ una serie strana ma appassionante, perché noi così come i protagonisti non sappiamo nulla di come sia possibile quanto si vede e chi ci sia dietro. Ma il vero punto di forza è la cattiveria di Oku, un autore che ti fa amare i personaggi per volumi su volumi e poi te li ammazza senza pietà. C’è molto di bello in GANTZ e questo primo numero mostra già molti dei punti forti della serie.inuyashiki-2Inuyashiki, nuovo manga dell’autore di GANTZ, parla invece di un tipo normale che sembra molto più vecchio di quello che è, che è trattato male da tutti (famiglia compresa) e gli viene persino diagnosticato un cancro incurabile. Però tutto cambia quando una sera, mentre sta facendo una passeggiata in un parco, finisce nel classico posto sbagliato al momento sbagliato, e il risultato è che si ritrova, inizialmente pure a sua insaputa, un corpo robotico che è l’arma definitiva.

Detta così può sembrare banale, invece la maestria di Oku è di prendere una storia come questa e darle un taglio estremamente pulp e anche un po’ surreale, creando un racconto che sembra uscito dalla penna di Murakami, solo con molti più robot e pallottole. Il secondo volume è quello in cui si scopre molto di più su quelle che sono le intenzioni dell’autore per la serie. E viene presentato in maniera dettagliata il ragazzo che, come Inuyashiki, ha ora un corpo robotico. Un personaggio molto, molto diverso dal simpatico vecchietto protagonista della serie.

gangstaGANGSTA., infine, è una storia di emarginazione sociale e razziale, dove una razza di uomini dotati di forza, velocità e agilità sovraumane diventano prede di spietati cacciatori che vogliono eliminarli solo per la loro diversità. In un certo senso è come riscrivere in chiave giapponese gli X-Men, solo con zero costumi, famiglie mafiose e tanta, tanta violenza in più. Il tutto disegnato da dio, con una trama incredibilmente appassionante che lega famiglie mafiose e droghe sintetiche, poliziotti molto particolari e squadre d’assalto criminali, e tanto altro.

I due protagonisti, Worick Arcangelo e Nicolas Brown (che vedete qui sopra) sono due “amici” che si aggirano per Ergastulum City lavorando inizialmente come tuttofare per chiunque chieda il loro aiuto: non importa che siano semplici cittadini o capi mafiosi. Questo, come detto, all’inizio: poi, mano a mano che la storia si evolve, il loro ruolo diventa più di pedine nell’intricata scacchiera disegnata dall’autore. Ma pedine molto importanti.

Ci ho pensato a lungo perché non è una scelta facile, sono tutti e tre splendidi. Però alla fine ho scelto: a vincere è GANGSTA. 7.

Perché la storia di Kohske mi ha catturato fin dal primo numero, con quel suo mix di buoni che sono criminali, famiglie mafiose che si dividono una terra di nessuno (o quasi) e una sfilza infinita di complotti, tradimenti e cose del genere. Aggiungeteci anche tre splendidi protagonisti: i due tuttofare così diversi tra loro eppure così amici, e anche la povera, ed incredibilmente sexy, Alex. Il tutto è disegnato in maniera fantastica (l’ho già detto?), cosa fondamentale perché per me il fumetto è prima di tutto un’arte visiva. Se vi piacciono le belle storie a tinte molto forti, un po’ pulp e un po’ action, GANGSTA. fa per voi. Unica raccomandazione: partite dal primo numero. I volumi sono molto collegati tra loro e iniziare con il numero sette significa non capire praticamente nulla della storia e quindi rovinarsela.

[Recensione] The Maze Runner

The-Maze-Runner-Wallpaper1Qualche mese fa mi arriva una mail di Leonardo, uno dei coordinatori editoriali di Panini. Mi scrive per chiedermi se voglio occuparmi io della versione italiana del fumetto di The Maze Runner, volume da fare al volo perché deve uscire in concomitanza con il secondo film. Io, ovviamente, non conoscevo il film e nemmeno i romanzi, ma potevo rimediare guardando il primo al volo (il poco tempo non mi permetteva di leggere i secondi).

Così mi ritrovo una sera con il BD di The Maze Runner nel lettore, pronto a guardare “per lavoro” un film che avrei giurato essere una immensa cavolata per ragazzine.

E invece, così come successo per The Giver, mi sono ritrovato a seguire le vicende dei protagonisti con sempre maggiore interesse, fino all’apoteosi finale.

Andiamo con ordine: The Maze Runner racconta la storia di un gruppo di ragazzi maschi, direi tra i 16 e i 18 anni, che vivono in una radura collocata al centro di un enorme labirinto. E con enorme intendo davvero enorme: le pareti sono alte varie decine di metri e ci sono vari chilometri di strade da percorrere. Un luogo ostile che di notte è pure popolato da mostri orrendi (ma non la radura, che almeno da questo punto di vista è sicura). La prima cosa interessante è che tutti arrivano da un montacarichi situato al centro della radura, da dove ogni tanto arriva anche del cibo, e nessuno sa perché sono lì o come ci sono arrivati. Poi c’è la divisione in classi dei ragazzi, i mostri e gli altri misteri del labirinto, l’arrivo della prima (e unica) ragazza, e via così. Queste le premesse, la storia poi è l’ovvia esplorazione della situazione dopo l’arrivo di un ragazzo particolarmente abile e intelligente.

Perché è bello? Perché il mistero è ben pensato, e sebbene da quanto ho scritto qui sopra forse possa sembrare una cosa idiota, su schermo è tutt’altra cosa. Ci sono una serie di idee azzeccate e, soprattutto, la svolta finale è qualcosa di fantastico. C’è un mega colpo di scena che a me è piaciuto parecchio, e pure il contro colpo di scena negli ultimi istanti prima della fine del film spacca.

Avendo poi letto il fumetto di cui parlavo, ora so il motivo della creazione del Labirinto e tutto il resto, e vi assicuro che il mondo di The Maze Runner ha una storia dietro davvero intrigante. Per questo non solo voglio andare a vedere il secondo film, ma mi sono già comprato il primo romanzo (che, ovviamente, tutti dicono essere meglio del film ;)).

Se per caso avete evitato questa pellicola pensando che non fosse nulla di che, io vi suggerisco di dargli una possibilità. E fatelo in questi giorni, così, se vi piacerà, potrete anche andare subito a vedere la seconda al cinema (uscita ieri).


Pagellone finale

Voto globale: 7,5

Angolo pubblicità: il volume di cui parlavo a inizio recensione è già disponibile e lo trovate in fumetteria o anche sul nostro sito.