Decidetevi!

Qualche tempo fa, durante la spesa del giovedì mattina al mercato, noto che il solito standino con le locandine dei giornali, sfoggia due titoli molto simili ma anche diversi:

rapina2Rapina o rapine? E gli arrestati sono tre o sei? Probabilmente non lo sapremo mai, ma se due giornali non riescono a riportare gli stessi dati nemmeno per la notizia di apertura, non c’è un po’ da preoccuparsi? Cioè, se la confusione c’è per l’argomento principale, se vado a pagina 13 o 22, che probabilità ho di trovare qualcosa di corretto?

La mia piccola, stupida crociata estiva

Estate dovrebbe voler dire due cose: caldo e calciomercato. Sulla prima ci possono essere dei dubbi, sulla seconda no.

E così anche quest’anno abbiamo un’estate fatta di titoloni a nove colonne in cui il calciatore X è a un passo dalla Roma sulla Gazzetta, ha praticamente già firmato con l’Inter per Tuttosport, ed è innegabilmente dell’Atletico Madrid (nuovo nome caldo dell’estate) per il Corriere dello Sport. E altre destinazioni a piacere sui quotidiani non sportivi, ovviamente. Altrettanto ovviamente, se si parla di un top player (espressione che odio meno solo di “ci aggiorniamo”) da decine di milioni di euro, questo è già in mano a Paris Saint German, Manchester City o Real Madrid. E questo vale per tipo venti giocatori all’anno, tutti valutati minimo minimo 60 milioni.
Il che non sarebbe nemmeno insopportabile se il giorno dopo lo stesso giocatore X per la Gazzetta ha firmato per il Milan, è della Juve su Tuttosport e via così.

Il calciomercato è fuffa da sempre, ma lo è diventato ancora di più da qualche manciata di anni: leggenda vuole che sia stato Xavier Jacobelli a inventare il calciomercato tutto l’anno per salvare Tuttosport che stava chiudendo, e da lì la cosa è degenerata (non so però se sia vero!).

Volete un esempio lampante di quanto scrivano cazzate senza sapere nulla, ma solo per riempire pagine (cartacee e virtuali)? Ieri mattina su Sportmediaset.it c’era in grande un articolo “Juve-Conte: ora il rinnovo è imminente”. E infatti in serata Conte ha mollato la Juve.

Per tutto quanto scritto qua, io quest’anno non clickkerò mai sopra un link di calciomercato. O c’è scritto “ufficiale”, oppure per me non esiste. Non avranno il mio pageview, non vedrò i loro banner, niente di tutto questo. Cambierà qualcosa per loro? Ovviamente no, lo so benissimo. Ma mi piacciono queste piccole, stupide crociate estive 🙂

La home page de La Repubblica -parte 2

Due giorni fa vi parlavo di quanto la home page de La Repubblica sia troppo piena di notizie e, in seconda battuta, pieno di notizie idiote. C’è un’altra cosa che mi ha lasciato davvero senza parole quando ho preso le immagini per il pezzo che avete già letto: la lunghezza della pagina!

Usando una delle diecimila estensioni disponibili su Firefox per catturare una pagina web come immagine, ho preso quella che si vedeva su www.repubblica.it il 23/06/2014 alle 17:30 circa. La larghezza della pagina è di 1247 pixel (almeno nel mio browser, qua potrebbe variare). Provate a dire la lunghezza. Facciamo un gioco: scrivete tre numeri a caso su un foglio.

Fatto?

Repubblica - completaBene, è la bellezza di 14848 punti! QUATTORDICIMILAOTTOCENTOQUARANTOTTO PUNTI! Se la stampiamo, sarebbe tipo uno striscione da stadio o giù di lì! Scrollandola tutta con la rotellina del mouse, senza mai fermarsi e usando una velocità normale, ci ho messo 13 secondi ad arrivare alla fine. Viene da chiedersi, però, chi mai vada oltre il primo quarto (se non meno). Se avete un po’ di tempo da perdere, provate ad andare a vederla nel sito, o clikkate nell’immagine qui a lato per vedere questo piccolissimo JPEG da 3 mega 😀
A me sembra sostanzialmente assurdo, sia dal punto di vista del mantenimento di uno spazio così grande (e infatti è pieno di ricicli di notizie vecchie), sia da quello ben più importante dell’impatto sul lettore, che si trova troppa roba, spesso di qualità discutibile. Voi che dite?

La home page de La Repubblica -parte 1

Fino a qualche tempo fa il mio quotidiano online di riferimento era Il Corriere della Sera. Con tutti i suoi difetti (e ne aveva molti, tipo questo o questo, giusto per linkarne due trattati su Zero anni fa) era comunque il più leggibile. Poi però la rivoluzione: una nuova home page PESANTISSIMA che si apre a fatica sull’iPad e che mostra grandi immagini e zero testo. Come dire: “Vuoi leggere? Clikka e cuccati un’altra dose di banner”. Oggi hanno leggermente sistemato il tiro, ma resta sostanzialmente inutile e fastidiosa, e così sono tornato a La Repubblica. Primo amore online e anche cartaceo, visto che era quello che leggeva sempre mia mamma e che quindi mi trovavo in casa ogni giorno.

Repubblica è oggettivamente meglio, ma allo stesso tempo non ha un layout spettacolare. Ci sono troppe cose messe un po’ a caso, come a voler riempire ogni buco possibile. Guardate per esempio la testata di ieri:

Repubblica - TestataIl blocco con il primo articolo, il più importante, è ridicolo. Ci sono duecento cose diverse, da articoli di news a commenti, da foto e video fino a un pezzo sul Ghana che si vende le partite. Poi nomi, altre cose, altri link ancora. Un vero delirio.

Poi, ma questo è ormai un difetto di tutti i quotidiani online, la home page è sempre più una succursale di Focus, Novella 2000 e Studio Aperto. Cioè un’accozzaglia di notizie che in gergo tecnico si dicono “del cazzo”. Cuccioli che si salutano, gattini che si specchiano, culi che si sfoggiano e roba del genere. Però c’è un limite a tutto, anche all’indecenza della notizia frivola. E questo limite oggi l’hanno passato mettendo come quarta notizia dall’alto, nella colonna di destra, la importantissima segnalazione che segue:

Repubblica - Belen

Non ho davvero parole. Se avesse bucato, probabilmente la mettevano sopra Prandelli.