Nazionali

La Rai sembra incapace di fare le cose completamente per bene. Realizza un programma splendido chiamato Nazionali che racconta le storie di atleti olimpici che hanno vinto medaglie importanti. La cosa bella è che non si focalizzano solo su personaggi già stranoti al grande pubblico, come può essere la Pellegrini di cui già tutti sanno tutto, ma raccontano anche sportivi minori ma non per questo meno interessanti.

Per esempio la prima puntata è dedicata a Fabio Basile, uno che quando lo vedi sembra il classico sbruffoncello magari anche idiota ma che invece si rivela essere un ragazzo con un passato non facile (ho idea che la sua famiglia sia molto più complicata di quanto si vede nella puntata: ci sono vari indizi buttati velatamente qua e là. Per dire una cosa banale, secondo me i genitori sono separati) e con uno spirito di sacrificio e abnegazione davvero pazzeschi. Che poi, se anche è sbruffone… cacchio ha vinto un oro olimpico! Se non ha diritto a esserlo uno che sconfigge il coreano numero 1 al mondo durante una finale olimpica e pure con un Ippon, chi cavolo ce l’ha? 🙂

Ogni racconto è fatto di interviste non solo all’atleta protagonista ma anche alla sua famiglia, l’allenatore e persone in qualche modo importanti per la sua vita. Il tutto infarcito con spezzoni video tratti non solo dall’evento in cui ha vinto la medaglia ma anche dal passato: spesso, infatti, li si vede fin da bimbi alle prese con lo sport che li renderà famosi decenni dopo, e chicche del genere. Il tutto montato con un ritmo molto tranquillo, musiche calme e una generale atmosfera di buoni sentimenti che magari sarà anche parzialmente falsa, ma ogni tanto fa piacere vedere belle storie di belle persone, anche se sai che non possono essere così belle (o quantomeno è dura crederlo fino in fondo: a me comunque fa piacere crederlo davvero).

Le cinque puntate trasmesse finora hanno avuto come protagonisti, oltre a Fabio, Carolina Kostner (lo sapevate che è la nipote di Isolde Kostner? Io no!), Niccolò Campriani, Ivan Zaytsev e Rachele Bruni. E sono tutte una più interessante dell’altra, con rivelazioni curiose e affascinanti.

Dicevo all’inizio “la Rai sembra incapace di fare le cose completamente per bene”: questo perché Nazionali è fantastico, ma lo mandano in onda la domenica sera dopo la Domenica Sportiva. Quindi tranquillamente dopo mezzanotte. Il che è uno spreco e una scelta per me stupida, perché trasmissioni come questa meriterebbero ben altri orari. Invece di far vedere quattro esaltati che urlano dietro un presunto fallo da rigore o meno, con una quantità scandalosa di autostima ed egocentrismo (spesso non giustificati), non sarebbe meglio trasmettere programmi come Nazionali? O, al massimo, mettetelo in prima serata su Rai 3 come una volta c’era Sfide!

Per fortuna siamo nel 2017 e non è più così importante essere davanti al tv per vedere un programma. Oggi c’è internet e lo streaming on demand, quindi basta andare su questa pagina e troverete tutte le puntate fin qui trasmesse.

Il mio consiglio è di mettersi comodi e guardarle. Se non avete tempo libero, rinunciate a vedere una serie americana, magari una di quelle che state seguendo solo per abitudine anche se è evidente che ormai è solo una patetica ombra di quanto era all’inizio (coff coff The Big Bang Theory coff coff), e provate Nazionali. Se solo solo vi piace un po’ lo sport, non ve ne pentirete!

Del perché non guardo i quiz televisivi

Reazione a catenaNon guardo mai i quiz in televisione perché non mi interessano ma anche perché hanno di fondo la stessa regola del casinò: sono pensati, strutturati e organizzati per far perdere chi gioca. E questo mi dà fastidio perché troppo spesso la cosa è smaccatamente ovvia.

Durante una breve vacanza fatta con mio padre, ne ho avuto la conferma. Lui è un assiduo fruitore di quiz e così ne ho visto una puntata anche io. La (s)fortunata scelta è caduta su Reazione a catena, trasmesso nel preserale di Rai Uno. Qui si hanno delle squadre di concorrenti che si sfidano per tutta la puntata fino a uno scontro decisivo dove chi vince va alla fase finale in cui ci si gioca davvero i soldi.

E già qui ho molto da ridire.

Avete presente quando giocando a calcio con gli amici, col risultato tipo 6 a 0 per voi, vi rendete conto che è ora di andare a casa / sta per scadere il tempo, e dovete lasciare il campo ad altri? Ecco, qui c’è sempre il simpaticone che dice “chi segna il prossimo vince” con conseguente ovvia serie di insulti da parte di tutti quelli che sono nella squadra in netto vantaggio. Insulti meritati, naturalmente, perché se per 59 minuti le hai prese, non ha senso pensare di poter vincere perché magari ti entra un tiro fortunato.

Ecco, nella trasmissione condotta da Amadeus è così: tu puoi avere dominato gli altri per tutto il tempo ma puoi perdere se fallisci il gioco finale. Non ha senso.

Poi arriva questo ultimo evento, penso si chiami la ghigliottina o roba del genere. I concorrenti hanno due parole e devono indovinare quella che le lega. E fin qui ci può stare, anche se a volte ci sono delle associazioni davvero tirate per i capelli. Qui lo scopo è di massacrare il montepremi che i tre sfortunati partecipanti possono eventualmente portare a casa: ogni errore dimezza (!) i soldi in palio.

Però il massimo si raggiunge nell’ultimissima sfida, dove se indovinano vincono il malloppo: nella puntata vista da me, hanno affrontato l’inizio della ghigliottina con quindicimila euro -pochi, ma erano il team che aveva sistematicamente perso qualsiasi gioco salvo trionfare nell’ultima sfida- e per colpa degli errori fatti, sono arrivati a giocarsi l’esorbitante cifra di 358 euro!

A questo punto si sono trovati davanti questa situazione

Affari
C     O
?

Che parola lega “affari” a “?”, cioè una qualsiasi parola che si ignora? Lo spazio tra la C e la O è casuale, e la O può essere l’ultima lettera come no. Se si vuole sapere la seconda parola, quella nascosta dal punto di domanda, si può comprarla sacrificando metà del proprio montepremi. Provate a pensarci un attimo, poi continuate a leggere.

I concorrenti non chiedono l’aiuto e sparano “complicato”. Io avrei detto “contratto”.

Amadeus a questo punto si appresta a darci la risposta. Primo passo, svelare cosa si nascondeva sotto il ?. Si ottiene quindi:

Affari
C     O
Uno

Ok, non era né la mia risposta né la loro. Ma quello che mi fa cadere davvero le braccia è la soluzione. Sapete cos’era?

COSO

Cioè questi hanno scritto come parola che lega “affari” e “uno” la parola COSO. Non “caso”, che per quanto idiota al limite ci poteva stare. No, proprio COSO. Amadeus cerca anche di spiegare la scelta idiota degli autori, ma a quel punto la mia attenzione per la questione è precipitata a zero e mi sono già messo a pensare ad altro (cioè questo post per il blog) mentre mi riprometto di passare le seguenti serate con mio padre a giocare con l’iPad o leggere un libro/fumetto mentre lui guarda queste porcate.

Sprechi il tuo tempo e te ne lamenti pure?

Festival di Sanremo 2015La mia bacheca di facebook in queste ore è un continuo fiorire di messaggi di insulti a Sanremo. Si va dai soliti commenti che mi/ci ricordano quanto faccia schifo questa manifestazione, al sempre verde “è per queste cose che pago il canone?” (peraltro scritto almeno nel 50% dei casi da persone che il canone non lo pagano, vuoi per evasione, vuoi perché ad aprire il portafoglio è un altro in casa). Si continua con denigrazioni varie ai cantanti, insulti agli ospiti e al loro cachet(che tutti misteriosamente conoscono) e via così.

Al che io mi chiedo come mai nell’era di internet, di Youtube, dei videogiochi che puoi fare su qualsiasi dispositivo dal microonde in su, di miliardi di libri e fumetti e anime e serie tv e film, tutti a disposizione in qualsiasi istante… dicevo, con un’offerta così smisurata di contenuti di cui fruire, non avete niente di meglio da fare che guardare qualcosa che vi fa schifo e poi lamentarvene? Ma che cavolo di senso ha? Non era meglio leggersi un bel manga? Ascoltarsi un CD di musica che ci piace o passare la serata su Spootify a scoprire autori emergenti? O ancora sdraiarsi sul divano a guardare un episodio della propria serie preferita o un film in TV?

E, soprattutto, se volete farvi del male e decidete contro ogni forma di buon senso di guardare una cosa che sapete non vi piacerà, perché poi sentite anche il bisogno di lamentarvene a ripetizione? Ci tenete a far sapere al mondo la presenza dell’inspiegabile bipolarismo che alberga nel contenuto della vostra scatola cranica?

Dai, su: stasera fate altro. Andate al cinema, uscite con amici per chiacchierare in un pub, fate un ritrovo per parlare male di Renzi con quelli del M5S o per deridere quelli del M5S con gente di qualsiasi partito. C’è solo l’imbarazzo della scelta ma risparmiateci il vostro livore per la tortura che avete deciso di autoinfliggervi! Noi, a differenza vostra, non ce la meritiamo questa tortura! 😉

Rai Quark

Con tutti i canali del digitale terrestre che Rai ha lanciato in questi anni, perché non farne uno dedicato esclusivamente a Quark e trasmissioni simili*? Il focus principale dovrebbero essere i documentari, soprattutto sugli animali.

L’idea nasce da una discussione fatta con coetanei qualche sera fa. Non so voi, ma quelli nati come me attorno alla metà degli anni 70 sono cresciuti con un appuntamento quotidiano con Quark, ed è stato splendido. Attorno alle 14/15 ogni giorno passava un documentario dedicato ai leoni, alle aquile, al Rio delle Amazzoni o altre mille splendide cose legate alla natura e al nostro pianeta. Oggi, invece, alla stessa ora abbiamo principalmente gente idiota che parla di argomenti idioti, spesso legati a personaggi a loro volta idioti che fanno cose, indovinate un po’, esatto, idiote.
Mi si dice “E’ questo che vuole il pubblico” ma io contesto: è questo che viene offerto al pubblico, per cui oggi davanti alla tv si mette solo chi segue quella merda, perché solo merda può trovare. Proviamo a offrire qualcosa di qualità e sostanza per sei mesi, credendoci e spingendola, e vediamo se davvero nessuno è interessato. Certo, ci sarà sempre un pubblico per la Balivo (tanto bella quanto brava lei, sorvolo sui suoi programmi che hanno un target ben diverso da me), ma magari qualcuno scoprirà anche che vedere la migrazione delle antilopi può essere più interessante dell’ultima notizia morbosa o del litigio tra due idioti.

Ma la fascia delle 14/15 è sicuramente blindata sui tre canali principali (anche se su Rai 3 lo spazio per me ci sarebbe), quindi io spero e miro al canale dedicato: paradossalmente, forse, nella situazione attuale sarebbe più facile far nascere lui che una trasmissione quotidiana di un’ora attorno alle 14. Che dite, c’è speranza?

* ok, ogni tanto possono sbatterci anche le repliche di “Alle falde del Kilimangiaro” se vogliono. Ma non troppe! 😛