[Recensione] Collateral Beauty

Mi aspettavo un certo tipo di film, me ne sono trovato davanti un altro. Ho fatto molta, molta fatica a passare la prima parte, che non mi ha proprio preso. Però quando arrivano all’idea dell’inganno, la storia ingrana e arrivare alla fine è stato facile perché mi ha preso. E confesso che sono contento di aver resistito, perché tra mille lacrime, degli attori e mie, quello che ho visto non mi ha cambiato la vita ma sicuramente mi ha fatto pensare più di tante altre pellicole viste nel corso degli ultimi anni.

Collateral Beauty è un film drammatico che racconta la storia di un uomo (Will Smith) che ha perso la figlia, ancora bambina, colpita da una malattia incurabile. Come effetto di questa immensa tragedia, si è chiuso in se stesso e non vive più, si limita a sopravvivere. I suoi tre soci e amici cercano di aiutarlo perché gli vogliono bene, ma anche perché la loro agenzia pubblicitaria è in una grossa crisi e se non vendono, finiranno tutti per strada. Ma perché la vendita sia possibile, ci vuole che Will ritorni nel mondo reale quel tanto che basta per firmare i documenti. Cosa che lui non sembra interessato a fare. Quello che fa, invece, è scrivere tre lettere con destinatari particolari: la morte, il tempo e l’amore. Le spedisce e… non vi dico più nulla perché, come sapete, non amo gli spoiler. Diciamo che la storia prende una piega inaspettata come si vede da questo trailer:

Trailer che è MOLTO fuorviante perché le cose non sono veramente come si vede qui, sappiatelo.

E’ un film sul dolore, sulla perdita, sull’accetazione, sul rifiuto, sull’aiuto e sull’amore, di ogni tipo.

Il film si chiude con due colpi di scena. Il primo non l’avevo capito e mi ha stupito. C’erano degli indizi che mostravano qualcosa di speciale, ma non pensavo fosse quello che si vede. Anche se, col senno di poi, si poteva cogliere. Il secondo, invece, quello con cui letteralmente finisce il film, era abbastanza telefonato. Ma non per questo meno bello. Soprattutto è gestito bene, con la scena dell’ospedale che spacca.

In conclusione di questa veloce recensione, la classica domanda: lo consiglio? Se avete voglia di un qualcosa di leggermente cervellotico e con un minimo di profondità, ma non troppo complicato e/o pretenzioso, allora sì, questo film fa per voi e vi intratterrà per tutti i circa 90 minuti della sua durata. In caso contrario, passate pure oltre.


Voto finale: 7,5

Se volete comprarlo, lo trovate su Amazon a questo link. Attualmente è in offerta a 15,30 euro in BD e 14 in DVD.

Cambio politica

Finora ho evitato di recensire cose edite da Panini su Zero3 perché volevo evitare i classici discorsi tipo: “Pubblicato da Panini? Ovvio che gli piaccia, sono quelli che lo pagano ogni mese!”

E’ vero, mi pagano, ma non per scrivere qui recensioni. Anche perché visto il limitato seguito che ha Zero, sarebbero davvero soldi buttati i loro 😉

Però dopo la recensione del manga di Tezuka dell’altro giorno, ho deciso che non ha senso che parli bene qui dei fumetti della concorrenza e non faccia lo stesso dei nostri.

Per cui da oggi in poi c’è la possibilità di trovare qui una recensione anche di roba Panini. Con una promessa per chi legge: se ne parlo bene è perché mi è veramente piaciuto.

Non troverete mai qui una recensione positiva di una cosa che ritengo brutta. Sia che sia di Panini o di un altro editore (e lo stesso discorso ovviamente vale per i film, libri, videogiochi, eccetera).

[Recensione] Before I fell

Chi mi conosce, o legge Zero da tempo, sa che adoro i film in cui si gioca con il tempo. Paradossi, salti avanti e indietro, stesso giorno ripetuto all’infinito: ogni genere di manipolazione temporale a me va bene.

Questo mi porta a vedere anche film che sono dedicati a fasce d’età decisamente lontane dalla mia, come appunto Before I fall.

In estrema sintesi, questo è Ricomincio da capo (o Il giorno della marmotta, come molti lo conoscono sulla scia del titolo originale) in chiave teen drama. La protagonista è una ragazzina di nome Sam che fa il liceo: è molto carina (ma proprio MOLTO) e popolare, circondata dalle solite amiche altrettanto popolari, tra cui spicca la leader del branco che è tanto bionda quanto stronza e cattiva (in pratica un cliché ambulante); ha un ragazzo che è il classico sportivo bello + scemo + vuoto; e c’è un cast di vari personaggi prevedibili, tra cui le vittime delle loro angherie. Tutto procede normalmente fino a quando una notte, di ritorno da una festa, l’auto con il branco di ragazzine fa un incidente e… Sam si risveglia nel suo letto all’inizio del giorno che è appena terminato. E qui inizia il vero film.

Confesso che ho fatto fatica ad arrivare fino a questo punto, più di una volta ho pensato di lasciare perdere ma mi sono sforzato di arrivare al momento del reset, perché è solo da lì in poi che si vede la qualità di questo genere di film.

E ci ho trovato una qualità che mi ha lasciato confuso. Alcune idee sono belle, ben pensate e realizzate. Altre no, non perché stupide o assurde ma semplicemente perché prendono un ottimo spunto e lo affrontano in maniera terribilmente banale. Ci sono tre o quattro cose che ti fanno pensare “ma perché fai così e non cosà, perché è evidente che così non cambierà nulla mentre cosà stravolgerebbe la situazione”.

Il vero problema è che una di queste idee affrontate in maniera banale è il pilastro che porta al finale, decisamente inaspettato ma anche… senza fare spoiler, diciamo che è “stupido”. Tra virgolette, perché non è stupido in sé, è come ci arrivano. Onestamente mi è parso che l’autore volesse arrivare lì, forse addirittura sia partito da lì, ma ha costruito un percorso che sì ti ci fa arrivare, ma è una strada in salita, piena di ostacoli e contraddizioni, quando poco più alla sua destra c’era un sentiero bello sgombro, logico e che stava in piedi. Al posto suo avrei messo quantomeno una parte in cui Sam prova a percorrere quel sentiero, fallisce e solo allora si arriva al finale vero e proprio.

Ad ogni modo Before I fall è un film scritto, pensato e girato per teenager, quindi forse bisognerebbe chiedere a loro cosa ne pensano.

Da parte mia lo consiglio? Sono indeciso. Non mi è dispiaciuto e in questi ultimi anni ho visto infinite cose ben peggiori (giusto ieri: Absolute Anything). Non è un capolavoro assoluto come About time, ma si fa guardare quindi se lo beccate su qualche piattaforma come Netflix (attualmente non c’è), Mediaset Premium o altro, potrebbe meritare il vostro tempo.

Aggiungo una cosa finale che sento va detta: molto di quello che mi è piaciuto è legato alla relazione tra Sam e la sua famiglia, e io penso che in parte il mio essere oggi padre mi abbia aiutato a apprezzare di più il film (e questo nonostante i temi familiari trattati siano distanti anni luce dai miei, visto che Paolo ha solo tre anni). Il Mattia di quattro anni fa probabilmente l’avrebbe apprezzato molto meno. Tenetene conto… oppure no, sta a voi 🙂


Pagellone finale

Voto globale: 7
Sam: 9
Prevedibilità della storia (finale escluso!): 8

[Recensione] Uncharted 4

Mentre giocavo a Uncharted 4, mi sono ritrovato a pensare più volte cinque  cose:

  1. Che grafica pazzesca! Ci sono dei paesaggi davvero mozzafiato
  2. Ok, la smettete di parlare per favore? È un gioco, non un film. E se magari mi fate anche sparare un po’ di più, non sarebbe male…
  3. Se fanno morire Nathan o Elena, parto da Vicenza e vado alla sede della Naughty Dog solo per picchiarli tutti.
  4. Che palle, però. È praticamente identico ai primi tre capitoli. Si fanno le stesse cose negli stessi modi.
  5. Quando arrivano i clicker? No perché mi sembra davvero di stare giocando a The Last of Uncharted.

Il quarto e conclusivo (almeno con questi personaggi) capitolo di Uncharted è molto, molto, molto bello da vedere. E mi riferisco non solo alla grafica (che è assolutamente mozzafiato! Insieme a quella di The Witcher 3, la più bella mai vista in un videogioco per console, secondo me) ma anche alla storia, che fin troppo spesso si osserva quasi come se si fosse in un film. Un bel film, molto appassionante e ben scritto, ma forse un filino inutilmente troppo lungo. Inoltre io faccio parte di quella categoria di giocatori che non amano troppo i film interattivi: se prendo in mano il joypad è per giocare, non per vedermi filmati da decine di minuti o sequenze in cui ti sembra di giocare mentre in realtà stai solo muovendo un personaggio su una strada già completamente predefinita mentre i protagonisti parlano di qualcosa. In Uncharted c’è tanta trama da sempre, il che è un bene, ma qui forse si sono fatti prendere la mano. Il risultato non è realmente fastidioso, ma se ci sommiamo che soprattutto all’inizio ci sono lunghissime parti in cui l’unica cosa da fare oltre a guardare i video è esplorare o saltare, e le poche fasi action sono contro una manciata di avversari nemmeno troppo forti, un po’ di amaro in bocca a me è venuto.

Aggiungeteci che tutto quello che farete sa terribilmente di “già visto”. Certo, è normale che tra un capitolo e l’altro le meccaniche di gioco e le situazioni si ripetano, non sarebbe il nuovo capitolo di una saga altrimenti, ma la sensazione che io ho avuto qui è di un fin troppo forte déjà vu. Soprattutto mi sembra che gli sviluppatori abbiano speso gran parte del loro tempo e delle loro energie sulla storia, tralasciando l’aspetto action ed esplorativo. Zero armi realmente nuove, una sola meccanica inedita ma anche sostanzialmente inutile, seppur divertentissima le rare volte che la si decide di usare nei combattimenti (mi riferisco ovviamente al rampino), fase esplorativa non entusiasmante. Persino gli enigmi da risolvere sono pochi e molto semplici.

La storia, poi, per quanto bella e con un finale che mi è proprio piaciuto (e che apre la strada a un possibile Tomb Uncharted), ha fin troppi punti e situazioni presi pari pari da The Last of Us. Ci sono momenti in cui davvero le cose che succedono ci vengono mostrate praticamente come si sono viste nell’altro capolavoro di Naughty Dog (in particolare c’è una scena in cui Nathan ed Elena salgono in auto che ha le stesse atmosfere e persino lo stesso tipo di musica visti in TLOU). Non che sia un male, ma se capita cinque, sei volte… un po’ secondo me stona.

Infine va detta una cosa sulla meccanica di gioco con le coperture. Come temevo, le centinaia di ore passate su The Division mi hanno rovinato questo aspetto in Uncharted. E non parlo del fatto che il tasto che si usa per coprirsi è quello che fa saltare nel gioco Ubisoft (il che porta a grossi errori e morti evitabilissime), ma del fatto che The Division ha un meccanismo praticamente perfetto per gestire le coperture e, soprattutto, lo spostarsi tra queste. Quello di Uncharted, invece, è lo stesso di sempre che io ora trovo banale e superato. Non è brutto, ma non è divertente e reattivo tanto quello dell’altro gioco.

Ok, sono stato fin troppo critico e leggendo potreste pensare che Uncharted 4 non mi sia piaciuto. Niente di più lontano dal vero: il gioco è splendido e va assolutamente comprato e finito. Se avete fatto i tre capitoli precedenti, su PS3 o nella versione rimasterizzata uscita per PS4 (straconsigliata pure lei, tra l’altro), semplicemente DOVETE giocare al 4 perché riprende le fila di tutti i personaggi (beh, quasi tutti. Per uno c’è un DLC in arrivo tra qualche tempo), sviluppa la storia e la conclude in maniera eccezionale. Il punto di partenza e quello di arrivo sono ottimi, come si arriva alla fine un po’ di meno ma siamo comunque ben sopra l’eccellenza. Se invece non avete giocato i primi tre, comprate la collection e solo dopo averla finita dedicatevi al quarto capitolo. Altrimenti vi rovinerete un gioco non capendo il 90% delle interazioni tra i personaggi.

 

Sono curioso di vedere cosa succederà ora alla saga. Mi verrebbe da dire che è troppo famosa per essere accantonata, ma è anche vero che la storia dei Naughty Dog insegna che loro non ci pensano su troppo a parcheggiare per qualche decennio personaggi di successo. Io, come scritto qui, mi aspetto un rilancio con un nuovo protagonista, qualcuno che viene introdotto nelle scene finali e sembra davvero l’elemento perfetto per riprendere e far ripartire la saga. Vedremo se sarà davvero così o no.

Fino ad allora, lunga vita a Nathan, Sully ed Elena e un grazie a Naughty Dog per le splendide ore di avventura e divertimento che ci hanno dato con i quattro capitoli della saga!


Pagellone finale

Voto globale: 8,5
Grafica: 10
Storia: 8
Meccaniche action: 7

La collection di Uncharted, che raccoglie i primi tre capitoli, la potete comprare da su Amazon clikkando qui. Assolutamente da avere, anche perché a un prezzo che è la metà di un titolo normale, avrete tre giochi completi di assoluto livello! Uncharted 4 lo trovate invece qui. I prezzi attuali sono rispettivamente di 35 e 39 euro.

[Recensione] Jack Reacher – Never go back

jack-reacher-2Il primo Jack Reacher mi era piaciuto tantissimo. Non conoscevo il personaggio, mai letto i libri o anche solo velocemente imbattuto in lui, per cui non sapevo cosa aspettarmi quando sono entrato nel cinema. Il trailer mi era piaciuto molto e poi, lo ammetto, per me la presenza di Tom Cruise è ancora motivo per vedere un film (a parte i Mission Impossible, che non sono mai stati nelle mie corde perché eccessivi in tutto). Ne sono uscito entusiasta, contento di tutto: trama, regia, fotografia, eccetera. Ottimo anche il cast.

Così quando hanno annunciato il seguito, ero al settimo cielo. Aggiungeteci un primo trailer davvero azzeccato, soprattutto nella prima scena:

Aspettative a mille e, come purtroppo spesso succede, un risultato finale che non è all’altezza di quello che c’era nella mia testa. Never go back (o “Punto di non ritorno“, in italiano) non è neanche lontanamente all’altezza del primo capitolo. Intendiamoci, non è male e si fa guardare, però la speranza è sempre che il seguito di un grande film sia a sua volta un grande film. Non è questo il caso.

Cosa non mi ha veramente convinto? Praticamente tutto. Ma va anche detto che è un “praticamente tutto” derivante dall’idea che io mi ero fatto del film. Cioè mi aspettavo una cosa e invece ne ho avuta un’altra, il che rende il mio parere molto soggettivo e quindi inutile. Per farvi capire, io ho trovato la storia troppo legata al mondo dei militari mentre invece avrei voluto qualcosa di più… diciamo “poliziesco”. Qualcosa con vere indagini e non un continuo rimando ai soldati e compagnia bella. C’è poi la scelta di Cobie Smulders come coprotagonista: ai miei occhi lei è ancora Robin di How I met your mother, e proprio non riesco a vederla nei panni dell’eroina dura che picchia come Van Damme (problema che ho anche quando la vedo in Agent of S.H.I.E.L.D., tra l’altro). Non è scarsa, anzi, sono io che la vedo fuori posto.

O ancora i cattivi, che sono i classici cattivi assoluti che risultano finti nel loro essere disposti a tutto per di continuare a mostrarci quanto sono spietati e senza cuore. Diventando a tratti delle macchiette un po’ ridicole (il che è un problema di Hollywood da tempo, solo che ultimamente mi sembra sia fuori controllo). E sorvoliamo su tutta la scena finale per le strade di New Orleans…

Però nonostante quanto detto fin qui, il film non mi è davvero dispiaciuto ed è per questo che ne parlo. Perché è vero che non è bello come il primo (per me un abbondante 8, sfiora quasi il 9) ma non è nemmeno da buttare. Anzi, ha molti punti ben fatti e una regia e fotografia spesso molto belle. E comunque due ore spensierate ve le fa passare senza problemi, con anche alcuni punti di vero godimento. Il che è molto più di quanto si possa dire di tanti altri film.

Certo non vi consiglio di andare su Amazon a comprarvi il BD (molto meglio il primo film che attualmente viene via a poco meno di 9 euro, un affare! Se non l’avete mai visto, vi consiglio di prenderlo!), ma se passa in TV o lo beccate su Sky o qualche altro servizio di questo tipo*, il mio consiglio è di guardarlo. Secondo me alla fine non ne sarete delusi, perché la verità è che molto raramente un film con Tom Cruise delude. Io lo so e lo sapete anche voi, solo che magari non l’avete ancora realizzato o non siete ancora riusciti ad accettarlo 😉

* ho controllato e non c’è nulla su Netflix mentre TIM Vision ha il primo disponibile per il noleggio a 2,99 euro, o da acquistare a 8 euro. Quest’ultima opzione ovviamente è sconsigliata perché a questo punto vi conviene comprarvi il BD da Amazon.


Voto finale: 6,5

Non sai cos’è Pokémon GO?

PokémonGOE magari non sapevi nemmeno che Pokémon si scrive con la é accentata, o che GO va tutto maiuscolo?

Ma dove vivi? Tutti stanno parlando del gioco del momento, il che è fantastico considerato che in linea di principio nessuno dovrebbe averlo potuto installare in Italia perché non è ancora distribuito ufficialmente. Ma se questo non ci ferma per cose a pagamento, figuriamoci se lo fa per una app gratuita…

Ad ogni modo, amico lettore e compagni vari, avrai sicuramente sentito parlare da amici, su qualche social network o anche nei telegiornali della nuova mania che sta conquistando centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Se però non sai cos’è di preciso e la cosa ti interessa o incuriosisce, ho scritto una recensione molto lunga e molto dettagliata che è uscita su Eurogamer qualche giorno fa. La puoi leggere semplicemente clikkando qui!

 

[Recensione] Tomorrowland

TomorrowlandOk, preparatevi a insultarmi: a me è piaciuto. 🙂

Inizio così perché Tomorrowland è stato uno dei grossi buchi nell’acqua dell’anno scorso: ne hanno parlato tutti abbastanza male e i soldi incassati sono stati molti inferiori a quelli spesi per realizzarlo. Infatti, stando ai dati di Wikipedia, la produzione è costata 190 milioni di dollari mentre l’incasso è stato di “soli” 209 milioni di dollari. Se tenete conto delle spese di marketing, si calcola che la perdita per Disney sia stata attorno ai 120 milioni di dollari (questo, però, prima degli incassi derivanti dall’home media, dalla rivendita a pay-tv e tv varie). Ma lasciamo da parte i freddi numeri e andiamo al sodo, tornando alla frase di apertura post: a me è piaciuto e, a voler essere sinceri, non ho mica capito quale sia il problema che in così tanti dicono di avere con questo film.

Certo, Brad Bird con Tomorrowland non ha voluto riscrivere la storia del cinema, ma è abbastanza evidente che nemmeno ci teneva a farlo. E’ una pellicola che a me sembra essere nata con lo scopo di divertire e stupire il pubblico, grazie alle stranezze tecnologiche che si vedono, ai paesaggi futuristici davvero mozzafiato e tutta una serie di effetti visivi parecchio belli. E direi che da questo punto di vista riesce molto bene a realizzare il suo obiettivo.

Anche il cast non è male, anzi. George Clooney fa un po’ troppo lo splendido, con quel suo sguardo da brizzolato impertinente, ma è Clooney: fa così in un film su due e piace a molti anche per questo. Bravo anche Hugh Laurie, che ha sempre il suo perché, e anche le giovani Britt Robertson e Raffey Cassidy non sono male (la prima mi piace parecchio, la seconda è un po’ acerba ma visto il personaggio che interpreta, la cosa quasi ci sta bene).

Quindi visivamente bello, cast più che buono, cosa non va? La storia?

Mah, io ho visto di molto, molto peggio. Ho visto film esaltati dalla critica e dal pubblico che hanno buchi narrativi APOCALITTICI e scelte della sceneggiatura completamente ASSURDE. Qui invece si ha un film che ha sì una trama semplice, ma che non ha grosse incongruenze e, soprattutto diverte. E’ la classica storia di crescita, di cambiamento, ma anche di una persona che perde se stessa ma si ritrova grazie all’arrivo di un elemento esterno non previsto. E’ una grossa fiaba moderna, senza pretese ma anche senza grossi difetti. L’unica vera caduta di stile è la scena della Torre Eiffel: ecco, quella potevano tranquillamente evitarla o quantomeno non farla così assurda ed eccessiva.

Quindi sì, a me Tomorrowland è piaciuto. Non comprerò il BD e non lo metterò nella mia top ten di tutti i tempi, ma da qui a definirlo un brutto film ce ne passa. Se volete passare una serata tranquilla, questo può essere un buon film per voi.


Pagellone finale

Voto globale: 7
Cast: 8
Fattore divertimento: 8
Scena Torre Eiffel: 2

 

Se vi interessa comprarlo, qui trovate il BD di Tomorrowland e qui il DVD.

[Recensione] The Man from U.N.C.L.E.

Versione veloce: un milione di anni fa avete giocato e amato i due No One Lives Forever, splendidi FPS usciti su PC? Se sì, non serve che andiate oltre: The Man from U.N.C.L.E. è un film che vi piacerà da impazzire.

The Man from U.N.C.L.E.Detto questo, partiamo con la recensione dell’ultimo film di Guy Ritchie, una pellicola che a me è piaciuta moltissimo.

A partire dall’ambientazione storica, il periodo in cui USA e USRR erano nel bel mezzo della guerra fredda. Erano gli anni in cui le spie facevano il lavoro da spia in città e non tra i deserti, in cui gli americani erano spacconi e i russi freddi e spietati. O così Hollywood ci ha fatto credere in centinaia di film.

Un periodo e degli stereotipi in cui Ritchie si lancia a capofitto, sguazzando con gioia e bravura e giocando con tutto: dall’americano sexy al russo dal cuore tenero, dal supercriminale che vuole sconvolgere il mondo alla storia ambientata in varie parti del mondo. Ci mette però anche alcuni aspetti originali e, soprattutto, una regia folle con alcune scene davvero riuscite. Come l’inseguimento in auto iniziale o la folle fuga in motoscafo di metà film.

Per questo e mille altri motivi, tra cui la stupenda Alicia Vikander, The Man from U.N.C.L.E. è un film semplicemente bello. E’ molto divertente, con buonissime scene d’azione, alcuni colpi di scena non male, una narrazione serrata quando serve e con montaggi notevoli. Io ve lo consiglio: come avrete capito, a me è piaciuto tantissimo.

Metto qui il trailer anche se è a tratti troppo spoilerante. Il mio consiglio è di vedere il film senza guardarlo e senza informarsi di più. Meno si sa, più si godrà guardandolo 🙂


Pagellone finale

Voto globale: 8,5
Alicia Vikander: 10
Regia: 9
Trama: 8

Link: potete comprare il film su Amazon in versione Blu-Ray Disc o in versione DVD. Nel momento in cui scrivo vengono rispettivaente 17 e 15 euro (prezzi che, quindi, rendono praticamente ovvio l’acquisto del BD :P)

[Recensione] Dragon Quest Heroes

dq heroesL’ho scritta per Eurogamer, vi metto un link così se vi interessa potete andare a leggerla 🙂

Il gioco a me è piaciuto molto e mi ha divertito parecchio. Se poi uno vuole finire tutte le missioni e sbloccare tutto quello che c’è da sbloccare, gli andranno via una cinquantina di ore minimo perché c’è veramente tanto da fare.

Lo consiglio a chi vuole un titolo in cui si mena molto ma serve usare anche un po’ la testa (non troppo, tranquilli che non è uno strategico).

Se volete comprare Dragon Quest Heroes, lo potete trovare su Amazon in versione normale (Dragon Quest Heroes: L’Albero del Mondo e Le Radici del Male – Day-One Edition – PlayStation 4) o nella spettacolare versione limitata che contiene un set di armi speciali e, soprattutto, uno slime di peluches (Dragon Quest Heroes: L’Albero del Mondo e Le Radici del Male – Collector’s Limited – PlayStation 4) 🙂