[Zero politica] Il voto al referendum – parte 2

Al referendum del 4 dicembre io voterò . Voterò convinto al 100% che non servirà a nulla perché vincerà il no, per lo stesso motivo per cui avevo detto che avrebbe vinto il partito pro Brexit e che Trump sarebbe stato il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Sul perché penso vincerà il no, vi rimando al pezzo su Trump, ora concentriamoci sul referendum e, in particolare, sulle ragioni del mio .

Prima di farlo, premetto che non è assolutamente mia intenzione convincere nessuno a votare come me. Io metto qui quello che penso, consapevole che non vale lo stesso per tutti e che alcuni potrebbero ritenerlo completamente sbagliato.

Chiarito questo, ecco le tre (e mezzo) principali ragioni per cui voterò .

1. Questa riforma non è perfetta, così come non lo è stata o sarà nessuna. Tutto è perfettibile, figuriamoci un cambiamento su un tema così grande e importate. Ma io non cerco una riforma perfetta, cerco una riforma che mi dia una situazione migliore di quella precedente. Quindi la domanda è: votando sì la situazione nel suo complesso sarà migliore di quella che c’è ora? Migliore anche di poco, di pochissimo? La risposta per me è . Ci sono aspetti in cui la nuova costituzione è migliore dell’attuale, e altri in cui è peggiore. Ma nel suo complesso, secondo me alla fine il risultato finale ha il segno più. E per questo voto .

1b. Sì, certo, si potevano tagliare di più gli stipendi dei politici, abolire del tutto il senato, sputare sulle province e chissà cos’altro. Ma forse non vi ricordate bene che queste cose si potevano fare anche due anni fa, dieci anni fa, trenta anni fa. E non sono state fatte. La storia ci insegna che ragionando con l’ottica del “tutto e subito”, del “voglio la moglie piena e botte ubriaca”, non si va da nessuna parte. Vi svelerò un segreto: non succederà mai. Come detto la riforma non è perfetta ma è, secondo me, un minimo passo avanti che porterà cambiamenti positivi. Per dire, se passa sarà possibile fare un taglio degli stipendi chiedendolo solo a una camera invece che due, quindi come meno cavilli che poi i politici usano come scusa davanti al popolo.
Se invece volete votare no e continuare a sperare che arrivi il momento in cui tutto magicamente cambierà per il meglio, in maniera radicale e assoluta, ok. Ma allora contattatemi in privato perché ho un unicorno da vendervi a prezzo di favore…

2. L’Italia ha bisogno di stabilità e di mostrare ai suoi partner internazionali che è in grado di cambiare. L’ennesima bocciatura di un cambiamento, con relativa e scontata caduta del governo, non farà bene a nessuno. E di certo non lo farà alla nostra economia o al tasso di occupazione.

3. Infine uno dei motivi per cui voterò può sembrare stupido, lo ammetto, ma è una cosa che penso sinceramente quindi la scrivo: è da quando ho un cervello in grado di capire quanto viene detto in televisione durante un telegiornale che sento parlare di riforma costituzionale. E mi sono rotto le palle di vedere commissioni che discutono per anni per/di nulla, di vedere come l’attenzione dei partiti sia rapita da questa chimera apparentemente irraggiungibile ma da sempre inseguita da tutti. Ecco, io spero che vinca il perché così togliamo questo argomento dal tavolo e magari cominciamo ad affrontare un altro dei seri problemi che affligge il nostro paese da decenni. Scegliete voi quale, c’è l’imbarazzo della scelta: la giustizia, il complicatissimo sistema delle tasse, la spending review, eccetera.
(Questo, tra l’altro, è il motivo per cui nel post di qualche giorno fa ho scritto che è stato difficile votare no alla riforma di Berlusconi+Bossi. Ora come allora pensavo e speravo che un sì potesse dare una spinta alla nostra classe politica)

Bene, questi sono i tre principali motivi che mi spingono a votare sì. Non sono gli unici, ovviamente, e mi rendo conto che sono banalotti. La scelta è però voluta: un blog come Zero3 non è il posto adatto per scendere in tecnicismi e legalese spinto, quindi non lo faccio e vi propongo solo la versione semplice e veloce. Se poi volete parlare più in profondità della cosa, i commenti sono qui per quello 🙂

[Zero politica] Il voto al referendum -parte 1

Si avvicina a grande velocità la data del voto per il referendum costituzionale e ormai manca meno di un mese. Se non ricordo male, è il secondo di questo tipo in cui mi trovo a votare: il primo fu quello della Lega e di Berlusconi non so quanti anni fa. Votai no, questo lo ricordo. Così come ricordo che fu una scelta molto difficile nonostante io non sia di destra (il perché di questo vi sarà chiaro nel prossimo post).

Ma torniamo al presente. Come per tutti, penso, per me non è proprio chiarissimo cosa votare. Mi piacerebbe dire che la scelta è riconducibile a una questione di semplici opinioni personali ma le tematiche coinvolte sono talmente tante, e talmente complesse, che non è così.

Proprio per questo motivo, più passa il tempo e più mi rendo conto che scelte del genere non dovrebbero essere prese dalla massa ignorante del popolo (gruppo nel quale mi inserisco anche io, sia chiaro). Ci vorrebbero dei veri esperti, quindi non i parlamentari o almeno non tutti, che ne discutono e decidono sulla base delle loro conoscenze specifiche. Ma così non è e non solo da noi, come ci ricorda il risultato sulla Brexit, quindi me ne faccio una ragione e cerco di capire cosa è meglio votare.

Cosa che però non è facile: come sempre succede, le opinioni sono politicizzate ed è difficile distinguere tra verità e falsità. Devi quindi cercare di capire chi è che ti dice qualcosa, per avere un primo filtro da usare mentre leggo/ascolto quanto ha scritto/detto.

Poi però dovresti anche cercare di sentire l’altra campana, per vedere se (o quanto) è vero di quello che hai scoperto con il primo approccio. Ma fin troppo spesso, per non dire sempre, le due posizioni sono completamente antitetiche e sembra quasi che si stia discutendo di due cose diverse. Il che rende un confronto tra due posizioni opposte praticamente inutile. Così l’unico vero modo per capire gli effetti della riforma costituzionale sembra essere andare a leggere proprio questa.

Il che ci riporta al discorso iniziale e alla complessità dell’argomento, e a come questo sia fuori portata per le persone comuni.

Ma visto che devo votare, non farlo è escluso a priori, una decisione l’ho presa. E ve la dirò nei prossimi giorni, motivandola con una serie di argomentazioni semplici e forse pure banali, ma che mi hanno portato a sapere dove mettere la mia X il 4 dicembre.

Vota sì!

Oggi stavo usando Youtube come colonna sonora in sottofondo mentre facevo vari lavori meccanici. A un certo punto parte il video di Crozza che imita Renzi durante uno dei momenti in cui il Presidente del Consiglio risponde alle domande che gli vengono fatte su Twitter (cosa che nemmeno sapevo facesse, tra l’altro). Bene, la parodia di Crozza è spettacolare quindi ho deciso di metterla qui. Se non l’avete mai vista, questa è l’occasione per farlo!

Per chi voleva info sul referendum…

Siete ancora in tempo per votare ma non avete ancora capito bene la questione e come votare?

Allora vi consiglio due articoli che a me hanno fatto un po’ di chiarezza in più:

  1. Bufale un tanto al chilo spiega in maniera semplice e concisa la situazione e alcune delle conseguenze, vere o millantate, della vittoria di sì e no.
  2. Econopoly, un blog del circuito del Sole24Ore ha un pezzo più lungo e complesso, ma scritto bene e chiaro.

Non sono la risposta assoluta e definitiva, ma possono aiutare. Almeno per me sono stati utili.

La sconfitta della verità

C’è una cosa che non sopporto della rivoluzione che ha portato internet nel mondo. Oggi tutti possono dire tutto, spacciandosi per chissà chi e millantando titoli, conoscenze e altro senza che nessuno si prenda la briga di andare a verificare quanto detto o affermato sia vero.

L’esempio lampante è la questione del referendum di domani.

Io da sempre sono molto attento all’ambiente, ma sono anche una persona che sa che stiamo vivendo un periodo complesso in cui i posti di lavoro vanno difesi quando possibile. Per questo motivo ho cercato di capire quale fosse la situazione attuale e come potrebbero cambiare le cose se vincesse il sì.

Vi dico la verità: non ce l’ho fatta. Si legge di tutto e il suo contrario.Esempi.

Il referendum farebbe chiudere subito le piattaforme. No, andrebbe a esaurimento di risorse.

Non potrebbero più fare le nuove piattaforme programmate. Non ci sono nuove piattaforme programmate.

L’ambiente ne risentirebbe tantissimo se vincesse il no. Non è vero perché non sono previsti nuovi interventi e quello che c’è già è cmq lì.

Se non estraiamo noi, lo farà la Croazia e dovremmo poi comprarlo da loro. Non è vero sono bacini diversi.

Ne abbiamo bisogno. No, ci sono altre fonti.

E infine il più gettonato:

è una questione che riguarda praticamente solo il gas, il petrolio è marginale. Non è vero, è proprio per il petrolio che si sta facendo tutto questo.

Quanto scritto qui sopra è una forzatura un po’ parossistica delle centinaia di pagine che si trovano sull’argomento, ma nemmeno troppo. Anzi, dei centinaia di post su facebook, perché ormai quello è l’unico canale in cui si condividono queste cose.

La verità è che io non ci ho capito nulla. L’unica cosa certa, per me, è che non mi sembra una questione che andava sottoposta ai cittadini. Quantomeno non così, non in questo modo poco chiaro.

Proprio questa nuvola di confusione ha dato il via a tutte le cose che oggi leggiamo. E che sono la sconfitta della verità, perché se è vero che non è sempre facile bianco o nero in cose così complesse, è anche vero che non è possibile leggere opinioni così contrastanti, così diametralmente opposte spacciate come fatti.

Il risultato è che io a ventiquattro ore dalla votazione non ho ancora chiaro quale sia la cosa giusta da fare. Voterò? Probabilmente sì perché è comunque la cosa giusta da fare. Cosa voterò? Non ne ho la più pallida idea. Spero di trovare la persona giusta, la risorsa giusta per capire i pro e i contro di ogni situazione, e di conseguenza sapere cosa fare.

Ma mi sembra probabile quanto trovare una pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno.

PS: questa situazione mi preoccupa molto anche per il ben più importante referendum sulla riforma costituzionale di quest’autunno. Perché già so che sarà l’ennesimo caso di tutti contro tutti e tutto.