Un’offerta che devi rifiutare

Il 28 aprile arriveranno in Italia i nuovi smartphone top di gamma di Samsung, i bellissimi Galaxy S8 e S8+. Due telefoni che sono praticamente perfetti stando alle immagini che si vedono e alle recensioni apparse in rete (a parte la posizione del sensore per la lettura delle impronte, che è in un posto infelice: ma che serve anche fino a un certo punto vista la nuova tecnologia integrata nello schermo frontale e l’opzione per l’accesso con il riconoscimento facciale).

Il lancio è stato accompagnato dal solito giro di spot, molto belli pure quelli, e da una promozione.

Negli anni passati chi prenotava un nuovo Galaxy S aveva in omaggio cose come il visore per la realtà virtuale, memory card o altro ancora. Quest’anno cosa ti regala Samsung? L’esclusiva possibilità di pagare il prezzo intero e avere il telefono fino a otto giorni prima.

Che, detto sinceramente, mi sembra una vaccata. Lo è perché è la classica promozione fintamente limitata che probabilmente varrà per tutti quelli che decideranno di preordinare il telefono. Capisco che Samsung non possa o non voglia offrire di meglio: possa per i costi dovuti al richiamo del Note 7 e relativi mancati guadagni. Voglia perché di fondo è il telefono che tutti vogliono e aspettavano, e a ragione perché, lo ribadisco, è davvero splendido, e quindi non gli serve offrire nulla per venderlo.

Proprio per quest’ultimo motivo, io non avrei fatto questa offerta che sa di boiata. Non dai nulla di concreto all’acquirente, che magari si sente pure preso in giro per sta roba. E’ apprezzabile l’idea di cercare di dare qualcosa a costo zero, e magari in due o tre la riterranno davvero speciale. Ed è carino il gioco sul numero 8 (ti danno l’S8 8 giorni prima), ma davvero c’è qualcuno che pensa che una promozione del genere cambierà anche solo dell’1% il venduto di uno smartphone da poco meno di 1000 euro?

Vi lascio con un altro spot molto carino e divertente, realizzato per S8 e il visore per la realtà virtuale che è stato realizzato.

Samsung e gli Avengers!

Terzo e ultimo post dedicato alle grandi pubblicità. Anche questa volta mi sono imbattuto per caso in uno splendido, ma davvero SPLENDIDO, spot di Samsung. Creato per lanciare il Galaxy S6, sfrutta anche l’uscita del film Avengers: Age of Ultron e si appoggi al solito gruppo di sportivi famosi. Sportivi, non calciatori: c’è Messi, ok, ma anche un giocatore di football, un surfista e un ciclista (Fabian Cancellara). A questi si aggiungono un bambino carinissimo e una tizia sconosciuta assa figa (ma che si vede troppo poco).

Lo spot è fantastico e va visto fino in fondo perché l’ultima parte fa anche molto ridere. Guardandolo mi sono ritrovato a pensare varie cose:

  1. Se avessero davvero fatto degli S6 brandizzati Avengers identici a quelli che si vedono qui, avrei seriamente considerato l’idea di comprarne uno. 🙂 [sfortunatamente Samsung ha fatto cose molto più pacchiane che non mi dicono nulla]
  2. La tizia è veramente bella!
  3. La realtà virtuale che si vede nel video è ovviamente falsa per interattività e qualità della grafica, ma se l’attuale movimento che la sta spingendo non si rivelerà un fuoco di paglia (come io in parte temo), per i suoi 10/15 anni Paolo giocherà a qualcosa di molto simile. E io con lui, ovviamente :))
  4. Lei è veramente notevole!
  5. Samsung è decisamente la nuova Nike per quanto riguarda questo tipo di campagne.
  6. Varie ed eventuali, alcune delle quali parlano della tizia che si vede poco ma è molto carina.

Parlando di mega spot con calciatori…

Mentre cercavo il video della pubblicità con i samurai robot per il post di domenica, mi sono imbattuto in una mega pubblicità simile che non avevo mai visto. Per una volta non è di Nike: a realizzarla è stata Samsung, in occasione del lancio del Galaxy S5. Protagonisti una marea di calciatori: da Ronaldo a Messi, da El Shaarawy a Rooney e tanti, tanti altri (che non ho la minima idea di chi siano).

Qui la storia è fantascientifica: gli alieni arrivano sulla Terra e sfidano gli umani a una partita a calcio, il cui risultato deciderà che ne sarà di noi. Lo spot è in quattro pezzi: reclutamento, allenamento e partita (2 parti) per un totale di 24 minuti.

Molto lungo, lo so, ma è girato bene con anche una CG niente male. Da vedere assolutamente in HD!

Prime, veloci impressioni su Windows 10

Dopo mesi di attesa, qualche giorno fa mi sono rotto e ho forzato l’aggiornamento per passare sul mio portatile da Windows 8.1 a Windows 10. Non so se o quando mi sarebbe arrivata la notifica ufficiale, quindi ho usato il Media Tool ufficiale di Microsoft e ho aggirato il problema.

L’installazione è andata via liscia: gli ho detto di farla senza formattare il PC e di mantenere tutti i dati e le app. E’ in assoluto la prima volta in vita mia che faccio così, di norma formatto e riparto sempre da zero, ma in questi giorni sto usando il portatile per roba di lavoro e non ho il tempo e la voglia di reinstallare tutti i programmi che mi servono.

Ed è stata la scelta migliore perché non solo ho ancora tutti i miei programmi principali funzionanti, ma mi sono rimasti anche quelli che consideravo più a rischio (uno su tutti: Object Dock, un’utility senza la quale impazzirei!).

Il primo impatto con Windows 10 è stato ottimo. Io odio, ODIO, Windows 8.x perché è un sistema operativo pensato realmente male. Lo stacco tra le app Metro e quelle normali, un desktop doppio (quello vero e quello finto che si spaccia per start menù), una serie di cose inutili in primo piano e moltissime cose utili nascoste chissà dove. E potrei andare avanti.

Windows 10 invece mi piace. Il nuovo menù Start lo devo ancora capire fino in fondo ma ha il suo perché (e quello di Windows 7 aveva effettivamente bisogno di essere svecchiato). La funzione “cerca” messa direttamente nella barra delle applicazioni è utile (anche se io l’ho subito ridotta a icona perché la casella intera occupava troppo spazio). “Visualizzazione attività”, in parte copiato da OS X, in parte evoluzione dell’ALT+TAB, è utilissima.

Le icone flat sono belle, mi piace anche il look nero di default. Mi intriga moltissimo il centro notifiche anche se al momento non ho molti programmi che lo usano. Sicuramente la cosa sarà ben diversa sul mio computer fisso dove faccio molte più cose e quindi ho molta più roba attiva.

Per il resto il mio Ultrabook viaggia come prima in quanto a velocità e non vedo grosse differenze di prestazioni. Questo nonostante i nuovi effetti grafici e le transizioni animate.

In sintesi, Windows 10 fin qui è promosso su tutta la linea! Di sicuro non rimpiango Windows 8.1, ma questo già lo sapevo.

PS: io ho aspettato a forzare l’aggiornamento perché pensavo che non ci fossero i driver della Samsung per il mio computer. Invece non solo durante l’installazione è stato rilevato e configurato tutto (e questo me l’aspettavo perché ho un computer con poco più di un anno di vita) ma subito dopo il software proprietario di Samsung che si occupa di aggiornarmi la macchina quando serve, mi ha installato varie cose. Quindi i driver c’erano, resta il mistero del perché Microsoft e/o Samsung mi stessero facendo aspettare

Il suicidio di Samsung?

samsung-1984In rete comincia a girare una notizia che è troppo assurda per essere vera. O meglio, in un mondo regolato da logica e buon senso non sarebbe possibile ma nella realtà attuale, dove si pensa solo al profitto nel breve periodo e tutto il resto può andarsene in malora, il beneficio del dubbio è quantomeno dovuto.

Pare che alcuni televisori della Samsung abbiano iniziato a inserire spot pubblicitari quando vengono usati per la riproduzione di video in streaming dal PC o dalla rete locale, da un hard disk esterno e persino, pare, da internet. In pratica voi siete sul divano intenti a vedervi il video del vostro matrimonio, o Birdman piratato e scaricato, o persino uno streaming da una app collegata a un servizio/canale ufficiale quando il vostro video/film viene interrotto e sostituito da un mini spot della Pepsi (senza audio ma con qualità video ottima). Finito questo, potete riprendere a vedere il momento in cui voi dite “lo voglio” e vostra madre scoppia a piangere dalla gioia.

Questo articolo riassume la situazione e mette i vari link alle segnalazioni apparse su Reddit.

Ora, se vero, la Samsung ha ufficialmente trovato il modo per perdere la leadership conquistata negli anni nel settore TV. Ma come cacchio ti può venire in mente di avere una TV che inserisce spot pubblicitari in video che stai guardando per i cavoli tuoi? E’ una cosa talmente stupida che faccio fatica a credere che qualcuno l’abbia pensata, qualcun altro approvata e infine un team realizzata. Davvero, non ci posso credere, non è possibile che durante la creazione e sviluppo della cosa nessuno abbia alzato la mano e detto:

Scusate, ma vi rendete conto che così si incazzeranno a migliaia, ci spareranno merda addosso in tutti i forum e siti di internet, e nessuno comprerà più le nostre TV?

Eppure pare che sia così. Ovviamente ora il mondo esploderà in una serie di insulti e commenti acidi, giustificatissimi, che porterà la casa coreana a smentire la cosa, a dire che si è trattato di uno sfortunato bug, e le solite banalità del caso. Ma la realtà è che questi una simile stronzata l’hanno pensata e messa in atto. Forse davvero non era ANCORA il momento di attivarla, ma cosa cambia?
Del resto stiamo parlando della stessa casa che ha recentemente rilasciato delle condizioni d’uso che sono paurosamente vicine a quanto si legge in 1984 di Orwell, come si vede in questa immagine:

Parker Higgins (@xor) - TwitterDavvero volete una TV in casa che registra quello che dite e lo manda a “terze parti” non meglio specificate? Sperate solo che non si attivi anche la webcam perché in quel caso qualcuno, da qualche parte nel mondo, potrebbe vedere a vostra insaputa le incredibili prestazioni sessuali che fate sul divano.

Che qualcosa non vada attualmente in Samsung si sa: c’è un grosso problema per la successione tra il vecchio CEO e il nuovo, suo figlio (ehi, il nepotismo non è solo roba italiana!). C’è un settore mobile, la forza trainante del colosso, che è in crisi nera da quando ha deciso che sviluppare cellulari tutti uguali per tre anni di fila è una scelta intelligente. Ora c’è anche questa storia delle pubblicità forzate che, se vera, potrebbe dare un bel colpo al brand. E’ ora di correre ai ripari, e anche in fretta.

PS: in questa discussione su Reddit si dice che la colpa potrebbe essere della app di Yahoo per SMART TV Samung. Non ho modo di sapere se sia vero, ma lo sostiene un solo tipo senza alcuna conferma.

[Il video della settimana] Underwater selfie

Nell’era di Youtube, ogni blog che si rispetti deve avere una rubrica fissa dedicata ai video. Questa è la mia.

Il mio amore per le pubblicità e, soprattutto, per le campagne virali che coinvolgono gente normale è noto, penso. Questa della Samsung è molto bella, perché l’idea è splendida, l’esecuzione notevole e non sembra che i partecipanti siano tutti attori scritturati per l’occasione (come succedeva in quella spagnola fintissima con gli Angry birds). Tra l’altro è anche un modo spettacolare per far capire alla gente che il telefono è davvero subacqueo.

Che futuro per gli smartphone?

È successo con l’iPhone 5S, anche se il sensore per le impronte digitali ha un po’ mitigato la delusione più o meno forte degli utenti. Il recente rilascio del Samsung Galaxy S V ha riportato di estrema attualità il problema: l’assenza di nuove funzioni, o caratteristiche, di qualità degli smartphone di fascia alta più famosi e apprezzati.

Quando nel giugno del 2007 è uscito il primo iPhone, la rivoluzione è stata totale: non esisteva nulla di simile per quanto riguarda sia l’hardware che il software. L’arrivo dell’app store è stato un altro terremoto per i consumatori che di punto in bianco si sono trovati in mano una specie di computer in cui poter installare programmi di ogni tipo.

Poi è toccato agli schermi retina e simili, quindi alcuni produttori hanno cominciato ad aumentare le dimensioni del display.

Ma raggiunto questo punto, fatta salva la solita e inevitabile evoluzione di processori e chip grafici, qui è sostanzialmente finita la fase di sviluppo rapido e incontrollato del mondo smartphone, soprattutto dal lato hardware, e si è passati al momento attuale, la definizione del prodotto: tutti, Apple e Samsung compresi, si limitano a limare dettagli come il design o l’aspetto delle app, magari aggiungono una o due funzioni più o meno utili (Siri, riconoscimento di quanto succede davanti allo schermo, sensore per le impronte digitali e cose simili) ma ormai da tempo manca quella scintilla che ci faccia gridare al miracolo, che lasci tutti senza fiato e porti a desiderare veramente il nuovo telefono appena annunciato.

La cosa è comprensibile: come detto, è finita la fase di crescita esponenziale della tecnologia e non ci sono più così tante cose da poter inventare o aggiungere. Il prodotto smartphone è maturo. Non è un caso che il focus dei grandi produttori sia da tempo sempre più spostato verso il lato software, dove ancora qualcosa si può fare (per una conferma, provate a confrontare una qualsiasi presentazione di uno smartphone avvenuta anche solo tre anni fa con quelle del 2013 e 2014).

Ci aspetta quindi un futuro fatto di telefoni tutti uguali a quelli attuali, in cui l’unica differenza è data dal design e dal software? Allo stato attuale, parrebbe di sì. C’è sempre la possibilità che qualcuno tiri fuori il classico coniglio dal cilindro, ma la realtà è che ormai di funzioni davvero nuove se ne vedranno sempre meno. E questo vale sia dal punto di vista hardware ma anche software.

Faremo foto sempre più belle con effetti e filtri mai visti prima, riprenderemo video a 4K, forse giocheremo un po’ con gli iBeacon, avremo strumenti per comunicare sempre più semplici e veloci (e, magari, anche sicuri), ma saranno tutte evoluzioni di cose che esistono già nel telefono che è appoggiato sul nostro tavolo in questo momento o su cui state leggendo queste righe.

In attesa dei primi dispositivi curvi o realmente wearable, dovremo quindi abituarci a keynote e presentazioni in cui c’è meno sostanza dietro i fiumi di parole che ci vengono riversati addosso. Ma forse va bene così: gli smartphone attuali sono già dei veri gioielli tecnologici e c’è ben poco di cui lamentarsi. Durata della batteria a parte, ovviamente, ma questo sembra interessare solo gli utenti, non i produttori.