Lo scemo del villaggio

L’altro giorno vi ho parlato molto bene della serie Marvel Agents of S.H.I.E.L.D., da me poco considerata prima e amata molto poi.

C’è però un elemento che stona tantissimo e che davvero non capisco come gli sceneggiatori possano non solo giustificare, ma anche continuare a usare in quel modo, senza rendersi conto dell’enorme errore che stanno facendo.

A capo dello S.H.I.E.L.D. c’è un uomo solo, l’agente (prima) e direttore (poi) Phil Coulson. Se avete visto il film degli Avengers, lo conoscete già: è quello che viene ucciso verso la fine del film.

Bene, Phil è un personaggio carismatico, un leader dal grande cuore e cervello fino. Uno che conosce tantissimi segreti (almeno nelle prime stagioni), che ha un ruolo importantissimo nella salvaguardia della pace del mondo. Uno che ha una visione d’insieme unica, perché il suo lavoro è guardare la situazione mondiale e trovare le criticità dove lui e i suoi uomini dovranno poi intervenire.

Non è un supereroe, non ha poteri, né è dotato di abilità particolari come altri membri della sua squadra. No, lui è il cervello di tutta l’organizzazione.

Ed è un emerito stordito. Forse il più grande fesso della storia dell’universo.

No, davvero: Coulson non ne fa mai una giusta! Se c’è un traditore nella sua squadra, lui non lo individua mai. MAI. Lo scopre solo dopo che questo ha fatto la sua mossa e lasciato lo S.H.I.E.L.D., quando anche il gatto con le cataratte del vicino distratto lo sa (anzi, probabilmente il gatto se ne era già accorto da un po’).

Se scopre che il nemico sta complottando qualcosa di grosso, Coulson userà tute le risorse dello SHIELD per scoprire di cosa si tratta e agire per fermarlo… salvo non riuscire a scoprire una cippa di nulla e limitarsi poi a intervenire quando il piano è già iniziato.

C’è una persona o un oggetto particolare da salvare o recuperare prima che il nemico possa prenderla? Fossi in Coulson smetterei direttamente di mandare i miei agenti sul luogo dove dovrebbe trovarsi questa persona/oggetto, perché tanto se va bene è già stata rapita dal nemico, se va male la trovano quelli dello S.H.I.E.L.D. per primi salvo poi perderla quando arrivano i cattivoni che menano quelli dello S.H.I.E.L.D. e scappano con la persona da proteggere/oggetto da recuperare. Coulson potrebbe direttamente mandare gli agenti nella base dei cattivi e aspettare il loro ritorno con l’ostaggio 😛

Ha sempre un discorso o una parola di incoraggiamento per tutti, salvo poi inviare la gente in missioni all’apparenza facili ma che si rivelano essere impossibili. O spedire in missioni sotto copertura agenti che alcuni elementi del nemico hanno già visto in faccia o addirittura conoscono bene. Così dopo un po’ vengono riconosciuti, mandando all’aria tutta l’operazione. E dire che Coulson l’aveva programmata così bene in ogni minimo dettaglio…

Infine predica con tutti l’importanza di fare scelte logiche, di non farsi trascinare dai sentimenti o distrarre da cose esterne. Peccato però che sia lui il primo a mollare tutto o sragionare quando la sua prediletta Sky/Daisy fa qualcosa di idiota, o si mette in un casino.

Potrei andare avanti per ore ma mi fermo qui. Phil Coulson è lo scemo del villaggio, e finora pare che nessuno se ne sia accorto. Nemmeno lui stesso.

Ci piace lo stesso, perché è una figura umana in una serie che di inumano ha molto. Ed è nettamente la figura più caratterizzata della serie, con tanti pregi e difetti che ci vengono mostrati continuamente.

Però se lo scrivessero un filino meglio, facendogli azzeccare una scelta una volta ogni tanto, e non solo quelle che prende nell’ultima puntata della stagione, non sarebbe male 😉

PS: (mezzo spoiler ma molto vago) la scena “Aiutami Obi-Wan Kenobi” di Coulson è davvero spettacolare e mi ha fatto morire dal ridere 😀

Nota finale: pezzo scritto dopo aver visto le prime tre serie. NON ho guardato la quarta in onda attualmente, quindi non so cosa succede lì e se qualcosa cambia. E NON voglio saperlo, chiaro? 🙂

 

Agents of S.H.I.E.L.D.

Tanti anni fa, non ricordo quanti e non ho voglia di cercare, vidi i primi due episodi di Agents of S.H.I.E.L.D. appena uscirono. E  ne rimasi estremamente deluso. Ci speravo tantissimo e invece mi trovai davanti una cavolata ridicola e davvero brutta. Così decisi di non seguirla più.

L’anno scorso, durante una delle mie visite in redazione Panini, sono finito per caso a parlare proprio di questa serie con il mio collega e amico (nonché sommo esperto Marvel) Matteo Losso. Lui me ne ha parlato benissimo, toccando i tasti giusti, convincendomi così a darle una seconda possibilità. Non sapevo quando, ma ero deciso a provare a riguardarla.

Poi qualche mese fa ho scoperto che le prime tre stagioni sono su Netflix e ho deciso che era ora di darle questa famosa seconda chance.

Sono ripartito dal primo episodio e confermo la sensazione iniziale: carino il primo, ridicolo il secondo. Però questa volta sono andato avanti e ho guardato vari episodi, fino ad arrivare al colpo di scena di metà stagione.

A quel punto non sono più riuscito a staccarmene e oggi, quando sono praticamente arrivato alla fine della terza stagione (il tempo libero che ho è poco e sto cercando di finire di vedere altre serie, quindi vado avanti piano), ritengo Agents of S.H.I.E.L.D. una chicca assoluta che nessun appassionato Marvel dovrebbe perdersi!

Perché lo devo ammettere: non ha una produzione stellare come Game of Thrones, non ha un cast di primissimo livello come House of Cards, non ha nemmeno il fascino patinato di Daredevil… ma è una serie che trabocca di spirito Marvel, di quel sense of wonder che ha reso i fumetti della Casa delle Idee famosi e apprezzati in tutto il mondo.

Se vi piacciono i fumetti Marvel, e a maggior ragione se avete visto tutti i film fin qui usciti con protagonisti Iron Man e soci, dovete ASSOLUTAMENTE guardare Agents of S.H.I.E.L.D.. Resistete durante i primi episodi che sono abbastanza scialbi e anche un bel po’ inutili (soprattutto per la trama verticale: di spunti per quella orizzontale ce ne sono). Resistete perché ne vale veramente la pena, perché poi ingrana e piazza una serie di colpi di scena davvero spettacolari, con trovate che manderanno in brodo di giuggiole i vecchi Marvel fan. Vi divertirete, appassionerete, direte un sacco di “ahhh, ma allora lui/lei in realtà è XYZ!” o “ma dai, è come succede in quel numero di [nome supereroe Marvel che varia a seconda della scena che si sta guardando]” e molte cose simili.

Così come Matteo l’ha raccomandata a me, io la raccomando a voi. Ascoltate il mio e soprattutto il suo consiglio, e vedrete che non ne resterete delusi!

[Wallpaper] Penny Dreadful

Da qualche tempo penso che sarebbe bello avere una rubrica fissa che appare nel week-end. Ed essendo il fine settimana un periodo in cui la gente sta meno/poco davanti al computer, dovrebbe essere qualcosa di veloce e immediato.

La mia idea iniziale era proporre ogni settimana uno sfondo per la scrivania particolarmente riuscito, o che a me piace molto. Non mi ha mai veramente convinto come cosa, mi sembra molto banalotta…, ma mentre ci penso ancora su un pochino, oggi ve ne propongo uno che ho trovato da poco e che mi piace tantissimo. E’ un’immagine promozionale della serie Penny Dreadful.

penny-dreadfulChe ne dite, è stupenda o no? Ovviamente clikkandoci sopra la vedrete a dimensione intera, cioè 1920×1080.

PS: lo sapete che Microsoft ha inserito fin da Windows 7 la possibilità di cambiare lo sfondo della scrivania ogni X minuti, con X a piacere, prendendo le immagini da una cartella che voi potete indicargli? Se siete persone che si annoiano a vedere sempre lo stesso panorama o disegno, questa funzione è davvero molto comoda!

Confessioni da nerd – 6

Nuova confessione. Le precedenti le trovate clikkando qui.

NON HO MAI VISTO GAME OF THRONES

game-of-thrones-castQuesta è vera solo a metà. Fino ai primi mesi di quest’anno, io non avevo mai visto una singola puntata di Game of Thrones. Direte magari: “perché sei uno snob che preferisce i libri”. No, mai letto nemmeno quelli. Ho comprato un mega volume che raccoglieva i primi X libri (con x uguale a qualcosa che non so cosa sia e tutto sommato non mi interessa nemmeno), ma quando ho provato a leggerlo al mare, ho capito che non ce l’avrei mai fatta perché davvero troppo scomodo. Pensavo quindi di ritentare con la versione digitale su Kindle, ma per un motivo o per un altro non l’ho mai comprata.

L’idea era comunque quella di leggere prima e vedere poi, ma non avendo mai fatto uno, non avevo mai fatto nemmeno l’altro.

Poi a inizio anno mi chiedono se voglio occuparmi di un volume su GoT. Per la precisione questo:

GOT

(che si può ordinare anche dal sito Panini, se vi interessa)

Ho fatto due conti su tempo necessario per vedere le serie, ho chiesto la data di consegna, ho visto che avrei dovuto fare delle maratone non indifferenti ma ci sarei stato, e così ho accettato. E lo confesso: ho accettato più per avere la scusa di conoscere questa saga che per altro 🙂

Devo dire che alla fine sono stato molto, molto contento di averlo fatto. Questo perché il volume si è rivelato parecchio interessante ma soprattutto perché la serie mi è piaciuta tantissimo.

Anche, o forse soprattutto, perché l’ho vista tutta in italiano. In inglese, infatti, mi sa che mi sarei un po’ annoiato con tutto quell’uso che fanno di quei paroloni tipici di questo tipo di serie.

No, fermi con i forconi del purismo intransigente che vuole solo la visione in lingua originale! In questo caso dovete posarli perché io, dovendo lavorare sull’edizione italiana di un volume inglese, avevo bisogno di tutti i nomi, soprannomi, adattamenti e roba varia fatti nella versione italiana. Vederlo in inglese non mi sarebbe servito a nulla. Ho letteralmente dovuto scegliere la visione nella nostra lingua.

Per farvi capire parte del mio lavoro, io mi sono seduto davanti al TV con il computer sulle gambe, pronto a digitare tutto quello che mi sembrava poter tornare utile per quello che avrei dovuto fare. Il risultato è stato un enorme file di Word di cui vi metto qui la prima pagina, visto che so che a qualcuno sicuramente interesserà:

Ep. 1

Sette regni
La barriera
vandali
primi uomini
gli estranei
i bruti
metalupi
l’inverno sta arrivando
primo cavaliere del re
approdo del re (capitale?)
nido dell’aquila

Jaime Lannister – Sterminatore di Re

Ep. 2
(ordine) Guardiani della notte
Confratello giurato dei guardiani

Ep. 3
I grandi cavalieri dei sette regni
Lord Stark
Jonah l’andalo (dubbio su jonah)
Primo ranger

Ep. 4
La città dei signori dei cavalli
Il respiro del drago fu usato per forgiare il trono di spade
Gran maestro (il vecchio che aiuta stark)
Il seme è forte

Ep. 5
Le isole di ferro
Stemma: il kraken
Motto: noi non seminiamo

???
Stemma: un cervo. Ora che robert è re, un cervo incoronato
Motto: nostra è la furia

Questo è il genere di cose che chi fa il mio lavoro si annota. Ci sono domande anche banali, come quella se Approdo del Re è la capitale, ma è così che io mi segno quello che devo verificare e quindi evito errori futuri. Inoltre il file ha molte parti colorate, ad esempio le domande sono in rosso, ma nell’incollare qui il testo i colori si perdono e non ho tempo e voglia di stare a rifarlo qui sul blog.

Ad ogni modo fu così che il nostro eroe scoprì la storia del Continente Occidentale e dei suoi abitanti, oltre che alla corretta grafia di tanti nomi assurdi, e acquisì una discreta conoscenza di un continente che non esiste. E fu contentissimo di averlo fatto. Unica, piccola fregatura: le nuove puntate ormai dovrà vederle in italiano, perché si è abituato a quelle voci e a quei nomi 🙂

PS: seguirà un commento sulla serie in sé. Ma, come sempre, non so ancora quando

La grande (e dolorosa) decisione

poco tempoOgni giorno la rete viene invasa da decine di nuovi episodi di serie TV americane che sono stati registrati e diffusi praticamente in tempo reale da non si sa bene chi (per sua fortuna ;)).

Come tutti, io mi scaricavo quotidianamente quelli legati a serie che seguivo. E non erano pochi: diciamo una cifra tra il dieci e il venti a settimana.

Poi è nato Paolo e tutto è cambiato. Ho continuato a scaricarli ma ne guardavo sì e no il 10%, perché il tempo era poco e lo passavo con lui o a fare altro (tipo leggere o videogiocare). Ma continuavo: un po’ per abitudine, un po’ perché pensavo ingenuamente che prima o poi avrei avuto il tempo di vederli tutti. Qualche volta è anche successo che mi mettessi a fare una mini maratona di quattro o cinque episodi di fila, finendo tipo alle due di notte, ma si trattava di una goccia in un mare di arretrati.

Ho poi continuato a scaricare i nuovi episodi in questi primi mesi della stagione autunnale 2015/2016, anche se già qui avevo ridotto tantissimo le novità, prendendo giusto Blindspot e poco altro.

Poi è arrivato Netflix, a cui mi sono subito abbonato, e ho trovato una marea di roba che non ho ancora visto. Tra cui, soprattutto, tantissimi anime che avevo sempre voluto vedere: Eureka Seven, Psycho Pass, Sword Art Online (qui mi manca la seconda metà della prima serie), Ghost in the Shell Arise e tanto altro.

Alla Lucca appena finita, durante una discussione sulle serie TV, ho realizzato che la cosa aveva raggiunto una dimensione ridicola ed era ora di prendere una decisione drastica. E l’ho fatto.

Quindi quest’anno salto a piedi pari la stagione autunnale e, probabilmente, anche la primaverile. Di più: questo significherà che ho mollato anche tutte le serie che seguivo finora, cancellando tutti gli episodi non ancora visti*. Ho salvato solo pochissimi titoli: The good wife, Castle, Major Crimes e altri due o tre al massimo.

Per la prima volta da almeno 15 anni, la mattina la prima cosa che faccio all’avvio del PC non è aprire eztv e controllare la lista alla ricerca di roba che mi serve. E, a dirla tutta, è anche un po’ liberatorio perché in alcuni casi questa passione si era trasformata quasi in un lavoro.

Il tempo che risparmierò lo dedicherò ad altre cose. Tra cui anche Zero3, che vorrei riprendere a scrivere con molta più regolarità. Chissà se ce la farò…

* Io da sempre non conservo le serie TV. Guardo un episodio e subito dopo lo cancello. Se la serie mi è piaciuta, mi compro il cofanetto. Quindi in HD ho solo gli episodi che non ho ancora visto.

Le dieci serie TV che Netflix dovrebbe avere per massacrare i concorrenti

netflix-logo

Il titolo dice tutto, ci sono solo due regole: seguendo quanto fa Netflix negli altri paesi, le serie non possono essere troppo nuove. Diciamo che devono essere finite da almeno due anni. E si parla solo di serie con attori in carne ed ossa, di qualsiasi nazione. Non cartoni animati.

Attenzione che la lista rappresenta quelle che secondo me sono le dieci serie più forti per il pubblico che guarda in streaming e pensa all’abbonamento. Non le dieci migliori serie della storia, non le dieci migliori serie per me (un paio dell’elenco nemmeno mi piacciono). Sono quelle che hanno maggiore appeal sul potenziale pubblico e possono portarlo a tirare fuori la carta di credito e abbonarsi.

In ordine casuale, ecco quindi le mie dieci proposte.

  1. Scrubs
    Una delle migliori commedie di sempre, capace tanto di far ridere quanto di pensare. E’ ancora amatissima e attuale.
  1. X-Files
    Perché la verità è ancora là fuori, soprattutto ora che sta per arrivare il revival. Un cult senza tempo.
  1. Twin Peaks
    Come sopra.
  1. How I met your mother
    L’ultima stagione e il finale sono quello che sono, ma la serie resta ancora splendida e con un grosso gruppo di persone che vuole (ri)vederla. Mettiamoci però l’audio originale, altrimenti sono dolori.
  1. Ally McBeal
    Le nevrosi di Ally hanno segnato la generazione dei trentenni e quarantenni di oggi. E’ anche il classico cavallo di Troia che i mariti possono usare per convincere le mogli che vale la pena abbonarsi a Netflix. O più semplicemente è una serie splendida con un grande cast.
  1. The Sopranos
    La più bella e famosa storia di mafia. Un classico che ha rivoluzionato il mondo delle crime stories.
  1. Boris
    Una serie italiana ci vuole, e quale potrebbe essere la più adatta della più irriverente e innovativa commedia mai creata qui da noi? Stanis e la cagna maledetta sono garanzie di successo (tranne che per “gli occhi del cuore”).
  1. Dr. House
    Anche se i casi sono tutti uguali e lui si comporta sempre allo stesso modo, questo resta il medical drama di maggior successo degli ultimi anni (non potendo scegliere Grey’s Anatomy).
  1. Desperate Housewives
    Come Ally McBeal, un modo per convincere la moglie che l’abbonamento a Netflix è qualcosa che serve a entrambi. Ma che in realtà piace molto anche ai mariti…
  1. Lost
    Così magari, rivedendola tutta per la quarta volta, questo giro si capirà qualcosa di quello che sta succedendo/è successo.

Ne rimangono fuori moltissime (soprattutto sono stato combattutto per The Shield e Battlestar Galactica), ma è una cosa che succede in ogni classifica.

Man seeking woman

[Avvertenza: questo post spoilera tre quarti del primo episodio. Si poteva fare a meno, ma alla fine ho deciso che è pur sempre solo il primo episodio, e non accenno nemmeno alla cosa più grande che succede, quindi mi sono detto “pazienza”. Anche perché era dura parlare di questa serie senza citare quello che leggerete qui sotto]Man seeking woman

Ne ho visto di roba strana in vita mia, ma una serie in cui il protagonista va a un appuntamento al buio e finisce per trovarsi davanti un troll, uno vero!, e poi va a un party a casa della sua ex, dove scopre che questa è insieme a Adolf Hitler… beh, è davvero fuori da ogni scala. Non capisco davvero dove vogliano andare a parare con questo surrealismo estremo, o anche solo se vogliono andare a parare da qualche parte perché è forte la sensazione che la serie dia per scontato che va così, che questo è il mondo in questa visione dell’autore e va accettato in quanto tale, senza spiegazioni. Resta il fatto che al termine del primo episodio, Man seeking woman è una delle robe più fuori di testa che abbia guardato da moltissimi anni a questa parte. E’ quantomeno curiosa, a tratti anche divertente, e sicuramente intrigante perché ti chiedi non solo come andrà avanti la storia, ma quale follia ti aspetta nei prossimi 20 secondi.

Non so dire se mi ha già conquistato, ma di sicuro andrò avanti a guardarla ancora un po’. Anche perché il protagonista è uno dei miei giovani attori preferiti, Jay Baruchel (che tra le varie cose è pure la voce di Hiccup in How to train your dragon), quindi per adesso si prosegue la visione

[Best of 2014] Prologo

Come tanti, troppi blog e siti, anche io quest’anno voglio fare un veloce “best of” dell’anno appena finito. Poche categorie già definite finora (che NON appariranno in quest’ordine):

  • miglior romanzo
  • miglior film
  • miglior videogioco
  • miglior serie tv
  • miglior fumetto
  • miglior acquisto dell’anno
  • cosa migliore in assoluto del 2014

Se pensate manchi qualche categoria, segnalatemelo nei commenti e potrei aggiungerla. E metto subito le mani avanti dicendo che non c’è miglior anime perché ne ho visti troppo pochi, ma probabilmente vincerebbe Psycho Pass o Shingeki no Bahamut Genesis.

Questo mi fa anche venire in mente che per me il “best of 2014” si riferisce a quanto io ho visto/letto/altro nel corso dell’anno. Se per esempio il film era del 2013, frega nulla: io l’ho visto nel 2014, per me è candidato. Non siamo mica agli oscar qui 😀

Chiudo dicendo che se qualcuno vuole provare ad azzeccare il vincitore di una delle categorie o anche di tutte, lo faccia nei commenti del blog e non su facebook.

Almeno mettilo silenzioso!

Qualcuno mi spiega perché in qualunque situazione uno possa essere, dall’isola deserta alla sala operatoria, passando ovviamente per la camera da letto (dove finalmente sta per fare sesso con la donna che brama da cinque mesi) nessuno, ma proprio NESSUNO eh!, spegne mai il dannato cellulare?

Che ovviamente suona interrompendo qualsiasi cosa lui stesse facendo perché, altrettanto ovviamente, hanno sparato a X/Y è scomparso/non ci crederai ma è successo Z e devi venire qui subito?

Stupidità selettiva dei personaggi

Tra i molti canoni possibili per raccontare una storia, ce ne sono un paio che io non sopporto proprio. Il primo è più una questione personale: io detesto le opere di intrattenimento (siano film, libri, serie tv o fumetti cambia nulla) in cui la storia si basa su una menzogna del protagonista. Le odio letteralmente perché per quanto può sembrare assurdo, io non dico mai bugie, nemmeno sulle cavolate, figuriamoci su cose fondamentali come quelle che a volte si vedono nelle opere che seguono questa strada. Ma a parte questa avversione personale, è soprattutto un modo lampante e banale di svelarti la storia: si sa che a un certo punto la menzogna verrà scoperta o comunque cadrà, lui e lei si separeranno (o lui perderà il lavoro, e via così) ma poi, dopo il pentimento, si rimetteranno insieme (o lui troverà un altro lavoro migliore del precedente). È semplicemente un modo stupido per dare via buona parte della storia fin dall’inizio.

Ma se questa avversione la considero più “personale”, ce n’è un’altra che detesto con tutte le mie forze per motivi più concreti e logici. Io non sopporto più le storie in cui il protagonista, o i protagonisti, fanno azioni idiote perché c’è qualcuno che non gli dice cose ovvie per suoi ragionamenti idioti. Vi faccio un esempio concreto.
HENRY IAN CUSICK, KATIE LOWES, GUILLERMO DIAZ, KERRY WASHINGTON, COLUMBUS SHORT, DARBY STANCHFIELD, JEFF PERRY, TONY GOLDWYNIn Scandal la protagonista, Olivia, aiuta la madre a fuggire dal padre, che lei ritiene essere un bastardo, salvo poi rendersi conto che è la madre stessa ad essere la cattiva. Questa è una estrema sintesi di tipo dieci puntate, ma il succo del discorso è che se il padre le avesse semplicemente detto “guarda che tua mamma è il mostro perché ha fatto X, Y e persino Z”, Olivia non l’avrebbe mai aiutata. E se all’inizio aveva anche senso che lui non dicesse nulla alla figlia, per proteggerla dalla verità, che senso ha non farlo poi quando lei, nota iena che se si mette dell’idea di sapere qualcosa alla fine ce la fa SEMPRE, inizia a indagare sulla questione? E quando poi la mamma stessa scappa dalla prigione dove il padre la teneva rinchiusa, e lui sa che la donna è andata dalla figlia, perché invece di duemila sotterfugi diversi non chiama Olivia e le dice: “Occhio che le cose non stanno come credi: in realtà lei è cattiva perché…” snocciolando poi i fatti reali a cui la figlia non potrànon credere?

Ecco, questa io la chiamo “stupidità selettiva dei personaggi”, nel senso che gli autori decidono di far comportare in maniera idiota i propri personaggi solo per ottenere un determinato tipo di storia. Peccato che questo porti le vicende a prendere pieghe ridicole e assurde, magari anche in opere che fino a quel punto erano state davvero solide e ben scritte (non è il caso di Scandal che, comunque, resta una serie godibilissima).

Altro esempio. In un fumetto che leggevo tempo fa, un ragazzo si trova a usare per la seconda volta un’arma speciale che, se maneggiata nel modo giusto, può essere a dir poco devastante. Peccato che non sappia quale sia “il modo giusto” e nessuno glielo dica. Il che mi va bene la prima volta che lui se la trova davanti, ma quando gliela rimettono in mano per la seconda volta, che cacchio, spiegategli come si fa a usarla al massimo del suo potere, no? È come dare a un pilota una Ferrari e dirgli “Toh, va e vinci” ma dimenticandosi di dirgli che se preme un oscuro tastino situato in un posto in basso a destra, la potenza del motore raddoppia. Chi lo farebbe mai?

Allo stesso tempo c’è un suo compagno che può aiutarlo sfruttando una caratteristica che ha dentro di sé. La prima volta che lui scopre questa sua forza interiore, non sa bene cosa sia ma a istinto la segue e i due se la cavano per il rotto della cuffia. Nella seconda missione, i capi che sanno cosa sia questa forza, la spiegano al suddetto compagno? No, e infatti i due vanno di nuovo a un passo dalla fine perché uno non sa come usare l’arma, l’altro non sa cosa sia questa forza e non si fida realmente di essa. Ora io dico, che senso ha? Se hai un vantaggio reale sul campo di battaglia, lo usi fino in fondo, non te lo tieni per te e schieri delle persone che possono dare 100 ma, visto che sono all’oscuro o non istruite, danno 50 fino a un passo dalla morte quando, per evidenti esigenze di storia, arrivano per caso al 100 e vincono.

Io come lettore/spettatore in questi casi mi sento insultato perché è una cosa troppo idiota per essere vera. E il risultato è che finisce che un’opera che mi piaceva, di colpo diventa inutile e mi passa la voglia di continuare a seguirla