Un’offerta che devi rifiutare

Il 28 aprile arriveranno in Italia i nuovi smartphone top di gamma di Samsung, i bellissimi Galaxy S8 e S8+. Due telefoni che sono praticamente perfetti stando alle immagini che si vedono e alle recensioni apparse in rete (a parte la posizione del sensore per la lettura delle impronte, che è in un posto infelice: ma che serve anche fino a un certo punto vista la nuova tecnologia integrata nello schermo frontale e l’opzione per l’accesso con il riconoscimento facciale).

Il lancio è stato accompagnato dal solito giro di spot, molto belli pure quelli, e da una promozione.

Negli anni passati chi prenotava un nuovo Galaxy S aveva in omaggio cose come il visore per la realtà virtuale, memory card o altro ancora. Quest’anno cosa ti regala Samsung? L’esclusiva possibilità di pagare il prezzo intero e avere il telefono fino a otto giorni prima.

Che, detto sinceramente, mi sembra una vaccata. Lo è perché è la classica promozione fintamente limitata che probabilmente varrà per tutti quelli che decideranno di preordinare il telefono. Capisco che Samsung non possa o non voglia offrire di meglio: possa per i costi dovuti al richiamo del Note 7 e relativi mancati guadagni. Voglia perché di fondo è il telefono che tutti vogliono e aspettavano, e a ragione perché, lo ribadisco, è davvero splendido, e quindi non gli serve offrire nulla per venderlo.

Proprio per quest’ultimo motivo, io non avrei fatto questa offerta che sa di boiata. Non dai nulla di concreto all’acquirente, che magari si sente pure preso in giro per sta roba. E’ apprezzabile l’idea di cercare di dare qualcosa a costo zero, e magari in due o tre la riterranno davvero speciale. Ed è carino il gioco sul numero 8 (ti danno l’S8 8 giorni prima), ma davvero c’è qualcuno che pensa che una promozione del genere cambierà anche solo dell’1% il venduto di uno smartphone da poco meno di 1000 euro?

Vi lascio con un altro spot molto carino e divertente, realizzato per S8 e il visore per la realtà virtuale che è stato realizzato.

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Natale in rosso

xmas-in-redNelle ultime due o tre settimane è successo questo:

  1. Il telefono che ho da circa due anni, che è sempre stato tenuto con cura (mai caduto!) è impazzito definitivamente. Si è di nuovo spento misteriosamente e per due giorni ne ha voluto sapere di dare segnali di vita, poi è ripartito. Non è la prima volta che succede, è la terza, e mi sono rotto della costante incertezza che ho quando lo uso. Non so mai se domani mattina sarà funzionante o no, senza contare che la seconda volta si è spento nel bel mezzo di un pomeriggio e non ha voluto saperne di ripartire prima della mattina successiva. E ogni volta devo tirare fuori il vecchio iPhone 4S (con la batteria che dura sì e no sei ore e che quando l’indicatore della carica è sotto il 30%, può spegnersi in qualsiasi istante), non proprio il massimo. Quindi durante il black friday ho comprato un Honor 8 su Amazon al ben più che conveniente prezzo di 299 euro, con 50 euro di buono sconto. Molto soddisfatto dell’acquisto, che nella mia testa doveva essere l’unica spesa grossa da qui alla fine dell’anno e oltre.
  2. Vado a cambiare i pneumatici dell’auto e porto quelli termiche che già avevo e che dovevano andare bene anche per questa stagione fredda. Invece no: uno ha la gomma che si è rovinata e non va più bene per non so quale motivo, un altro è come se fosse stata corroso. Non capisco bene perché due siano distrutti e due no, soprattutto considerato che sono tutti stati conservati nello stesso posto, ma tant’è: nuovo set da 360 euro e via. Bonus time: le gomme normali sono finite e a marzo dovrò cambiarle (ma questo lo sapevo già)!
  3. Mi arriva una mail che mi ricorda che a gennaio mi scade l’assicurazione. 360 euro da pagare. Il mio cervello non se lo ricordava, ma si ricorda bene che nello stesso mese mi scadono assicurazione e bollo. Non so ancora quanto sarà quest’ultimo, non ci voglio nemmeno pensare…
  4. Ieri mattina accendo il PC e questo non va. O meglio, si vedono le lucette frontali illuminate ma sullo schermo non arriva nulla e non partono le ventole. Apro il case e ci trovo 4 LED mai visti prima che mi sparano una gamma di colori che va dal giallo al viola, passando per il rosso: non un buon segno. Smaneggio un po’ e alla fine il PC parte, ma è anche vero che ce l’ho da davvero tanti anni (direi sei o sette), l’ho usato davvero tanto e ci sta che dopo tutto questo tempo stia per morire. Questo non posso permettermi di tenerlo con funzionamenti a singhiozzo come per il telefono, quindi faccio un preventivo per cambiare scheda madre e processore (le uniche tre parti vecchie, le altre le ho cambiate col passare degli anni) e mi trovo pure costretto a sostituire la RAM. Ovviamente la RAM è nuova, l’ho presa a fine luglio, e non posso non pensare che se si doveva rompere, non poteva farlo a giugno così non compravo 16GB di ram che poi avrei usato per meno di sei mesi? 😛 Spero di riuscire a venderla, ma intanto il preventivo per tutto questo è sui 400 euro. E mi sono orientato sulla fascia media, non ho preso top di gamma!

Quest’anno il Natale sarà nettamente in rosso… per il mio conto in banca. Mi sa che mi regalerò un pacchetto di Vigorsol e una lattina di Coca Cola da 33 cl, così da avere qualcosa di dolce e non masticare amaro…

PS: la ram che devo vendere è questa. Va benissimo e non mi ha mai dato un problema! Se qualcuno la vuole, me lo scriva nei commenti. Si fa un prezzo di favore! 🙂

Rubriche impossibili

frustrationIo ho e uso due computer. Il primo è fisso ed è il mio computer principale, che adopero tutti i giorni per fin troppe ore. E’ il mio vero PC, in un certo senso si potrebbe dire che è la mia unica macchina perché tutto il mio lavoro e gran parte dello svago avviene qui, ed è sempre qui che ci sono i miei file più importanti (foto, video, eccetera).

Poi ho un portatile. E’ un ultrabook della Samsung, un portatile poco più spesso di una rivista ed estremamente leggero. Lo uso quando vado a Modena o in vacanza, ma anche quando voglio scrivere sul divano, sul letto o anche solo sul tavolo in salone. Ha un disco molto piccolo, un SSD da 128GB, per cui ci sono solo i programmi che uso di più e i file di lavoro, sincronizzati nella cartella di Dropbox.

Nonostante la differenza tra le due macchine, aprendole non potete non notare che sono entrambe mie. Infatti ci trovate gli stessi programmi, negli stessi posti, con icone posizionate in un certo modo. Sono un piccolo abitudinario che si trova bene nell’avere un ambiente che riconosco subito e in cui so dove trovare cosa in maniera istintiva, anche senza guardare.

Se i documenti sono tutti su Dropbox, per la posta uso Outlook 2013 che scarica un indirizzo di gmail in modalità IMAP. Tutto sincronizzato quindi, tranne una cosa: i contatti della rubrica.

Quando avevo l’iPhone era facile: usavo iCloud e, tramite un programma apposito per gestire la sincronizzazione su Windows, non c’erano problemi. Passato ad Android, invece, i problemi sono sorti e diventati insuperabili.

Ho cercato a lungo e in largo, ho fatto varie prove ma alla fine mi sono dovuto arrendere: non esiste un vero modo per avere una sincronizzazione tra i contatti su gmail e quelli su Outlook. Cercando si trovano soluzioni più o meno fantasiose, plug-in da installare o app da sfruttare, ma nella mia (limitata ma nemmeno troppo) esperienza, non funzionano mai. E se anche avete la fortuna degli eletti e trovate qualcosa in grado di sincronizzare le due cose, questa funzionerà per circa due settimane. Cioè fino a quando Google non cambierà una virgola nel codice e la soluzione che stavate usando non andrà più.

Tra l’altro nella mia esperienza non solo non andrà più, ma vi fregherete anche ogni altra soluzione possibile perché sembrano essere tutte incompatibili una con l’altra: così se provi il metodo A non potrai mai più usare il B, il C e via così.

Quindi mi sono ritrovato con PC fisso e PC portatile con Outlook ma senza contatti condivisi. E’ una rottura, ma si può fare. E infatti l’ho fatto per parecchi mesi.

Poi entra in gioco Windows 10.

Decido di volere di nuovo contatti condivisi e mi rassegno a non usare la rubrica di gmail, che quindi rimarrà limitata al mio solo telefono e la webmail. Una scelta che non dovrebbe essere un problema perché se ho a che fare con le mail sullo smartphone o via browser, nel 99% dei casi devo rispondere a chi mi ha scritto e quindi la rubrica non mi serve.

Per gli Outlook decido di farla facile e torno al passato: mi appoggio a iCloud.

Va tutto bene da luglio fino a ieri quando, improvvisamente, sul PC fisso, quindi quello realmente importante, la rubrica di iCloud dentro Outlook diventa inaccessibile. Vedo la voce nel programma, vedo le varie sottocartelle in cui i vari contatti sono suddivisi, ma ciascuna cartella è bloccata. Se provo a cliccarci sopra ottengo un messaggio di errore tipo “Impossibile aprire il gruppo di cartelle”. Sia che clicchi col tasto sinistro o destro. E ovviamente i contatti non sono richiamabili dalla finestra della nuova email.

Passo le successive ore a cercare di capire come risolvere il problema. La faccio breve: non ci riesco. Disattivare iCloud e riattivarlo non serve, così come non serve disinstallare il client di sincronizzazione e poi rimetterlo. Google non sembra riportare casi simili al mio e quindi di altre vere soluzioni non se ne parla.

Non riesco nemmeno a cancellare questa dannata cartella iCloud dentro la rubrica di Outlook. E’ lì, inutilizzabile ma visibile, come a volermi prendere in giro.

A questo punto voi potreste pensare che se ho così tante sfighe col computer, deve essere anche colpa mia. E sarò onesto: se le stesse cose me le dicesse un’altra persona, anche io lo penserei.

Ma io so cosa faccio e questa volta sono certo di non aver nessuna colpa. Non ho modificato nulla nei programmi incriminati e volete sapere cosa ho installato o disinstallato negli ultimi sette/quattordici giorni (tenendo sempre a mente che la sincronizzazione tra iCloud e Outlook è andata senza il minimo problema da luglio a ieri, e che io spengo il PC quasi ogni sera e che quindi si riavvia da zero una volta al giorno o quasi)? Niente. NIENTE!

Non ho installato o rimosso un singolo software, non ho aggiunto o tolto nessuna periferica hardware. L’unica cosa nuova che ha visto il PC è stato il Forerunner 620, collegato per scaricare i dati delle corse. Collegamento avvenuto comunque a inizio settimana.

L’unica cosa che ho fatto in quest’ultima manciata di giorni è stata aggiornare i software quando questi me l’hanno chiesto, quindi nemmeno di mia iniziativa. Ma non ho aggiornato né Outlook né iCloud negli ultimi due o tre giorni, quindi in linea di principio il problema non dovrebbe essere nemmeno lì. Anche se io sono moderatamente convinto che invece sia proprio lì.

A questo punto uno si potrebbe chiedere come va la sincronizzazione sul portatile: ovviamente bene, nessun problema e lì la rubrica è perfettamente funzionante e accessibile. Il che mi fa incazzare ancora di più: non andasse nemmeno là, avrei la certezza che la colpa è in qualche cacchio di riga di codice fatta con i piedi. Invece no, non è così o almeno non ne posso essere sicuro!

Sia quello che sia, sono qui indeciso su cosa fare. Le scelte sono tre, una peggio dell’altra:

  1. andare avanti così, senza rubrica e quando mi serve un indirizzo, sperare di avercelo nei suggerimenti rapidi.
  2. formattare e ripartire da zero
  3. creare una nuova rubrica e usare questa

Ognuna delle tre ipotesi ha vari aspetti negativi e nessuno positivo. Per questo non riesco a decidermi ma non posso nemmeno permettermi di andare avanti così a lungo (a meno che non scelga di sposare l’ipotesi uno…).

In attesa di prendere una decisione, non posso non mandare l’ennesimo insulto al maledetto Dio dell’Hardware. Sono sempre nei tuoi pensieri, lo so e si vede. Ma un giorno ci incontreremo, e quel giorno tutti i tuoi 1 diverranno 0.

Update: continua e finisce qui.

Ricaricato con le pile a terra

caviFinite le due settimane di vacanza in Sardegna, siamo di nuovo a casa. Siamo abbronzati (cosa che è più strana di quanto possa sembrare, come sa bene chi ci conosce), un po’ tristi e molto ricaricati. Noi. I nostri gadget un po’ meno. In questo esatto istante, infatti:

  • l’iPad Pro si sta ricaricando in cucina (e devo pure aggiornarlo, ma non ha abbastanza batteria per poterlo fare)
  • il mio telefono è in ricarica nel mio studio
  • il telefono di Carla è in ricarica a lato del letto (dove, incidentalmente, si stanno ricaricando lei e Paolone grazie a un riposino pomeridiano :D)
  • L’Xbox One si sta aggiornando mentre contemporaneamente ricarica il joypad
  • La PlayStation 4 sta facendo la stessa identica cosa
  • Il portatile con cui scrivo è attaccato all’alimentatore perché ha ancora un po’ di carica, ma nemmeno troppa
  • Il telecomando dell’nVidia Shield è morto come sempre, ma non in carica solo perché non saprei dove attaccarlo al momento 😀

Più tardi dovrò mettere in carica anche il Forerunner e l’iPod Shuffle (il mio kit per la corsa), e forse la macchina fotografica.

Noi saremo anche ricaricati, ma tutto il resto ha le pile a terra. Un po’ alla volta si tornerà al normale, prima però dovrò riuscire a districarmi tra i mille cavi attorcigliati appena estratti dal “sacchetto cavi”, ormai un must di ogni vacanza immagino non solo per noi

(il nodo gordiano che ho estratto dal sacchetto è quello che si vede nella foto qui sopra. E da questa matassa sono già stati tolti i caricatori degli smartphone e dell’ipad!).

Cambiare o non cambiare, questo è il dilemma

Sabato sera vado a letto tardi, alle 4. Prima di farlo do un’ultima occhiata al mio Sony Z3Compact e vedo che ha il 79% di batteria (l’avevo ricaricato dopo aver fatto una lunga passeggiata con gelato e caccia ai Pokémon insieme a un amico). Decido che posso evitare di spegnerlo e metterlo in carica, e mi limito ad attivare la modalità aereo. Lo lascio sul tavolo in salone

Mi sveglio attorno alle 9 e dopo circa mezz’ora vado a prendere il telefono. E’ ovviamente dove l’avevo lasciato, solo che è spento e premendo il tasto dell’accensione non succede nulla. Mi dico che magari qualche gioco in background ha consumato tutta la carica rimasta – indiziati numero uno sono ovviamente Pokémon GO e un one-click game che sto provando da un po’. Mi sembra strano ma è possibile, così lo metto in carica. E noto subito una cosa: non si accende la lucetta che si vede in questi casi. La faccio breve: il telefono è morto. MORTO! Ho provato mille procedure diverse descritte in rete ma nessuna funziona.

Tocca quindi portarlo in assistenza e per fortuna sono ancora in garanzia (comprato a novembre 2014), ma è agosto e il centro di riparazione telefoni Sony che c’è a Vicenza è ovviamente chiuso. Inoltre tutti mi dicono che Sony ci mette una vita a riparati e rimandarti il telefono, anche due o tre mesi, quindi la vedo lunga.

In questi giorni sto usando il vecchio iPhone 4S, che però da quando è stato aggiornato alle ultime versioni di iOS è lentissimo! Inoltre la batteria dura un niente, in parte perché vecchia, in parte per l’uso un po’ al massacro che ho fatto del telefono dopo l’acquisto del Sony.

Insomma, mi trovo in una situazione chiara: con l’iPhone non posso andare avanti, devo comprare un altro smartphone.

A questo punto il dubbio: comprare un muletto da massimo 200 euro, che poi girerò a Carla che ha effettivamente bisogno di un secondo telefono da usare per il suo lavoro (attualmente usa il mio Nokia N73! Quello che avevo prima dell’iPhone 3GS!), oppure spendere una cifra più importante e comprare un vero sostituto dello Z3C?

La seconda ipotesi mi scoccia perché io ero abbastanza deciso a tenere il Sony per almeno tre anni, quindi cambiarlo a nemmeno due non è il massimo. D’altra parte ha senso spendere 150/250 euro per un telefono medio quando a questo punto posso fare il salto e comprarne uno da 400, ed essere così di nuovo a posto per due/tre anni (rotture impreviste escluse)?

Sono due giorni che giro siti vari alla ricerca di opinioni su quello che offre il mercato, e il risultato è che sono più indeciso di prima. Scartato a priori l’iPhone perché non esiste che compro una cosa così costosa e con così poca batteria, oltre al fatto che comprare un iPhone a due mesi dall’uscita del nuovo modello è idiota come cosa, sto puntando su qualche Android cinese. A dire il vero mi piacerebbe il Samsung Galaxy S7, più che altro per l’ottima fotocamera, ma costa troppo per il mio budget e, soprattutto, non ho sentito parlare troppo bene del software Samsung e della gestione degli aggiornamenti del sistema operativo.

Ora come ora propenderei per uno Huawei, magari un P9/P9 lite. Oppure potrei aspettare e vedere quanto costerà l’Honor 8, visto che la versione 7 è esattamente quello che vorrei, ma pagare 300 euro per un telefono uscito un anno e mezzo fa mi sembra troppo. Se l’8 non costerà troppo, potrei lanciarmi su quello. Se invece avrà un prezzo alto, potrò buttarmi sul 7 che sicuramente si troverà a molto meno.

Per quest’ultimo discorso entra però in gioco anche il fattore tempo: non posso aspettare più di tanto, infatti.

Se qualcuno di voi ha consigli e/o opinioni, me li scriva nei commenti. Saranno apprezzati 🙂

 

Non sai cos’è Pokémon GO?

PokémonGOE magari non sapevi nemmeno che Pokémon si scrive con la é accentata, o che GO va tutto maiuscolo?

Ma dove vivi? Tutti stanno parlando del gioco del momento, il che è fantastico considerato che in linea di principio nessuno dovrebbe averlo potuto installare in Italia perché non è ancora distribuito ufficialmente. Ma se questo non ci ferma per cose a pagamento, figuriamoci se lo fa per una app gratuita…

Ad ogni modo, amico lettore e compagni vari, avrai sicuramente sentito parlare da amici, su qualche social network o anche nei telegiornali della nuova mania che sta conquistando centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Se però non sai cos’è di preciso e la cosa ti interessa o incuriosisce, ho scritto una recensione molto lunga e molto dettagliata che è uscita su Eurogamer qualche giorno fa. La puoi leggere semplicemente clikkando qui!

 

L’ovvia risposta a una domanda retorica

CentroOvviamente il maledetto ha fatto di nuovo centro: non c’è traccia dell’attivazione della mia tariffa sul telefono, quindi come minimo fino a lunedì sarà inutilizzabile (io cmq una telefonta al 199 domani provo a farla, ma so già che, se mai riuscirò a parlare con qualcuno, questo mi dirà che se ne riparla lunedì). O meglio, posso usarlo solo per ricevere chiamate e SMS, niente altro. Cioè, appunto, inutilizzabile.

Buon ponte a tutti voi, ma soprattutto al responsabile di TIM che si è occupato di questa cosa (chiunque esso sia, qualunque sia la sua mansione in azienda).

Ridi pure seduto sul tuo trono fatto di schede madri bruciate e dischi fissi che grattano, maledetto Dio dell’Hardware. Un giorno avrò la mia vendetta…

Altra freccia, altro centro

TIMIl maledetto Dio dell’Hardware inforca di nuovo il suo arco, lo punta verso di me e scocca una freccia che fa, come sempre, centro. Questa volta però ha cambiato bersaglio. Ecco la storia del giorno.

Io da qualche anno ho portato il numero di telefono su Fastweb, dove ho una ricaricabile che per 10 euro al mese mi dà 400 minuti, 400 SMS e 5 GB di traffico dati. È semplicemente perfetta per me, se non fosse che mi accorgo fin da subito che non pago mai 10 euro secchi, sempre qualcosina in più senza che ci sia alcun motivo. Manciate di centesimi, a volte un euro e mezzo: poca roba, quindi lascio perdere. Quando la cosa continua per troppi mesi, chiamo Fastweb che mi dice che i costi sono per traffico dati sotto roaming TIM (Fastweb è un operatore virtuale che si appoggia alla rete 3, la quale a sua volta si appoggia a TIM quando non c’è il suo di segnale). Controllo le impostazioni e verifico che il roaming è disattivato, ma questo non ferma il mio Sony Z3 Compact. Una rapida ricerca in rete mi fa scoprire che il problema è nel firmware: la cosa succede su questi telefoni in versione “Europa” e non “Italia”, come è il mio comprato su Gli Stockisti. Unica soluzione: cambiare il firmware, cosa non facile da fare. Alternativa: cambiare operatore. Sbattimento e comunque sono tutti peggio di Fastweb come offerte. Unica a livello è 3, che però non considero perché avrei ovviamente lo stesso problema. Quindi lascio perdere, tanto sono solo pochi spiccioli.

Poi vado due giorni in trentino e al ritorno scopro che ho speso 6 euro in roaming dati. E a questo punto decido che è ora di cambiare. Non è tanto per la cifra in sé, è questione di principio.

Scarto subito Vodafone perché non ha il tethering compreso nel prezzo, e a me serve quando vado a Modena. Scarto anche Wind perché mi ci sono sempre trovato malissimo, anche due anni fa quando l’ho riprovata salvo poi scappare velocissimamente in Fastweb. Restava TIM che però non aveva buone offerte. Quindi alla fine non cambio, ma rimango in attesa di un’offerta invitante.

La settimana scorsa appare dal nulla TIM Gold Go: secondo me è fatta apposta per rubare clienti a Fastweb, infatti la possono sottoscrivere solo persone che arrivano da operatori virtuali, e decisamente non è male. 1000 minuti, zero SMS (ma tanto chi li usa più?) e 3 GB a 7 euro (5 euro per i primi tre mesi). Con la possibilità di aggiungere un altro giga a 2 euro, fino a un massimo di 3 extra. Quindi pagherei 11 euro per 5GB… di fondo come Fastweb, appunto, ma senza il problema del roaming e con in più il 4G.

Faccio il cambio mercoledì e al negozio mi dicono che il numero passerà su TIM in due giorni. Perfetto: sabato mi scatta il rinnovo del canone di Fastweb, risparmio anche 10 euro. Venerdì mattina arriva il messaggio di TIM… che mi informa che il numero sarà spostato lunedì. Olè, 10 euro per due giorni: ringraziami, Fastweb!

Poco male, aspetto lunedì e arriva il trasferimento. Cambio SIM e tutto sembra andare bene. Sono a casa sotto Wi-Fi e non mi accorgo che la rete dati non va. Quando faccio una prova per vedere l’effettiva velocità della rete, capisco che il telefono non vuole saperne di connettersi a internet. Provo disattivando il 4G, ma non cambia nulla.

Leggo su Google e trovo un’altra configurazione dell’APN, la provo ma anche qui senza fortuna. La cosa mi scoccia ma sono giorni pieni e quindi non ho tempo per questo, così lascio perdere. La sera stessa, mentre aspetto di entrare nello spogliatoio della piscina, ci gioco ancora un po’ e per la prima volta riesco a connettermi. Faccio uno speedtest poi decido di provarne un altro… ma non va più. Ancora non sapevo che quella connessione sarebbe stata l’unica che sarei riuscito a fare.

Infatti da allora non c’è stato più modo di farlo connettere. Decido di tornare al negozio il giorno dopo, ma martedì qui a Vicenza diluvia quindi lascio perdere. Come detto ho da fare, non è una mia priorità. Nel frattempo mi connetto al sito MyTIM e dopo varie peripezie riesco anche a registrarmi. E scopro che dei 5 euro di credito che dovevo avere, ne sono rimasti 0,71. Perché? Mah! Pure su questo indagherò più avanti. Intanto ricarico 20 euro e non ci penso.

E arriviamo così a stamattina. Mi connetto al sito MyTIM per verificare una cosa e vedo che ho 20,12 euro di credito. Altri 59 centesimi spariti. Memore del problema Fastweb, stavolta prendo il toro per le corna fin da subito e chiamo il 119. Attesa infinita e quando alla fine mi risponde l’operatrice, mi fa notare che non risulta attiva nessuna opzione per il mio piano telefonico. Questo spiega non solo i cinque euro spariti ma anche perché l’indicazione del traffico mi mostrava due telefonate per una spesa totale di circa 8 euro. Che, a questo punto, immagino mi toglieranno domani. La tipa del 119 mi dice che lei non può fare nulla e devo tornare al negozio.

A questo punto chiudo tutto quello su cui stavo lavorando e vado subito. Ci sarei dovuto andare per la connessione che non funzionava, ora ci passo per qualcosa di un filino più importante.

Parlo con lo stesso ragazzo che mi conferma sia di aver richiesto la promozione sia che questa non è stata attivata. Mi chiede se per caso ho ancora lo scontrino con me e, botta di culo, ce l’ho. Così verifichiamo entrambi che effettivamente anche nello scontrino è scritto Tim Gold Go e lo manda a TIM insieme alla richiesta per sistemare la cosa, oltre a quella per rimborsarmi tutti gli euro che mi hanno preso e mi prenderanno. Li vedrò mai? Chi lo sa.

Ma prima di preoccuparmi del rimborso, realizzo una cosa. Per sistemare il problema e attivarmi la promozione a cui ho aderito, mi dice che ci vuole circa un giorno. La parola chiave qui è CIRCA. Può voler dire meno di uno ma anche poco più di uno.

Bene, oggi è mercoledì ma non un mercoledì qualsiasi. È un mercoledì prima di un ponte di quattro giorni. Forse il più lungo dell’anno. Quindi se non sistemano la situazione entro oggi, io mi ritroverò con un telefono inutilizzabile fino a lunedì! E dico inutilizzabile perché non avete idea di quanto costi chiamare con le tariffe che ho io senza la promozione attiva!

Bonus: nonostante il tipo abbia provato a configurare il mio telefono per la rete, internet ancora non va. Questo potrebbe anche dipendere dal fatto che non è attiva la mia promozione, quindi qui attualmente sospendo il giudizio. E cmq sarebbero tipo tre euro per la connessione, non mi sembra il caso di provarci…

Quindi la palla passa a te, dannato Dio dell’Hardware. Mi sistemeranno la cosa entro oggi oppure, come è prevedibile, se ne riparla lunedì mattina?

Che domanda retorica, lo so. Siamo al punto che non gli serve nemmeno impegnarsi per puntare la tua freccia porta sfiga… tanto è certo che farà centro come sempre!

update: continua, e finisce, in questo post.

Whatsapp vs. Telegram

Gli app store per qualsiasi tipo di smartphone sono pieni di programmi che permettono di mandare messaggi tra utenti. Il più famoso è sicuramente Whatsapp ma ogni due o tre mesi arriva un nuovo contendente che cerca di rubargli il più alto numero di utenti possibile. E in linea di principio, farlo non dovrebbe poi essere così difficile, perché Whatsapp oggi come oggi è molto indietro rispetto a tanti suoi concorrenti. Prendiamo per esempio Telegram.

whatsapp-vs-telegramQuesta app è migliore di Whatsapp sotto tutti i punti di vista. Ma proprio TUTTI. Facciamo uno schemino per descrivere bene la cosa:

  • TelgramHa tutte le funzioni della concorrente e le replica con una grafica molto simile ma allo stesso tempo più pulita ed elegante.
  • L’app è più leggera e ci mette molto di meno ad aprirsi e caricarsi.
  • Ha gli stickers, adesivi di tutti i tipi che si possono usare nelle conversazioni per far ridere o comunicare qualcosa. Per dire, quelli della Merkel sono qualcosa di grandioso e da soli dovrebbero far passare tutti a Telegram 🙂
  • Ha le chat con i BOT che le controllano e/o rendono più vive
  • Ha la possibilità di criptare le chat
  • Si può impostare un tempo di autodistruzione ai messaggi
  • Telegram è gratis, anche se non è che l’euro annuale che chiede Whatsapp sia in qualche modo un deterrente.

E c’è molto altro ancora, ma la cosa che veramente rende Telegram infinitamente superiore è la possibilità di salvare le conversazioni in cloud, in modo da poter usare il programma non solo sul vostro smartphone ma anche su tablet e su computer. E qui si ha un programma apposito e autonomo, non una versione web based che è completamente dipendente dal telefono come nel caso di Whatsapp.

Eppure passano i mesi, escono i vari Line, WeChat, Viber e ora Telegram… e niente riesce a scalfire la leadership di Whatsapp in Europa e buona parte del mondo (eccezione importante sono gli Stati Uniti, che hanno da sempre piani con SMS illimitati e che cmq vedono un mercato composto praticamente solo da iPhone, quindi al massimo là usano iMessage).

Uno può portare mille motivi per spiegare la cosa, il principale è che Whatsapp è stata la prima app a fornire una piattaforma solida e comoda per lo scambio di messaggi e attach vari, con le funzioni di gruppo e soprattutto zero sbattimento per registrarsi e usarla (se per esempio avete mai provato il sistema di messaggistica di BlackBerry sapete quanto fosse una palla scambiarsi i codici identificativi).

E questo è sicuramente vero, ma per me c’è un altro grande motivo che non solo garantisce che la leadership attuale di Whatsapp sia stabile e sicura, ma addirittura rende molto difficile, quasi improbabile, il cambio anche nel medio/lungo periodo. Ma di questo parlerò nel prossimo post.

Ora però date un’occhiata a Telegram. E’ davvero un’ottima app, molto, molto migliore di Whatsapp. La potete scaricare gratuitamente:

* qui in versione iOS
* qui in versione Android
* qui in versione Windows Phone
* qui nelle versioni web, OSX, e PC, Mac e Linux

 

 

Di smartphone e Apple (parte 2 di 3)

soldi e smartphoneSe avete letto il pezzo di ieri, saprete che secondo me non è sbagliato spendere svariate centinaia di euro per comprarsi uno smartphone di fascia alta. Soprattutto se siete persone che lo usano spesso, a lungo e per varie cose.

C’è però un dubbio che da qualche tempo mi gira per la testa e a cui non riesco a dare una risposta: ha ancora senso comprarsi un iPhone?

Gli smartphone della Apple sono belli, solidi e hanno un sistema operativo che ha molti aspetti positivi. Sono i primi a ricevere la maggior parte delle app, hanno una macchina fotografica, per lente e soprattutto software, che è lo stato dell’arte, e un hardware stiloso e di qualità. Ma hanno anche molti lati negativi, su tutto ovviamente la scarsa personalizzazione che ti viene concessa e il fatto che per alcune cose o hai un Mac o hai dei limiti (vedasi iMessage). E lo dico da attuale possessore di iPhone 4S ora, e 3GS prima.

Però nel 2014 ha davvero ancora senso spendere più di 700 euro, quando va bene, per uno smartphone che di fondo è potente quanto, se non meno, un corrispondete Android che costa almeno centocinquanta euro di meno?
Ha davvero senso pagare ad Apple più di 110 euro per un upgrade di 16 GB di memoria, upgrade che a loro costerà sì e no 20 euro?
Ha davvero senso pagare 732,78 euro (il prezzo minimo di un 5S), o anche 632,78 (per il 5C) per un telefono che ha 1 GB di RAM e che non si tiene in memoria nemmeno tre tab di Safari se solo apri Facebook? E che quindi ti costringe ad aspettare ogni volta che passi da una app a un’altra, perché deve ricaricarla?
Ha davvero senso pagare così tanto per un telefono senza possibilità di espansione con scheda di memoria esterna, e senza la possibilità di cambiare la batteria? Che, peraltro, fa pure schifo e non dura più di una giornata se appena appena lo usate seriamente?
Infine ha senso pagare quelle cifre assurde per uno schermo che non è nemmeno più lo stato dell’arte e che, soprattutto, è pure nettamente più piccolo di quello dei concorrenti?

Oggi siamo alla vigilia del lancio del nuovo iPhone 6, o iPhone Air come pare si chiamerà almeno uno dei nuovi modelli, e sappiamo moltissimo di cosa ci troveremo davanti. E, sinceramente, quello che ci è stato detto fin qui è tutto tranne che incoraggiante. Schermi finalmente più grandi, 4,7 e 5,5 pollici, anche se non si sa ancora con che definizione o con quanti punti per pollice. Finalmente l’NFC per acquisti sicuri via telefono di merci in negozi. Nuovo iOS con tante novità tra cui, pare, una funzione per usare con una mano sola anche il telefono più grande. Tutte cose belle, però c’è da dire che i telefoni con Android hanno schermi grandi spettacolari da anni, e lo stesso si può dire per l’NFC. Non avranno iOS ma Android L sembra altrettanto interessante. In più l’iPhone pare avrà ancora solo 1GB di RAM, mentre i top di gamma della concorrenza ne hanno 3. E molti hanno slot per le schede SD e batterie estraibili.

Come se tutto questo non bastasse, le voci arrivate dal mondo americano dicono che Apple abbia sondato il terreno per chiedere più soldi per i nuovi iPhone, visto che lo schermo più grande significa automaticamente prezzo più alto, evidentemente. Se oggi pago un 5S da 32GB la bellezza di 844 euro, un iPhone 6 da 5,5 pollici mi costerà sopra i 900 euro? Sopra i 950? Speriamo che il vecchio prezzo lo tengano per il 4,7 pollici, ma chissà…

Ma anche se restasse al prezzo di prima, ha senso spendere 844 euro per un iPhone quando con 500/600 ti puoi comprare un Samsung, un HTC, un LG o altro ancora che dal punto di vista hardware è quantomeno equivalente, se non proprio meglio? Davvero avere la nuova versione della app di Facebook o quella per fare i filmati di Instagram un mese prima vale una sovrattassa di 200/300 euro? Una scocca in metallo, elegante finché volete, può essere un motivo per pagare la famosa “tassa Apple”, cioè pagare più di quello che costerebbe realmente solo perché c’è una mela morsicata sopra?

In passato la differenza tra iOS e Android era notevole, sia dal punto di vista software che hardware, ma oggi come detto fin qui non è più così. Vediamo cosa ci diranno domani, ma per la prima volta in vita mia sono molto più propenso a salutare il mondo di Apple e abbracciare quello di Google. La cosa un po’ mi spaventa, ma di certo non quanto spendere 900 euro e trovarmi poi in mano qualcosa che la concorrenza mi avrebbe fatto pagare 600, dandomi pure qualcosa di meglio (e tanta libertà in più).