[Recensione] Uncharted 4

Mentre giocavo a Uncharted 4, mi sono ritrovato a pensare più volte cinque  cose:

  1. Che grafica pazzesca! Ci sono dei paesaggi davvero mozzafiato
  2. Ok, la smettete di parlare per favore? È un gioco, non un film. E se magari mi fate anche sparare un po’ di più, non sarebbe male…
  3. Se fanno morire Nathan o Elena, parto da Vicenza e vado alla sede della Naughty Dog solo per picchiarli tutti.
  4. Che palle, però. È praticamente identico ai primi tre capitoli. Si fanno le stesse cose negli stessi modi.
  5. Quando arrivano i clicker? No perché mi sembra davvero di stare giocando a The Last of Uncharted.

Il quarto e conclusivo (almeno con questi personaggi) capitolo di Uncharted è molto, molto, molto bello da vedere. E mi riferisco non solo alla grafica (che è assolutamente mozzafiato! Insieme a quella di The Witcher 3, la più bella mai vista in un videogioco per console, secondo me) ma anche alla storia, che fin troppo spesso si osserva quasi come se si fosse in un film. Un bel film, molto appassionante e ben scritto, ma forse un filino inutilmente troppo lungo. Inoltre io faccio parte di quella categoria di giocatori che non amano troppo i film interattivi: se prendo in mano il joypad è per giocare, non per vedermi filmati da decine di minuti o sequenze in cui ti sembra di giocare mentre in realtà stai solo muovendo un personaggio su una strada già completamente predefinita mentre i protagonisti parlano di qualcosa. In Uncharted c’è tanta trama da sempre, il che è un bene, ma qui forse si sono fatti prendere la mano. Il risultato non è realmente fastidioso, ma se ci sommiamo che soprattutto all’inizio ci sono lunghissime parti in cui l’unica cosa da fare oltre a guardare i video è esplorare o saltare, e le poche fasi action sono contro una manciata di avversari nemmeno troppo forti, un po’ di amaro in bocca a me è venuto.

Aggiungeteci che tutto quello che farete sa terribilmente di “già visto”. Certo, è normale che tra un capitolo e l’altro le meccaniche di gioco e le situazioni si ripetano, non sarebbe il nuovo capitolo di una saga altrimenti, ma la sensazione che io ho avuto qui è di un fin troppo forte déjà vu. Soprattutto mi sembra che gli sviluppatori abbiano speso gran parte del loro tempo e delle loro energie sulla storia, tralasciando l’aspetto action ed esplorativo. Zero armi realmente nuove, una sola meccanica inedita ma anche sostanzialmente inutile, seppur divertentissima le rare volte che la si decide di usare nei combattimenti (mi riferisco ovviamente al rampino), fase esplorativa non entusiasmante. Persino gli enigmi da risolvere sono pochi e molto semplici.

La storia, poi, per quanto bella e con un finale che mi è proprio piaciuto (e che apre la strada a un possibile Tomb Uncharted), ha fin troppi punti e situazioni presi pari pari da The Last of Us. Ci sono momenti in cui davvero le cose che succedono ci vengono mostrate praticamente come si sono viste nell’altro capolavoro di Naughty Dog (in particolare c’è una scena in cui Nathan ed Elena salgono in auto che ha le stesse atmosfere e persino lo stesso tipo di musica visti in TLOU). Non che sia un male, ma se capita cinque, sei volte… un po’ secondo me stona.

Infine va detta una cosa sulla meccanica di gioco con le coperture. Come temevo, le centinaia di ore passate su The Division mi hanno rovinato questo aspetto in Uncharted. E non parlo del fatto che il tasto che si usa per coprirsi è quello che fa saltare nel gioco Ubisoft (il che porta a grossi errori e morti evitabilissime), ma del fatto che The Division ha un meccanismo praticamente perfetto per gestire le coperture e, soprattutto, lo spostarsi tra queste. Quello di Uncharted, invece, è lo stesso di sempre che io ora trovo banale e superato. Non è brutto, ma non è divertente e reattivo tanto quello dell’altro gioco.

Ok, sono stato fin troppo critico e leggendo potreste pensare che Uncharted 4 non mi sia piaciuto. Niente di più lontano dal vero: il gioco è splendido e va assolutamente comprato e finito. Se avete fatto i tre capitoli precedenti, su PS3 o nella versione rimasterizzata uscita per PS4 (straconsigliata pure lei, tra l’altro), semplicemente DOVETE giocare al 4 perché riprende le fila di tutti i personaggi (beh, quasi tutti. Per uno c’è un DLC in arrivo tra qualche tempo), sviluppa la storia e la conclude in maniera eccezionale. Il punto di partenza e quello di arrivo sono ottimi, come si arriva alla fine un po’ di meno ma siamo comunque ben sopra l’eccellenza. Se invece non avete giocato i primi tre, comprate la collection e solo dopo averla finita dedicatevi al quarto capitolo. Altrimenti vi rovinerete un gioco non capendo il 90% delle interazioni tra i personaggi.

 

Sono curioso di vedere cosa succederà ora alla saga. Mi verrebbe da dire che è troppo famosa per essere accantonata, ma è anche vero che la storia dei Naughty Dog insegna che loro non ci pensano su troppo a parcheggiare per qualche decennio personaggi di successo. Io, come scritto qui, mi aspetto un rilancio con un nuovo protagonista, qualcuno che viene introdotto nelle scene finali e sembra davvero l’elemento perfetto per riprendere e far ripartire la saga. Vedremo se sarà davvero così o no.

Fino ad allora, lunga vita a Nathan, Sully ed Elena e un grazie a Naughty Dog per le splendide ore di avventura e divertimento che ci hanno dato con i quattro capitoli della saga!


Pagellone finale

Voto globale: 8,5
Grafica: 10
Storia: 8
Meccaniche action: 7

La collection di Uncharted, che raccoglie i primi tre capitoli, la potete comprare da su Amazon clikkando qui. Assolutamente da avere, anche perché a un prezzo che è la metà di un titolo normale, avrete tre giochi completi di assoluto livello! Uncharted 4 lo trovate invece qui. I prezzi attuali sono rispettivamente di 35 e 39 euro.

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Generazioni di videogiochi e videogiocatori

Sono nato nel 1975 e ho iniziato a videogiocare praticamente subito. I miei genitori, infatti, comprarono prima della fine degli anni 70 una console conosciuta da pochi, una Phillips Videopac. Ancora non lo sapevano ma questo primo incontro con il divertimento videoludico avrebbe segnato pesantemente la mia infanzia prima, e la mia vita poi.

Oggi, quarant’anni (!) dopo, Paolo cresce vedendomi giocare con la PlayStation 4 e spesso si unisce a me, salendomi sulle gambe mentre cerca di mettere le mani sul mio joypad (quando non ha in mano il suo, che è uno dei miei vecchi controller che gli ho regalato per evitare che mi distrugga quelli nuovi ;D). Questi siamo noi l’estate scorsa.

io-e-paoloQuello che mi stupisce tantissimo è guardarmi indietro e vedere come è cambiato il mondo in questi anni anche su questo argomento. Certo, quasi quattro decenni sono tantissimi per qualsiasi settore, a maggior ragione per uno nuovo che prima non esisteva nemmeno (che però poteva anche morire, eh! Quante cose sono nate e morte dal 1975 a oggi?), ma quello che per me è stato un hobby che capivano in pochi e praticamente nessuno condivideva fino alla seconda metà delle superiori, oggi è non solo riconosciuto e apprezzato praticamente da tutti ma anche la norma. Oggi la vera mosca bianca è il ragazzino che non gioca con una console o con uno smartphone/tablet.

Ma c’è un’altra, enorme differenza che mi colpisce ancora di più. Paolo adora i giochi di corse, che io odio, per questo ogni volta mi dice “macchina macchina”. Ogni tanto cedo e gliene lancio qualcuno, e a volte lo faccio persino guidare con i disastrosi i risultati che potete immaginare. Ma quello che mi lascia senza parole pensare che questo è stato il mio primo gioco di auto (Pole Position su Commodore 64, circa il 1982):

pole_position_05mentre il suo è questo (Driveclub, 2014 su PlayStation 4)

DRIVECLUB™_20161231211049

Mentre riflettete sulla cosa, vi invito a trovare le dieci leggere e sottili differenze tra le due immagini: non è facile ma guardandole con attenzione direi che potreste farcela. ;D

Il nuovo Nintendo Switch

Oggi Nintendo ha presentato la sua tanto attesa nuova console, il Nintendo Switch. Si tratta di una macchina che deve prendere il posto del Wii U, una console che è stata un completo fallimento come dimostrano (1) le scarse vendite, (2) la scarsissima quantità di giochi usciti nel corso degli anni e (3) il fatto che la sostituiscano dopo una manciata di anni.

Questa è la nuova console che, pare, sarà in vendita in primavera:

nintendo-switch-smallSarò onesto, questa è la prima cosa che ho pensato vendendola:

Eh, niente da fare: Nintendo ci tiene proprio a uscire dal mercato hardware. Un po’ mi dispiace, ma almeno so che tra cinque o sei anni avrò un grande Zelda e un grande Mario sulla mia PlayStation X e Xbox N.

Volevo scriverla su Facebook, poi l’ho presa come spunto per questo post sul blog.

Come tanti miei coetanei, io con Nintendo ci sono cresciuto. A differenza di tanti di loro, però, io arrivato a una certa età non solo ho continuato a giocare, ma l’ho fatto quasi più di prima. In piccola parte per lavoro, in grande parte perché mi piace.

E da appassionato ed esperto del settore, sono anni che non capisco dove abbiano la testa i capi di Nintendo. Se guardiamo alle console casalinghe, dopo il SNES non ne hanno più azzeccata una. Avevano completamente in mano il mercato e se lo sono fatti fregare da Sony, che con la sua PlayStation 1 ha piallato il N64 grazie a un hardware più flessibile e, soprattutto, la scelta di usare i CD per i giochi al posto delle costosissime cartucce. Poi è arrivato il Gamecube, carino ma nato sotto una stella malevola e finito nel dimenticatoio fin troppo in fretta, causa pochissimi giochi non Nintendo (il mio è ancora in un armadietto che è alle mie spalle in questo preciso momento!).

Poi è arrivato il Wii, la più grande bolla della storia delle console secondo me. Ha venduto un casino di macchine ma assai meno giochi. Questo perché la stragrande maggioranza delle persone che l’hanno comprato non erano appassionati di videogiochi ma semplici persone che volevano provare il nuovo gadget tecnologico (e NON la nuova console) di cui tutti parlavano. Un po’ come chi anni fa comprava le GoPro perché se ne parlava tanto, e poi le usava per riprendere il gatto per una settimana, prima di dimenticarsela in un cassetto. E così è stato per il Wii, che ha venduto davvero tantissime console ma pochissimi giochi. Una volta che avevi Wii Sports, questo ti bastava e avanzava per la manciata di mesi in cui il tuo interesse sarebbe stato concentrato sulla console. Alla fine il Wii è stato un successo? Non penso si saprà mai, ma se magari commercialmente parlando la risposta è sì, dal punto di vista dell’immagine di Nintendo presso i vari sviluppatori di videogiochi la situazione è ben diversa. Ancora una volta, infatti, abbiamo avuto una console in cui i titoli Nintendo vendevano molto mentre tutti gli altri no. Non a caso a fine ciclo di vita non c’era praticamente un titolo multipiattaforma grosso sul Wii: no Assassin’s Creed, no Batman, no giochi di calcio (se non versioni approssimative e ben lontane da quelle su PS3 e Xbox 360), no Call of Duty, ovviamente no GTA.

Così quando è uscita quella strana console che è stato il Wii U, la carestia di titoli non Nintendo è sembrata solo il logico proseguire di una tendenza che andava consolidandosi fin dal Gamecube. Aggiungeteci un controller unico e completamente fuori di testa (oltre che molto scomodo da tenere in mano) e una potenza tecnica deludente perché mediocre se raffrontata alla concorrenza, e capirete il perché dell’insuccesso.

Ora Nintendo deve rilanciarsi e con cosa lo fa? Con una macchina che ha un controller unico e completamene fuori di testa (oltre che molto scomodo da tenere in mano, almeno a vederlo) e una potenza tecnica deludente perché mediocre se raffrontata alla concorrenza. Ma questa volta si potrà anche staccarla e farla diventare una console portatile… con delle dimensioni, a vederla nelle immagini, che fanno impallidire quelle della PSP, console nota per essere estremamente scomoda da portare in giro. La gente lo faceva (eccomi! Anche se usavo infinitamente di più il Nintendo DS), ma era venti anni fa, quandotutti noi non avevamo ancora in tasca un rettangolino pesante poche centinaia di grammi e dotato di una potenza degna di un computer di un’astronave.

Davvero in Nintendo pensano che uno decida di non comprarsi una PlayStation 4 per prendere invece uno Switch? Evidentemente sì, altrimenti non l’avrebbero fatto uscire così. Io invece dico che sbagliano e che questo sarà l’ennesimo bagno di sangue della loro storia, con la differenza che ora non avranno i ricavi monstre del Nintendo DS a coprire questo passo falso.

Sono troppo pessimista? Possibile e sia chiaro: se sbaglierò sarò il primo a esserne contento, perché ci vuole nel mondo dei videogiochi qualcuno che abbia il coraggio di Nintendo. La mia paura, e convinzione, è che quello che loro pensano essere coraggio si sia tramutato negli anni se non in arroganza, quantomeno in testardaggine: la testardaggine nel credere di poter fare le cose più assurde e avere successo comunque, per il nome che c’è sulla confezione. Sinceramente pensavo che con il Wii U avessero preso una buona dose di realtà in fronte, pare che così non sia.

Ribadisco: spero di sbagliarmi e che diventi un successo clamoroso, pieno di splendidi giochi. E che così si guadagni il suo posto a lato della mia PS4 e della XO. Incrocio le dita resto in attesa davanti alla finestra.

PS: se non avete visto il video di lancio, eccolo qui. Zelda sembra davvero maestoso, ma si sapeva da tempo, e anche Mario mi intriga parecchio.

Cambiare o non cambiare, questo è il dilemma

Sabato sera vado a letto tardi, alle 4. Prima di farlo do un’ultima occhiata al mio Sony Z3Compact e vedo che ha il 79% di batteria (l’avevo ricaricato dopo aver fatto una lunga passeggiata con gelato e caccia ai Pokémon insieme a un amico). Decido che posso evitare di spegnerlo e metterlo in carica, e mi limito ad attivare la modalità aereo. Lo lascio sul tavolo in salone

Mi sveglio attorno alle 9 e dopo circa mezz’ora vado a prendere il telefono. E’ ovviamente dove l’avevo lasciato, solo che è spento e premendo il tasto dell’accensione non succede nulla. Mi dico che magari qualche gioco in background ha consumato tutta la carica rimasta – indiziati numero uno sono ovviamente Pokémon GO e un one-click game che sto provando da un po’. Mi sembra strano ma è possibile, così lo metto in carica. E noto subito una cosa: non si accende la lucetta che si vede in questi casi. La faccio breve: il telefono è morto. MORTO! Ho provato mille procedure diverse descritte in rete ma nessuna funziona.

Tocca quindi portarlo in assistenza e per fortuna sono ancora in garanzia (comprato a novembre 2014), ma è agosto e il centro di riparazione telefoni Sony che c’è a Vicenza è ovviamente chiuso. Inoltre tutti mi dicono che Sony ci mette una vita a riparati e rimandarti il telefono, anche due o tre mesi, quindi la vedo lunga.

In questi giorni sto usando il vecchio iPhone 4S, che però da quando è stato aggiornato alle ultime versioni di iOS è lentissimo! Inoltre la batteria dura un niente, in parte perché vecchia, in parte per l’uso un po’ al massacro che ho fatto del telefono dopo l’acquisto del Sony.

Insomma, mi trovo in una situazione chiara: con l’iPhone non posso andare avanti, devo comprare un altro smartphone.

A questo punto il dubbio: comprare un muletto da massimo 200 euro, che poi girerò a Carla che ha effettivamente bisogno di un secondo telefono da usare per il suo lavoro (attualmente usa il mio Nokia N73! Quello che avevo prima dell’iPhone 3GS!), oppure spendere una cifra più importante e comprare un vero sostituto dello Z3C?

La seconda ipotesi mi scoccia perché io ero abbastanza deciso a tenere il Sony per almeno tre anni, quindi cambiarlo a nemmeno due non è il massimo. D’altra parte ha senso spendere 150/250 euro per un telefono medio quando a questo punto posso fare il salto e comprarne uno da 400, ed essere così di nuovo a posto per due/tre anni (rotture impreviste escluse)?

Sono due giorni che giro siti vari alla ricerca di opinioni su quello che offre il mercato, e il risultato è che sono più indeciso di prima. Scartato a priori l’iPhone perché non esiste che compro una cosa così costosa e con così poca batteria, oltre al fatto che comprare un iPhone a due mesi dall’uscita del nuovo modello è idiota come cosa, sto puntando su qualche Android cinese. A dire il vero mi piacerebbe il Samsung Galaxy S7, più che altro per l’ottima fotocamera, ma costa troppo per il mio budget e, soprattutto, non ho sentito parlare troppo bene del software Samsung e della gestione degli aggiornamenti del sistema operativo.

Ora come ora propenderei per uno Huawei, magari un P9/P9 lite. Oppure potrei aspettare e vedere quanto costerà l’Honor 8, visto che la versione 7 è esattamente quello che vorrei, ma pagare 300 euro per un telefono uscito un anno e mezzo fa mi sembra troppo. Se l’8 non costerà troppo, potrei lanciarmi su quello. Se invece avrà un prezzo alto, potrò buttarmi sul 7 che sicuramente si troverà a molto meno.

Per quest’ultimo discorso entra però in gioco anche il fattore tempo: non posso aspettare più di tanto, infatti.

Se qualcuno di voi ha consigli e/o opinioni, me li scriva nei commenti. Saranno apprezzati 🙂

 

L’E3 di Sony – versione originale

Eurogamer mi ha chiesto due pezzi in cui avrei dovuto parlare di quello che ci si poteva aspettare da Sony e Microsoft all’imminente E3. Se volete leggerli, trovate qui quello Sony e qui quello Microsoft.

Il primo, però, originariamente era molto diverso. Non avevo capito cosa voleva il responsabile del sito e quindi ho scritto una cosa che poi ho dovuto rifare da capo. I due pezzi sono completamente diversi, non c’è una singola frase in comune, e l’originale lo trovate qui sotto. Lascio decidere a voi quale dei due sia meglio (sempre che ci sia qualcuno abbastanza pazzo da leggere entrambi :))

Prima di lasciarvi alla lettura, segnalo che il pezzo è stato scrittouna settimana fa, quando ancora non si sapevano molte delle cose annunciate, in maniera ufficiale o no, negli ultimi sette giorni. Su tutto, ovviamente, la conferma che PS4K esiste davvero ma che non sarà presentata all’E3.

L’E3 DI SONY – VERSIONE ORIGINALE

Sony arriva al tradizionale appuntamento di inizio estate a Los Angeles con il vento in poppa. Dal giorno del lancio di PlayStation 4, la divisione dedicata al gaming del colosso giapponese sta vivendo un periodo semplicemente fantastico e all’orizzonte non sembra esserci nulla che possa far anche solo pensare che la situazione potrebbe cambiare. Indiscussa leader del mercato con oltre 40 milioni di macchine già vendute, la console casalinga di Sony si appresta a vivere un altro E3 da protagonista come, se non addirittura di più, gli altri anni.

C’è tanto che bolle in pentola e che pensiamo e speriamo di vedere durante i giorni della conferenza. Tanto per cominciare, con tutto quello che avrà da dire sull’hardware, almeno stando ai moltissimi gossip che riempiono siti e forum da mesi, c’è da chiedersi se Sony avrà tempo per parlare anche un po’ di giochi durante la sua presentazione a inizio E3.

Immagine 2È praticamente certo, nonché ovvio, che buona parte dell’evento sarà incentrata su PlayStation VR, per la prima volta presente nella sua versione definitiva alla manifestazione. Sappiamo già molto -compresi i dati più importanti, cioè prezzo e data di uscita- ma c’è ancora moltissimo da scoprire su quella che potrebbe essere la periferica che rivoluzionerà per sempre la storia dei videogiochi. E naturalmente non mancherà la presentazioni dei vari titoli che usciranno quest’ottobre in contemporanea con il lancio del PVR. Rivedremo quindi titoli come The London Heist, Eve Valkyrie, Golem, Ace Combat, Rigs (sviluppato da Guerrilla Cambridge) più le varie novità ancora ignote. Che saranno sicuramente tante e di livello.

Immagine 4Ma il vero hardware che tutti attendono, di cui tutti vogliono sentire parlare è ovviamente PlayStation 4k o PlayStation 4 Neo o come si chiamerà. Che il progetto sia reale ed esista davvero è ormai un dato di fatto che persino il più scettico degli scettici dovrebbe aver accettato. Troppi i leak, troppi gli sviluppatori che ne hanno parlato in dettaglio perché sia tutto un super pesce d’aprile fuori tempo massimo. Quello che ci resta da capire è cosa sia veramente questa console dal punto di vista dell’hardware: sarà davvero una macchina più potente che farà girare tutti i giochi a 1080p@60fps (alcuni sostengono addirittura in 4K ma pare davvero poco probabile) o l’update si limiterà a rendere possibile la visione di video in 4K, via streaming e con un nuovo lettore Bluray compatibile con lo standard ultraHD? Come si regolerà Sony con due macchine simili ma anche molto diverse e quanto questa ipotetica nuova console cambierà l’esperienza con PlayStation VR? Ma soprattutto avremo la risposta alle due classiche domande: quando e a quanto? Non è ancora chiaro se Sony svelerà le sue carte oppure no ma tutti gli indizi sembrano portare verso l’ovvio annuncio. Da scoprire anche se il lancio di questa nuova macchina porterà a un calo di prezzo della versione esistente, o se sarà PS4K ad avere un prezzo premium.

Immagine 3Anche dal lato software c’è da aspettarsi molto. Ci saranno sicuramente nuovi e importanti aggiornamenti per le esclusive first party che abbiamo visto l’anno scorso, a cominciare dal tanto atteso Horizon: Zero Dawn di Guerrilla Games, di cui sicuramente vedremo e sapremo molto di più. Altro appuntamento (quasi) certo è quello con The Last Guardian, sperando che questa sia l’ultimo passaggio sui megaschermi di Los Angeles prima dell’arrivo nelle nostre console di casa. Passaggio obbligato anche per lo strano e intrigante DREAMS di Media Molecule e, visto il recente rinvio di un paio di mesi, anche No Man’s Sky è un probabile candidato a una manciata di minuti onstage. Tutti sperano anche di avere aggiornamenti corposi pure per le due “bombe” giapponesi viste nel 2015, ovvero il remake di Final Fantasy VII e di Shenmue 3, e magari anche qualche notizia in più per Kingdom Hearts 3. Certa una parte su Final Fantasy XV vista l’uscita a fine settembre.

Ci saranno sicuramente nuovi aggiornamenti per i giochi multipiattaforma più famosi: il solito video di Call of Duty, l’espansione di Destiny, le novità Ubisoft (da Watch Dogs 2, praticamente certo, a qualsiasi cosa nuova abbiano in mente – magari un remake dei primi Assassin’s Creed in uscita insieme al film?) con anche qualche DLC “only on PlayStation 4” o in esclusiva temporale. Probabilmente scopriremo anche il momento in cui Rise of the Tomb Raider sarà disponibile su PS4 (le voci dicono questo autunno). E viste le notizie apparse in rete negli scorsi mesi, è probabile anche il lancio del nuovo gioco Rockstar, forse il tanto atteso nuovo capitolo della saga Red Dead.

Poco probabile il lancio del nuovo gioco di Kojima, per quello pensiamo che dovremo aspettare il 2017, e molto probabilmente non ci saranno grosse novità nemmeno su GT visto l’evento di qualche settimana fa. Praticamente certa, invece, la presenza del nuovo Resident Evil 7 e chissà che non sia anche l’occasione per vedere le prime immagini del nuovo Tekken: il settimo capitolo della saga è già stato annunciato per PlayStation 4 da tempo, con anche la conferma che avrà delle funzioni specifiche per il visore di realtà virtuale, ma non si è visto praticamente nulla. La sua presenza sul palco è quindi molto, molto probabile. C’è anche la speranza che Level 5 mostri qualcosa di nuovo o magari arrivino nuovi dettagli su Ni no Kuni II: Revenant Kingdom.

Immagine 1Come da tradizione ci sarà anche una parte della conferenza dedicata ai nuovi indie in arrivo nei prossimi mesi, alcuni esclusive assolute altri prima su PS4 e poi sulle altre piattaforme.

Manca nulla? Ah sì, ci sarebbe la PlayStation Vita che, come ogni anno, sarà probabilmente relegata in un angolo con un paio di giochi che finiranno nel mega rullo centrale o finale, giusto per giustificare ancora la presenza delle scatole di questa console nei vari negozi. E ci sarebbero anche i servizi come PlayStation Now, lo streaming di film e serie TV e roba del genere, ma pensiamo che Sony si limiterà a citarli nell’introduzione e nulla più.

Chiudiamo con la previsione per il colpo di scena di fine press conference: se non sarà PlayStation 4k, le probabilità di un veloce, cupo, buio teaser del seguito di Last of Us sono molto alte, anche per sfruttare l’onda lunga del successo di Uncharted 4 e per svelare a cosa stanno lavorando i Naughty Dog in questo momento. Magari in versione liscia, 4k e pure VR (se dobbiamo sognare, fatecelo fare in grande)!

Quello che è certo è che questo sarà un E3 epocale per Sony e per i possessori della PlayStation 4, e ci sono tutte le premesse affinché possa essere il migliore di sempre. Tra l’altro per una volta dovremmo anche vedere un buon numero di titoli in arrivo entro Natale o al massimo la primavera del 2017, e non solo giochi destinati a uscire dopo 14/18 mesi. Sarebbe la classica ciliegina sulla torta!

Che console devo comprare?

Complice il fatto che tutti sanno che i videogiochi sono la mia passione, oltre a una piccola parte di lavoro vista la collaborazione con Eurogamer, negli ultimi mesi in molti, ma proprio MOLTI, mi stanno chiedendo che console comprarsi per Natale o cosa prendere ai figli. Ho deciso di farci un post così chiudo la questione una volta per tutte 🙂

Nelle generazioni precedenti di console era più facile dare indicazioni su cosa comprare ma oggi la questione è un po’ più complessa. Di seguito troverete consigli per tutti quelli interessati all’acquisto di una macchina per giocare da piazzare in salone. Prima, però, un paio di premesse:

  1. Considero solo console da casa, non portatili e nemmeno tablet o smartphone. So che si può giocare anche con questi, ma non voglio mettere troppa carne al fuoco.
  2. Sempre per non fare un post troppo lungo, considero solo l’attuale generazione, lasciando fuori Xbox 360, PlayStation 3 e Wii. Sono state, e in parte sono ancora, ottime macchine, ma se oggi devi comprare una console non ha senso prenderne una vecchia.
  3. Scarto a priori il WiiU. Questo perché è una macchina nata male e con già ben più che un piede nella fossa. Nintendo stessa sembra avere deciso di lasciarla morire lentamente nonostante sia fuori da poco. Ma a parte questo, il vero problema del WiiU è che ha SOLO giochi Nintendo. Che sono belli, spesso anche molto, ma sono sempre e solo quelli. Il che potrebbe andarvi bene, soprattutto se volete giocarci con, o far giocare, i vostri figli. Però anche in questo caso per me sarebbe un parziale acquisto sbagliato, quindi lo sconsiglio.

Ok, detto questo, iniziamo.

Devo comprare una Xbox One o una PlayStation 4?

xbox-one-vs-playstation-4In passato la risposta sarebbe stata: “guarda le esclusive di ciascuna console, e compra quella che ha i titoli che più ti ispirano/attraggono/rientrano nei generi che ti piacciono” [le “esclusive” sono quei giochi che escono su una sola console. Tipo Halo per le Xbox o i God of War per le PlayStation].

Oggi il discorso sulle esclusive resta vero, ma sono sempre meno i titoli disponibili solo su una console, e moltissimi dei giochi più importanti si trovano su entrambe: dai vari Call of Duty a Star Wars: Battlefront, da Batman ad Assassin’s Creed, da F1 ai giochi di calcio, li trovate sia su XO che su PS4.

Ci sono quindi altri fattori che vanno considerati prima dell’acquisto. Il più importante è che console hanno i tuoi amici. Il gioco online è sempre più importante nel mondo attuale, e questo non si riferisce solo ai titoli in cui si deve sparare agli altri o sconfiggerli in qualche simulazione sportiva. Anche il giocare INSIEME agli altri si è ormai spostato verso l’online. Per cui potete sì giocare a Diablo III con uno o più amici seduti tutti davanti alla stessa TV, ma potete anche farlo stando ognuno a casa propria e collegandovi tra voi via internet. Il tutto mentre parlate comodamente attraverso la chat vocale che i moderni network di Sony e Microsoft mettono a disposizione. Questo quindi è un fattore fondamentale se avete amici con cui volete giocare.

Poi c’è l’aspetto scollegato dai giochi. L’Xbox One è nata con il Kinect, un accessorio che ti permette di comandarla con la voce e/o i movimenti. Che però è stato un fallimento e ora non si trova praticamente più in vendita. Ma resta nel DNA del sistema operativo della macchina, il che porta a trovarsi davanti delle cose che sono poco logiche comunque non pratiche. Qualcosa è migliorato con la nuova interfaccia, ma la sa è ancora lunga. Molto.

La console di Microsoft è anche quella più portata al multimedia: garantisce, infatti, un migliore e più ampio supporto allo streaming di file da hard disk esterni o via NAS. Da questo punto di vista la PS4 è ancora molto indietro e non si sa quando (o se) si metterà allo stesso livello.

Entrambe vi danno la possibilità di navigare in internet e di installare app per vedere Netflix e servizi simili, a partire da quelli di Sky e Mediaset.

Parlando di potenza pura, la vincitrice è la console di Sony. Le due macchine sono molto, molto simili, ma la PS4 è leggermente più potente e questo significa che lo stesso gioco gira praticamente sempre meglio su di lei. Non sono differenze estreme, ma ci sono. Se per voi è importante anche questo, la scelta è obbligata.

Infine ci sono i joypad: c’è chi si trova meglio con uno, chi con l’altro.

xbox-one-vs-ps4-joypadLa più grossa differenza è la posizione della levetta analogica sinistra, come si vede nell’immagine qui sopra. L’ideale è provarli entrambi e vedere quale vi piace di più. Personalmente mi trovo benissimo con entrambi e quindi non li considero un fattore da considerare per l’acquisto di una console, ma so che per molti non è così e quindi ve lo segnalo.

Conclusioni

Partiamo dalla domanda che probabilmente vi starete facendo: “tu quale hai?”. La risposta è “entrambe”, ma ho preso prima la PlayStation 4 e uso principalmente solo questa. Il motivo è che praticamente tutti i miei amici hanno una PS4, anche quelli che avevano una Xbox 360 nella scorsa generazione ora sono con Sony.

A parte questo, io preferisco giocare sempre sulla stessa console, quando possibile (anche, ma non solo, per il discorso dei trofei/obiettivi).

La XO viene usata solo per le esclusive che ha, che sono poche ma di qualità (come per Sony): Sunset Overdrive, Forza Horizon 2, gli Halo… tutti titoli che mi sono piaciuti e consiglio di cuore. Ma se dovete prenderne una sola, io andrei con la PlayStation 4. E’ tecnicamente migliore, è più facilmente espandibile e ha il sistema operativo meno peggio tra le due – entrambi lasciano parecchio a desiderare, ma quello Microsoft è anti intuitivo e rende impossibile persino confrontare i tuoi obiettivi con quelli di un amico. PS4 è inoltre molto più diffusa in Italia (si parla ufficiosamente di percentuali tipo 70-30, ma non ho modo di confermare questo dato che mi è stato detto da un amico che lavora nel settore) quindi trovate anche molti più usati se vi interessa questo aspetto. Il prezzo è sostanzialmente identico ed entrambe sono vendute sia lisce che con giochi compresi nella confezione (giochi in versione digitale, non su disco). Ora andate, ponderate e comprate quella che vi piace o ispira di più. E poi divertitevi senza guardare l’altra, perché conta solo quello 😀

Squallidi link pubblicitari che nessuno userà ma mi diverto lo stesso a metterli 🙂
Ci sono vari bundle di entrambe le console disponibili su Amazon, a prezzi che se non sono i migliori sulla piazza poco ci manca. Se volete c’è la versione liscia dell’Xbox One e quella della PS4, ma io le prenderei con un gioco compreso nel prezzo. Se da vero italiano medio comprate una console per giocare a FIFA, ecco il bundle specifico della Xbox One e quello della PlayStation 4. Io consiglio anche quello con Xbox One + Gears of War + Forza Motorsport 6 o la confezione con PlayStation 4 e l’ultimo gioco di Batman. Le offerte e le combinazioni sono comunque tantissime, date un’occhiata in giro e vedete cosa comprare 🙂

[Recensioni flash] Giochi indie dal PS+ (parte 2)

Seconda parte delle recensioni veloci dei titoli scaricati gratuitamente dal PlayStation Network grazie al PS+ (qui la prima).

SECRET PONCHOS

secret ponchosUn classico twin-stick shooter (genere che mi piace molto) che però ha per me un difetto enorme: è solo online. Non c’è, infatti, una modalità per giocatore singolo e questo me l’ha fatto abbandonare velocemente perché non mi divertivo molto nelle arene, dove tutto era troppo frenetico fin dal primo istante. Segato quindi alla velocità della luce.

Voto: 4 (ma se vi piacciono le sfide online, dateci un occhio!)

TOWER OF GUNS

tower of gunsLa prima volta che l’ho lanciato sono rimasto molto interdetto. Controlli basilari (salta e spara, niente altro), grafica un po’ troppo spartana, inizialmente duretto. Però dopo qualche partita ho iniziato a capire bene come muovermi, la struttura dei livelli e i tipi di nemici, e ho sbloccato un’arma migliore di quella iniziale. E ho iniziato a divertirmi. Non è l’FPS che vi cambierà la vita ma se vi ispira l’idea di un titolo che vi costringerà a sputare non poco sangue prima di finirlo, questo fa per voi. A me ha divertito parecchio 🙂

Voto: 7,5

VALIANT HEARTS: THE GREAT WAR

VALIANT HEARTSChiudiamo in bellezza con un gioco sviluppato da Ubisoft che è semplicemente un capolavoro. E’ la storia di un gruppo di persone che si trovano coinvolte nell’enorme tragedia che fu la prima guerra mondiale. Tutto inizia con un giovane tedesco che vive in Francia, dove ha sposato una ragazza del posto e con cui ha avuto un bambino. Quando scoppia la guerra, però, lui viene espulso e rimandato in Germania. Poco dopo il padre di lei viene richiamato nell’esercito e comincia il suo lungo viaggio negli orrori della guerra. Ed è un viaggio che farete insieme a lui, e insieme ad altri splendidi personaggi che incontrerete. Tutto qui trasuda rispetto per le persone che quella guerra l’hanno fatta, perché nonostante ci sia molto humor, resta sempre ben chiaro qual è l’atmosfera in cui si svolgono le vicende del gioco. Ci sono anche delle schede interessantissime che si sbloccano mano a mano che progredite nella storia e che dovete leggere: davvero, non fate i pigri e leggetele perché sono tanto interessanti quanto sconvolgenti. Mi resta solo da dire che Valiant Hearts è un classico puzzle game dove dovrete risolvere vari enigmi, che lo stile grafico in cell shading è perfetto, e che ci sono tante sorprese che vi attendono (tipo i livelli in cui “si guida”). Non c’è una singola ragione per non giocarci, quindi fatelo.

Voto: 10

Un consiglio per chi ha l’abbonamento al PS+

Da qualche anno Sony offre un servizio a pagamento che dà diritto a scaricare ogni mese dei giochi gratuitamente. Si chiama Instant Game Collection e offre titoli per tutte e tre le console della casa giapponese, cioè  PlayStation 3, 4 o PS Vita. Parlando con degli amici ho notato però che in molti prendono solo i titoli per le console che hanno. Per capirci, chi ha la PlayStation 3 non prende quelli per la PS4 e nemmeno quelli per Vita.

PlayStation StoreIl che apparentemente sembra logico ma in realtà è un errore abbastanza grosso. Per capire meglio la cosa, serve spiegare come funziona il servizio. Con il PS+ si acquisisce una licenza d’uso di tutti i giochi della Instant Game Collection che si “comprano”. Basta aggiungerli al carrello e poi andare a pagarli, dove ovviamente il totale sarà sempre zero euro, e questi giochi vengono associati al nostro profilo. Saranno così nostri per sempre (anche se potremmo usarli solo se l’abbonamento al PS+ è ancora attivo) e il punto è proprio in questo: considerato che non costa nulla “comprarli” e che saranno sempre disponibili, perché non prendere tutto nell’eventualità che un giorno possa arrivare a casa nostra la/le console che attualmente non abbiamo?

Oggi, infatti, forse non avete ancora la PlayStation 4, ma magari tra sei mesi, un anno la comprerete. E quando lo farete, avrete già decine di giochi che dovrete solamente scaricare. Per farvi un esempio, un possessore di PS3 che ha da sempre l’abbonamento al PS+, e che si è sempre “comprato” tutti i titoli disponibili nella Instant Game Collection, se oggi si prendesse la PS4 avrebbe gratuiti Fez, Injustice, Infamous: First Light, Rogue Legacy, Valiant Hearts e molti altri (la lista completa la trovate su wikipedia). Un risparmio di centinaia di euro e con altrettante centinaia di ore di gioco garantite.

Quindi non fatevi problemi e “comprate” tutto quello che vi viene dato gratis ogni mese, tanto non costa nulla 😉

[Recensione] Infamous Second Son (e Infamous First Light)

Infamous second son logoIo amo i free roaming. Non adoro quelli con la mappa troppo gigante, come in generale i GTA, ma faccio anche quelli perché… beh, perché adoro i free roaming 🙂

Per questo ho spolpato fino al midollo i primi due capitoli di Infamous, finendoli due volte ciascuno (finale buono e finale cattivo), e vincendo persino tutti i trofei del secondo e tutti tranne uno del primo (uno stupido trofeo che richiede di uccidere un nemico con un’onda d’urto che fa rimbalzare la granata che lui stesso tira. A distanza di non so quanti anni dall’ultima volta in cui ci ho provato, me lo ricordo ancora :P). Insomma, se non l’avete capito, adoro i free roaming.

Per questo quando è arrivata la notizia che con il lancio di PlayStation 4 ci sarebbe stato un nuovo Infamous, io ero entusiasta.

Salto avanti di una ventina di mesi, e io ho console e gioco. Sono pronto, Sucker Punch colpiscimi di nuovo.

Non starò a raccontarvi la storia (completamente nuova, inevitabile visto come era finito il secondo capitolo) perché il titolo è fuori già da molti mesi e chi voleva saperne qualcosa ormai l’avrà già scoperto. Perciò vado subito alle considerazioni generali.

Dico subito che anche qui l’ho “platinato” ma non perché mi abbia esaltato come nei primi due giochi. L’ho fatto semplicemente perché Infamous Second Son è molto più corto dei precedenti. La prima cosa che salta all’occhio è la mappa: è piccolissima, penso meno della metà di quella del secondo capitolo. Sì, certo, se aprite la schermata che ve la mostra, questa vi sembrerà enorme. La la realtà dei fatti, però, è che se provate ad andare da un capo all’altro della città, ci metterete molto, molto poco. Non a caso questa volta non ci sono binari del tram da sfruttare per spostarsi in giro per i quartieri: è talmente piccola che non servono (e metterli avrebbe accentuato ancora di più la sensazione di dimensione ridotta). Poco male, non per forza un free roaming deve avere una mappa gigantesca: sull’argomento ci ho persino fatto un articolo su Eurogamer! Però qui è davvero piccola e con troppe cose identiche da vedere e da fare.
Altra cosa negativa sono i poteri: sono troppo simili a quelli visti nei primi due capitoli. Capisco che non si può sempre reinventare la ruota (come dimostrano tantissimi giochi, vedasi per esempio i Batman di Rocksteady), ma qualcosa di più secondo me qui si doveva e poteva fare. Intendiamoci: sono poteri divertenti da usare che rendono le sessioni di gioco molto varie e divertenti, e richiedono anche un po’ di strategia per decidere cosa usare per affrontare il nemico che si ha davanti, ma io speravo in qualcosa di più innovativo.

Infamous second sonMa non ci sono solo aspetti negativi, anzi! È positivo che si è in una città inedita, Seattle, e che la grafica è più che buona per un titolo di prima generazione. Altro aspetto molto positivo è la storia, che ha dei buoni personaggi, scritti pure bene. Solo il rapporto il protagonista e suo fratello maggiore a volte fa storcere il naso, ma è quasi sempre in concomitanza con il momento della scelta “buono o cattivo”. Come dire che non sono riusciti a trovare l’equilibrio giusto in tempo per la data di uscita. Che poi è la sensazione che si ha in tutto il gioco: bello, curato ma con un anno di tempo in più poteva essere maestoso. Però a Sony serviva un titolo graficamente di impatto per i primi mesi dopo il lancio della console e quindi è andata così.

Ci sono comunque un paio di colpi di scena ben assestati, e una delle scelte tra bene e male, la penultima che devi prendere, mi ha lasciato fermo davanti allo schermo per un paio di minuti, diviso com’ero tra la scelta cattiva (la più giusta secondo me, nonostante avessi fatto il percorso da buono) e quella buona, che poi ho preso malavoglia solo per i trofei (e perché sapevo che avrei rigiocato da cattivo, scegliendo quindi quello che volevo).

Altra cosa da segnalare è il finale da cattivo. Quello buono è carino ma niente di sconvolgente, quello cattivo è FANTASTICO. Molto, molto peggio di quanto si era visto nei primi Infamous con gli ultimi secondi che sono da pelle d’oca. Se dovete scegliere una sola strada da giocare, io straconsiglio quella da malvagio. E lo faccio da persona che gioca SEMPRE da buono.

Quindi, tirando le somme, è un titolo che per me va comprato o no? In generale direi di sì: se avete amato i primi due, andate sul sicuro. Se non li conoscete ma vi piacciono i free roaming, o le belle avventure, anche qui vi dico di sì. Ormai si trova a pochi euro, io l’ho pagato 20, e non ha senso farselo sfuggire a questo prezzo.

Se poi vi piacerà, consiglio anche Infamous First Light. Venduto come capitolo a parte, va giocato DOPO Second Son e offre una storia carina (anche se secondo me in contraddizione su alcuni punti fondamentali rispetto a quello che viene detto in SS) e soprattutto delle sfide nelle arene che sono molto divertenti. L’hanno anche dato con il PS+ qualche mese fa, quindi è possibile che ce l’abbiate già.


Pagellone finale

Voto globale: 7
Grafica: 8
Varietà missioni: 5
Sfida: 6 (ma gli Infamous sono sempre stati molto facili)
Divertimento a esplorare la mappa: 8
Quantità, varietà e posizionamento degli oggetti da trovare: 8


 

Alla faccia della patch!

counterspyScarico CounterSpy dal PlayStation Network, uno dei giochi gratuiti con il PS+ di questo mese. Non lo conosco ma il trailer che ho visto mostra un titolo dalla grafica fantastica, proprio del tipo che piace a me, e quindi perché non provarlo?

Come si vede nell’immagine qui sopra, il download del gioco è di circa 1,49 GB. Insieme a questo, parte l’update (la prima riga nell’immagine). Dimensione? 1,32 GB. Cioè una patch che pesa l’88% del gioco stesso!

Questo è assurdo: non puoi farmi un aggiornamento che in pratica è grosso quanto il gioco stesso. Ma soprattutto, che senso ha che non tiri giù direttamente la versione aggiornata? Sono dati che avete sui server, non sono dischi che non potete aggiornare fisicamente. Eppure no, mi devo tirare giù 4 GB di dati invece di un ipotetico 2 o 2,5 (immagino che ci saranno anche contenuti nuovi, quindi non saranno solo dati che sostituiscono quelli della prima versione).

Possibile che Sony non possa avere sui suoi server una versione aggiornata da scaricare quando si compra il gioco e le patch per chi ha già il titolo sul suo HD? Davvero a loro tutta questa banda sprecata non pesa? Molto probabilmente no, altrimenti avrebbero già cambiato la cosa, ma non tutti hanno una ADSL veloce come quella che ho qui e senza alcun limite di traffico. Possibile che sia davvero così difficile ricompilare il gioco aggiornato e far scaricare quest’ultimo?