I tre migliori cartoni per bambini in onda in questi mesi – terza posizione

Come tutti i veri bravi genitori, anche io e Carla usiamo la televisione come babysitter per Paolo. Abbiamo questa assurda pretesa di voler respirare da soli per un secondo senza essere perennemente all’inseguimento del mostriciattolo che è tanto buono quanto ignaro dei pericoli in cui costantemente si mette.

Dopo aver passato varie ore a guardare insieme a lui i cartoni che passano sulle reti gratuite (qui non tengo conto di quello che c’è su piattaforme a pagamento come Sky o Netflix), ecco la mia personale top 3. Oggi iniziamo con il terzo posto!

Giust'in tempoPer prima cosa se lo meritano per aver tradotto bene lo splendido titolo americano Justin time, che ha al suo interno lo stesso gioco di parole che si vede nel nome italiano. Traduzione facile, ma era altrettanto facile cedere alla tentazione del cambiamento, della parafasi. Quindi un bravi a loro.

Poi, il cartone è carino perché prende i personaggi e li porta in vari luoghi muovendoli sia nello spazio che nel tempo. Così ecco Giustino che apre una porta e si trova a New Orleans ai giorni nostri, oppure nella Roma antica, e via così. La cosa che mi piace è che non ti spiegano come sia possibile: succede e basta, e va bene così. Molto probabilmente questi viaggi sono tutti frutto dell’immaginazione di Giustino, ma il fatto che non sia veramente sicuro aggiunge quel pizzico di fascino, di magia che a me piace (ammetto però che non sono un mega esperto della serie quindi è possibilissimo che sia tutto chiaro e io abbia perso le puntate in cui viene spiegato tutto. E ammetto anche che mi piace la visione romantica della serie che ho, quindi continuo a pensarla così :D).

Altro aspetto molto carino è Olivia, l’amica (immaginaria o no, vedi il discorso appena fatto) che Giustino incontra non appena entra nell’avventura del giorno. Lei è un po’ la narratrice della storia, perché spiega a Giustino e agli spettatori dove sono e cosa sta succedendo, un po’ la fatina magica che dà una mano al protagonista, un po’ l’amica che è lì per condividere con lui l’avventura. E’ semplicemente il personaggio jolly perfetto, e riesce a esserlo restando carina e simpatica, mai pedante e noiosa.

Infine c’è Ciuffetto, la mascotte, l’animaletto domestico fantastico che è sempre al fianco di Giustino, sia nel mondo reale che in quello immaginario. Non è l’elemento che preferisco della serie, ma è anche quello chiaramente più pensato e sviluppato per i più piccolini, quindi è normale che sia così 🙂

Giust’in tempo lo potete vedere su Cartoonito a orari casuali come tutti i cartoni per bambini.

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Devi iniziare a pagare il canone? Meglio se ti compri un TV nuovo!

Non sto seguendo con molta attenzione la questione del canone in bolletta perché io lo pago già, quindi mi frega poco. Quello che nessuno dice, infatti, è che TUTTA la polemica è fatta esclusivamente da chi non lo paga o da chi ha un vantaggio a sostenere chi non lo paga (come i politici, tanto per parlare chiaro). Tutti gli altri sono sostanzialmente neutri all’iniziativa visto che già versano i soldi ogni anno, che cosa gli cambia farlo in un modo o in un altro? Anzi, si paga pure di meno, quindi perché lamentarsi?

Leggevo però oggi un articolo che parlava del canone e di come la nuova direttiva (legge? regolamento? Boh, fate voi) sembra, e sottolineo sembra, sottointendere una multa retroattiva fino a 10 anni per chi finora il canone non lo pagava. In pratica tu pagandolo ora ammetti non solo di avere un TV, ma di averlo avuto da sempre e quindi paghi canone più penali fino a quando entra in gioco la prescrizione, cioè appunto 10 anni. Unico modo per evitare la cosa: uno scontrino di acquisto TV che dimostri che il TV è nuovo.

Al che viene da pensare e fare due conti. Dieci anni di canone a circa 130 euro, più la sanzione che dovrebbe essere cinque volte il canone stesso. Calcolatrice alla mano, sono 7800 euro!

Ovviamente non andrà a finire così, sarebbe un massacro per i cittidani e per Renzi, che di punto in bianco crollerebbe nei consensi (anche se penso che pure qui chi già paga sarebbe sostanzialmente neutro alla cosa).

Però se davvero questa fosse la strada, la soluzione è ovvia: tutti a comprare un TV nuovo (o più di uno, se in casa ne avete due, tre, eccetera)! Così c’è lo scontrino necessario a dimostrare che prima non ce l’avevate. Una via che di sicuro vi costerà ben meno di 7800 euro!

Ma attenzione, c’è di più. Nell’articolo citato a inizio post si dice anche che potrebbe non bastare lo scontrino ma che forse servirebbe (o magari “sarebbe servita”: i tempi della cosa non sono chiari) una dichiarazione sostitutiva e altre robe legali varie. Lo scontrino da solo non basta/basterebbe.

Al che rilancio anche io con una soluzione ancora più forte: comprate un TV nuovo e chiamate un antennista per rifare l’impianto. Mettetevi d’accordo se rifarlo davvero o meno, magari cambiate l’antenna giusto per dimostrare che qualcosa di nuovo c’è davvero. O magari rifate proprio tutto, poco importa (così come poco importa se fate un accordo sottobanco per avere una fattura fortemente scontata a fronte di un servizio non fatto). In pratica fate finta di non averlo avuto prima e di esservelo fatti fare in occasione dell’acquisto del nuovissimo TV. E, ovviamente, lo ribadisco, fatturatelo. Non sono un avvocato, ma con fattura di creazione impianto e TV nuovo, secondo me siete legalmente abbastanza al sicuro. Mal che vada andrete davanti al giudice a dire una cosa tipo: “Signor giudice, io ho letto i giornali e ho capito che comunque sarebbe andata, mi avrebbero fregato e fatto pagare il canone, anche se non avevo mai avuto il TV. A questo punto mi sono detto che visto che pagherò, tanto vale prenderlo e farmi fare l’impianto. Ecco scontrino dell’acquisto e fattura per l’impianto. Siamo a posto, no?” 🙂

Il suicidio di Samsung?

samsung-1984In rete comincia a girare una notizia che è troppo assurda per essere vera. O meglio, in un mondo regolato da logica e buon senso non sarebbe possibile ma nella realtà attuale, dove si pensa solo al profitto nel breve periodo e tutto il resto può andarsene in malora, il beneficio del dubbio è quantomeno dovuto.

Pare che alcuni televisori della Samsung abbiano iniziato a inserire spot pubblicitari quando vengono usati per la riproduzione di video in streaming dal PC o dalla rete locale, da un hard disk esterno e persino, pare, da internet. In pratica voi siete sul divano intenti a vedervi il video del vostro matrimonio, o Birdman piratato e scaricato, o persino uno streaming da una app collegata a un servizio/canale ufficiale quando il vostro video/film viene interrotto e sostituito da un mini spot della Pepsi (senza audio ma con qualità video ottima). Finito questo, potete riprendere a vedere il momento in cui voi dite “lo voglio” e vostra madre scoppia a piangere dalla gioia.

Questo articolo riassume la situazione e mette i vari link alle segnalazioni apparse su Reddit.

Ora, se vero, la Samsung ha ufficialmente trovato il modo per perdere la leadership conquistata negli anni nel settore TV. Ma come cacchio ti può venire in mente di avere una TV che inserisce spot pubblicitari in video che stai guardando per i cavoli tuoi? E’ una cosa talmente stupida che faccio fatica a credere che qualcuno l’abbia pensata, qualcun altro approvata e infine un team realizzata. Davvero, non ci posso credere, non è possibile che durante la creazione e sviluppo della cosa nessuno abbia alzato la mano e detto:

Scusate, ma vi rendete conto che così si incazzeranno a migliaia, ci spareranno merda addosso in tutti i forum e siti di internet, e nessuno comprerà più le nostre TV?

Eppure pare che sia così. Ovviamente ora il mondo esploderà in una serie di insulti e commenti acidi, giustificatissimi, che porterà la casa coreana a smentire la cosa, a dire che si è trattato di uno sfortunato bug, e le solite banalità del caso. Ma la realtà è che questi una simile stronzata l’hanno pensata e messa in atto. Forse davvero non era ANCORA il momento di attivarla, ma cosa cambia?
Del resto stiamo parlando della stessa casa che ha recentemente rilasciato delle condizioni d’uso che sono paurosamente vicine a quanto si legge in 1984 di Orwell, come si vede in questa immagine:

Parker Higgins (@xor) - TwitterDavvero volete una TV in casa che registra quello che dite e lo manda a “terze parti” non meglio specificate? Sperate solo che non si attivi anche la webcam perché in quel caso qualcuno, da qualche parte nel mondo, potrebbe vedere a vostra insaputa le incredibili prestazioni sessuali che fate sul divano.

Che qualcosa non vada attualmente in Samsung si sa: c’è un grosso problema per la successione tra il vecchio CEO e il nuovo, suo figlio (ehi, il nepotismo non è solo roba italiana!). C’è un settore mobile, la forza trainante del colosso, che è in crisi nera da quando ha deciso che sviluppare cellulari tutti uguali per tre anni di fila è una scelta intelligente. Ora c’è anche questa storia delle pubblicità forzate che, se vera, potrebbe dare un bel colpo al brand. E’ ora di correre ai ripari, e anche in fretta.

PS: in questa discussione su Reddit si dice che la colpa potrebbe essere della app di Yahoo per SMART TV Samung. Non ho modo di sapere se sia vero, ma lo sostiene un solo tipo senza alcuna conferma.

Sprechi il tuo tempo e te ne lamenti pure?

Festival di Sanremo 2015La mia bacheca di facebook in queste ore è un continuo fiorire di messaggi di insulti a Sanremo. Si va dai soliti commenti che mi/ci ricordano quanto faccia schifo questa manifestazione, al sempre verde “è per queste cose che pago il canone?” (peraltro scritto almeno nel 50% dei casi da persone che il canone non lo pagano, vuoi per evasione, vuoi perché ad aprire il portafoglio è un altro in casa). Si continua con denigrazioni varie ai cantanti, insulti agli ospiti e al loro cachet(che tutti misteriosamente conoscono) e via così.

Al che io mi chiedo come mai nell’era di internet, di Youtube, dei videogiochi che puoi fare su qualsiasi dispositivo dal microonde in su, di miliardi di libri e fumetti e anime e serie tv e film, tutti a disposizione in qualsiasi istante… dicevo, con un’offerta così smisurata di contenuti di cui fruire, non avete niente di meglio da fare che guardare qualcosa che vi fa schifo e poi lamentarvene? Ma che cavolo di senso ha? Non era meglio leggersi un bel manga? Ascoltarsi un CD di musica che ci piace o passare la serata su Spootify a scoprire autori emergenti? O ancora sdraiarsi sul divano a guardare un episodio della propria serie preferita o un film in TV?

E, soprattutto, se volete farvi del male e decidete contro ogni forma di buon senso di guardare una cosa che sapete non vi piacerà, perché poi sentite anche il bisogno di lamentarvene a ripetizione? Ci tenete a far sapere al mondo la presenza dell’inspiegabile bipolarismo che alberga nel contenuto della vostra scatola cranica?

Dai, su: stasera fate altro. Andate al cinema, uscite con amici per chiacchierare in un pub, fate un ritrovo per parlare male di Renzi con quelli del M5S o per deridere quelli del M5S con gente di qualsiasi partito. C’è solo l’imbarazzo della scelta ma risparmiateci il vostro livore per la tortura che avete deciso di autoinfliggervi! Noi, a differenza vostra, non ce la meritiamo questa tortura! 😉

[Best of 2014] Tecnologia

Il 2014 è stato un anno in cui ho speso molto in tecnologia. Da un rapido calcolo fatto attorno a marzo, ho speso più in quel mese in tecnologia che negli ultimi quattro anni insieme in assoluto (nel senso di spese per qualsiasi cosa che non fosse benzina, autostrada o bollette!). L’arrivo di Paolo mi ha ispirato a fare quei cambi che da troppo tempo rimandavo, o forse mi sono reso conto che era l’ultima occasione prima di un lungo periodo in cui non avrei avuto tempo di documentarmi per fare un acquisto serio. Nonostante un elenco così ricco di cose tecnologiche comprate, scegliere si è rivelato sorprendentemente facile. Il vincitore è:

vuotoGià, nulla. La verità è che nonostante abbia comprato un nuovo TV, uno smartphone, un portatile, il nuovo Forerunner 620 e la PlayStation 4, nessuno di questi merita davvero un premio. Avevo scritto un lunghissimo post (700 parole per 4000 caratteri) in cui analizzavo prodotto per prodotto e spiegavo che, sebbene siano tutti sostanzialmente oggetti di cui sono contento, allo stesso modo ciascuno di questi ha una serie di difetti più o meno grandi che mi spingono a non considerare nessuno di loro meritevole di vincere. Ma alla fine ho deciso di segarlo perché non mi va di mettere su un papiro di critiche e lamentele su difetti vari. Mi sa tanto di sfogo da viziatello, quindi lo cestino e mi limito a non premiare niente. Va detto però che fanno un po’ storia a parte il Forerunner (che è ottimo ma io personalmente sento la mancanza dei tasti e non amo molto lo schermo touch – quindi è più una questione soggettiva che altro) e la PlayStation 4, che sarebbe anche buona se solo avesse dei giochi decenti o che comunque giustificano la spesa (e il joypad ha una batteria che dura quanto quella di un iPhone, cioè nulla…). Cosa che al momento non si può dire vera. In futuro, magari già da giugno con il nuovo Batman, le cose cambieranno, ma al momento non vale i 400 euro che costa.

Quindi sì, niente gadget tecnologico dell’anno per me. Al prossimo post per l’ultimo premio del 2014: il best of 2014 assoluto!

Pulsante rosso!

Ci sono molti motivi per cui io sono contento del mio nuovo televisore, e alcuni per cui non lo sono (per fortuna i primi sorpassano di gran lunga i secondi). Uno di quelli positivi è però estremamente stupido ma altrettanto importante per me: quando è in stand-by, si riaccende premendo un qualsiasi tasto del telecomando.

Per quanto scema sia come cosa, e lo è pure molto, io ODIO i televisori che si accendono solo premendo il dannato tasto rosso sul telecomando che si usa anche per spegnerlo. Anche perché di norma questo tipo di TV sono associati anche a uno stupido sistema/schermo che richiede svariati secondi per accendersi, e nessun indicatore che ti faccia capire se l’input che hai mandato è stato recepito. Così se hai attacchi di impazienza, ripremi il dannato tasto rosso e il TV si spegne nell’istante preciso in cui la luce arrivava sullo schermo. E volano imprecazioni.

Invece no, il mio Panasonic nuovo si accende premendo un qualsiasi tasto (o quasi). Tra l’altro lo schermo si illumina pure in pochissimo tempo, quindi doppia felicità. Lo so, mi accontento di poco 😀