Soffrite insieme a me

Non so perché, ma stamattina mi sono svegliato con un nome in mente che non sentivo/pensavo da anni, e che mi ha fatto sprofondare in una strana agitazione. Nella mia mente vedevo strane immagini di aerei fatti con una computer graphic degna di un Commodore 64 che si spostavano su strane mappe realizzate controvoglia da un bimbo di terza elementare per un compito per casa.  Non c’era dubbio, la mia mente per un non so quale motivo ha scavato (parecchio) in profondità nei miei ricordi e ha tirato fuori una delle cose peggiori in essi conservata: i Vengaboys!

L’orrendo gruppetto autore di tormentoni estivi come We’re Going to Ibiza e… beh, We’re Going to Ibiza e basta (anche se la loro pagina su Wikipedia cerca di farci credere che ci fosse altro. Ma tanto noi siamo già sotto shock per il semplice fatto che esista una pagina Wiki dei Vengaboys, e quindi non riusciamo a capacitarci di quanto viene scritto a prescindere).

Ad ogni modo la tortura non può che concludersi con la visione del video della loro unica canzone di successo. Video che è persino più brutto della canzone stessa!

Buon lunedì a tutti!

PS:  i Vengaboys non mi sono mai davvero piaciuti nemmeno all’epoca, e We’re Going to Ibiza era ed è orrenda, ma il loro altro successo, Boom, Boom, Boom, Boom!!, era decisamente più carino ed è invecchiato anche un filino meglio.

Passengers: com’è e come poteva essere

Non so se avete visto Passengers, il film di fantascienza uscito qualche tempo fa con un cast limitatissimo e stellare (Chris Pratt, Jennifer Lawrence e Laurence Fishburne).

In estrema sintesi, è un film che al massimo si può definire carino, ma che ha una serie di difetti e di buchi narrativi a dir poco imbarazzanti. [da qui spoiler: saltate al paragrafo successivo se non l’avete ancora visto e volete farlo!] Come una massa energetica che sembra in grado di sfondare un vetro blindato megaspesso ma non di bruciare una tuta umana pensata per l’esplorazione dello spazio (quindi non esattamente progettata per resistere a temperature assurde). O il fatto che una nave che porta con sé 5000 persone abbia un solo dispositivo medico… [/spoiler]

Io sinceramente non ve lo consiglio a meno che non abbiate tantissimo tempo libero e vi siate già visti tutto quello che di meglio c’è su Netflix, Sky, il vostro HD o altro (ma anche in questi casi, io andrei su un libro, fumetto o videogioco…).

Però se l’avete già visto c’è un video che invece consiglio di guardare. Un tizio ha prima analizzato la (semplice) struttura del film e poi ha provato a immaginarne una migliore, senza cambiare quello che è stato girato. Si limita, infatti, a rimontarlo e proporre così la medesima storia in un modo che è però infinitamente migliore della versione che abbiamo visto. E’ anche molto diversa, quindi può benissimo essere che gli autori l’avessero considerata e poi scartata. Ma se così fosse, secondo me hanno sbagliato.

Il video è un po’ lungo soprattutto perché il tizio si dilunga un po’ troppo all’inizio, ma guardatelo. Se non vi è piaciuto Passengers, lo vedrete sotto una luce diversa (per quanto ovviamente fittizia). Se vi è piaciuto, potreste scoprire una versione alternativa ancora migliore!

Le leggi di Keplero

Questa è una delle cose più sceme, e quindi più divertenti, che abbia mai visto. Non è bella e assurda, solo l’idea, ma anche l’esecuzione.

Non fermatevi solo alle immagini della finta boy band, che è comunque spettacolare di suo, ma ascoltate anche le parole perché il mix fatto dalle leggi della fisica e delle cavolate che dicono, è davvero spettacolare.

In sintesi: questi “Supplenti italiani” sono dei geni e vanno apprezzati 🙂

Un’offerta che devi rifiutare

Il 28 aprile arriveranno in Italia i nuovi smartphone top di gamma di Samsung, i bellissimi Galaxy S8 e S8+. Due telefoni che sono praticamente perfetti stando alle immagini che si vedono e alle recensioni apparse in rete (a parte la posizione del sensore per la lettura delle impronte, che è in un posto infelice: ma che serve anche fino a un certo punto vista la nuova tecnologia integrata nello schermo frontale e l’opzione per l’accesso con il riconoscimento facciale).

Il lancio è stato accompagnato dal solito giro di spot, molto belli pure quelli, e da una promozione.

Negli anni passati chi prenotava un nuovo Galaxy S aveva in omaggio cose come il visore per la realtà virtuale, memory card o altro ancora. Quest’anno cosa ti regala Samsung? L’esclusiva possibilità di pagare il prezzo intero e avere il telefono fino a otto giorni prima.

Che, detto sinceramente, mi sembra una vaccata. Lo è perché è la classica promozione fintamente limitata che probabilmente varrà per tutti quelli che decideranno di preordinare il telefono. Capisco che Samsung non possa o non voglia offrire di meglio: possa per i costi dovuti al richiamo del Note 7 e relativi mancati guadagni. Voglia perché di fondo è il telefono che tutti vogliono e aspettavano, e a ragione perché, lo ribadisco, è davvero splendido, e quindi non gli serve offrire nulla per venderlo.

Proprio per quest’ultimo motivo, io non avrei fatto questa offerta che sa di boiata. Non dai nulla di concreto all’acquirente, che magari si sente pure preso in giro per sta roba. E’ apprezzabile l’idea di cercare di dare qualcosa a costo zero, e magari in due o tre la riterranno davvero speciale. Ed è carino il gioco sul numero 8 (ti danno l’S8 8 giorni prima), ma davvero c’è qualcuno che pensa che una promozione del genere cambierà anche solo dell’1% il venduto di uno smartphone da poco meno di 1000 euro?

Vi lascio con un altro spot molto carino e divertente, realizzato per S8 e il visore per la realtà virtuale che è stato realizzato.

Occidentali’s karma

Non sono uno che guarda Sanremo. Non l’ho mai fatto e difficilmente la cosa cambierà. Non è supponenza, arroganza, senso di superiorità, approccio snob o altro. Semplicemente non mi interessano le manifestazioni canore, di nessun tipo (dal Festivalbar a X-Factor, passando per The Voice e qualsiasi altra declinazione della cosa).

Sanremo mi interessa così poco che ho preferito verificare via Google se si scrive Sanremo o San Remo, perché non ero sicuro (per la cronaca: ci avevo preso :D).

Però per quanto uno possa non seguire la manifestazione, alcune canzoni uscite da lì finisci comunque per ascoltarle. Così mi sono imbattuto in Occidentali’s karma, la canzone di Francesco Gabbani che ha vinto quest’anno.

E devo dire che mi piace veramente tanto. La melodia è incredibilmente orecchiabile, le parole a tratti un po’ contorte ma comunque molto belle e anche il video è molto carino. Inoltre Gabbani a me sembra uno furbo ed estremamente simpatico, che non serve ad apprezzare la canzone ma male non fa.

Così ho cercato di capire chi fosse perché, onestamente, non l’avevo mai sentito. E ho scoperto non solo che è l’autore di Amen, canzone che l’hanno scorso mi era proprio piaciuta, ma che con questa aveva vinto Sanremo giovani.

Ora mi metto a cercare i suoi album su Spotify e se mi piacciono, me li compro. Quindi per una volta anche io devo dire “grazie Sanremo”.

Non va

Oggi avrei voluto farvi vedere un video che può essere:

  • fantastico (se amate sciare)
  • interessante (se non vi piace lo sci ma siete patiti di tecnologia)
  • carino (se non vi piace la tecnologia e lo sci, ma vi interessano le montagne)

Purtroppo la condivisione su WordPress dei video su Facebook non va. O se va io non ci riesco, ed ecco qui la prova provata della cosa:

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcortinaskiworldcup%2Fvideos%2F1462178607157336%2F&show_text=0&width=560

(che poi io, in fase di preview, lo vedo anche – guardate qua. Ma quando faccio un’anteprima di prova, non va)

Perciò mi tocca dirvi di clikkare sul link che appare invece del video, per vedere Kristian Ghedina che scende per una pista di Cortina d’Ampezzo con sulla testa una telecamera a 360°. Potete, cioè, girare la vista in ogni direzione, anche sopra e sotto, e osservare tutto quello che c’è davanti, a lato o anche dietro di lui. Basta andarci sopra col puntatore del mouse, premere e tenere premuto il tasto sinistro, e muovere nella direzione in cui si vuole spostare la telecamera.

E’ davvero interessante, provare per credere!

Il mio diario digitale

Quando la gente mi chiede perché ho (ancora) un blog, e la cosa capita più spesso di quanto crediate, da sempre io rispondo allo stesso modo: Zero per me è una specie di diario dove scrivo e riporto le cose interessanti che ho visto, fatto o pensato. E’ prima di tutto un posto che esiste per me, perché io possa ritrovare qualcosa che mi era piaciuto molto e che mi ero appuntato qui sapendo che prima o poi l’avrei voluto rileggere o rivedere.

Poi ci siete voi lettori che, tanti o pochi che siate, siete per me un motivo in più per andare avanti. Ma il vero e principale motivo resta quello detto prima.

Giusto per farvi capire bene la cosa, ecco un esempio.

Su Reddit trovo questa notizia:

Richard “Mack” Machowicz, Navy SEAL and host of Future Weapons and Deadliest Warrior passed away yesterday from brain cancer, aged 52. You sparked my interest in firearms and weapons of all types from a young age, you will sorely be missed.

Voi direte “chi è?” e io vi farei eco, ma a lato del testo c’è anche una sua foto:

La faccia non mi è nuova quindi mi metto a pensare. Ci vuole poco per ricordarmi dove l’avevo visto: in un vecchio video promozionale che mi era piaciuto tantissimo. C’era una canzone molto bella cantata dai vari protagonisti dei programmi televisivi di un certo canale. Era National Geographic, penso senza esserne convinto. Lui era sdraiato a terra e, con un super ghigno, sparava facendo saltare in aria non so bene cosa. Voglio risentire la canzone e rivedere il video. Vado su YouTube perché so che l’ho messo tra i preferiti, ma so anche che sono anni che non lo vedo quindi vuol dire che è stato cancellato. Rapida ricerca nelle mie playlist e ho la conferma che non c’è più.

A margine: ma che rottura di palle è la cosa che YouTube cancella i video e tu nelle tue playlist vedi solo “video eliminato”? Non potrebbero lasciare il titolo e a lato la scritta che non è più disponibile? Così uno può andare a cercarsi quello che non c’è più, e magari lo trova anche nel canale legale.

Ma torniamo all’argomento del post. Voglio rivedere il video. Cercare su Google “National Geographic ad” non ha senso, si aprirebbe un mondo. Non c’ho tempo e comunque non è un metodo efficiente. Dove e come potrei trovarlo?

Ma è ovvio, su Zero! Sono certo di averne parlato nella versione 2.0, quella su iobloggo. Ci vado ma cercando National Geographic non ho risultati. Il che è strano, ho sicuramente messo il nome del canale come tag. Vuoi che non sia quello giusto? Che altri canali simili ci sono? Come si chiama quell’altro… c’è anche in Italia… sì, Discovery Channel. Rapida ricerca e boom, ecco qua il post che ne parla!

Ho anche la conferma che il video è stato cancellato da YouTube, ma ora so il nome del canale e soprattutto il nome della canzone: I love the World. Torno su YouTube e cerco “discovery channel i love the world”. Mentre digito vedo che mi appare anche una chiave di ricerca interessante: “discovery channel i love the world long version”. Long version? Non l’ho mai vista! Così me la guardo e ora, se volete, potete riguardarlo, o scoprirlo, insieme a me:

Richard lo potete vedere attorno al trentasettesimo secondo. Clikkando qui ci andrete diretti, ma io consiglio davvero di vedere tutto il video che dura solamente due minuti.

Lo spot è sempre splendido, niente da dire. Mi faccio un po’ impressione da solo nel realizzare che io ho riconosciuto un tipo di una foto grazie a due secondi in un video visto quasi 10 anni fa! E non è che poi l’avessi visto altrove, eh! Solo in questo video. La mia memoria visiva è a tratti impressionante, peccato che funzioni da dio fin troppo spesso nelle cavolate come queste e malissimo in quelle di lavoro. Forse dovrei farmi mandare le mail da Panini con sotto una colonna sonora accattivante e un montaggio da urlo di scene della redazione 😉

Ad ogni modo, Zero esiste perché io oggi voglio rivedere I love the World. Domani forse vorrò rileggere il post della tortura di Natale per Carla, o quello (splendido per me) della Carvalletta. O anche la cosa più importante che ritengo di avere mai scritto in vita mia, il post sulle tre cose imparate dopo la morte di mia mamma. Ecco perché lo facevo, ecco perché lo faccio ed ecco perché penso che continuerò a farlo ancora per un bel po’.

Con voi o senza di voi (ma ovviamente meglio “con” ;)).

Alla prossima!

Nuova ossessione…

Io faccio parte di quel (penso non troppo ristretto) gruppo di persone che, quando si innamora di una canzone, l’ascolta in maniera compulsiva per decine di minuti ogni giorno, per vari giorni. Una cosa che ovviamente fa la felicità di chi mi sta attorno e non condivide lo stesso entusiasmo. Ma Carla ormai ci è quasi abituata… 😉

Ad ogni modo la nuova ossessione è la SPLENDIDA canzone “You’re welcome” cantata da Dwayne Johnson in Moana/Oceania (per la questione titolo vi rimando a questo pezzo, se non l’avete letto).

Se non la conoscete ancora, preparatevi a vedere e sentire qualcosa di spettacolare perché un ritmo fantastico si fonde con un testo molto carino e un’animazione che definire geniale e incredibile è dire poco.

Se prima avevo voglia di vedere al cinema questo nuovo film Disney, ora non sto più nella pelle. Mi spiace solo che non potrò gustarmelo in lingua originale (e un po’ tremo all’idea di cosa avranno dovuto fare per rendere in italiano questa canzone), ma tanto da qui a qualche mese uscirà il BD, quindi…