Ormai siamo al fotorealismo…

Quando vedo video come quello qui sopra, che mostra una mod per GTA V che è a dir poco spettacolare, mi viene voglia di buttare via la PlayStation 4 e la Xbox One, e comprare un mega PC in grado di darmi una grafica del genere. Pensiero che mi era passato per la testa anche mentre guardavo dei video di Doom registrati su PC e notavo che erano infinitamente più belli della versione PS4 che ho giocato (e amato) io.

Poi però mi tornano in mente quegli anni in cui giocavo sì su PC, ma passavo anche ore a scaricare driver per risolvere conflitti assurdi (lo schermo blu per IRQ_NOT_LESS_OR_EQUAL me lo sogno ancora di notte! Dannate Sound Blaster! ;P), crash improvvisi e senza senso, problemi con le applicazioni sotto di Windows che invece di starsene buone, mi sparavano qualcosa interrompendo le partite…

Ci ripenso e resto molto comodamente seduto sul divano con il joypad in mano. Sogno la grafica dei PC ultrapompati ma non esiste che ritorni in quell’inferno. Sono troppo vecchio per affrontarlo…

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Più pazienza che Forza

Ieri sera mi metto a letto verso le 21 per leggere un po’ di cose sull’iPad. E dopo poco mi addormento, perché fin da piccolo se io mi ritrovo orizzontale, mi addormento alla velocità della luce, qualsiasi ora sia. Però dopo un paio d’ore mi sveglio: sono le 23 e sono pimpante, non ci penso proprio a tornare a dormire. Così decido di andare in salone e provare Forza Horizon 3, comprato durante l’Amazon Prime Day ad appena 18,99 euro. Non amo i giochi di auto ma Paolo li adora, quindi l’ho preso per giocarci un po’ con lui.

Non accendo l’Xbox One da mesi, quindi so che è praticamente certo che ci sarà un aggiornamento da fare. E infatti c’è: 3,4 GB di dati da scaricare. Ci vorranno 15 minuti circa, così mi metto a conquistare la palestra di Pokémon GO che c’è sotto casa mia. Finisco pochi istanti dopo l’installazione dell’update. Da notare che mentre la console stava scaricando l’update, sotto in background stava già installando Forza Horizon 3.

Quindi prendo il joypad convinto di poter iniziare a sfrecciare a bordo di qualche bolide… e scopro due cose:

1. che l’installazione del gioco è circa al 12% dei 42GB totali! Che sono anche tanti, ma soprattutto la macchina è fottutamente LENTA! Li sta tirando giù da un disco, non dalla rete. Il mio vecchio PentiumPro aveva una velocità di trasferimento CD-hard disk migliore di quella dell’Xbox One.

2. ci sono anche appena 9,2 GB di update.

Così comincio a pensare cosa fare. Giocare ad altro sulla One non è possibile perché tutti i giochi li prendo su PS4, quindi non ho nulla scaricato dallo store. E non posso usare i titoli avuti gratis con il Gold, perché mi è scaduto e ho deciso di non rinnovarlo visto che non gioco mai con questa console.

A questo punto passo all’idea di mandare la console Microsoft a quel paese e accendere la PS4, ma la cosa non risolverebbe il problema dell’installazione di Forza, che prima o poi dovrò fare. Avere le due console che vanno insieme non mi sembra intelligente, quindi alla fine decido di scegliere l’unica opzione sensata: mi metto a guardare la tv e aspetto. Ora sono le 1:37, su Italia 1 c’è una puntata della seconda stagione di Ally McBeal (che vedo in 16:9 nonostante l’originale fosse in 4:3 e la deformazione dell’immagine si nota fin troppo) e la One è a 25,98 GB su 41,56 di installazione, mentre il download dealla patch è a 7,33 su 9,42 (e sembra essersi fermato, anche se non capisco perché). Potrei giocare, almeno così mi dice una scritta sopra la percentuale dell’installazione, ma preferisco vedere come sarà la prima volta tra Richard e Ling , o se Ally vincerà l’assurda causa in cui si trova a difendere una donna che è stata denunciata per truffa dal marito, dopo che questo, leggendo i diari della sua ormai ex-consorte, ha scoperto che lei non l’ha mai amato .

Non so se la situazione con Xbox One S sia migliore, ma la vecchia One è una patacca lentissima e assurda. Pensata male (perché non posso giocare offline mentre la macchina scarica in background l’aggiornamento del sistema operativo? Perché il download di questo deve per forza di cose essere fatto con la macchina bloccata su una stupida schermata?), lenta, con un’interfaccia assurdamente brutta e poco intuitiva. E’ pure meno potente della PS4, quindi anche qui perde il confronto con la macchina Sony. Almeno fosse agile e veloce a gestire i nuovi giochi che compri, invece è proprio qui che c’è la più grande differenza tra le due console.

Col senno di poi, comprarla è stato un errore perché non la uso mai e quando lo faccio è più fonte di frustrazione che di divertimento. Ma ormai ce l’ho, quindi giochiamoci sopra. Una volta finita la puntata di Ally e l’installazione eterna, ovviamente

 

[Recensione] Uncharted 4

Mentre giocavo a Uncharted 4, mi sono ritrovato a pensare più volte cinque  cose:

  1. Che grafica pazzesca! Ci sono dei paesaggi davvero mozzafiato
  2. Ok, la smettete di parlare per favore? È un gioco, non un film. E se magari mi fate anche sparare un po’ di più, non sarebbe male…
  3. Se fanno morire Nathan o Elena, parto da Vicenza e vado alla sede della Naughty Dog solo per picchiarli tutti.
  4. Che palle, però. È praticamente identico ai primi tre capitoli. Si fanno le stesse cose negli stessi modi.
  5. Quando arrivano i clicker? No perché mi sembra davvero di stare giocando a The Last of Uncharted.

Il quarto e conclusivo (almeno con questi personaggi) capitolo di Uncharted è molto, molto, molto bello da vedere. E mi riferisco non solo alla grafica (che è assolutamente mozzafiato! Insieme a quella di The Witcher 3, la più bella mai vista in un videogioco per console, secondo me) ma anche alla storia, che fin troppo spesso si osserva quasi come se si fosse in un film. Un bel film, molto appassionante e ben scritto, ma forse un filino inutilmente troppo lungo. Inoltre io faccio parte di quella categoria di giocatori che non amano troppo i film interattivi: se prendo in mano il joypad è per giocare, non per vedermi filmati da decine di minuti o sequenze in cui ti sembra di giocare mentre in realtà stai solo muovendo un personaggio su una strada già completamente predefinita mentre i protagonisti parlano di qualcosa. In Uncharted c’è tanta trama da sempre, il che è un bene, ma qui forse si sono fatti prendere la mano. Il risultato non è realmente fastidioso, ma se ci sommiamo che soprattutto all’inizio ci sono lunghissime parti in cui l’unica cosa da fare oltre a guardare i video è esplorare o saltare, e le poche fasi action sono contro una manciata di avversari nemmeno troppo forti, un po’ di amaro in bocca a me è venuto.

Aggiungeteci che tutto quello che farete sa terribilmente di “già visto”. Certo, è normale che tra un capitolo e l’altro le meccaniche di gioco e le situazioni si ripetano, non sarebbe il nuovo capitolo di una saga altrimenti, ma la sensazione che io ho avuto qui è di un fin troppo forte déjà vu. Soprattutto mi sembra che gli sviluppatori abbiano speso gran parte del loro tempo e delle loro energie sulla storia, tralasciando l’aspetto action ed esplorativo. Zero armi realmente nuove, una sola meccanica inedita ma anche sostanzialmente inutile, seppur divertentissima le rare volte che la si decide di usare nei combattimenti (mi riferisco ovviamente al rampino), fase esplorativa non entusiasmante. Persino gli enigmi da risolvere sono pochi e molto semplici.

La storia, poi, per quanto bella e con un finale che mi è proprio piaciuto (e che apre la strada a un possibile Tomb Uncharted), ha fin troppi punti e situazioni presi pari pari da The Last of Us. Ci sono momenti in cui davvero le cose che succedono ci vengono mostrate praticamente come si sono viste nell’altro capolavoro di Naughty Dog (in particolare c’è una scena in cui Nathan ed Elena salgono in auto che ha le stesse atmosfere e persino lo stesso tipo di musica visti in TLOU). Non che sia un male, ma se capita cinque, sei volte… un po’ secondo me stona.

Infine va detta una cosa sulla meccanica di gioco con le coperture. Come temevo, le centinaia di ore passate su The Division mi hanno rovinato questo aspetto in Uncharted. E non parlo del fatto che il tasto che si usa per coprirsi è quello che fa saltare nel gioco Ubisoft (il che porta a grossi errori e morti evitabilissime), ma del fatto che The Division ha un meccanismo praticamente perfetto per gestire le coperture e, soprattutto, lo spostarsi tra queste. Quello di Uncharted, invece, è lo stesso di sempre che io ora trovo banale e superato. Non è brutto, ma non è divertente e reattivo tanto quello dell’altro gioco.

Ok, sono stato fin troppo critico e leggendo potreste pensare che Uncharted 4 non mi sia piaciuto. Niente di più lontano dal vero: il gioco è splendido e va assolutamente comprato e finito. Se avete fatto i tre capitoli precedenti, su PS3 o nella versione rimasterizzata uscita per PS4 (straconsigliata pure lei, tra l’altro), semplicemente DOVETE giocare al 4 perché riprende le fila di tutti i personaggi (beh, quasi tutti. Per uno c’è un DLC in arrivo tra qualche tempo), sviluppa la storia e la conclude in maniera eccezionale. Il punto di partenza e quello di arrivo sono ottimi, come si arriva alla fine un po’ di meno ma siamo comunque ben sopra l’eccellenza. Se invece non avete giocato i primi tre, comprate la collection e solo dopo averla finita dedicatevi al quarto capitolo. Altrimenti vi rovinerete un gioco non capendo il 90% delle interazioni tra i personaggi.

 

Sono curioso di vedere cosa succederà ora alla saga. Mi verrebbe da dire che è troppo famosa per essere accantonata, ma è anche vero che la storia dei Naughty Dog insegna che loro non ci pensano su troppo a parcheggiare per qualche decennio personaggi di successo. Io, come scritto qui, mi aspetto un rilancio con un nuovo protagonista, qualcuno che viene introdotto nelle scene finali e sembra davvero l’elemento perfetto per riprendere e far ripartire la saga. Vedremo se sarà davvero così o no.

Fino ad allora, lunga vita a Nathan, Sully ed Elena e un grazie a Naughty Dog per le splendide ore di avventura e divertimento che ci hanno dato con i quattro capitoli della saga!


Pagellone finale

Voto globale: 8,5
Grafica: 10
Storia: 8
Meccaniche action: 7

La collection di Uncharted, che raccoglie i primi tre capitoli, la potete comprare da su Amazon clikkando qui. Assolutamente da avere, anche perché a un prezzo che è la metà di un titolo normale, avrete tre giochi completi di assoluto livello! Uncharted 4 lo trovate invece qui. I prezzi attuali sono rispettivamente di 35 e 39 euro.

Generazioni di videogiochi e videogiocatori

Sono nato nel 1975 e ho iniziato a videogiocare praticamente subito. I miei genitori, infatti, comprarono prima della fine degli anni 70 una console conosciuta da pochi, una Phillips Videopac. Ancora non lo sapevano ma questo primo incontro con il divertimento videoludico avrebbe segnato pesantemente la mia infanzia prima, e la mia vita poi.

Oggi, quarant’anni (!) dopo, Paolo cresce vedendomi giocare con la PlayStation 4 e spesso si unisce a me, salendomi sulle gambe mentre cerca di mettere le mani sul mio joypad (quando non ha in mano il suo, che è uno dei miei vecchi controller che gli ho regalato per evitare che mi distrugga quelli nuovi ;D). Questi siamo noi l’estate scorsa.

io-e-paoloQuello che mi stupisce tantissimo è guardarmi indietro e vedere come è cambiato il mondo in questi anni anche su questo argomento. Certo, quasi quattro decenni sono tantissimi per qualsiasi settore, a maggior ragione per uno nuovo che prima non esisteva nemmeno (che però poteva anche morire, eh! Quante cose sono nate e morte dal 1975 a oggi?), ma quello che per me è stato un hobby che capivano in pochi e praticamente nessuno condivideva fino alla seconda metà delle superiori, oggi è non solo riconosciuto e apprezzato praticamente da tutti ma anche la norma. Oggi la vera mosca bianca è il ragazzino che non gioca con una console o con uno smartphone/tablet.

Ma c’è un’altra, enorme differenza che mi colpisce ancora di più. Paolo adora i giochi di corse, che io odio, per questo ogni volta mi dice “macchina macchina”. Ogni tanto cedo e gliene lancio qualcuno, e a volte lo faccio persino guidare con i disastrosi i risultati che potete immaginare. Ma quello che mi lascia senza parole pensare che questo è stato il mio primo gioco di auto (Pole Position su Commodore 64, circa il 1982):

pole_position_05mentre il suo è questo (Driveclub, 2014 su PlayStation 4)

DRIVECLUB™_20161231211049

Mentre riflettete sulla cosa, vi invito a trovare le dieci leggere e sottili differenze tra le due immagini: non è facile ma guardandole con attenzione direi che potreste farcela. ;D

Il nuovo Nintendo Switch

Oggi Nintendo ha presentato la sua tanto attesa nuova console, il Nintendo Switch. Si tratta di una macchina che deve prendere il posto del Wii U, una console che è stata un completo fallimento come dimostrano (1) le scarse vendite, (2) la scarsissima quantità di giochi usciti nel corso degli anni e (3) il fatto che la sostituiscano dopo una manciata di anni.

Questa è la nuova console che, pare, sarà in vendita in primavera:

nintendo-switch-smallSarò onesto, questa è la prima cosa che ho pensato vendendola:

Eh, niente da fare: Nintendo ci tiene proprio a uscire dal mercato hardware. Un po’ mi dispiace, ma almeno so che tra cinque o sei anni avrò un grande Zelda e un grande Mario sulla mia PlayStation X e Xbox N.

Volevo scriverla su Facebook, poi l’ho presa come spunto per questo post sul blog.

Come tanti miei coetanei, io con Nintendo ci sono cresciuto. A differenza di tanti di loro, però, io arrivato a una certa età non solo ho continuato a giocare, ma l’ho fatto quasi più di prima. In piccola parte per lavoro, in grande parte perché mi piace.

E da appassionato ed esperto del settore, sono anni che non capisco dove abbiano la testa i capi di Nintendo. Se guardiamo alle console casalinghe, dopo il SNES non ne hanno più azzeccata una. Avevano completamente in mano il mercato e se lo sono fatti fregare da Sony, che con la sua PlayStation 1 ha piallato il N64 grazie a un hardware più flessibile e, soprattutto, la scelta di usare i CD per i giochi al posto delle costosissime cartucce. Poi è arrivato il Gamecube, carino ma nato sotto una stella malevola e finito nel dimenticatoio fin troppo in fretta, causa pochissimi giochi non Nintendo (il mio è ancora in un armadietto che è alle mie spalle in questo preciso momento!).

Poi è arrivato il Wii, la più grande bolla della storia delle console secondo me. Ha venduto un casino di macchine ma assai meno giochi. Questo perché la stragrande maggioranza delle persone che l’hanno comprato non erano appassionati di videogiochi ma semplici persone che volevano provare il nuovo gadget tecnologico (e NON la nuova console) di cui tutti parlavano. Un po’ come chi anni fa comprava le GoPro perché se ne parlava tanto, e poi le usava per riprendere il gatto per una settimana, prima di dimenticarsela in un cassetto. E così è stato per il Wii, che ha venduto davvero tantissime console ma pochissimi giochi. Una volta che avevi Wii Sports, questo ti bastava e avanzava per la manciata di mesi in cui il tuo interesse sarebbe stato concentrato sulla console. Alla fine il Wii è stato un successo? Non penso si saprà mai, ma se magari commercialmente parlando la risposta è sì, dal punto di vista dell’immagine di Nintendo presso i vari sviluppatori di videogiochi la situazione è ben diversa. Ancora una volta, infatti, abbiamo avuto una console in cui i titoli Nintendo vendevano molto mentre tutti gli altri no. Non a caso a fine ciclo di vita non c’era praticamente un titolo multipiattaforma grosso sul Wii: no Assassin’s Creed, no Batman, no giochi di calcio (se non versioni approssimative e ben lontane da quelle su PS3 e Xbox 360), no Call of Duty, ovviamente no GTA.

Così quando è uscita quella strana console che è stato il Wii U, la carestia di titoli non Nintendo è sembrata solo il logico proseguire di una tendenza che andava consolidandosi fin dal Gamecube. Aggiungeteci un controller unico e completamente fuori di testa (oltre che molto scomodo da tenere in mano) e una potenza tecnica deludente perché mediocre se raffrontata alla concorrenza, e capirete il perché dell’insuccesso.

Ora Nintendo deve rilanciarsi e con cosa lo fa? Con una macchina che ha un controller unico e completamene fuori di testa (oltre che molto scomodo da tenere in mano, almeno a vederlo) e una potenza tecnica deludente perché mediocre se raffrontata alla concorrenza. Ma questa volta si potrà anche staccarla e farla diventare una console portatile… con delle dimensioni, a vederla nelle immagini, che fanno impallidire quelle della PSP, console nota per essere estremamente scomoda da portare in giro. La gente lo faceva (eccomi! Anche se usavo infinitamente di più il Nintendo DS), ma era venti anni fa, quandotutti noi non avevamo ancora in tasca un rettangolino pesante poche centinaia di grammi e dotato di una potenza degna di un computer di un’astronave.

Davvero in Nintendo pensano che uno decida di non comprarsi una PlayStation 4 per prendere invece uno Switch? Evidentemente sì, altrimenti non l’avrebbero fatto uscire così. Io invece dico che sbagliano e che questo sarà l’ennesimo bagno di sangue della loro storia, con la differenza che ora non avranno i ricavi monstre del Nintendo DS a coprire questo passo falso.

Sono troppo pessimista? Possibile e sia chiaro: se sbaglierò sarò il primo a esserne contento, perché ci vuole nel mondo dei videogiochi qualcuno che abbia il coraggio di Nintendo. La mia paura, e convinzione, è che quello che loro pensano essere coraggio si sia tramutato negli anni se non in arroganza, quantomeno in testardaggine: la testardaggine nel credere di poter fare le cose più assurde e avere successo comunque, per il nome che c’è sulla confezione. Sinceramente pensavo che con il Wii U avessero preso una buona dose di realtà in fronte, pare che così non sia.

Ribadisco: spero di sbagliarmi e che diventi un successo clamoroso, pieno di splendidi giochi. E che così si guadagni il suo posto a lato della mia PS4 e della XO. Incrocio le dita resto in attesa davanti alla finestra.

PS: se non avete visto il video di lancio, eccolo qui. Zelda sembra davvero maestoso, ma si sapeva da tempo, e anche Mario mi intriga parecchio.

Lo strano caso di LEGO Avengers su Amazon

Faccio un giro su Amazon e vedo che c’è la Amazon Game Week. Non è che stia davvero cercando nuovi giochi da comprare, ma magari c’è qualcosa di interessante quindi vado a guardarmi la sezione

Noto che tra le offerte ce n’è una che parla di sconti speciali, fino al 60%!, per i giochi Warner. Clikko subito per vedere cosa e a che prezzo, visto che ne ho due che mi interessano di questa casa: Batman Arkham Knight e LEGO Avengers. Il primo ha un prezzo ancora troppo alto, il secondo è persino peggio: 39,95 euro nella versione per PS4 (link – ovviamente non garantisco che il prezzo sia lo stesso di quando ho scritto io questo pezzo, cioè ieri sera, quindi ecco lo screenshot)!

lego-avengers-40Ci penso un po’ su e mi dico che è davvero troppo. E’ un titolo vecchio, dovrebbe essere disponibile a qualcosa di meno ormai. Così per pura curiosità faccio un giro su Trovaprezzi.it, giusto per vedere se ho ragione e c’è chi lo vende a un prezzo migliore. Questi sono i risultati che ottengo:

lego-avengers-trovaprezziNotate qualcosa? Il primo prezzo, il più conveniente, è di Amazon. E viene 29,99, dieci euro in meno di quanto ho visto io. Come è possibile che il prezzo in offerta nella Amazon Game Week sia più alto di quello che trovo su trovaprezzi? Mi dico che è chiaramente un errore del sito, ma clikkare sul pulsantone rosso e verificare non conta nulla, no? Mi ritrovo così qui:

lego-avengers-30Non è un errore, il prodotto esiste (e come si nota dal box in grigio, poi l’ho anche comprato :)). A questo punto sono tra il curioso e il confuso, e decido di fare la cosa più ovvia: cercare LEGO Avengers nel box per le ricerche di Amazon. Il risultato mi lascia decisamente perplesso:

lego-avengers-ricercaIl gioco a 29,99 euro non appare proprio. E questo sia cercando LEGO Avengers che Lego Avengers (non che pensassi che fosse case sensitive, ma per scrupolo ho cercato pure così).

A rendere il tutto ancora più strano il fatto che a venderlo a 40 euro è un affiliato, Excess gaming, mentre a 30 è Amazon stessa: come è possibile che la propria inserzione non appaia nemmeno? Potrei anche capire se volessero spingere quella dell’affiliato per motivi vari, ma non mostrare nemmeno la propria offerta quando si fa una ricerca mi sembra assurdo. A maggior ragione se questa ha il prezzo migliore.

Intendiamoci, non credo sia una scelta maliziosa di un Amazon che vuole fregare il cliente, e la cosa l’ho realizzata mentre scrivevo questo articolo. Guardate bene la prima immagine messa qui in alto: se notate sulla destra c’è un riquadro “Confronta offerte su Amazon” e la prima è proprio quella che si appare su Trovaprezzi: 29,99 venduto da Amazon. Quindi non è che il negozio online stia nascondendo l’offerta, semplicemente deve avere qualche casino nel gestionale interno che nasconde determinati risultati nelle ricerche.

La lezione di oggi è quindi chiara: clikkate su un prezzo indicato, anche se più alto di quanto vi interessa, e date un’occhiata a quel box sulla destra. 🙂

[Recensione] Gone Home

Non si vive solo di giochi tripla A, cioè quelli con budget da svariati milioni di dollari. Certo mi piacciono i vari Assassin’s Creed o Uncharted, ma il bello di questo periodo è che ci sono infiniti titoli indie che costano poco ma valgono tanto.

Mesi fa ho recensito uno di questi su Eurogamer (Klaus), oggi vi parlo di Gone Home.

gone_homeNon è certo un titolo nuovo, risale al 2013, ma io fino a poche ore fa non l’avevo mai provato. Poi complice una serata libera e l’aver concluso un altro gioco (di cui magari parlerò nei prossimi giorni), ho deciso di vedere com’era questo Gone Home di cui avevo tanto sentito parlare.

Lo lancio non sapendo NULLA del titolo: non conoscevo la storia, la grafica, persino che tipo di gioco è (survival horror? RPG? Fantasy?) o come si gioca (prima persona? Terza? Visuale isometrica?). Ed è stato meglio così perché mi sono goduto al massimo l’esperienza. Che, lo dico subito, è stata fantastica.

Io vi consiglierei di fare lo stesso: andate su Steam o sullo store digitale di Sony o Microsoft, spendete i 20 euro che costa e preparatevi a passare circa 90 minuti completamente assorti nel gioco (o magari aspettate che venga messo in offerta, perché in effetti venti euro non sono nemmeno pochi considerata l’età del titolo e la sua durata). Se siete possessori di PlayStation 4 e abbonati al Plus, il gioco è stato dato gratis qualche mese fa quindi magari ce l’avete già nella vostra collezione. Io l’ho avuto così 🙂

Quindi il consiglio è di giocarlo senza sapere nulla. Ma se invece volete qualche dettagli in più, sempre comunque senza spoiler, andate avanti con la lettura.

Gone Home è un gioco punta tutto, ma proprio TUTTO, sulla trama. C’è zero azione, solo esplorazione. In un certo senso è quasi più simile a un film che a un gioco, perché l’interattività è limitata alla libertà di spostamento all’interno della mappa di gioco e delle interazioni basilari con alcuni oggetti.

Voi vestirete i panni di una ragazza che è appena tornata a casa dopo un viaggio in Europa, e che non trova né i genitori né la sorella ad aspettarla. La sua casa è chiusa e al buio, con pure un po’ di cassetti aperti e disordine vario sparso più o meno ovunque. La vostra missione è semplice: capire cos’è successo.

Per farlo sarà necessario girare per l’edificio controllando ogni armadio, cassapanca eccetera, leggendo ogni documento che trovate (sono pochi e mai troppo lunghi, tranquilli).

Vi dico subito che è molto facile: praticamente non ci sono enigmi da risolvere, solo una storia da seguire che si sviluppa mano a mano che girate per le varie stanze della casa. Anzi tre storie: una principale più due secondarie che sono comunque più o meno indirettamente legate a quella che fa muovere la protagonista. E anche questo è molto bello perché dà un senso ancora più profondo e reale a quanto state scoprendo (vorrei dire di più per spiegare la cosa, ma sarebbero spoiler).

La grafica non è brutta, ma nemmeno spettacolare. E’ però estremamente funzionale alla vicenda, quindi non ve ne accorgerete in un verso o nell’altro. Il giudizio sull’audio segue quello della grafica, con però un parlato (inglese, ma sottotitolato in italiano) davvero ottimo ed evocativo.

Quello che rende Gone Home meritevole del vostro tempo e dei vostri soldi è come il gioco vi guida attraverso la vicenda, facendovi credere varie cose solo per poi smentirle pochi istanti dopo, quando una nuova teoria prende il posto della precedente. Fino al finale che a tratti sembrava scontato, a tratti improbabile. Vi dico solo che quando si arriva all’ultima rivelazione che porta alla scena finale, io ho fatto la strada che mi separava dalla mia destinazione con il cuore che mi batteva a mille mentre pensavo a cosa sarebbe potuto succedere, a che scena mi sarei trovato davanti e a come ci sarei rimasto male se davvero… beh, mi fermo qui.

Giocate a Gone Home, merita davvero.


Pagellone finale

Voto globale: 8,5
Storia: 9
Grafica e audio: 7
Longevità: 6,5 (è lungo il giusto, ma è anche vero che per 20 euro dura un po’ troppo poco)

Parliamo di Pokémon GO

pokemon-go

Per apprezzare, o anche solo capire, questo post, dovete conoscere Pokémon GO. Se non sapete cosa sia, c’è una completissima recensione su Eurogamer che vi consiglio di leggere. E’ scritta anche da qualcuno che conoscete molto bene 😉

Sì, gioco a Pokémon GO. Ci ho giocato quest’estate, lo sto facendo ancora adesso. Ci sono vari motivi per cui lo faccio, ma diciamo che mi piace avere qualcosa che mi spinga a camminare.

Non sono pigro per quanto riguarda l’attività fisica, ma non mi è mai veramente piaciuto passeggiare: trovo infatti fastidioso andare avanti e indietro senza senso, lentamente e per lungo tempo. E’ anche per questo motivo che preferisco correre: impieghi un tempo decisamente più corto (quantomeno se sei poco allenato come me in questo periodo T__T), c’è uno sforzo più intenso e macini molta più strada.

Con Pokémon GO, invece, camminare ha un suo senso.

Peccato però che quando si raggiunge un livello abbastanza alto, diciamo dopo il 20, e si sono già presi parecchi Pokémon, tipo 90, più che un divertimento diventa una marcia forzata di un disperato che cerca qualcosa che non troverà mai. E’ un po’ come essere in una landa desolata alla ricerca di cibo: trovi duemila volte delle cose che, volendo, puoi anche mangiare ma non ti sazieranno mai. Mentre quell’unica, preziosa bacca che brami, è sempre nascosta chissà dove.

Per esempio io oggi sono uscito per circa 45 minuti, e ho camminato per il centro di Vicenza che è pieno di creature da prendere. Ho anche usato l’aroma, una specie di bonus che attrae i Pokémon.

In questi 45 minuti ho catturato 41 Pokémon*. Di utili tra tutti questi ce n’era la bellezza di 1 (UNO!) – nemmeno inedito, mi servivano solo le sue caramelle- mentre tutti gli altri erano sempre i soliti che incontri ad ogni passo, e che ho preso solo per l’esperienza che danno. Una decina di inutili e rognosi li ho anche lasciati perdere. Non mi è scappato nulla che mi sarebbe servito, proprio non mi è apparso davanti niente di utile. Idem per Pokémon che mi mancassero: di loro non si è vista nemmeno l’ombra (in questo caso in senso letterale: nel radar del gioco zero ombre).

Quelli richiamati dall’aroma erano TUTTI le solite scartine, rendendo di fatto questo “bonus” tanto inutile quanto i Pokémon che mi ha portato (e lo stesso si può dire delle esche nei Pokéstop, tra l’altro).

E’ un trend che va avanti da giorni, ed è realmente fastidioso. A questo aggiungo la frustrazione per le uova da far schiudere macinando km. Prendiamo per esempio un uovo da 5 km: sono 41 i Pokémon che si possono trovare nelle uova di questo tipo e tra questi, 20 a me andrebbero bene perché mi servono le loro caramelle (con anche 3 di questi 20 che mi mancano proprio).

20 su 41, il 48,8% di probabilità di trovarne uno che mi sia utile. Bene, su 7 uova da 5 km che ho fatto schiudere recentemente (che sono 35 km, ma sorvoliamo…), solo una volta ho trovato un Pokémon buono, e mi ha pure dato la miseria di sei caramelle. Uno su sette! Statisticamente qual è la probabilità che questo succeda se ci si affida veramente al caso e non a un algoritmo che ti penalizza, anche pesantemente, quando raggiungi un certo livello/numero di creature catturate?

Tutto questo serve a dire che il gioco inizialmente è bello: catturi tanti Pokémon, li evolvi, eccetera. Ma arrivi a un certo punto in cui il divertimento letteralmente crolla, e l’unica cosa che ti resta delle ore che passi camminando con il telefono in mano è il movimento fatto, cosa positiva, e un probabile cancro alla mano che ti verrà tra una decina d’anni, cosa negativa.

Per questo non so quanto ancora ci giocherò. Magari tengo duro fino a Lucca, ma a meno di cambiamenti/aggiunte molto interessanti, la vedo dura che io vada avanti ancora a lungo. Sta anche arrivando il freddo, chi mi spinge a passare ore a camminare per le solite vie per ottenere i soliti, inutili Pokémon?

Ad ogni modo non posso davvero lamentarmi. A me Pokémon GO è piaciuto parecchio e mi ha divertito per tante, tante ore. E’ un gioco che consiglio a chi abita in centro città (un po’ meno a chi è in periferia o in un piccolo centro) perché le fasi iniziali, quando tutto è nuovo e praticamente ogni giorno catturi qualche mostriciattolo che ti manca, sono divertentissime ed esaltanti! E il tutto ci viene dato all’esorbitante prezzo di zero euro!

Se non l’avete mai provato, io vi consiglio di farlo e vedrete che per molti, molti giorni non ve ne pentirete!

* Dei 41 presi, 11 erano Pidgey e 11 Ratata. Due Pokémon da soli hanno fatto più del 50% del mio bottino! Visti invece zero dei tre iniziali, e ovviamente zero Pikachu. Pure questa è una cosa assurda: che io incontri un bulbasaur a settimana, e ci debba lottare a colpi di Ultraball e bacche, è sbagliato secondo me.

GTA V x 3

gta-vHo comprato Grand Theft Auto V all’uscita per Xbox 360. Preso via Amazon UK per risparmiare un filo, ma pagato comunque un prezzo praticamente pieno. Ci ho giocato una manciata di ore (5 o 6, che per GTA è come dire che ho visto il filmato d’introduzione e poco più) e poi l’ho messo da parte perché non avevo tempo. Ma anche quel poco che ho visto mi è bastato per capire che era un gran gioco e mi sarebbe piaciuto molto. Proprio per questo l’ho accantonato: ero in attesa di avere un mesetto intero da dedicargli.

Prima che questo accadesse hanno però annunciato la versione per PlayStation 4, superiore sotto ogni punto di vista con in più la possibilità di giocare in soggettiva. Di punto in bianco la mia “vecchia ma nuova” copia per 360 non aveva più il minimo appeal su di me. Era superata da quella più scintillante per la console Sony. E poco importava che questo significava comprare di nuovo lo stesso gioco e dover aspettare vari mesi prima di poterlo fare.

Arriva il giorno del rilascio di GTA V per PS4 e io sono pieno di cose da fare, di giochi da giocare. Non ho la quantità di tempo libero necessaria per un simile gioco, quindi non lo compro. Passano circa 12 mesi e lo trovo in mega offerta a 25 euro da Unieuro. Non potrò ancora giocarci, ma a un prezzo del genere quando mai lo ritrovo? Quindi vado e lo compro.

Oggi, circa un anno dopo, è ancora sulla mia libreria senza che sia mai stato toccato. E’ persino ancora sigillato nel cellophane originale. So che ci giocherò, lo voglio fare, ma non ho ancora tempo. Ma ora un po’ tremo all’idea che annuncino una versione ancora migliore per PS4 Pro. Non che pensi di comprare a breve questa nuova console Sony, ma se ci sarà un GTA V versione pro, perché mai dovrei giocarci oggi e rischiare così in un futuro di perdermi l’opportunità di provarlo fino in fondo in una versione migliore?

Intanto, però, per motivi totalmente diversi vorrei GTA V su PC. Lo vorrei non per giocarci ma esclusivamente per smanettare un po’ con l’editor del gioco e provare a capire se sono in grado di fare una cosa che piacerebbe a Paolo. Però l’ho già comprato due volte senza mai giocarci, farlo una terza volta e sapendo bene che qui al 100% non ci giocherò mai, mi sembra davvero stupido.

La domanda quindi è: che dite, se lo pirato su PC è tanto male? Spendere i 60 euro che mi chiedono su Steam mi sembrerebbe un po’ assurdo, anche perché c’è il forte rischio che la mia idea sia troppo difficile da realizzare per me, quindi rischio pure di comprarlo davvero per nulla. Per la terza volta.

Voi che fareste al posto mio?

Il nuovo, vecchio NES

Due post su Nintendo di fila! Sicuramente è un record visto che parlo pochissimo della casa di Kyoto 😀

Se siete un po’ nerd o avete amici che lo sono, sicuramente ieri i vostri social network sono stati invasi da questa immagine:

Nintendo NESNintendo cala la carta nostalgia e lo fa presentando un piccolo NES, la loro prima vera console e la loro macchina di maggior successo, in una nuova versione davvero carinissima. E’ piccolina, sta comodamente su una mano, e al prezzo di 60 euro vi danno anche un joypad e trenta giochi (la lista completa la trovate qui).

L’idea in sé è molto bella ed eseguita splendidamente bene, ma nasconde anche dei difetti non da poco secondo me.

Per prima cosa i giochi sono 30 e saranno 30 per sempre. Non si potranno comprare altri titoli in futuro perché la macchina è priva di ogni slot di espansione e non si collega a internet.

Poi è tutto da dimostrare come si vedrà un gioco pensato per un vecchio TV CRT su un moderno TV piatto. L’uscita HDMI fa sperare che qualcosa faranno per migliorare la resa, ma ancora non c’è nulla di certo. Ma anche se si vedrà bene, i giochi del NES sono realmente molto vecchi e poveri. E questo è il vero fattore critico della proposta, secondo me.

Non si vive di sola grafica, vero, ma nemmeno si possono giocare ancora oggi dei titoli così poveri sotto ogni punto di vista. Il suono è un insieme di acuti squilli o poco più. La giocabilità è limitatissima sotto ogni punto di vista: movimenti del personaggio, IA dei nemici, eccetera. Uno li prova per nostalgia, ma dopo una decina di minuti passa oltre e non ci pensa più.

Ma la proposta di Nintendo va oltre questi problemi e lo può fare grazia a una parola magica su cui fare leva: nostalgia.

Migliaia di persone compreranno questo piccolo NES per rivivere quello che hanno vissuto svariate decine di anni fa, salvo poi rendersi conto che oggi è tutto diverso, loro per primi. Un po’ come quando io dieci anni fa ho rivisto Megaloman e ho realizzato quanto scemo e insulso sia/fosse, altro che gli esaltanti ricordi nella mia testa (trauma/realizzazione che mi sta fermando dal rivivere tutti i miei miti della giovinezza. Da anni vorrei rileggere la saga dei Draghi di Margaret Weis e Tracy Hickman, ma proprio per questo non lo faccio).

L’idea che mi sono fatto io è che tutte queste persone lo compreranno per soddisfare il piacere personale di possederlo -costa anche il giusto per essere una spesa che puoi fare d’impulso senza poi pentirtene troppo- ma non lo proveranno mai. O se lo faranno, dopo un paio di giorni al massimo finirà a fare quello che è il suo vero destino: bella mostra di sé sotto il TV, in quanto oggetto di cultura pop molto noto e apprezzato. Nulla più.

Il che ci sta: spendiamo cifre ben maggiori per cavolate ben peggiori, un piccolo NES da sfoggiare per soli 60 euro è un affare. 🙂

PS: Io comunque spero che sia un successo planetario e che dia il là a operazioni simili per le altre console della Nintendo. Avremo un SNES per Natale 2017? Speriamo di sì!