Ogni maledetta domenica (e fottuto sabato)

La prima versione di questo post doveva riportare un elenco fedele di tutte le cose fatte da me e Carla durante lo scorso fine settimana. Arrivato a due pagine di A4 di descrizioni nemmeno troppo estese, ho deciso che era un inutile esercizio di stile che avrebbe annoiato il 99% dei lettori (e, sinceramente, io sarei stato tra quel 99%) e quindi ho buttato via tutto e sono ripartito da zero. Ma non cambio l’argomento della discussione, che è il week-end.

Da giovane era la pacchia, il momento più atteso della settimana, quando potevi semplicemente fare tutto: giocare, leggere, dormire, sport, cinema e chi più ne ha più ne metta. Nulla era precluso, nulla era impossibile perché il temo era dilatato e le 48 ore di sabato e domenica diventavano un qualcosa più vicino alle 96 di un lunedì-giovedì.

Poi è arrivato Paolo e le 48 ore del week-end sono diventate davvero 48, perché di tempo libero ce n’era ancora una marea, ma meno di prima.

Oggi Paolo ha due anni e mezzo, e il week-end attualmente sembra durare dalle tre alle cinque ore. E queste sono così fottutamente dense che quando finiscono, ho/abbiamo bisogno di almeno tre giorni lavorativi, cioè con Paolo al nido e quindi libertà per noi, per riprenderti.

Per capirci, lo scorso fine settimana siamo andati in stazione, abbiamo pranzato fuori e visto vari animali, fatto visita al nonno, siamo usciti a fare una passeggiata con amici e molto altro ancora. Ma davvero molto! E, per non farci mancare nulla, abbiamo anche visto un film (splendido: Arrival. Dalle 22 in poi, cioè solo dopo che abbiamo messo a letto Paolo, ovviamente) e fatto attività sportiva (Carla in palestra sabato mattina, io a correre domenica mattina).

Così siamo arrivati a domenica sera letteralmente morti. Al punto che quando verso le 18:30 ci hanno chiamato degli amici per chiederci se volevamo andare a casa loro per una pizza, io ho subito risposto no perché sapevo che se fossi uscito di casa di nuovo sarei sicuramente crollato a dormire sul tavolo, se non proprio svenuto per la stanchezza*.

E questa è sola l’ultima delle offerte che abbiamo rifiutato nell’ultimo periodo. Senza contare tutte le famiglie di amici che dovremmo rivedere da una vita (Alessandro, Andrea, Filippo, e mille altri) ma che non troviamo mai il tempo di vedere.

Per questo io sto cominciando a odiare il week-end. Troppe cose da fare in troppo poco tempo, e con energie che sono sempre di meno.

Sono diventato l’antitesi del pensiero raccontato ne Il sabato del villaggio di Leopardi. Io BRAMO l’arrivo del lunedì, quando potrò starmene da solo a lavorare in santa pace dalle 9 alle 16. Perché amo Paolo e adoro stare con lui, ma non ho l’energia necessaria per stare dietro tutto il giorno, per due giorni di fila, a una trottolina impazzita che non si ferma mai, che corre sempre in giro per la casa, che ti trascina avanti e indietro, che ora vuole questo, l’istante dopo vuole quello e anche altre duecento cose.

Amo alla follia Paolo, e mi piace che sia un maschio così pieno di vita e voglia di fare, ma la domenica sera, ogni tanto, penso anche che se avessi avuto una femmina tutta carina e calma, male poi non sarebbe stato 😉

* a essere completamente sinceri, il 70% della mia stanchezza di questo fine settimana deriva dalla marcia massacrante fatta domenica mattina. Ma non saremmo comunque usciti lo stesso, perché dopo giornate come queste, quando Paolo è già stato sballottato abbastanza, preferiamo restare a casa a calmarlo e a spupazzarcelo prima del ritorno al tran tran dei giorni feriali.

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Il bastone e la Coppa del Nonno

piccola-pesteE’ domenica sera e siamo tutti un po’ cotti. Come sempre il week-end è stato molto lungo e pieno di cose fatte, e si aspetta solo l’ora in cui Paolo andrà a letto (Carla per dormire anche lei, io per giocare, leggere o fare altro).

A un certo punto Paolo prende una scatola di cartone dove teniamo dei pezzetti di legno di varie forme, e la rovescia per terra. La sala, che già non era particolarmente ordinata (è una domenica sera, ricordate?), diventa un totale casino.

Carla a questo punto si arrabbia e dice a Paolo di raccogliere i pezzi. Lui per tutta risposta continua a fare quello che stava facendo, cioè giocare con una macchinina, e la ignora. Lei alza un po’ la voce, sempre poco perché non le riesce proprio di riprenderlo con forza, e lui si ferma, la guarda, fa la faccia offesa ma non si muove. Due anni e tre mesi di caparbia testardaggine condensati in uno sguardo.

Intervengo io che do man forte alla richiesta della mamma. Lui è sempre più fermo: ci guarda con espressione tra l’arrabbiato e l’offeso, con il labbrone inferiore che sporge e che preannuncia pianti e capricci.

Andiamo avanti non meno di cinque minuti a dirli “Paolo, ora raccogli i pezzi e li rimetti nella scatola”. Non otteniamo niente. NIENTE. Non dà nemmeno segno di averlo capito. Io cerco di addolcire la pillola dicendogli “Basta che ne metti via un paio, nulla più. Ma ora due devi metterli via”.

Risultato: zero. Non un suono, non un gesto, non un movimento. Si limita a girare la testa per fissare a turno me o la mamma.

Carla si arrabbia sempre più, io la voce l’ho già alzata e indurita da un po’… che altro posso fare?

A questo punto decido di cambiare strada. Dico a Carla: “Sto per fare una cosa. Dammi corda e non dire nulla”.

Vado in cucina e prendo una Coppa del Nonno, gelato che piace tanto a me quanto a Paolo.

Lui la vede e comincia a sorridere, parlare, muoversi. Saltella per la gioia. E’ chiaro che pensa di mangiarla, al che io lo guardo e gli dico: “Paolo, vuoi il gelato? Allora devi mettere via almeno due pezzi di legno che hai buttato per terra”.

Tempo un secondo, ma davvero UNO, si mette in moto e raccoglie tutti i pezzi di legno che vede: quelli vicini, quelli sotto il suo tavolino, quelli tra le gambe della mamma (che era seduta per terra). E lo fa sorridendo, parlottando, girandosi ogni tanto per guardarmi e, secondo me, per controllare che io lo stia vedendo mentre fa ordine. E magari che non abbia già iniziato a mangiare senza di lui.

Dopo un po’ anche io e Carla entriamo in azione, e in men che non si dica il pavimento è di nuovo pulito. La stanza resta un casino ma almeno non dobbiamo avere paura di pestare un piccolo blocchetto di legno al buio, con relative imprecazioni varie.

A quel punto mi siedo sul divano e Paolo si piazza tutto sorridente e contento alla mia destra. E iniziamo a mangiare il nostro gelato insieme. Un gelato tra un papà che non sa bene se essere contento o no per il risultato ottenuto, e un piccolo mostriciattolo tanto furbo e testardo quanto intelligente e ruffiano.

La battaglia è vinta, ma la guerra come finirà?

Vi riassumo il mio week-end… (powered by facebook)

…usando gli status di facebook. Merita.

(versione aggiornata del post di ieri, qui con gli status veri e propri linkati da facebook, così volendo si possono leggere i commenti. Bonus time: c’è anche uno status in più che ieri non avevo messo perché non mi andava di ricaricare l’immagine :D. Tengo comunque il post di ieri perché magari mi muore facebook e mi perdo quanto avevo scritto. Col blog, in teoria dovrebbe restarmi. Sempre che non muoia prima wordpress :))

Venerdì 4 luglio 2014, 12:50

Venerdì 4 luglio 2014, 12:55

Sabato 5 luglio, 01:28

Sabato 5 luglio, 03:55

Sabato 5 luglio, 04:44

Sabato 5 luglio, 17:12

Sabato 5 luglio, 22:52

Domenica 6 luglio, 18:42

Lunedì 7 luglio, 11:21

Vi riassumo il mio week-end…

…usando gli status di facebook. Merita.

Venerdì 4 luglio 2014, 12:50
Sapete quegli scherzi (inutili e stupidi) che si fanno nella casa di chi si sposa? Ecco, da noi non serve. Ci abbiamo già pensato da soli a metterla sottosopra
(Stiamo dipingendo la stanza che sarà di Mattia 2.0 aka Paolo)

Casa -delirio

Venerdì 4 luglio 2014, 12:55
Mi è stato fatto notare che non ho mai detto quando ci sposiamo. Non è un caso, cmq sia, se domani mattina siete in zona municipio di Vicenza alle 11:30… beh, saremo lì anche io e Carla. E anche tanta altra gente dei matrimoni che ci precedono e ci seguiranno
Anche per questo, sarà una cosa breve e indolore (penso :))

Sabato 5 luglio, 01:28
Non voglio azzardare un commento prima del tempo, ma porca di quella…

Sabato 5 luglio, 03:55
Mondo, il matrimonio mio e di Carla Campana è saltato. No, non ci siamo mollati all’ultimo, semplicemente Paolo ha avuto più fretta del previsto e ora siamo in ospedale da tre ore (sono le 4!). Non nascerà stasera, ma sicuramente non ce la facciamo a sposarci domani. Quindi se volevate venire in comune… Beh, state pure a casa

Sabato 5 luglio, 04:44
Arrivato a casa alle 5. Vado a letto col telefono acceso sperando che non mi chiami nessuno prima delle 11

Sabato 5 luglio, 17:12
Mondo, Paolo è nato in meno di tre ore, passando per una vasca per il parto in acqua ma decidendo di nascere su un comodo letto. Io sto bene, grazie a tutti per la preoccupazione. Come dite? Carla e Paolo? Ma certo, stanno bene anche loro
Battute a parte, è andato tutto bene. Grazie a tutti per i messaggi di prima e di adesso

Sabato 5 luglio, 22:52
Mondo, chiudo la LUNGHISSIMA giornata odierna con mamma Carla e il piccolo Paolo. Grazie a tutti per messaggi, auguri e tutto il resto:)

Carla e Paolo

Lunedì 7 luglio, 11:21
Uno inizia la settimana convinto di sposarsi e si ritrova il lunedì successivo ancora single e con un figlio. La vita è davvero strana 😀

(a margine: perché non riesco a inglobare il codice dei post di facebook qui su wordpress? Mah!)